Introduzione alle civiltà indigene d'America
di Alessandra Guigoni*
Note geografiche
Il continente americano é formato da due sub-continenti: l'America settentrionale e
l'America meridionale, unite da un lungo sistema di istmi penisole e arcipelaghi (Antille)
che formano l'America centrale. I due sub-continenti si estendono dal mar glaciale artico
allo stretto di Magellano. Il continente é bagnato dal mar glaciale artico a nord,
dall'oceano Pacifico a ovest dall'oceano Atlantico a est. La superficie é di 42.080.474
kmq.

Popolazione
In America settentrionale vi sono oltre 350 milioni di abitanti, in rapido accrescimento,
naturale e a causa delle migrazioni; gli indigeni sono ridotti a circa 1 milione in U.S.A.
e Canada e poco più di 12 milioni negli altri stati; solo nel Guatemala costituiscono
ancora la maggioranza della popolazione. Più numerosi sono i meticci, nucleo della
popolazione messicana e di altri paesi dell'America centrale continentale (circa 30
milioni). Esiguo il numero di eschimesi e aleuti. I neri, discendenti dalla popolazione di
schiavi importati nei secoli XVI-XIX sono molto consistenti negli USA, insieme ai mulatti
e a Cuba e Portorico, nelle altre isole Caribiche, dove rappresentano la quasi totalità
della popolazione. La popolazione dell'America meridionale ammonta a circa 300 milioni di
abitanti: è costituita per circa la metà da bianchi, creoli discendenti dei coloni
spagnoli, portoghesi e dei recenti immigrati (tra cui italiani). Gli amerindi sono meno di
20 milioni, concentrati in Paraguay, Bolivia, Perù; in nuclei modesti in Ecuador, Guiane,
Amazzonia. Assai più consistenti i meticci. Quasi un terzo della popolazione é formato
poi da neri, mulatti e zambos (incroci tra neri e amerindi) specialmente in Brasile e
Venezuela.
Lingua ed etnia
Per ciò che concerne lingua ed etnia degli amerindi, è valida la classificazione in 8
gruppi etnici: eschimo-aleuti, dakota o pellirosse, californiani o sonoriani, appalacidi o
margidi, pueblo-andini, amazzonici, patagonici o pampidi, fuegini. Lingue e dialetti sono
tradizionalmente suddivisi in più di 150 famiglie.
(Dati tratti dall'Enciclopedia Universale Garzanti)

Breve storia delle civiltà precolombiane
Il popolamento dell'America è abbastanza recente; esso si fa risalire a circa 40000-30000
anni fa, da parte di cacciatori nord-siberiani, che attraversarono a piedi lo stretto di
Bering. L'agricoltura risale all'incirca a 6000-5000 a.C., la ceramica è assai più
recente (3000 a.C.). Nel 2000 a.C. in Perù sono state rinvenute tracce d'oro,
lapislazzuli e oggetti litici martellati. I veri e propri primi oggetti in oro risalgono
al IX-VIII secolo a.C. e appartengono alla cultura di Chavin de Huantar. I manufatti in
oro in Colombia si trovano dal I sec. a.C, in America centrale dal III sec. d.c., in
mesoamerica dal 700d.C..
Nella I Fase (litica, 30000 a.C. - 6000 a.C.) avvenne il popolamento globale dell'America
tramite lo stretto di Bering, avanzando a piedi dall'Alaska alla terra del Fuoco, in un
tempo presumibile di circa 15000-20000 anni. L'America era popolata da cacciatori,
l'industria litica ricordava quella nord-asiatica.
La fine fluttuante della II fase (arcaica, 6000 a.c 3000/2000/1800 a.C.) dipende della
presenza o meno di una economia agricola ben sviluppata e della ceramica. Ad esempio in
Perù già alla fine del IV millennio ci sono centri monumentali di adobes. Manca la
ceramica ma l'agricoltura è embrionale. L'agricoltura in mesoamerica si data prima dal
6000 a.c al 2500 a.C.; la formidabile triade fagiolo-zucca-mais, giusto equilibrio di
carboidrati e proteine, ha permesso la crescita della popolazione e di conseguenza il
mutamento della società da agricola a urbana in tempi brevi. In sudamerica, nella fase
arcaica si coltiva la patata e il mais; si pesca con piroghe fatte di canne o leggero
legno di balsa nell'oceano, si addomesticano i lama, si coltiva e si filano il cotone e la
lana ricavata da lama, guanaco e alpaca.
