Copy of 00unita5.gif (2639 byte)


L. 285/97- PROGETTO:    

"IL BAMBINO E LA FAMIGLIA NELLA SOCIETA’ MULTIETNICA"     

   Ulss n.5  Regione Veneto - Arzignano - Montecchio M. - Valdagno - Lonigo (VI)

hand2.jpg (4914 byte)
 

TERRITORIO: CARATTERISTICHE DEMOGRAFICHE E AMBIENTALI

Il terrritorio dell’Ulss 5, ed in particolare del Distretto Centro, è caratterizzato da un’alta densità produttiva ed ha conosciuto in questi ultimi anni una notevole crescita di attività industriali, crescita tra le più significative anche all’interno di quello che viene definito come ‘fenomeno del Nord Est’. Settori prevalenti sono quello conciario, elettromeccanico, estrattivo ed edilizio, all’interno dei quali esistono ruoli lavorativi ormai abbandonati dai lavoratori italiani, ma non dagli immigrati che si inseriscono nelle nicchie economiche e negli spazi sociali lasciati liberi dalla popolazione locale. Alcuni comuni, come Arzignano, Chiampo, Montecchio sono diventati così poli d'attrazione per quanti, come gli immigrati, sono alla ricerca di un posto di lavoro e di un luogo dove poter risiedere con la famiglia. Se l’inserimento lavorativo non rappresenta un problema, quello abitativo è invece un problema pressante, per la difficoltà di reperire alloggi adeguati in zona: gli immigrati sono quindi costretti alla coabitazione con individui o nuclei diversi ed a spostarsi in zone lontane dove reperire alloggi (in particolare le zone del Distretto Nord e Sud, dove sempre più extracomunitari risiedono). La percentuale di immigrati nei comuni del Distretto Centro è, di fatto, oggi tra le iù alte in Italia (si va dal 7 al 10 %) e arriva al toccare i 13% nei comuni dell’Alta Valle del Chiampo come S.Pietro Mussolino (la percentuale media nazionale è del 3%). Un secondo dato rilevante riguarda i ricongiungimenti familiari, a cui si aggiungono i figli fatti giungere dal Paese d'origine, ma ultimamente soprattutto anche i nati in Italia. Il tessuto sociale dovrebbe attivarsi, di conseguenza, ad accogliere non più solo immigrati singles, ma anche famiglie, coppie e minori che portano con sé esigenze assai più complesse. La percentuale dei minori immigrati è molto elevata e destinata a crescere. All’interno della scuola (dati Ulss 5) la percentuale degli alunni stranieri iscritti è maggiore in confronto con i dati relativi all’insieme della Provincia (la Prov. di Vicenza ha la più alta percentuale di immigrati del Veneto):

 

Ulss 5 - Distretto Centro     Provincia
Scuola materna           4,75 3,21
Scuola elementare       4,02 3,1
Scuola media              1,92 1,81

 

La scuola è l’occasione principale di socializzazione per le nuove generazioni. L’ingresso dei bambini stranieri nel mondo scolastico obbliga operatori ed educatori a confrontarsi con la "diversità" culturale e a chiedersi come relazionarsi con essa nel momento in cui si trovano a mediare l'incontro tra bambini aventi provenienza familiare, culturale e sociale molto diversa. L’impatto sociale del fenomeno è molto significativo, in particolare in alcune zone ed istituti scolastici, dove sono presenti molti bambini stranieri in ciascuna classe.

Nell’ambito scolastico, i minori risentono delle carenze abitative, igienico sanitarie e delle problematiche culturali e di integrazione: si rileva infatti una maggiore percentuale di fallimenti e difficoltà di inserimento e relazionali (mentre la percentuale dei ripetenti complessiva sul totale degli iscritti è 13,01 per gli stranieri è del 27%); si rilevano inoltre difficoltà di rapporto fra scuola e famiglie e difficoltà di rapporto intrafamiliare.

La presenza di famiglie e minori immigrati con problematiche sanitarie, sociali, educative e di inserimento è molto sensibile ed ha investito negi ultimi anni i Servizi Sociosanitari, i quali si sono trovati ad affrontare questa nuova realtà.

