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The Cross-Cultural Adaptability Inventory (CCAI). 

By: Judith Meyers, Psy.D., San Diego, California, USA                                                         

 

The Cross-Cultural Adaptability Inventory is a 50 item self-scored inventory, which measures the ability of an individual to live and work in a cross-cultural environment. The CCAI is a self-assessment inventory. The instrument was first developed in 1987 by Dr. Colleen Kelley, a Human Resource Specialist, and Dr. Judith Meyers, a Clinical Psychologist with a specialty in diagnostics. The instrument met the needs of cross-cultural specialists who needed a training tool to promote cross-cultural understanding and insight. The CCAI focuses on four skill areas which research has shown to be critical in adapting to other cultures. The CCAI is based on a cultural general approach, which purports that there are certain commonalties to all cultural transitions, regardless of the culture of origin. It provides a frame of reference for evaluating individuals adapting from one culture to another or working in a multi-cultural setting.

The inventory is a self-report instrument that requires individuals to respond along a six point Likert scale. Because of its high face validity, the questions can be transparent. An individual who wants to place oneself in a favorable light can slant their answers. However, respondents are encouraged to be honest about their responding style, so that the information will be useful. The instrument uses stanine scores on four dimensions associated with cross-cultural adaption. Scores are plotted on a circle graph, and the individual compares their four scores to one another. Follow-up training focuses on skill development in needed areas.

The Emotional Resilience scale is the largest of the four, with 18 items. The content focus involves coping with stress and ambiguity, rebounding from imperfections and mistakes; trying new things and experiences and interacting with people in new or similar situations. People who are emotionally resilient tend to have a positive attitude, resourcefulness and have the ability to modulate negative emotions.

The next dimension, Flexibility/Openness has 17 items and assesses the extent to which a person enjoys the different ways of thinking and behaving that are usually encountered in a cross-cultural experience. The items deal with openness toward those who are different from oneself; tolerance of others and flexibility with regard to new experiences. It involves a non-judgmental approach and flexibility or role behavior.

The Perceptual Acuity scale has ten items and deals with attention to communication cues and the accurate perception of cues across cultures. It assesses behaviors as well as perceptions. It is synonymous with cultural empathy. It is the ability to distinguish the logic and coherence of other cultures and involves the ability to interpret non-verbal and social cues.

The final scale is Personal Autonomy and has seven items. It deals with personal identity, confidence in one’s values and beliefs and a sense of empowerment in the context of an unfamiliar environment with different values. It measures a person’s sense of identity and adherence to a strong set of cultural values, as well as respecting the values and traditions of the other culture.

The CCAI is a popular instrument amongst trainers and cross-cultural specialists because it is research based, easy to understand and administer, self-scoring, inexpensive and easily available. It was normed on a population of 653 cross-cultural specialists, foreign students, educators, missionaries and business people. The test underwent two revisions where factor analysis, principle components and item analysis were performed. The final version was published by NCS in 1992. The instrument has excellent alpha reliability, face validity and construct validity. Predictive validity has not been established, and it is not recommended that it be used for selection purposes.

The CCAI is used to develop insight into the adaption process, increase awareness of cross-cultural issues and provide training for individuals living and working in other cultures. It also has application for multi-cultural work groups. The CCAI has been used to train foreign students and prepare business people and their families for relocation abroad. The CCAI has trained volunteer groups working abroad, such as missionaries, and has assisted social service groups working with immigrant populations. The CCAI is also an excellent tool for training counselors, teachers and principals in the issues of cross-cultural competency. Psychotherapists have also found the CCAI useful in working with foreign born patients as a feedback tool.

The CCAI has a manual that provides thorough information on the development of the instrument, the theories underlying the instrument and the statistical data supporting it. Training tools are available that provide a full day training design, as well as follow-up materials in the form of action-planning. A 360° feedback form is also available. The publishers, NCS Assessments, can be reached at http://assessments.ncs.com.

Kelly, C. and Meyers, J. (1992) The Cross-Cultural Adaptability Inventory (CCAI), Minneapolis, MN: National Computer Systems.