La III fase (formativa, 2000 a.C. circa 200-300 d.C. circa) e' caratterizzata dalla
nascita di culture più complesse, stratificate, da una relativa abbondanza delle scorte
alimentari, dall'edificazione di templi e piramidi. Va detto che l'architettura
monumentale è concentrata in un territorio relativamente ristretto: Mesoamerica
(Guatemala e Messico), Ande centrali (Bolivia e Perù), in tono minore il sud est e il sud
ovest degli USA.
Due le civilta' madre nella III fase: l'Olmeca, nel golfo del Messico, e Chavin de
Huantar, nel Perù centro-settentrionale.
La civiltà madre olmeca nasce nel Golfo messicano, negli stati del Veracruz e del
Tabasco, nei bassopiani caldo-umidi paludosi. Caratteristici dell'architettura sono i
centri cultuali dotati di piattaforme sopraelevate e di strutture piramidali in argilla
ricoperte di pietre piatte, oltre alle magnifiche teste (cabezones) alte fino a 2.5 m e
pesanti sino a 14 tonnellate, rappresentanti in modo realistico individui tipologicamente
diversi. Nella scultura a tutto tondo prevalgono divinità antropomorfe con tratti
felinoidi, realizzate in basalto, giada, pietra vulcanica e calcarea, oppure nani,
deformi, obesi o bimbi, giocatori di pelota, spesso felinoidi. Sono stati rinvenuti anche
specie di giocattoli con ruote, segno che sebbene la ruota fosse conosciuta presso i
mesoamericani non veniva usata, forse per la mancanza di bestie da soma. L'edificazione di
centri cerimoniali, l'uso delle piramidi come base templare, la classe sacerdotale
organizzata, il sacrificio umano, la scrittura e il calendario glifico passarono dagli
Olmechi ai Maya e agli altri popoli mesoamericani. A la Venta, capitale degli Olmechi (il
termine deriva dalla lingua azteca che denominava questa regione olman, ossia terra del
caucciù) vi sono molte di queste teste colossali. Altri centri sono Tres Zapotes e
S.Lorenzo, dove gli edifici sono orientati e sorgono molti monoliti.
Sugli altopiani andini, a 3177 m, c'è l'area monumentale di Chavin de Huantar (1300
a.C.-500 a. C.). L'unico punto di contatto tra le due civiltà é il culto preminente
accordato al felino, rappresentato nelle iconografie. Il centro di Chavin diede l'impulso
a molte opere di terrazzamenti, canalizzazioni agricole, indispensabili in un territorio
così accidentato. Il complesso è costruito in un luogo ideale per osservare il movimento
degli astri; inoltre è alla confluenza tra due fiumi, per chiari motivi di culto e
liturgia delle acque. La divinità maggiore è raffigurata nel tempio vecchio,
seminterrato, sul Lanzon (lancia) di 4 m d'altezza, conficcato nel suolo: il volto è
quello di un essere antropo-felinoide corrucciato, con crini di serpente. Gli edifici
erano orientati verso est; il sito è composto da diverse piazze e templi, risalenti a
epoche successive. Una divinità molto importante era il "dio degli scettri",
riprodotto in molti monumenti, tra cui la stele Raimondi, che prima di essere trasportata
al Museo Archeologico di Lima serviva da tavolo ad un contadino del luogo; su di essa è
raffigurato un dio con due scettri culminanti in teste di serpente. Le ceramiche
comprendono vasi globulari, coppe, bottiglie, che ritroveremo, come forme e colori, un po'
in tutto il sud America.
Va ricordata a questo punto anche la cultura di Tiahuanaco,che influenzò le civiltà
classiche andine (600 d.C. - 1000 d.C.). La divinita' principale di Tiahuanaco, il
"dio della porta del sole", ricorda molto da vicino il dio degli scettri di
Chavin, sebbene le due civiltà siano separate da quasi due millenni di storia.
