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CAPITOLO 2

2.1 Disegno dello studio

Dopo uno studio introduttivo sul fenomeno immigrazione e sulle problematiche relative alla salute dell’immigrato, si è focalizzata l’attenzione sulla relazione tra il personale infermieristico e l’utente straniero. Si è così deciso di effettuare un’indagine con finalità esplorativa e descrittiva su tale aspetto.

Dopo averne considerato i dati relativi all’afflusso dell’utenza straniera, è stato scelto come sede di tirocinio di tesi e per l’indagine, il servizio di Pronto Soccorso dell’Ospedale S. Bortolo di Vicenza. Il tirocinio, che ha avuto luogo nei mesi di Agosto e Settembre 2000, ha permesso di osservare le dinamiche relazionali tra infermieri e utenti stranieri, con i quali in questo servizio si è quotidianamente a contatto. L’indagine è stata effettuata tramite l’applicazione di uno strumento che si propone di valutare l’adattabilità interculturale: si tratta di un questionario che è stato somministrato nel periodo 31 Agosto - 22 Settembre 2000 a tutto il personale infermieristico del Pronto Soccorso, che costituisce quindi l’oggetto dello studio.

 

2.2 Oggetto dello studio

Oggetto di questo studio è un gruppo di infermieri costituito da tutto il personale infermieristico che opera presso il servizio di Pronto Soccorso dell’Ospedale S. Bortolo di Vicenza. Il gruppo è costituito da 34 infermieri, di cui 12 maschi e 22 femmine, d’età compresa tra i 24 e i 51 anni.

2.3 Il questionario

Il questionario utilizzato è introdotto da una breve presentazione che spiega lo scopo dello studio e garantisce l’anonimato dei compilatori. Lo strumento è costituito da una prima parte, che è servita per raccogliere informazioni generali sul campione: età, sesso, titolo di studio, anzianità di servizio, esperienze di vita all’estero, difficoltà incontrate con l’utenza straniera (vedi allegato 1 p.44). La seconda parte è la traduzione/adattamento (32) di un questionario ideato da due ricercatori americani, Colleen Kelley (consulente di relazioni personali) e Judith Meyers (psicologa)(33), che è stato utilizzato in questo studio per la prima volta in Italia. Questa parte dello strumento, che è stata chiamata C.C.A.I. (Cross-Cultural Adaptability Inventory) (vedi allegato 2 p.45), contiene 50 affermazioni cui il compilatore può rispondere scegliendo tra sei possibilità per manifestare il suo grado di accordo:

  1. Assolutamente vero
  2. Vero
  3. Tendenzialmente vero
  4. Tendenzialmente falso
  5. Falso
  6. Assolutamente falso

Queste 50 affermazioni si propongono di valutare la capacità di adattamento interculturale sulla base di quattro dimensioni che sono strettamente correlate a questa abilità. In particolare:

  • Elasticità Emotiva (E.E.)
  • Flessibilità/Apertura (F.A.)
  • Acutezza Percettiva (A.P.)
  • Autonomia Personale (A. Pe.)

Elasticità Emotiva: trovarsi in mezzo a persone di un’altra cultura può creare frustrazione, confusione e solitudine. In queste situazioni è importante essere in grado di mantenere un atteggiamento positivo, tollerare le forti emozioni e saper affrontare ambiguità e stress. E’ di aiuto anche la capacità di mantenere la propria autostima e fiducia in se stessi. Altre caratteristiche associate all’elasticità emotiva comprendono la fiducia nella propria capacità di affrontare le situazioni non familiari e di reagire positivamente alle nuova esperienze. Tutto questo richiede coraggio, assunzione di rischio e spirito d’avventura.

Flessibilità/Apertura: l’adattamento ai diversi modi di pensare e agire richiede l’abilità di essere aperti alle idee differenti dalle proprie e alle persone differenti da sé. Queste caratteristiche sono anche utili per sviluppare relazioni con persone differenti da sé. Tolleranza, mancanza di rigidità e simpatia e serenità nello stare con tutti i tipi di persone, sono inoltre tratti distintivi della persona che è molto dotata in questa dimensione.

