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yugoslavia.jpg (15898 byte)Storia, cultura e ordinamento  scolastico dell'attuale Repubblica Jugoslava


di Rada Rajic' Ristic' (*)

 



La Repubblica federale di Jugoslavia (Terza Jugoslavia) e il mosaico della cultura balcanica.

La Terza Jugoslavia è uno stato dell'Europa balcanica. Fu costituita nel 1992 ed è formata dalla Serbia, che comprende anche i territori autonomi del Kosovo e della Voivodina, e dal Montenegro. Confina a ovest con la Bosnia-Erzegovina e la Croazia, a nord con l'Ungheria, a est con la Romania e la Bulgaria, a sud con la Macedonia e l'Albania; si affaccia per un breve tratto sull'Adriatico (costa del Montenegro).
La Serbia è la più vasta delle ex repubbliche Jugoslave. E' prevalentemente collinosa e montuosa, specie a sud, mentre nella fascia più settentrionale occupa parte della pianura pannonica. E' attraversata da tre fiumi navigabili; il Danubio, la Sava e il Tibisco. Il clima è continentale, con inverni piuttosto rigidi. La capitale della Serbia è Belgrado, con circa 2.000.000 di abitanti. La lingua ufficiale è il Serbo; l'alfabeto ufficiale è quello cirillico; la religione è quella cristiana-ortodossa.
La popolazione della Serbia è costituita per il 66% da serbi, per il 17% da albanesi (concentrati soprattutto nel Kosovo, dove costituiscono il 90% degli abitanti), per il 3,5% da ungheresi (stanziati nella Voivodina) e per il resto da comunità etniche minori; musulmani, montenegrini, croati, rom, rumeni, bulgari, ebrei, valacchi, goranzi, slovacchi, russini, bielorussi, turchi, egiziani.
Il Montenegro la meno estesa delle ex repubbliche, è una regione occupata da massicci spogli e calcarei che giungono fino all'Adriatico, dove le pianure costiere, dal clima mediterraneo, sono molto ridotte. I rilievi a est e nord-est (Monte Durmitor, m. 2552) sono, invece, coperti di boschi e pascoli e separati da fertili vallate. Nel Montenegro, dove il 62% della popolazione è montenegrina, il 15% musulmana, il 9,3% serba e il 6,6% albanese, la lingua ufficiale è il Serbo; religione prevalente è quella cristiano-ortodossa.
Kosovo: l'ampia regione del Kosovo, a sud della Serbia, con fertili pianure e un sottosuolo ricco di minerali, famoso per le vene d'argento e d'oro, è anche ricca di monumenti storici e artistici, eretti nel medioevo da sovrani e capi spirituali, da rappresentanti della nobiltà feudale, da ecclesiastici e da monaci, accanto ai quali vanno ricordate anche le "masse di poveri e poverissimi", come si legge in un'antica iscrizione. In prospettiva storica, al nome del Kosovo si ricollegano più territori che in passato contraddistinguevano e indicavano le parti geografiche e non amministrative di questa regione. Nella nuova divisione territoriale stabilita dopo la fine della II guerra mondiale, nel 1945, la denominazione ufficiale della regione autonoma compresa nella Serbia, era quella di Kosovo e Metohija. Kosovo significa "Campo del merlo" e Metohjia che è di origine greca, significa "Patrimonio della Chiesa", perché il territorio apparteneva alla Chiesa Greco-ortodossa. Il Kosovo è il cuore della Serbia e la culla della cultura e della storia dei Serbi. Nel Kosovo vi sono 1800 chiese e monasteri ortodossi, cosa che dice molto sulle tradizioni dei Serbi.
Ordinamento dello stato - La Repubblica Federale di Jugoslavia è una repubblica parlamentare formata dalle repubbliche di Serbia e Montenegro, dotate ciascuna di propri organi legislativi ed esecutivi.
Economia - Con una popolazione pari al 45% del totale della ex Jugoslavia, Serbia e Montenegro fornivano il 39% del prodotto interno lordo della Federazione e il 50% della produzione agricola. La Serbia ha un settore agricolo e zootecnico piuttosto sviluppato (tranne che nel Kosovo, profondamente arretrato). Possiede il 48% delle terre coltivabili della ex Jugoslavia e produce soprattutto grano, barbabietole da zucchero, mais. Grazie alla buona dotazione di risorse minerarie (rame, piombo, zinco, magnesite, antimonio, carbone e gas naturale) è autosufficiente quanto a materie prime ed energia elettrica (idrica e termica), mentre il petrolio viene importato dalla Russia.I settori industriali più produttivi, oltre a quelli estrattivo ed energetico, sono il metallurgico, il tessile, il chimico e l'agroalimentare.
Il Montenegro, la repubblica più povera dell'ex Jugoslavia, ebbe fino alla seconda guerra mondiale un'economia esclusivamente agricola. Nell'ambito della federazione la sua industria si sviluppò in stretta integrazione con quella delle altre repubbliche e quindi subì i contraccolpi della disgregazione del mercato jugoslavo.
Il turismo balneare (località di Kotor, Budva, Becici, Herceg, Novi, Petrovac, Na Moru,Sv. Stefan) forniva prima della guerra buone entrate in valuta estera. Una ferrovia collega il porto di Bar a Belgrado. Le sanzioni decise dall'ONU contro la Serbia hanno provocato una grave crisi economica (inflazione a tre cifre, disordine monetario e amministrativo, tasso di disoccupazione del 50%, peggioramento delle condizioni di vita della popolazione che si stima viva per il 60% sotto la soglia della povertà). L'economia serbo-montenegrina è riuscita ad evitare il collasso totale, nonostante l'embargo internazionale, grazie alle potenzialità del settore agricolo e di quello energetico. La produzione industriale è in forte calo. Gli aiuti forniti da Belgrado ai Serbi di Croazia e Bosnia sono valutati tra il 20% e il 40% del prodotto interno lordo.