Circa il 30/35 % dei minori seguiti sono extracomunitari, in particolare nel Distretto Centro, dove il rapporto con questa fascia di polazione è positivo e l’accesso ai servizi è elevato, anche in seguito all’attuazione del Progetto Benessere Donna Straniera 1995/96 che ha comportato un coinvolgimento delle donne e delle famiglie immigrate nella conoscenza dei servizi e nelle attività di prevenzione.

Si riassumono schematicamente le motivazioni che hanno portato a considerare la necessità del presente progetto:

- emergenza quantitativa e impatto sociale del fenomeno immigrazione in zona

- incremento della presenza di famiglie e di minori extracomunitari in seguito a ricongiungimenti familiare e nuove nascite

- rilevazione di difficoltà di comunicazione interculturale tra scuola, famiglie, minori, servizi

- aumento di segnalazioni di casi di minori e nuclei familiari immigrati a rischio da parte delle istituzioni scolastiche, comuni, volontariato

- rilevazione dell’elevata percentuale di minori provenienti da nuclei immigrati tra i casi seguiti dai servizi sociosanitari (consultorio familiare, servizio minori).

- rilevazione dell’insufficienza delle strutture educative e di appoggio alla famiglia esistenti in zona

- rilevazione della necessità di una formazione permanente, orientata in senso multiculturale degli operatori, degli insegnanti e degli educatori che hanno la responsabilità sulla crescita personale e sociale dei minori

 

FINALITA’ GENERALE DEL PROGETTO

La finalità del progetto è di individuare e porre in atto strumenti educativi e di intervento per una più efficace tutela del minore ‘immigrato’ sotto il profilo sociale, sanitario ed educativo. Ciò si realizza attraverso:

- una raccolta ed uno scambio di dati ed informazioni tra i servizi e gli enti coinvolti

- un’azione più efficace all’interno della scuola e le altre agenzie educative e di supporto alla famiglia

- un’azione preventiva più coordinata tra i servizi e gli enti che si occupano dei diversi aspetti socio-sanitari ed    educativi

- un’azione che favorisca a livello ambientale e culturale un clima di convivenza nella prospettiva di una società multietnica. La scuola, in quanto luogo della socializzazione del bambino/a e dell’adolescente, è l’ambito privilegiato per attuare l’inserimento del minore immigrato. Una reale integrazione degli immigrati sarà possibile se l’intervento andrà ad interessare la 2a generazione, cioè quella dei bambini/adolescenti che oggi si inseriscono nella scuola e nelle nostre strutture sociali. Ciò significa creare un contesto positivo e di scambio fra:

                          gruppo 'etnico' >< gruppo autoctono

ed inoltre limitare lo scollamento che si verifica a livello linguistico, di mentalità, ecc., fra:

  gruppo 'etnico'della 1° generazione (genitori) >< gruppo 'etnico' della 2° generazione (figli)

nel momento in cui l’integrazione degli immigrati nella nuova realtà comincia ad attuarsi.

 

SOGGETTI COINVOLTI NELLA PROGETTUALITA’

Ulss: aspetti organizzativi e di coordinamento, rilevazione e gestione dati, gestione attività nei centri di aggregazione e nelle altre attività di sostegno pomeridiano e centri estivi, attività preventive e di cura degli operatori dei servizi territoriali, diffusione materiali informativi, partecipazione alla formazione da parte degli operatori, elaborazione e somministrazione dei questionari rivolti alle famiglie e agli insegnanti

Comuni: collaborazione nella raccolta-dati, partecipazione/raccordo con l’équipe di coordinamento, diffusione materiali informativi, gestione attività centri di aggregazione e/o sostegno pomeridiano, centri estivi

Scuola: rilevazione e gestione dati, partecipazione/raccordo con l’équipe di coordinamento, collaborazione nella gestione dei centri di aggregazione e/o sostegno pomeridiano, partecipazione alla formazione e al confronto sulle modalità dell’intervento inteculturale (laboratori) da parte degli insegnanti, diffusione materiali informativi.

