SCUOLA D'INTEGRAZIONE : la scuola e il territorio collaborano per progetti d'accoglienza e d'intercultura di Graziella Favaro
Bambini e ragazzi che vengono da lontano Negli ultimi anni la presenza dei bambini e dei ragazzi nella scuola dellobbligo (e più di recente anche nellistruzione superiore) si diffonde e aumenta in misura costante. Lentamente, limmigrazione sta "mettendo radici" e passa da una fase in cui vi era la presenza di soli adulti, ad unaltra, successiva nel tempo, durante la quale si assiste ad un processo di stabilizzazione, allarrivo o alla nascita dei minori, alla ricomposizione delle famiglie. Linserimento scolastico dei bambini e dei ragazzi immigrati stranieri comporta attenzioni e decisioni diverse, di tipo burocratico, organizzativo, relazionale, comunicativo, didattico. La loro presenza pone certamente problemi didattici specifici, ma chiama anche in causa la scuola e i servizi educativi nella loro generalità. Interrogarsi sui bisogni degli alunni stranieri significa infatti interrogarsi sullorganizzazione scolastica e didattica per tutti, sui contenuti, sulle modalità comunicative adottate , sulleducazione linguistica e lo sviluppo del linguaggio , sulla relazione con laltro. Come avviene per altri servizi e strutture, anche nel caso della scuola e dei servizi educativi, la presenza dei bambini e dei ragazzi stranieri può diventare unoccasione per ripensare e rivedere stili e modalità educative, per arricchire la proposta educativa grazie allattenzione ai nuovi bisogni e al confronto con le differenze. Gli alunni stranieri hanno al tempo stesso bisogni uguali e differenti rispetto ai loro coetanei "autoctoni": sono bambini con i compiti di sviluppo, i timori e i desideri di tutti i bambini, ma sono anche alle prese con urgenze e sfide specifiche: di apprendimento linguistico in italiano L2, di adattamento e riorientamento rispetto allo spazio, al tempo, alle regole esplicite ed implicite del nuovo ambiente, di "radicamento" in due diversi riferimenti culturali.
Accoglienza, Italiano L2 , educazione interculturale Come accogliere nella scuola per tutti, senza negare le storie e le appartenenze di ciascuno? Come costruire orizzonti comuni a partire da biografie differenti? Tre sembrano essere le parole/chiave e le attenzioni pedagogiche da promuovere per far sì che linserimento dei bambini e dei ragazzi venuti da lontano rappresenti il primo passo per lintegrazione e lo scambio interculturale. Esso sono: accoglienza, attenzione allo sviluppo linguistico, approccio interculturale. La parola "accoglienza" deve essere riferita sia ai bisogni dei minori di essere accettati, accolti, riconosciuti, valorizzati che delle famiglie immigrate. Una scuola che accoglie è attenta alle modalità comunicative, alle relazioni e al "clima" fra adulti e bambini; informa i genitori stranieri, utilizzando anche avvisi e messaggi in varie lingue e promuove momenti di incontro tra i genitori autoctoni e immigrati; facilita laccesso e luso dei servizi comuni e opera per dare pari opportunità a tutti e a ciascuno; rende esplicite le sue regole e modalità di funzionamento .Una scuola che accoglie mette in pratica le indicazioni della normativa relative allinserimento scolastico degli alunni stranieri e sperimenta procedure e protocolli di accoglienza condivisi. Lapprendimento e lo sviluppo della seconda lingua da parte degli alunni stranieri deve essere al centro dellazione didattica e prevedere risorse e modificazioni nelle modalità organizzative e "adattamento dei programmi" , come indica la normativa . Ciò può avvenire positivamente attraverso lutilizzo di dispositivi e figure di facilitazione linguistica, momenti di interazione individualizzata e di piccolo gruppo, promuovendo negli alunni non italofoni le capacità di comunicare , narrare, raccontare, esprimersi , apprendere, favorendo così lo sviluppo ,sia della lingua "concreta, del qui e ora", sia dellitaliano per studiare e comprendere i concetti. Lattenzione allo sviluppo del linguaggio deve prevedere anche il riconoscimento e la valorizzazione della lingua materna dei minori immigrati, considerata una risorsa e non un ostacolo da rimuovere. E infine, lapproccio interculturale, attento alle differenze e alla relazione con laltro, promuove il confronto, la scoperta e lo scambio fra storie e culture, a partire dalla consapevolezza che "i valori che danno senso alla vita non sono tutti nella nostra cultura, ma neppure tutti nella cultura degli altri, non tutti nel passato, ma neppure nel presente o nel futuro".
Il modello d'integrazione della scuola Come la scuola risponde a questi nuovi bisogni e quali risorse predispone per aiutare bambini e ragazzi con storie diverse a crescere insieme, elaborando progetti comuni? In che modo i comuni possono collaborare a fare della scuola il luogo privilegiato dellintegrazione e dello scambio? Proviamo a ricostruire il "modello di integrazione" che si delinea a partire dalle indicazioni ufficiali della normativa, delle leggi e delle circolari. Le parole/chiave e i documenti ai quali fare riferimento configurano un modello di scuola che si pone in equilibrio tra accoglienza e riconoscimento delle diversità e che possiamo definire integrativo, interculturale, attento alla tutela e valorizzazione delle lingue e culture dorigine. Queste sono le coordinate di politica scolastica alle quali gli istituti scolastici devono far riferimento per elaborare e realizzare in autonomia i propri progetti di inserimento degli alunni stranieri. Su quali risorse organizzative professionali ed economiche, può contare un istituto scolastico per elaborare e attuare il proprio piano dofferta formativa, che tenga conto delle nuove presenze e dei bisogni specifici? La normativa sullautonomia didattica e organizzativa consente unampia flessibilità nella ridefinizione di orari e calendari, in modo tale da recuperare risorse per lintegrazione di nuovi arrivati. La collaborazione e gli accordi di programma con gli enti locali possono contribuire ad innalzare la qualità e ampliare lofferta formativa attraverso azioni e proposte differenti.
Quali azioni in un progetto tra scuola e territorio Tra le azioni che scuola e comuni possono progettare e realizzare insieme , a partire da una lettura non riduttiva delle situazioni e dei biosogni ,vi sono :
I criteri che indirizzano lazione comune della scuola e dellente locale tengono dunque conto di : -una progettualità condivisa -lassunzione delle responsabilità rispetto alle reciproche competenze -la finalità dellintegrazione , intesa come cammino di inclusione , scambio e di cittadinanza, nel rispetto dellintegrità delle persone e della loro identità -la qualità del progetto , che si propone di costruire orizzonti comuni a partire da storie e "radici" differenti. Bibliografia recente di Graziella Favaro - Insegnare l'italiano agli alunni stranieri , La Nuova Italia
, Firenze, 2002
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