Acutezza Percettiva: un linguaggio non familiare, verbale o non verbale, rende la comunicazione più difficoltosa. La sensibilità percettiva è la chiave che permette di fronteggiare con successo questa sfida. L’acutezza percettiva è associata all’attenzione alle relazioni interpersonali e al comportamento verbale o non verbale. Essa inoltre implica la capacità di prestare attenzione al contesto della comunicazione, di essere in grado di "leggere" le emozioni della gente, di essere sensibili all’impatto che si ha sugli altri e di comunicare con accuratezza. Infine una persona che riporta alti punteggi in questa dimensione è in grado di interpretare obiettivamente le informazioni.

Autonomia Personale: quando s’incontrano persone i cui valori e credenze sono differenti dai propri, la conoscenza di sé è importante. La principale caratteristica associata all’autonomia personale è un forte senso d’identità. L’autonomia personale include anche la capacità di mantenere i propri valori e credenze, di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e di rispettare se stessi e gli altri. Le persone con un’alta autonomia personale si sentono capaci, sanno come comportarsi e mettere in atto le proprie decisioni, mentre rispettano le decisioni altrui.

Con i punteggi ottenuti nelle quattro dimensioni si costituisce un profilo che permette di individuare i limiti ed i punti di forza del soggetto. Le caratteristiche di queste dimensioni possono essere modificate con la formazione e con l’esperienza. Per rendere visivamente più comprensibile tale profilo viene utilizzato un grafico (vedi allegato 3).

 

2.4 Somministrazione del questionario

Il questionario richiede circa quindici minuti per la compilazione; per la maggior parte dei soggetti è stato somministrato durante il turno di lavoro, approfittando dei rari momenti di "calma", soprattutto nelle ore serali/notturne. Esso è stato compilato in presenza della somministratrice, che presentava lo strumento garantendo l’anonimato, chiedendo sincerità nella compilazione e spiegando che i risultati avrebbero costituito un profilo di gruppo e non individuale. Durante la compilazione la somministratrice era a disposizione per chiarire eventuali dubbi.

La compilazione è stata eseguita singolarmente dalla maggior parte dei soggetti o al massimo da due soggetti contemporaneamente poiché era necessario non creare problemi al servizio, che richiede una continua presenza dei suoi operatori. Il distacco temporaneo di un infermiere richiedeva che un collega si facesse carico del suo compito sostituendolo per il tempo necessario alla compilazione. Bisogna dire che vi è stata molta disponibilità da parte di tutto il personale a collaborare in questo lavoro, permettendo così che la compilazione avvenisse con una certa tranquillità. Solo in pochi casi (2-3 al massimo) la compilazione è stata interrotta per problemi urgenti, che richiedevano l’immediata presenza di tutto il personale.

 

2.5 Procedure statistiche utilizzate

Per l’elaborazione dei dati raccolti sono stati utilizzati i programmi EXCEL 97 e SPSS 7.5. In particolare è stato utilizzato:

  • t di student per verificare le differenze dei punteggi nelle dimensioni C.C.A.I. rispetto al sesso;
  • Tau di Kendall per verificare le correlazioni tra punteggi C.C.A.I. (ricodificati) e:

-età (ricodificata)

-scolarità

-anzianità servizio

-anzianità reparto

-esperienze all’estero

-difficoltà rilevate.

 

2.6 Risultati

La prima parte dello strumento valutativo ha permesso di raccogliere i dati relativi alle caratteristiche dei soggetti e alle loro esperienze. Il campione è costituito da 34 soggetti: gli infermieri del Pronto Soccorso dell’ospedale S.Bortolo di Vicenza

Sesso: 12 soggetti sono maschi e 22 femmine (grafico B).

grafico B

Età: va dai 24 ai 51 anni, 15 soggetti hanno un’età compresa tra i 24 e i 28 anni, 13 tra i 29 e i 35 e 6 maggiore di 35 (grafico C).

 

grafico C

Scolarità: 22 soggetti sono in possesso del diploma di scuola media superiore (4-5 anni), 11 di scuola media superiore (2-3 anni) e 1 di scuola media inferiore (grafico D).

 

grafico D

 Per quanto riguarda il diploma infermieristico 30 soggetti sono in possesso del diploma di Infermiere Professionale (I.P.) e 4 del Diploma Universitario per Infermiere (D.U.I.) (grafico E).