Privato sociale: realizzazione e gestione dei laboratori interculturali a livello scolastico e nelle strutture educative di appoggio pomeridiano (centri di aggregazione e altre attività di sostegno pomeridiano)

Volontariato e associazioni immigrati: partecipazione e collaborazione alla racollta dati, diffusione materiali informativi, mediazione culturale, partecipazione alla formazione per le figure impegnate in attività pomeridiane e di sostegno alla famiglia

Esperti: gestione formazione e supervisione sul processo

TARGET

Minori immigrati residenti nel territorio dell’Ulss 5 e loro famiglie; minori italiani frequentanti le classi delle scuole coinvolte nel progetto e relative famiglie; insegnanti delle scuole di diverso ordine e grado; operatori (delle Ulss e delle Associazioni addetti ai laboratori scolastici, centri di aggregazione e di sostegno pomeridiano, centri estivi); operatori sociosanitari dell’Ulss, dei Comuni addetti agli interventi con le famiglie e i minori immigrati.

L’età dei minori è quella compresa fra i 3 ed i 16 anni;

Quantificazione gruppi target: Minori stranieri: gli iscritti nella scuola dell’obbligo nell’anno scolastico 96/97 erano complessivamente 504; calcolando che in questa cifra non sono compresi i quindicenni e sedicenni e che gli iscritti alla scuola materna sono inferiori al numero complessivo dei minori aventi diritto; calcolando inoltre la tendenza all’aumento del dato, possiamo stimare circa 700 i minori presenti nel territorio dell’Ulss; di questi saranno direttamente coinvolti nel progetto mediante attività in classe o nelle attività di sostegno pomeridiano circa 80/90 soggetti - Minori italiani: saranno direttamente coinvolti con attività in classe o in attività pomeridiane 260 soggetti approssimativamente (16 classi).

Insegnanti: 30 -Operatori centri aggregazione: 10 -Operatori centri estivi: 10 -Operatori doposcuola gestiti da associazioni e privati: 10

 

DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI

Conoscenza della realtà multietnica locale e degli ambiti di intervento in cui promuovere l’approccio interculturale.

Migliorare il rapporto fra scuola, minori e famiglie di origine per favorire il processo educativo ed evitare lo scollamento e il conflitto fra famiglie di origine e istituzione scolastica e fra la prima e la seconda generazione di immigrati. Ciò con la finalità più generale della promozione dell’agio e della prevenzione del disagio per i minori e le famiglie immigrate. Il progetto tenta di introdurre modificazioni rispetto ai significati veicolati nella comunicazione fra differenti culture presenti nella scuola e sul territorio, incidendo sulle premesse dei comunicanti e modificando quanto può essere di ostacolo nella comunicazione reciproca. Tali nuovi significati influiranno sulla percezione degli operatori, degli insegnanti, degli studenti, e delle famiglie appartenenti alla cultura maggioritaria rispetto ai comportamenti messi in atto da parte degli immigrati e, viceversa, sulla percezione da parte degli immigrati dei comportamenti e delle comunicazioni - verbali ed agite - della componente autoctona. La modificazione della percezione dovrebbe influire sui reciproci atteggiamenti, creando i presupposti per una possibile proficua azione educativa e preventiva e per l’inserimento sociale e la crescita dei minori.

Attuazione di momenti di intervento diretto nelle classi in alcune scuole pilota, allo scopo di elaborare e diffondere un modello di lavoro educativo e di relazione con i minori extracomunitari ed il loro contesto di vita più complesso ed adeguato.

Formazione degli operatori scolastici e sociosanitari allo scambio interculturale, attraverso una sensibilizzazione alla problematica ed una riflessione sulle modalità comunicative e di approccio. Individuazione delle modalità più adeguate ed efficaci per favorire l’ascolto e lo scambio.

Dare una risposta più razionale, coordinata e proiettata nel tempo ai problemi dei minori immigrati attraverso il coordinamento dei servizi socio-sanitari e degli altri enti ed istituzioni coinvolti. Creare una rete formale/informale permanente tra le agenzie educative, preventive, di sostegno e di cura.

Sensibilizzare al problema gli operatori, la popolazione, le istituzioni.