NEW LINK: http://www.pearsonreidlondonhouse.com/instruments/ccai.htm  

                                  ( ITALIANO)

IL CCAI (CROSS-CULTURAL ADAPTEMENT INVENTORY)

Il CCAI (questionario di adattamento cross-culturale) è un questionario di autovalutazione che misura le abilità di un individuo di vivere e lavorare in un ambiente multiculturale. Anche il punteggio viene attribuito dallo stesso soggetto.Lo strumento è stato messo a punto nel 1987 da Colleen Kelley, uno specialista nel campo della gestione delle risorse umane e da Judith Meyers, una psicologa clinica, specialista nella diagnosi.Il questionario andava incontro ai bisogni degli specialisti nella comunicazione interculturale, che necessitavano di uno strumento per promuovere la comprensione interculturale e l’insight. Il CCAI è focalizzato su 4 aree di capacità che la ricerca ha individuato come critiche rispetto all’adattamento ad altre culture. Il CCAI è basato su un approccio generale riguardo alla cultura, secondo cui vi sono alcuni presupposti che costituiscono base comune a tutte le situazioni di transizione culturale, al di là della cultura di origine.Esso fornisce una cornice di riferimento per valutare gli individui che si inseriscono da una cultura ad un’altra o lavorano in un setting multiculturale.

Il questionario è uno strumento che chiede agli individui di rispondere graduando le risposte su una scala Likert costituita da 6 diverse gradazioni.A causa della loro validità di facciata, il significato delle domande può essere facilmente dedotto.Un individuo che vuole porsi in una luce favorevole può far propendere a suo favore le risposte. Perciò, gli intervistati sono incoraggiati ad essere sinceri nel modo di rispondere, in modo che le informazioni possano essere utili.Lo strumento usa punteggi stanini su quattro dimensioni associate con l’adattamento cross-culturale. I punteggi sono disposti su un grafico circolare e le persone possono confrontare fra loro i risultati alle 4 variabili. I training successivi possono focalizzarsi nel migliorare le capacità delle 4 aree.

La scala di Elasticità Emotiva, è la più estesa delle 4, con 18 items. Le domande sono focalizzate sul porsi in relazione con lo stress e l’ambiguità, gli effetti di errori e imperfezioni , intraprendere nuove attività ed esperienze, o interagire con le persone in situazioni nuove o simili.Le persone emotivamente elastiche tendono ad avere un atteggiamento positivo, pieno di risorse e riescono a modulare le reazioni negative.

La successiva dimensione Apertura/Flessibilità ha 17 items e valuta quanto una persona apprezzi i diversi modi di pensare e comportarsi che può normalmente incontrare nell’ambito di un’esperienza trans-culturale.Gli items hanno a che fare con l’apertura verso le persone diverse da sé, tolleranza per gli altri e flessibilità rispetto alle nuove esperienze. Ciò implica un approccio non-giudicante e flessibilità, oppure un comportamento aderente al proprio ruolo.

La scala di Acuità Percettiva ha 10 items e ha a che fare con l’attenzione ai segnali comunicativi e l’accurata percezione di essi attraverso le differenti culture. Esso valuta comportamenti ed anche percezioni; è un sinonimo dell’Empatia Culturale.E’ l’abilità nel distinguere la logica e la coerenza delle altre culture e implica la capacità di interpretare segnali non verbali e sociali.

La scala finale è quella dell’Autonomia Personale che ha 7 items. Ha a che fare con l’identità personale, la fiducia nei propri valori e credenze e con il sentimento di poter interagire in modo efficace nel contesto di un ambiente non familiare con valori differenti. Misura il senso di identità di una persona e l’aderenza a un ben definito insieme organico di valori culturali, così come il rispetto di valori e tradizioni di un’altra cultura.

Il CCAI è uno strumento in auge presso i formatori e gli specialisti inter-culturali in quanto è fondato sulla ricerca, facile da capire e somministrare, basato sulla autovalutazione del punteggio, non dispendioso e facilmente disponibile. E’ stato testato su un campione di 653 Specialisti di Comunicazione Interculturale, studenti stranieri, educatori, missionari e uomini d’affari.

Il test è stato sottoposto a 2 revisioni in cui è stata applicata l’analisi fattoriale, analisi delle componenti principali e degli items.La versione finale è stata pubblicata dalla NCS nel 1992. Lo strumento ha eccellente affidabilità alfa, validità di facciata e validità di costrutto. La validità predittiva non è stata stabilita e non è pertanto da raccomandarsi per propositi di selezione.

NEW LINK: http://www.pearsonreidlondonhouse.com/instruments/ccai.htm  

 


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