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Introduzione

Le migrazioni cinesi costituiscono uno dei più importanti flussi migratori nel panorama internazionale non solo per la consistenza numerica delle popolazioni coinvolte, ma anche per l’ampio spettro dei paesi di destinazione.

Quello dei cinesi d’oltremare è uno dei tanti aspetti di indubbio interesse della storia cinese, soprattutto per quanto riguarda l‘evoluzione del fenomeno a partire dalla fondazione della R.P.C. sino ai giorni nostri. In particolare le trasformazioni politiche hanno variamente influito su modalità e sviluppi delle migrazioni sia a livello nazionale che internazionale, tanto che negli ultimi vent’anni gli organi di governo hanno raggiunto piena consapevolezza circa l’utilità degli huaqiao ai fini dello sviluppo del commercio e del potenziamento dell’economia della nazione.

I cinesi d’oltremare, infatti, grazie alla loro intraprendenza e determinazione nel perseguimento degli obiettivi, hanno raggiunto un proficuo inserimento economico nelle società di accoglienza, con conseguenze positive anche per la madrepatria. Pertanto ogni politica adottata dal governo in merito è ormai rivolta a facilitare i rapporti tra questi gruppi e la terra d’origine, e in un certo modo a non limitare l‘emigrazione evitando di porre freno ad un fenomeno di così grande convenienza nazionale.

La vicenda dell’immigrazione cinese in Italia, e prima ancora in Europa, si manifesta come una delle conseguenze dirette della storia della Repubblica Popolare Cinese, la cui fondazione nel 1949 ha portato ad un temporaneo blocco delle migrazioni sia interne sia esterne, protrattosi sino alla fine degli anni settanta.

Da questo momento in poi, ossia quando le riforme economico-politiche promosse da Deng Xiaoping sanciscono il passaggio dalla pianificazione centralizzata ad una economia di mercato e la riapertura delle frontiere cinesi verso l’esterno, le migrazioni campagna-città e le migrazioni internazionali riprendono consistenza.

Con un netto incremento nella seconda metà degli anni ottanta e nei primi anni novanta, la Cina si riaffaccia sulla scena internazionale come paese di emigrazione.

La formazione della collettività cinese in Italia va inquadrata all’interno di un più vasto processo migratorio che ha interessato tutta l’Europa, data la presenza di risorse economico finanziarie e di competenze professionali, accumulate e maturate sia sul territorio italiano che in altri paesi oggetto di precedenti percorsi migratori. E’ altresì importante osservare quanto la progressiva apertura del mercato cinese nei confronti dei paesi stranieri ed in particolare dell’Italia, abbia contribuito in modo rilevante all’avvicinamento tra i due stati. Delle potenzialità di questo mercato ne hanno preso coscienza non solo i cinesi stabilitisi ormai da anni nel nostro paese e che non hanno intenzione di rientrare a breve termine in patria, ma anche le generazioni più giovani che arrivano in Italia spesso con l’obbiettivo di innalzare ulteriormente il loro livello economico.

Notevoli, soprattutto inizialmente, sono stati i benefici dovuti alla promulgazione delle Leggi n.943/86 e n.39/90, che hanno offerto l’opportunità non solo di regolarizzare la posizione a quanti si trovavano sul territorio illegalmente, ma anche di ristabilire i legami con la propria famiglia attraverso i ricongiungimenti familiari, aumentati considerevolmente solo a seguito della Legge 39/90, e in tendenziale incremento nel corso dell’intero decennio.

Per quanto riguarda le zone di maggior esodo in direzione dell’Italia, queste interessano principalmente la provincia dello Zhejiang: tuttavia, dati più precisi riguardanti le città di provenienza dei cinesi residenti in Italia sono difficili da acquisire, poiché i passaporti riportano solo la provincia cinese di origine e non la città o il distretto. Negli ultimi anni si è comunque osservato un discreto aumento degli arrivi di originari di altre province, quali il Fujian e l’area nord-orientale attigua alla provincia dello Zhejiang.