La lingua: l'alfabeto cirillico


Prima del cirillico, i popoli slavi usavano un alfabeto che si chiamava GLAGOLJICA. La lingua parlata era slavo arcaico (staroslovenski) che con i secoli subì delle modificazioni cosicché oggi, sulla base dello slavo arcaico, abbiamo: macedone, serbo, croato, sloveno, bulgaro, russo.
Lo slavo arcaico oggi non è la lingua madre di nessuno. Si usava come lingua parlata dal popolo, ma anche per uso ecclesiastico (insieme alfabeto glagoljica). Lo slavo arcaico era la lingua più diffusa e più importante nel più potente stato di quell'epoca, la Bulgaria di Simeone.
L'imperatore Simeone (893 - 927) fu un uomo di cultura ed era molto favorevole alla diffusione della letteratura; cosi la Bulgaria raggiunse il cosiddetto "secolo d'oro" della propria letteratura.
Questa letteratura nella lingua slava arcaica era di origine bizantina.
L'alfabeto glagoljica venne poi sostituito dal cirillico che alla base aveva l'alfabeto greco (con caratteri rotondi); l'origine greca dai caratteri cirillici è molto evidente.
L'alfabeto cirillico è stato composto da due fratelli, invitati dal principe della Grande Moravia, Ratislav, che aveva chiesto all'imperatore bizantino dei missionari capaci di consolidare la chiesa cristiana nel suo paese. Egli era guidato dal desiderio di ridurre l'influenza latino-germanica che aveva già convertito al cristianesimo la popolazione delle sue regioni e Bisanzio, da parte sua, non volle perdere l'occasione di estendere la propria influenza politica e culturale.
La missione in Moravia fu affidata a Costantino e a Metodio, dotti figli dell'alto funzionario bizantino Leone. I due fratelli, che conoscevano la lingua degli slavi, si prepararono con impegno per svolgere la loro opera missionaria, creando uno speciale alfabeto adattato alle particolarità della lingua e traducendo i testi liturgici più importanti.
La promettente attività missionaria in Moravia dovette però essere interrotta per l'opposizione di coloro che avevano giurisdizione sullo stato di Ratislav.
In viaggio per Roma nel 869, Costantino e Metodio fecero visita al principe della Pannonia inferiore Kocel, che pure desiderava avere missionari slavi. I due fratelli videro approvata dal Papa la loro attività, ma Costantino, dopo essersi fatto monaco col nome di Cirillo, morì a Roma, sicché la loro opera missionaria fu proseguita da Metodio e dai suoi discepoli. Metodio divenne arcivescovo della rinnovata diocesi di Sirmio, ma continuò ad incontrare opposizioni e ogni sorta di ostacoli da parte dei prelati e del clero di Salisburgo, finendo anche in carcere.
Il grande interessamento per i problemi della lingua, i contrasti di principi e di interessi, l'incertezza dei contemporanei sono dimostrati dalla sorte complessiva della missione dei due fratelli di Salonicco. La diffusione dei libri sacri che accompagnavano la liturgia slava incontrò l'opposizione del clero latino che difendeva la propria giurisdizione e il proprio punto di vista nella disputa sulla questione della lingua, ma trovò l'appoggio del Papa e tuttavia, nonostante questo e nonostante l'alta dignità arcivescovile a Metodio fu impedito di svolgere la sua attività in Pannonia; fu imprigionato e impossibilitato ad agire. Perseguitati gli allievi di Metodio dovettero riparare in Bulgaria dopo la sua morte nell'885. Poiché i centri ecclesiastici di tradizione sia latina che greca avevano riserve o erano apertamente ostili alla liturgia slava e ai suoi fautori, questa venne a trovarsi seriamente minacciata, sicché noi dobbiamo la continuità delle conquiste della missione di Costantino e Metodio e il suo enorme ruolo nella storia culturale successiva dell'Europa sud orientale ed orientale al fatto che essa fu accolta in Bulgaria alla vigilia della grande lotta con Bisanzio per il predominio sulla penisola balcanica: La cristianità slava giustificava il grande impero slavo creato per un breve periodo da Simeone lo "Zar dei Bulgari e dei Greci". Dopo tanti secoli l'alfabeto cirillico venne di nuovo modificato all'inizio del XIX secolo dal riformatore Vuk Karadzic con l'intento di attribuire ad ogni suono un suo proprio carattere (un grafema per ogni fonema), per evitare gruppi consonantici per un unico suono (gn, gl). Questo alfabeto è tuttora in uso. La lingua serba è caratterizzata dalla declinazione, che presenta 7 casi. I generi sono maschile, femminile e neutro. Per quanto riguarda i verbi, una caratteristica della lingua serba è rappresentata dai verbi momentanei e durativi, come, per esempio, "dati" e "davati": dati - dare sul momento e davati - dare ripetutamente. In Serbo non esiste l'articolo in quanto al suo posto c'è la declinazione. Sono entrate a far parte della lingua anche molte parole turche. La letteratura moderna serba ha i suoi principali rappresentanti negli scrittori Ivo Andric (premio Nobel 1961 - opera principale "Il ponte sulla Drina"), Danilo Kis ("Giardino, cenere"), Aleksandar Tisma, Desanka Marsimovic; fra gli autori contemporanei possiamo citare: Grozdana Olujic (autrice di favole moderne e libri per l'infanzia), Stefan Raickovic, Svetlana Velmak-Jankovic, Ljubivoje Rsumovic. Poche opere in lingua serba, però sono state tradotte in italiano.