 

DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’ DA REALIZZARE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI 

Rilevazione dati sul fenomeno immigrazione, con particolare in riferimento ai minori, al fine di conoscere più compiutamente e precisamente la realtà locale

Costituzione di un’équipe di coordinamento in cui siano rappresentate le principali realtà coinvolte, al fine di valorizzare i diversi punti di vista degli enti e degli operatori appartenenti alle diverse istituzioni implicate, per meglio operare in funzione dei minori. Metodologia: delega ufficiale dei partecipanti da parte degli enti di appartenenza; conduzione con metodo lavoro di gruppo; verbalizzazione riunioni; schede sui partecipanti; individuazione di compiti e responsabilità.

Attuazione di ‘laboratori’ finalizzati all’educazione all’interculturalità nelle classi ( n.2/3 classi per ogni scuola) nelle scuole individuate (2 materne: Montecchio M. e Lonigo; 2 elementari: Arzignano e Valdagno; 2 medie inferiori: Arzignano e Chiampo; 1 media superiore: Arzignano). N. 7 scuole, classi 16. Tali attività saranno realizzate da operatori del privato sociale in collaborazione con la Scuola e con l’Ulss.

Formazione degli insegnanti della scuola e degli operatori delle strutture educative individuati attraverso la sensibilizzazione alle problematiche dell’interculturalità e lo studio dell’approccio comunicativo interculturale; lavoro di gruppo con supervisione dell’interrvento educativo e sociale sui casi (case study). Somministrazione di un questionario iniziale/finale agli operatori per verificare le modificazioni prodotte dall’intervento formativo.

Osservazione del processo interattivo insegnanti/alunni/famiglie tramite questionari predisposti ad hoc che rilevino il livello e le difficoltà dell’inserimento nella realtà socioculturale locale degli alunni figli di immigrati ed inoltre mettano in luce i punti critici del processo comunicativo nella scuola. I questionari saranno somministrati sia inizialmente che alla fine dell’intervento n. 3 (‘laboratori’) per verificare le eventuali modificazioni avvenute. Seguirà la fase di valutazione dei questionari. Coinvolgimento dei genitori degli studenti nella riflessione sul processo interattivo insegnanti/alunni/famiglie.

Coinvolgimento dei centri di aggregazione e dei centri estivi e strutture pomeridiane del territorio nella riflessione sulla comunicazione, attraverso gli incontri di formazione con gli operatori.

Giornata di studio con coinvolgimento e sensibilizzazione di un numero più ampio di operatori, insegnanti, enti, istituzioni, amministrazioni pubbliche. Restituzione pubblica dei risultati dei questionari sulla comunicazione e dell’intervento complessivo sull’interculturalità. Consolidamento e apertura verso il futuro della/e rete/i operative costituitesi.

 

STRATEGIE DI CONTROLLO E FLUSSI INFORMATIVI

Modalità informative ed indicatori relativi all’insieme del progetto:

Il progetto verrà monitorato costantemente dal Responsabile del progetto e dal Referente del Piano Triennale. La rilevazione delle informazioni riguarderà l’andamento dell’insieme del progetto, in particolare, a partire dai seguenti livelli indicatori:

Risorse utilizzate

Attività concretamente svolte

Tipo ed entità della rete attivata

Tipologia e numerosità della popolazione coinvolta

Impatti sulla popolazione target

Reazioni dei partecipanti al progetto, grado di soddisfazione

Impatti sul sistema allargato

Le informazioni verranno raccolte e filtrate tramite l’équipe di coordinamento, la quale avrà il compito di registrare tutte le fasi di attuazione del progetto all’esterno, nei diversi ambiti di intervento, e di riportarle all’interno della stessa équipe. I processi decisionali attuati a livello periferico terranno conto delle indicazioni dell’équipe di coordinamento; mentre si attuerà una circolarità nella direzione opposta, cioè nel mettere a disposizione le informazioni ed i feed back sull’andamento ai partecipanti al progetto a livello allargato affinchè essi possano calibrare la loro azione. Dovranno essere predisposte delle schede informative in grado di sintetizzare le informazioni relative a ciascuna fase e renderle accessibili ai partecipanti ed all’équipe di coordinamento, a cui spetta in modo precipuo il compito valutativo dei dati informativi.Per ogni riunione o incontro di formazione dovrà essere compilata una breve scheda riassuntiva opportunamente predisposta. Allo stesso modo saranno rilevati tutti i partecipanti al progetto, con le relative infomazioni essenziali.            