La IV fase (classica, I sec. d.C. - X sec. d.C. circa) segnò lo sbocciare delle maggiori
civilta' amerinde tra i quali Teotihuacan e Maya, in area mesoamericana e la cultura di
Tiahuanaco (Bolivia) in area andina. In Mesoamerica c'è la civiltà di Teotihuacan (il
cui nome significa "luogo in cui si diventa dei") che ci ha lasciato la più
grande città amerinda, ben 22 Km quadrati a circa 50 Km da Città del Messico, dotata di
due splendide piramidi: della Luna e del Sole, quest'ultima alta ben 60 metri; la civiltà
maya, la più alta di tutta l'America precolombiana, che si estendeva dal Messico
meridionale al Guatemala, al Belize, all'Honduras, al Salvador occidentali. Nelle Ande
centrali è l'apogeo della cultura di Tiwanaku o Tiahuanaco, che influenzò come abbiamo
detto le altre civiltà classiche andine dal punto di vista culturale fino al 1000 d.C..
Nella zona sud est USA fiorì la civiltà classica dei Mounds, giganteschi cumuli di
terra, della "cultura delle foreste orientali". All'arrivo degli europei però
questa civilta' era già in declino e c'era la cultura dei Natchez, presso la foce del
Missisipi , che ne perpetuava in tono minore le caratteristiche.
Nella zona sud-ovest USA c'era la civiltà dei Pueblos, antica e longeva: costruivano
grandi edifici a più piani con accesso dal tetto o dalla terrazza tramite scalette, in
adobe, mattoni d'argilla cotti al sole, in posizione difensiva o fortificati. Coltivavano
mais, fagioli, zucche e adoravano il dio sole come i mesoamericani. Questa cultura era
solo parzialmente in vita all'arrivo degli Europei (1600).
Nella V fase postclassica (X sec. d.C. circa - prima metà XVI sec. d.C. circa) c' e' la
testimonianza di uno stato di guerra un po' dovunque: alcune città appaiono fortificate.
Scendono in Messico dal nord America i Chichimeca, barbari che portano guerra e
distruzione ma, a contatto con i più evoluti popoli mesoamericani, danno impulso a nuove
civiltà: l'azteca, la mixteca la huaxteca. Ascendono in meno di 2 secoli le civiltà
azteca in Mesoamerica e incaica in Perù, conquistando territori vastissimi, in pochi
decenni.

Breve storia della scoperta dell'America
I Vichinghi furono i primi Europei a sbarcare in America Settentrionale. Gli uomini di
Leif Eriksson, giunti in Groenlandia nel X secolo, occuparono il territorio a nord-est di
Terranova, "Vinland". I rapporti con gli indiani degenerarono rapidamente (gli
indiani sono forse gli "skralling" di cui parlano le saghe nordiche) e si
scatenò la violenza: lo testimoniano le numerose punte di freccia d'osso lasciate sul
luogo in cui si erano insediati i Vichinghi.
L'America venne riscoperta nel 1492 da C.Colombo, il quale giungendo alle Bahamas ritenne
di essere giunto a Cipango, antico nome dato al Giappone. Egli non riconobbe mai
apertamente l'autonomia geografica del continente. Il fiorentino Amerigo Vespucci, agente
dei Medici alla corte spagnola, esplorò il Brasile e tornò costeggiando l'Africa,
affermò che l'America era una terra nuova. Perciò ebbe l'onore del nome, su proposta di
un cartografo tedesco nel 1507 .
I portoghesi, che avevano intuito la portata della scoperta, convinsero il papa a
concedere loro preziose leghe americane col trattato di Tordesillas. La bolla papale di
Alessandro VI, Borgia e spagnolo di nascita, la famosa "Inter caetera", fissava
una linea immaginaria che andava da Polo a Polo, una sorta di meridiano che doveva segnare
il confine d'influenza tra terre scoperte da Spagnoli e da Portoghesi, rispettivamente a
ovest e a est di essa (370 leghe verso ovest, a partire dalle Isole di CapoVerde). Nel
frattempo si esplorava il nord America ad opera di Francia, Olanda e Inghilterra grazie a
G. Caboto, nato a Genova ma naturalizzato veneziano (1497-98) che fu il primo a
raggiungere il nord America, scoprendo Labrador e Terranova e toccando l'attuale costa di
Boston e New York. Si andava delineando la vastità del continente, che molti ritenevano
doppio, ma il passaggio all'oceano Pacifico, che metteva in contatto con l'Asia, non si
trovava.