 

grafico E

Esperienza professionale: per quanto riguarda l’anzianità di servizio complessiva, 2 infermieri operano da un periodo che va da 0 a 3 anni, 19 da 3 a 8 anni, 9 da 8 a 15 anni e 4 da oltre 15 anni. L’anzianità di servizio al Pronto Soccorso corrisponde per 22 soggetti ad un periodo che va da 0 a 3 anni, per 8 da 3 a 8 anni, per 3 da 8 a 15 anni e per 1 oltre i 15 anni ( grafico F ).

grafico F

Esperienze all’estero: 18 soggetti non hanno mai vissuto in paesi esteri (per lavoro, turismo, studio, ecc.), 11 hanno avuto un’esperienza inferiore ad 1 mese e 5 vi hanno vissuto per un periodo di tempo da 1 a 12 mesi, nessuno oltre i 12 mesi (grafico G).

grafico G

Difficoltà: 7 soggetti ritengono che la relazione lavorativa e interpersonale con utenti provenienti da altre culture sia molto difficile, 23 che sia abbastanza difficile e 4 poco difficile (grafico H).

 

grafico H

Le difficoltà sono state riscontrate più di frequente a livello linguistico secondo 12 soggetti, più a livello comportamentale per 4 soggetti e ad entrambi i livelli per 18 soggetti (grafico I).

 

grafico I

Operando con gli stranieri si sono verificate maggiormente difficoltà con gli utenti adulti e con gli accompagnatori degli utenti. Per questo aspetto, per il quale era possibile scegliere più di una risposta, le risposte sono state appunto 28 per i utenti adulti, 8 per gli accompagnatori dei utenti, solo 2 per i colleghi medici e 1 per i colleghi infermieri (grafico L).

 

grafico L

 

L’elaborazione dei dati relativi alla seconda parte dello strumento e cioè il questionario C.C.A.I., ha permesso di ottenere i punteggi del campione nelle quattro dimensioni (Elasticità Emotiva, Flessibilità/Apertura, Acutezza Percettiva, Autonomia Personale). Sono state ottenute le medie dei punteggi dei maschi, delle femmine e del totale, nonché i punteggi minimi e massimi raggiunti. La media dei punteggi del totale si colloca, rispetto alla media di riferimento calcolata dagli autori americani del C.C.A.I., leggermente al di sotto per Elasticità Emotiva, Flessibilità/Apertura, Acutezza Percettiva ed allo stesso livello per quanto riguarda l’Autonomia Personale.

Per il campione intervistato la dimensione che risulta essere più solida è quella dell’Autonomia Personale., seguita da Elasticità Emotiva e da Acutezza Percettiva, la meno solida risulta essere invece Flessibilità/Apertura. Bisogna comunque tenere presente che il range tra i punteggi minimi e massimi è piuttosto ampio. Il profilo grafico C.C.A.I. ( vedi allegato n.3 p.46 ) su cui questi valori sono stati riportati ne facilita, visualizzandoli, la lettura e la comprensione.

 

tabella 7: punteggi

  DIMENSIONI

numero soggetti

media punteggi

  C.C.A.I:

Maschi

Femmine

Totale

Maschi

Femmine

Totale

Min

Max

Elasticità Emotiva

12

22

34

74,83

75,59

75,32

63

85

Flessibilità/Apertura

12

22

34

59,25

59,59

59,47

45

68

Acutezza Percettiva

12

22

34

43,42

42,64

42,91

30

50

Autonomia Personale

12

22

34

32,33

31,77

31,97

27

38

 

Per verificare le differenze tra maschi e femmine è stata utilizzata la t di student, che non ha evidenziato alcuna differenza significativa tra i due sottogruppi.

Come si può notare nella tabella 7 e, visivamente, nel grafico M, la variabile sesso non influisce sui valori calcolati per le quattro dimensioni C.C.A.I.

Utilizzando Tau di Kendall si è quindi indagato sull’intero gruppo evidenziando le relazioni esistenti tra le quattro dimensioni C.C.A.I., e tra le stesse e le variabili costituite dalle caratteristiche dei soggetti rilevate con la prima parte dello strumento.

Dall’elaborazione (vedi allegato 4 p.47) sono emerse correlazioni positive (aumentando il valore di una variabile aumenta anche il valore dell’altra) tra Acutezza Percettiva ed esperienze all’estero, tra Elasticità Emotiva e Flessibilità/Apertura, tra anzianità di servizio ed anzianità di reparto, e correlazioni negative (aumentando il valore di una variabile diminuisce il valore dell’altra) tra anzianità di servizio ed esperienze all’estero e tra Acutezza Percettiva ed età (ricodificata) (34).

 


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