 

STRATEGIE VALUTATIVE E TEMPI DI VALUTAZIONE

Modalità informative ed indicatori relativi all’insieme del progetto:

Il progetto presenta un elevato livello di complessità sia per gli attori coinvolti, sia per l’ambito territoriale interessato, sia per l’articolazione delle azioni informative e formative proposte, sia rispetto alle modificazioni a lungo termine che esso si propone di realizzare.La complessità del progetto può essere meglio valutata soprattutto se si considera l’impatto sul sistema allargato (sovrasistema costituito dal sistema scolastico/educativo - a sua volta costituito da diverse componenti: docenti, alunni, famiglie - dal sistema dei servizi sociali, dai diversi sistemi istituzionali coinvolti, famiglie, ecc.). Tale impatto è prevedibile solo parzialmente in quanto riguarda la comunicazione - il miglioramento della comunicazione fra minori immigrati, scuola, famiglie e, più in generale, miglioramento dell’integrazione sociale fra componente autoctona e componente immigrata - un livello, perciò, complesso, che investe oltre all’interazione pragmatica tra sistemi, la sfera linguistica e dei significati. Il carattere di autoreferenzialità dei sistemi sociali implica che le eventuali modificazioni possano essere percepite solo dal punto di vista dell’osservatore ed appartengano al dominio delle descrizioni dei processi sistemici. Il progetto si propone innanzitutto di introdurre cambiamenti che riguardano i significati veicolati nella comunicazione fra le differenti culture presenti sul territorio, incidendo sulle premesse cognitive dei comunicanti. La percezione dei comportamenti comunicativi degli appartenenti alle culture minoritarie secondo nuovi schemi interpretativi più adeguati dovrebbe permettere una maggiore integrazione e uno scambio reciproco più proficuo. Dovrà essere modificata la percezione dei comportamenti messi in atto da parte degli immigrati (minori e famiglie) dal punto di vista di operatori, insegnanti, studenti, famiglie appartenenti alla cultura maggioritaria e, viceversa, la percezione da parte degli immigrati dei comportamenti e delle comunicazioni - verbali ed agite - della componente autoctona. Ciò dovrebbe influire sui reciproci atteggiamenti, creando i presupposti per una possibile proficua azione educativa e preventiva e per l’inserimento sociale e la crescita dei minori. Viene considerato, quindi, l’insieme degli operatori e degli educatori coinvolti nel progetto, quale risorsa insostituibile e fondamentale nell’attuazione di nuove e più proficue modalità di scambio, che dovrebbero diventare patrimonio permanente all’interno del tessuto sociale e del sistema educativo nel territorio intetressato. Le stesse diverse ‘culture’ delle diverse organizzazioni, enti, istituzioni e soggetti coinvolti saranno quindi utilizzate come risorsa per giungere ad adottare modalità interculturali ed interdisciplinari nei contesti educativi e di promozione dell’agio e della salute.Tra le proprietà emergenti del sistema comunicativo che si verrà a costituire, la sinergia che si svilupperà dalla complessa interazione fra i componenti del sistema sarà quella decisiva ed essa potrà essere prefigurata solo privilegiando l’attenzione alle relazioni, ai legami e alle funzioni anzichè ai dettagli della struttura dei componenti. L’approccio sistemico alla progettazione concepisce infatti i futuri attraverso l’assunzione critica della responsabilità da parte delle componenti umane e sociali che concorrono al processo, dato che nei sistemi sociali, gli esseri umani sono il fattore decisivo: le persone quindi si attivano ed applicano la loro abilità alla realizzazione di sistemi socialmente ed ecologicamente finalizzati.