Il primo ad affacciarsi sul Pacifico fu Vasco Nunez de Balboa che nel 1513, accompagnato
da un indigeno, attraversò l'Istmo di Darien e vide l'immenso oceano. Il canale di Panama
verrà aperto solo nel 1915, dopo trent'anni di lavori.
Chi scoprì il passaggio a sud-ovest fu Ferdinando Magellano, un portoghese tenace che
pagò con la vita l'ardita missione, morendo a causa di un tafferuglio alle Molucche
(Filippine). La cronaca del viaggio fu fatta da Pigafetta, uno dei pochi sopravvissuti.
Magellano doppiò anche il Capo di Buona Speranza in sud Africa, e fu il primo a
circumnavigare il mondo.

La conquista
A) la conquista in America settentrionale
Agli inizi del XVI secolo Caboto, J. Fernandez, G. da Verrazzano e J. Cartier
scandagliarono le coste, perlustrarono le baie e risalirono i fiumi. La ricchezza di
pesce, al largo di Terranova, affascinò Francesi e Inglesi. Gli indiani barattarono
pellicce di lontra e castoro con coltelli, vestiti usati, acquavite e pane specialmente
con i Francesi.
Nel 1539 gli indiani della Florida videro sbarcare gli Spagnoli, comandati da Hernando de
Soto, che con i suoi uomini trasmise loro il vaiolo. Nel 1534 gli Irochesi incontrarono il
francese J. Cartier che aprì la via nel golfo S. Lorenzo agli insediamenti della
monarchia francese; Quebec sorse nel territorio di Algonchini e Uroni.
Più a sud nel 1607 venne fondata dagli Inglesi la prima città, Jamestown. Nel 1609 H.
Hudson risalì il fiume che porta il suo nome e sotto l'egida olandese fondo' la futura
Albany, sull'isola di Manhattan. Nel 1620 200 puritani inglesi fondarono il primo centro
nel New England, mentre poveri coloni olandesi affollavano New Amsterdam (New York).
Nel 1608 a Jamestown in Virginia, Wahusonacock, capo della confederazione Powhaton, offri'
in moglie la propria figlia Pocahontas (12 anni) a John Smith, condannato a morte dagli
indiani, e gli salvo' così la vita; non è che uno dei tanti tentativi di convivenza
pacifica.
Si scatenarono guerre a causa del fanatismo religioso e dell'avidità dei bianchi che
erano sicuri del loro diritto di possedere la terra su cui coltivavano e abitavano. Per
gli indiani invece la terra non era di nessuno. Per tutto il 1600 si combatte' e si fecero
tregue, deboli alleanze che duravano poco.
Dal 1730 le tribù Natchez del basso Mississipi, Fox e Sioux dei Grandi Laghi si
ribellarono, vistisi minacciati dall'avanzata inesorabile dei coloni verso il Far West.
Nel 1763 Luigi XV abbandono' alla Corona britannica i possedimenti francesi d'oltre mare
dopo sette anni di guerra, ma le tredici colonie erano ancora più avide di terra e dopo
la guerra contro la sovranità inglese e il trattato di Versailles (1783) che sanciva
l'indipendenza degli Stati Uniti d'America, l'espansione verso ovest (il mitico Far West)
fu irresistibile. In poco più di un secolo tutti gli indiani persero le loro terre e
furono rinchiusi e ghettizzati nelle riserve.
B) La conquista spagnola nei territori dei Maya e degli Aztechi
La conquista e la distruzione della cultura maya fu veloce e spietata. Molti codici su cui
erano scritti storia, miti e letteratura, furono bruciati dalle autorità religiose, in
quanto opera del diavolo: ci rimangono preziosi frammenti, ma nulla più.
