Copy of 00unita5.gif (2639 byte)


 

PARTE SECONDA.

LA PRESENZA STRANIERA NELLA PROVINCIA DI VICENZA.

L’INSERIMENTO DELLE COMUNITÀ CINESI NELLA REALTA’ VICENTINA.


INTRODUZIONE. Quadro sintetico dell’immigrazione straniera a Vicenza.

Vicenza è la prima provincia veneta per numerosità di immigrati extracomunitari residenti e si colloca tra le province che a livello nazionale registrano il maggior numero di presenze straniere: attualmente ospita 38.171 cittadini stranieri, registrando un aumento rispetto al 1996 del 37,6%. Per la maggior parte essi provengono da paesi extracomunitari, soprattutto poveri (circa l’ 80%), e le tendenze più recenti sembrano confermare un aumento degli arrivi dal sub continente indiano e dall’Europa dell’Est.

I fattori di attrazione propri di quest’area vanno ricercati innanzitutto in una notevole e costante offerta di lavoro anche nei momenti di crisi che ha differenziato il vicentino rispetto ad altre aree, determinata da una florida economia basata in gran parte sulla presenza di piccole e medie imprese che operano nei settori della concia, della metalmeccanica, dell’edilizia e dell’agricoltura. In questi settori l’offerta locale di manodopera sta progressivamente scomparendo: nel caso di lavori particolarmente pesanti o nocivi alla salute, non è già più disponibile ( si consideri, a titolo di esempio, alle mansioni che deve svolgere un manovale edile, oppure all’operaio che in conceria è addetto alle fasi della lavorazione delle pelli ) e questa penuria di manodopera autoctona facilita la disponibilità di numerose imprese ad assumere personale extracomunitario (cfr. Tab. 1):

Tabella 1. Assunzioni previste nel biennio 1999-2000 di personale proveniente da paesi extracomunitari, per settore di attività nella provincia di Vicenza, in valori assoluti

 

 

 

 

 

 

TOTALE

6.340

 

Industria

 

Estrattivo – mineraria

Alimentare, delle bevande e del tabacco

Tessile e dell’abbigliamento

Cuoio, pelli e calzature

Legno

Carta, stampa, editoria

Carbone e petrolio

Chimica e delle fibre sintetiche

Gomma e materie plastiche

Lavorazione minerali non metalliferi

Dei metalli

Meccanica e dei mezzi di trasporto

Delle macchine elettriche ed elettroniche

Altre industrie manifatturiere

Produzione di energia, gas e acqua

Costruzioni

Servizi

Commercio all’ingrosso, dettaglio e riparazioni

Alberghi, villaggi turistici, bar e mense

Trasporti, agenzie di viaggio, poste e telecomunicazioni

Credito e attività finanziarie

Assicurazioni

Servizi avanzati alle imprese

Servizi operativi alle imprese

Altri servizi alle imprese

Servizi alle persone

Istruzione e servizi formativi privati

Sanità, servizi sanitari e assistenziali privati

Studi professionali

4.041

33

136

527

362

119

107

--

115

219

156

739

448

325

327

--

420

2.299

787

213

681

20

--

31

269

--

138

15

118

15

 

*da intendersi come numero potenziale di assunzioni di personale extracomunitario determinato in base alle indicazioni delle imprese disponibili ad assumere anche tale personale.

(--) questo segno indica un valore statisticamente non significativo comunque compreso nei totali.

Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Progetto Excelsior, Le previsioni occupazionali e i fabbisogni professionali per il biennio 1999-2000. Risultati per la provincia di Vicenza .

In virtù di tale offerta, Vicenza, insieme alle province di Padova, Verona e Treviso costituisce un’area interessata da una cospicua localizzazione degli immigrati; inoltre le revisioni sulle tendenze demografiche e occupazionali nel veneto indicano come la diminuzione del tasso di natalità influisca su una progressiva diminuzione della popolazione residente in età lavorativa: si suppone quindi che l’immigrazione nel contesto del mercato del lavoro regionale andrà a costituire sempre più manodopera aggiuntiva.

Se consideriamo l’andamento della presenza straniera nella provincia di Vicenza intercorso nel periodo 1990 – 1999, la variazione registrata è del 188% circa:

Tabella 2. Presenza di cittadini stranieri nella provincia di Vicenza, anni indicati.

1990*

1992*

1993**

1994**

1995*

1996**

1999**

Totale stranieri

13.222

18.459

20.319

21.405

26.112

27.731

38.171

Grafico A. Evoluzione delle presenze straniere nella provincia di Vicenza, anni 1990-1999.

*Fonte: elaborazioni Caritas di Roma sui dati del Ministero dell’Interno

**Fonte: elaborazioni Associazione L’Isola che non c’è sui permessi di soggiorno

L’ aumento registrato tra il 1994 e il 1995 era stato fortemente motivato dagli arrivi dai balcani (con un’incidenza del 46%, dovuta alle agevolazioni all’ingresso e soggiorno legate ai permessi rilasciati per motivi umanitari) e dagli Stati Uniti (in misura del 16%, col rilascio di permessi di soggiorno per famiglia ai militari di stanza nel vicentino).