Mentre nel descrivere il processo siamo necessariamente partiti dalla descrizione del complessità delle interrelazioni, per quanto riguarda gli indicatori rispetto alle evoluzioni che il progetto si propone di mettere in atto ed ai cambiamenti che si vogliono ottenere, procederemo a partire dal livello ‘più semplice’ ed articolato, fino più complesso, nel modo seguente:

- valutazione della qualità e quantità dei dati informativi sull’immigrazione raccolti da comuni e scuola;

-l’effettiva risposta e l’esaustività dei dati raccolti sarà indicativa della riuscita rispetto all’obiettivo specifico   (raccolta dati, attività 1)

- valutazione della qualità e quantità dei dati informativi sull’immigrazione raccolti da comuni e scuola;  -l’effettiva risposta e l’esaustività dei dati raccolti sarà indicativa della partecipazione e dell’integrazione effettiva fra gli enti rispetto al progetto

- rilevazione (quantitativa e qualitativa attraverso i questionari di verifica (iniziali e finali) delle modificazioni di   atteggiamento in direzione dell’interculturalità da parte degli studenti degli insegnanti e degli operatori  coinvolti nei laboratori scolastici (attività 3)

- rilevazione(quantitrativa e qualitativa) attraverso i questionari di verifica delle modificazioni di atteggiamento e dell’acquisizione di competenze comunicative degli insegnanti e degli operatori coinvolti nella formazione (attività 4). Rilevazione (qualitativa) del grado di soddisfazione e partecipazione attraverso l’osservazione ed i dati rilevabili dai questionari

- rilevazione attraverso compilazione di schede del numero di genitori degli studenti che parteciperanno all’attività prevista di somministrazione dei questionari (iniziali e finali) sull’ osservazione del processo comunicativo (attività 5)

- rilevazione attraverso l’osservazione in gruppo (équipe di coordinamento) dei processi comunicativi fra i   gruppi target e del loro funzionamento

- rilevazione attraverso l’osservazione in gruppo (équipe di coordinamento) dei processi comunicativi fra i gli enti partecipanti al progetto, i singoli soggetti, gli operatori che realizzano il progetto

- il numero ed i partecipanti alle riunioni di verifica sull’andamento del progetto sarà un indicatore (quantitativo) dell’attività   

valutativa del punto immediatamente precedente

Modificazioni a lungo termine attese dal progetto, od osservabili solo a distanza di tempo (alla fine del progetto triennale) e relativi indicatori :

- diversa formulazione delle richieste di intervento dei servizi da parte degli insegnanti e degli operatori dei centri pomeridiani e di sostegno

- diminuzione di richieste incongrue di intervento (segnalazioni) derivate da fraintendimenti su base culturale dei comportamenti

degli immigrati sarà indicativa di una maggiore apertura verso la cultura della popolazione immigrata e della capacità di

adottare strategie di rapporto adeguate

- aumento delle richieste spontanee di aiuto e migliore fruizione dei servizi sociosanitari da parte degli immigrati (minori e loro famiglie)

- miglioramento nel coordinamento dei servizi sociosanitari - fra loro e con gli altri enti che intervengono nella socializzazione,   nell’educazione e nella prevenzione - in funzione del sostegno ai soggetti minori extracomunitari ed alle loro famiglie.

-riduzione del numero di casi di minori extracomunitari segnalati e seguiti dai servizi territoriali


RESPONSABILE DEL PROGETTO: DR. MAURO GONZO, ULSS 5 , COORD.  CONSULTORIO FAMILIARE  DI

ARZIGNANO (VI) - tel. 0444 /475630

EQUIPE   ATTUATIVA: ASS. SOC. BARBARA TESTOLIN, U.O. TUTELA MINORI DISTRETTO CENTRO ULSS 5;  DR.SSA ROBERTA ZORDAN, PSICOPEDAGOGISTA, DIR. SERVIZI SOCIALI ULSS 5; DR.SSA GIULIANA CARON, PSICOLOGA, PSICOTERAPEUTA IN FORMAZIONE, VICENZA.

REFERENTE SCUOLA: DR.SSA DONATA ALBIERO, DIR. DIDATTICA 1° CIRCOLO MONTECCHIO MAGG. (VI)

 


home[2].gif (2465 byte)

nextpage[1].gif (2635 byte)