Il sistema scolastico


Il sistema scolastico è rimasto invariato rispetto a quello che era prima della guerra del giugno 1991 - dicembre 1995. A sette anni i bambini vengono iscritti alla scuola elementare; i bambini la cui lingua madre non è il Serbo-croato, a sei anni vengono iscritti alla scuola materna obbligatoria per imparare, appunto, il Serbo-croato e l'anno successivo accedono alla prima elementare. La scuola dell'obbligo dura otto anni e non è divisa in scuola elementare e media come in Italia: si chiama sempre elementare: Dalla prima alla quarta elementare i bambini vengono seguiti da una sola maestra, che insegna tutte le materie. Nei quattro anni successivi c'è un insegnante per ciascuna materia. Le materie d'insegnamento sono più o meno le stesse in tutte le repubbliche, con la sola differenza che in Serbia, Montenegro e Macedonia l'alfabeto ufficiale che viene insegnato in prima elementare é quello cirillico nelle altre repubbliche è quello latino. Arrivati in terza elementare, i bambini che hanno imparato l'alfabeto cirillico iniziano lo studio anche di quello latino e viceversa. Dopo la guerra in Bosnia, l'alfabeto cirillico è diventato ufficiale anche in tutti i luoghi dove vive la popolazione serbo-bosniaca. A parte le repubbliche dell'attuale Jugoslavia e le repubbliche dell'ex Jugoslavia, l'alfabeto cirillico è ufficialmente usato anche in Bulgaria e in Russia. L'istruzione è pubblica e gratuita e le scuole private non esistono. Dopo gli otto anni della scuola obbligatoria, i ragazzi possono scegliere la scuola superiore, che dura quattro anni e quindi accedere all'università, le cui facoltà durano mediamente quattro-cinque anni, tranne quella di medicina che ha una durata di sei anni. Nella scuola dell'obbligo, fra l'alunno e la sua maestra si crea un rapporto più stretto di quanto avvenga in Italia. I bambini si confidano con la maestra ed ella diventa il loro punto di riferimento e di appoggio, entrando a far parte delle loro famiglie. La figura della maestra è in pratica il pilastro del loro mondo. Questo può forse essere un'eredità del vecchio regime comunista, di cui la scuola rappresentava un punto basilare, visto che la chiesa aveva perso quel ruolo, che possedeva prima della II guerra mondiale. Nelle scuole, ancora oggi, non si insegna religione. Tra la scuola e la famiglia c'è un'armonia che è basata sull'apertura da entrambe le parti. Il rapporto di fiducia attraverso il dialogo, la disponibilità e la comprensione previene possibili conflitti. Una volta al mese si organizzano incontri con i genitori, ma se emerge qualche necessità i genitori vengono convocati in qualsiasi momento. Materie d'insegnamento sono soprattutto la lingua e la matematica. L'attività scolastica viene completata da disegno, musica, ginnastica e una lingua straniera a partire dalla terza classe. Ogni classe è composta da circa 20 alunni. L'orario scolastico va dalle ore 8.00 alle ore 12.00. Ogni 45 minuti di lezione ve ne sono 10 di intervallo. Ogni mese gli alunni sono sottoposti ad una verifica. Si tratta di una composizione nella lingua madre e di alcuni problemi di matematica. I voti vanno dall'1 al 5, la sufficienza si raggiunge con il 2, l'eccellenza con il 5. Il passaggio da una classe alla successiva si ottiene meritando un voto sufficiente in ogni materia. Con una o al massimo due materie insufficienti si viene rimandati e, dopo 30 giorni, si deve sostenere un esame di riparazione. Con tre o più insufficienze occorre ripetere la classe. L'anno scolastico inizia, in Serbia, il 1 settembre e termina il 15 giugno. A capo di ogni scuola c'è un direttore, mentre alcuni impiegati espletano le mansioni amministrative.

* Mediatrice culturale, Vicenza (Italy)

 


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