Secondo le rilevazioni dell’Ufficio stranieri della provincia di Vicenza riguardo i percorsi migratori intrapresi, mentre gli arrivi dai paesi ricchi e dall’Unione Europea avvengono direttamente dal paese di provenienza, per la metà degli extracomunitari Vicenza non è provincia di prima destinazione ma parte di un articolato percorso migratorio. E’ confermata inoltre la presenza, in generale, di una migrazione di prima generazione: se consideriamo ad esempio la situazione così come si presentava al 1.1.95, osservando l’ anno di arrivo si rileva che solo il 10% degli stranieri presenti nel vicentino a quella data era da più di 10 anni in Italia mentre il 50% era arrivato in Italia da meno di cinque anni, percentuale che saliva all’ 80% relativamente agli stranieri arrivati nel vicentino da meno di 5 anni.

L’immigrazione a Vicenza è caratterizzata da una certa varietà e molteplicità di culture (nel 1996 risultavano nel complesso ben 133 comunità diverse): tra le prime dieci nazionalità presenti risultano innanzitutto i serbo-montenegrini, seguiti dagli statunitensi – si tratta di personale delle forze Nato che risiede, insieme ai familiari, presso la Setaf di Vicenza -, quindi da coloro che provengono dal Marocco, Ghana, Albania, India, Bangladesh, Bosnia, Senegal e Croazia.

Una maggiore o minore concentrazione in specifiche aree del territorio provinciale è determinata dalla localizzazione di quelle fabbriche e attività in cui sono impiegati gli stranieri, tuttavia all’immediato inserimento lavorativo spesso non corrisponde una altrettanto rosea situazione per quanto riguarda il reperimento degli alloggi, soprattutto nelle aree urbane, che costituisce un problema di non facile risoluzione, dato che la domanda continua a crescere anche parallelamente all’aumento dei permessi di soggiorno per ricongiungimento familiare, attraverso i quali si è avviata la ricostituzione di numerosi nuclei familiari. Anche la situazione abitativa ha quindi influito su una maggiore distribuzione degli insediamenti all’interno di tutta la provincia.

Si tratta di una immigrazione caratterizzata non più solo da persone alla ricerca di un lavoro, ma anche e soprattutto da nuclei familiari che mirano alla stabilità e che per questo motivo stanno trasformando la loro esperienza in un progetto migratorio a medio e lungo termine.

A questo proposito una conferma viene dal confronto sulle percentuali di permessi di soggiorno per lavoro e per motivi di famiglia rilasciati dal 1993 sino ad oggi, con un costante incremento dei permessi per motivi di famiglia e una diminuzione di quelli per lavoro intercorsa nel periodo 1996-1999:

 Tab.3 Permessi di soggiorno per lavoro e famiglia in percentuale sul totale, anni indicati.

Tipologia del permesso di soggiorno

1993

1994

1996

1999

Lavoro*

58

59

60,5

56,4

Ricongiungimento familiare

27

29

30,4

40,8

 

Grafico B. L’evoluzione dei permessi di soggiorno per lavoro e famiglia, anni 1993-99

* include sia il lavoro autonomo che subordinato

Fonte: elaborazioni su dati forniti dall’Associazione L’Isola che non c’è, Ufficio Stranieri, Comune di Vicenza

Con l’aumento dei ricongiungimenti familiari, si è modificato di conseguenza anche il rapporto numerico tra persone di sesso maschile e femminile, e si registra una lenta ma progressiva diminuzione del divario tra i due gruppi. Nell’anno 99 sono notevolmente aumentate anche le nascite in Italia e i minori di età compresa tra 0 e 13 anni risultano 7049.

Grafico C. Stranieri per fascia d’età compresa tra 0 e 13 anni, valori assoluti, anni indicati.

Fonte: elaborazioni su dati forniti dall’Associazione L’Isola che non c’è, Ufficio Stranieri, Comune di Vicenza

 Per quanto riguarda la situazione specifica relativa alla presenza di cittadini di nazionalità cinese, questa risulta numericamente molto marginale visto che costituisce solo l’ 1,5% circa sul totale stranieri, tuttavia è risultato interessante analizzare questa immigrazione proprio alla luce del contesto d’accoglienza sin qui brevemente illustrato. Si tratta infatti di un’immigrazione in cui le modalità confermano i percorsi tradizionalmente intrapresi dalle comunità cinesi nel processo di inserimento nella realtà ospitante, riuscendo a supportare la propria presenza attraverso un’economia etnica che, a parte il settore della ristorazione, individua ancora una volta quei settori commerciali sui quali poter avviare attività autonome, nonostante l’area di insediamento presenti un’alta offerta occupazionale in termini di lavoro subordinato.

 


home[2].gif (2465 byte)

nextpage[1].gif (2635 byte)