Già nel 1502 Colombo durante il suo 4° viaggio aveva incontrato un'imbarcazione dei Maya
del Peten ed era stato il primo europeo ad entrare in contatto con i Maya. Nel 1511 dodici
naufraghi spagnoli raggiunsero con una scialuppa le coste dello Yucatàn: caduti
prigionieri dei Maya alcuni furono sacrificati, altri si ammalarono e morirono. Strana la
vita. Solo due sopravvissero: erano il marinaio Gonzalo Guerrero, che in seguito divenne
acerrimo nemico degli Spagnoli, e il frate Geronimo de Aguilar, interprete di Cortes. Al
1517 risale la prima spedizione ufficiale in terra Maya, che riportò all'Avana (Cuba) una
cassetta di splendidi gioielli. Giunse infine Cortes all'isola di Cozumel e li proclamò
sudditi del re di Spagna. Di lì a poco iniziò il progressivo smantellamento della
cultura indigena; bruciare i loro scritti, distruggere i loro idoli significava
"deculturarli", operando una sorta di violento lavaggio del cervello; seguirono
le stragi gratuite, le malattie e gli stenti che decimarono questo popolo .Oggi i
discendenti dei Maya sono mal tollerati sia dal governo messicano che da quello
guatemalteco.
La conquista azteca fu rapidissima. Vuoi per la superiorità delle armi spagnole, vuoi
perché molti regni sudditi degli Aztechi si ribellarono e diedero man forte ai
conquistadores, vuoi perché uccidere Moctezuma fu come uccidere lo spirito del popolo
azteco. Infatti quando Cortes entrò a Tenochtitlan e uccise il re divino atzeco Moctezuma
nel 1521, gli Aztechi subirono un tracollo psicologico: Monteczuma era il simbolo del
regno, dei loro dei e morendo lui venivano a morire tutte le divinità, il loro universo.
C) La conquista in Perù
In Perù la conquista fu più difficile. All'arrivo degli Spagnoli era appena terminata
una guerra civile tra i due figli di Huaina Capac (1493-1527): l'Inca Huascar e l'Inca
Atahualpa. Per circa 40 anni i discendenti degli Inca opposero una resistenza fatta di
guerriglie e azioni disturbative. Pizarro dopo l'assassinio di Huascar per ordine di
Atahualpa, catturò l'Inca e lo uccise. Il 15 novembre 1533 gli Spagnoli fecero il loro
ingresso al Cuzco e misero sul trono Manco Capac, fratello di Atahualpa. Per tre anni
sopportò le angherie degli Spagnoli e di essere capo di un governo fantoccio, ma nel
1536, esasperato, incendiò la capitale (Cuzco) e si rifugiò nelle montagne di
Vilcabamba, dove rifondò l' impero Inca, in piccolo. Assassinato dagli Spagnoli nel 1545
gli successe il figlio Sairi Tupac, cui successe Titu Cusi (1560-71).
Nel 1572 fu conquistato anche il piccolo regno e catturato e decapitato l'ultimo Inca
peruviano, Tupac Amaru. Finiva così la gloriosa resistenza degli indios, in un bagno di
sangue; ma il nome e le gesta di Tupac Amaru non sono state dimenticate e ancor oggi hanno
un sapore leggendario ed eroico sulla bocca degli indios.
Di lì a poco sarebbero giunti in Europa l'oro di Aztechi e Inca, pronto per essere fuso e
reso moneta suonante; il cacao, il tabacco, il mais, la patata, i fagioli e i fagiolini,
l'ananas, l'avocado e il pomodoro, artefici di una silenziosa rivoluzione alimentare e
culturale. Sarebbero giunte le parole amare del frate Bartolomeo de Las Casas, primo
grande amico degli amerindi, e le menzogne dei conquistadores, intenti a giustificare e
santificare un genocidio senza precedenti (soprattutto per lo sfruttamento degli indios,
impiegati in modo disumano prima delle miniere d'argento di Zacotesas e Guanajuato in
Messico e del Potosì in Bolivia, poi nei campi di cacao e cotone, infine nelle obraje, i
tristemente famosi laboratori tessili)
Quando fu decimata la popolazione indigena iniziò a proliferare il mercato degli schiavi
neri, che andavano a rimpiazzare gli indigeni nelle miniere e nei campi dei latifondisti
europei, ma questa è un'altra storia.
(Questo seminario è stato tenuto all'Università Regionale della III Età di Cagliari nel
Novembre 1995)
Bibliografia generale consigliata
J.Parry, Le grandi scoperte geografiche. Il Saggiatore economici,1994.
C.W.Ceram, Civiltà sepolte, Einaudi, 1970.
AAVV, Le grandi scoperte dell'archeologia. De Agostini, 1981.
H.C. Puech, Le religioni dei popoli senza scrittura. Laterza, 1987.
E.Cerulli, Le culture arcaiche oggi. Utet, 1986.