Le caratteristiche che più spiccatamente contraddistinguono le modalità d’inserimento degli immigrati cinesi rispetto ad altri gruppi risultano essere una ben definita area di provenienza, la capacità di immediato inserimento lavorativo soprattutto a livello di piccola imprenditoria in determinati settori dell’impresa artigiana e della ristorazione, il cui conseguente successo economico si realizza in virtù di un’organizzazione sociale che pone non nel singolo individuo, ma nella famiglia, l’unità di base. Le relazioni all’interno del nucleo familiare si intrecciano così con modalità di gestione dell’attività economica , evidenziando nel contesto dell’immigrazione extracomunitaria in Italia una forma organizzativa originale, il cui studio si rivela piuttosto interessante.

La chiusura e l’apertura delle comunità cinesi, osservate di volta in volta rispetto al conteso sociale del paese d’accoglienza, rispondono a strategie complesse che permettono al tempo stesso di preservare un’identità propria nell’extraterritorialità all’interno di un progetto di inserimento economico e di scambio con l’ambiente circostante.

Nel corso dell’ultimo decennio, l’immigrazione cinese in Italia ha assunto un’importanza sempre più rilevante, sia per il continuo incremento di presenze e la particolare distribuzione territoriale, sia per i tratti peculiari che la differenziano totalmente dagli altri gruppi di extracomunitari presenti sul nostro territorio nazionale.

Grossi centri urbani come Roma, Milano, Bologna, Torino, Firenze rilevano una consistente presenza di comunità cinesi che possono essere definite di vecchio insediamento; tuttavia, molte sono le realtà in diverse province che caratterizzano la distribuzione sul territorio italiano. Queste ultime, tra le quali rientra la provincia di Vicenza, pur registrando un numero di immigrati cinesi di gran lunga inferiore, offrono validi spunti per l’analisi e la comprensione di un fenomeno in continua espansione.

Vicenza, grazie alla presenza di una consistente richiesta di manodopera è tra le province italiane dove maggiormente si manifestano e sono in continuo aumento gli arrivi di stranieri ed extracomunitari: è risultato molto interessante verificare gli elementi che in tal senso differenziano sostanzialmente l’inserimento dei cittadini cinesi da quello degli altri gruppi etnici.

Quella cinese è una specifica realtà nella sfera dell’immigrazione, che però non può prescindere dal contesto nazionale di cui inevitabilmente riflette l’influenza di alcuni elementi di carattere generale: per questo motivo si è ritenuto opportuno suddividere il lavoro in due parti .

La prima parte , introduttiva e descrittiva, mira ad inquadrare la questione dell’immigrazione cinese sul territorio italiano attraverso alcune fondamentali considerazioni, che riguardano non solo la nascita, l’evoluzione del fenomeno, le zone di provenienza e le caratteristiche pregnanti della collettività cinese, ma anche gli effetti delle politiche attuate in materia di immigrazione da parte del governo italiano .

La seconda parte è invece interamente dedicata al caso specifico oggetto del presente lavoro di ricerca: si affrontano quindi direttamente le caratteristiche dell’immigrazione cinese nella realtà vicentina, cercando di individuare, accanto ad una attenta analisi demografica, sia le strategie di inserimento professionale, che si configurano in maniera autonoma in relazione alle caratteristiche dell’offerta di lavoro proprie della provincia di accoglienza, sia le motivazioni che sottendono ad un’evoluzione del fenomeno in continuo aumento, come dimostrano le tendenze più recenti, con un accenno alle problematiche inerenti la presenza di cittadini privi di regolare permesso di soggiorno .

Si è cercato di individuare la singola comunità colta come soggetto distinto, e di approfondire quelle che sono le caratteristiche che la contraddistinguono dagli altri gruppi etnici presenti sul territorio; per una ricerca più completa in tal senso si era inizialmente formulato un articolato questionario statistico a risposte chiuse per l’attuazione di un’indagine sul campo, che purtroppo ha presto rivelato i limiti che per sua stessa natura le sono intrinseci.

Pertanto, tutte le informazioni e i dati raccolti sulla comunità cinese nel vicentino provengono da un'attenta elaborazione del materiale reperito presso le istituzioni e le associazioni impegnate nei servizi all’immigrazione, ai fini di un' esposizione il più possibile corretta.

La componente cinese, soprattutto per le modalità insediative che trovano diretta espressione nelle tipologie lavorative e nelle capacità imprenditoriali, si caratterizza in maniera peculiare nel panorama dell’immigrazione straniera che interessa la provincia di Vicenza , come si evidenzierà nel corso della nostra trattazione.

   


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