Siti
AnthroNet-Database antropologico a cura di T. White, che comprende più di 40.000 siti
di interesse antropologico, accuratamente censiti. URL: http://anthro.net/
Anthropology resources on the Internet - Curato da B.O. Clist, forse il più noto sito web
sull'antropologia. Molta americanistica. URL: http://perso.club-internet.fr/bclist/Anthro/
AnthroTech - The WWW Virtual Library Anthropology -Curato dal E. Lee, offre anche una
newsletter mensile "AT Digest" che informa su novità, convegni, libri ecc. URL:
http://vlib.anthrotech.com/
Centro Internazionale Studi America Indigena (Siena)- Il CISAI è coordinato da L.
Giannelli, C. Greppi, A. Melis, e M. Squillacciotti, docenti della stessa università. Il
settore etnoantropologico offre testi e immagini sui Cuna del Panama, e una sezione di
link dedicati ai popoli nativi dell'America centrale. Indirizzo: http://www.unisi.it/ricerca/centri/cisai/
Centro per lo Studio delle Letterature e delle Culture delle Aree Emergenti - Il Centro
del CNR, di cui è direttore S. Zoppi ha attiva una sezione iberica e latinoamericana,
appoggiata alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano. URL: http://users.unimi.it/cnrmi/presentazione.htm
Consejo Europeo de Investigaciones Sobre América Latina (CEISAL) - Sito della struttura
francese interuniversitaria, che raggruppa oltre 50 tra associazioni e centri di ricerca
di oltre 18 paesi, e promuove lo sviluppo delle ricerche europee in campo latinoamericano
dal punto di vista delle scienze umanistiche e sociali. In francese. URL: http://www.univ-tlse2.fr/amlat/ceisal/index.htm
Circolo Amerindiano (centro studi americanistici) Ha sede a Perugia. Organizza seminari,
convegni. http://www.amerindiano.cjb.net/
Cuba, una cultura in movimento- Sito curato dall'antropologo americanista Dr. C. Nobili
sulla società e cultura cubana, si avvale di numerose collaborazioni ed è costantemente
in crescita. URL: http://carlo260.supereva.it/
EIDETICA -Sito di antropologia culturale, dedicato soprattutto all'americanistica, a cura
di G. Tescari antropologo, docente dell'Università di Torino. URL: http://www.cisi.unito.it/eidetica
Halfmoon -Dedicato alla scrittura maya, i cui segreti sono spiegati in modo semplice,
grazie anche alle ricche illustrazioni. In inglese.URL: http://www.halfmoon.org/
Mesoamerican Archaeology WWW -Page Ottimo punto di partenza per ricerche aventi per
oggetto le civiltà mesoamericane. Il sito contiene informazioni e link aggiornati su vari
temi archeoantropologici. In inglese. Indirizzo: http://copan.bioz.unibas.ch/meso.html
NAYA - Sito argentino, prevalentemente in spagnolo; costituisce un database
archeoantropologico, newsletter, notizie e informazioni su seminari e convegni per tutto
il Sud America. Pubblica anche la rivista elettronica Noticias de Antropología y
Arqueología. URL: http://www.naya.org.ar
Native Culture -Ampio sito dedicato ai Nativi americani. In inglese.URL:
http://www.nativeculture.com/home/
Soconas Incomindios- Solidarietà con i popoli -L'associazione, che a sede a Moncalieri
(TO), è diretta da N. Clerici, docente dell'Università di Genova. Pubblica la rivista
Tepee e si occupa di diverse attività culturali. URL: http://www.cisi.unito.it/progetti/soconas/benv1.htm
WEDA (World Email Directory of Anthropologist) -Database a cura di H. Jarvis; contiene
oltre 5000 nominativi di antropologi di tutto il mondo; il curatore ha messo a punto un
ottimo strumento di ricerca per trovare esperti e studiosi di tutte le branche
dell'antropologia, anche americanistica. URL: http://wings.buffalo.edu/academic/department/anthropology/weda/
The WWW Virtual Library - Native Americans -Sito dedicato ai popoli nativi americani,
ricco di risorse e link utili. URL: http://www.hanksville.org/NAresources/
*Alessandra Guigoni, antropologa, ricercatrice
presso l'Istituto di discipline socio-antropologiche dell'Università di Cagliari
www.etnografia.it |