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COMUNE DI SCHIO (VICENZA)

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3° Corso di Formazione per

Mediatori e Facilitatori Interculturali

 

 

Calendario del percorso formativo

data

orario

n. inc.

argomento

relatori

n. ore

Sabato

13 aprile

09.00 – 13.00

13.45 – 16.45

Lab. "A" - La gestione dei conflitti nei contesti interculturali.

Francesco Ragusa

Fabrizio Lertora

7

Sabato

27 aprile

09.00 – 13.00

13.45 – 16.45

Lab. "A" - La gestione dei conflitti nei contesti interculturali.

Francesco Ragusa

Fabrizio Lertora

7

Lunedì

22 aprile

18.30 – 21.00

Lab. "B" - Esperienze di mediazione a confronto.

TREVISO

2,5

Lunedì

29 aprile

18.30 – 21.00

Lab. "B" - Esperienze di mediazione a confronto.

CESENA

2,5

Lunedì

6 maggio

18.30 – 21.00

Lab. "B" - Esperienze di mediazione a confronto.

BRESCIA

2,5

Lunedì

13 maggio

18.30 – 21.00

Lab. "B" - Esperienze di mediazione a confronto.

TORINO

2,5

Giovedì

4 aprile

19.00 – 21.30

Lab. "C" - La normativa sull’immigraz. Aspetti applicativi.

Gabriele Brunetti

2,5

Giovedì

11 aprile

19.00 – 21.30

Lab. "C" - La normativa sull’immigraz. Aspetti applicativi.

Gabriele Brunetti

2,5

Giovedì

18 aprile

19.00 – 21.30

Lab. "C" - La normativa sull’immigraz. Aspetti applicativi.

Gabriele Brunetti

2,5

Lunedì

4 marzo

18.30 – 21.00

Lab. "D" - La nostra tradizione: la mia e la tua a confronto.

Lina Cocco

2,5

Lunedì

11 marzo

18.30 – 21.00

Lab. "D" - La nostra tradizione: la mia e la tua a confronto.

Lina Cocco

2,5

Lunedì

18 marzo

18.30 – 21.00

Lab. "D" - La nostra tradizione: la mia e la tua a confronto.

Lina Cocco

2,5

Lunedì

25 marzo

18.30 – 21.00

Lab. "D" - La nostra tradizione: la mia e la tua a confronto.

Lina Cocco

2,5

Sede: Palazzo Toaldi-Capra

Via Pasubio - SCHIO


Premessa

Riprendendo le modalità realizzative adottate nella passata edizione, questi laboratori vorrebbero fornire delle opportunità di approfondimento e di confronto sulla tematica dell’interculturalità.

Il laboratorio, come metodologia di lavoro, ben si presta a questo approfondimento e a questo confronto, in quanto "luogo" in cui produzione e trasmissione del sapere si intrecciano in modi forse difficilmente standardizzabili ma certamente ricchi di spunti creativi e di implicazioni operative.

Importanti e particolarmente apprezzate sono state, lo scorso anno, le occasioni di dialogo e di costruzione di significati condivisi.

Un’opera che non fa rumore, che si sviluppa lentamente e che non è mai acquisita una volta per sempre. Ma che genera comunque cambiamenti, fuori e dentro di chi la compie, nella pratica professionale e nell’esperienza di vita.

Questi laboratori vorrebbero rispondere al desiderio di riallacciare queste relazioni formative, di portare avanti discorsi inconclusi. Con la consapevolezza che in questo ambito non sono possibili "repliche", ma il desiderio di continuità deve necessariamente tradursi nell’anelito a spingersi più avanti.

Si intende, perciò, riprendere ed espandere alcune tematiche affrontate lo scorso anno:

  • la gestione dei conflitti nei contesti interculturali;
  • la normativa sull’immigrazione;
  • l’analisi delle differenze e uguaglianze fra le culture.

Oltre a queste proposte, per non chiudere il cerchio, si vuole avviare un confronto con altre esperienze di mediazione interculturale sviluppate in diverse città italiane e in differenti ambiti d’intervento. Non si tratta, neanche in questo caso, di un’assoluta "novità", dato che recupera in qualche misura i contenuti del primo corso effettuato nel 2000.

Sarà forse l’occasione per porsi di fronte ad uno specchio che ci ritorna quanto questo percorso formativo può averci dato.


Laboratorio "A": Ö La gestione dei conflitti nei contesti interculturali

Il laboratorio si propone come occasione di apprendimento rispetto alle competenze relative all’osservazione, analisi e gestione dei conflitti all’interno di contesti interculturali, con particolare riferimento alle situazioni educative e alle relazioni d’aiuto. L’ipotesi di partenza è che, anche all’interno di rapporti significativi e a volte profondi, l’incontro tra due identità culturalmente differenti è spesso faticoso e disturbato dalla presenza e dall’azione di paradigmi e codici culturali di cui gli attori sono portatori, ma che risultano spesso sconosciuti e difficilmente accessibili.

Possedere un quadro di riferimento metodologico e strumenti operativi di analisi e gestione per le situazioni di conflitto in contesti interculturali costituisce una competenza necessaria in particolare per chi si trova a lavorare in realtà educative e socio-assistenziali dove è sempre più frequente la presenza di soggetti portatori di culture differenti.

Obiettivi: - Problematizzare il tema partendo dall’esperienza dei partecipanti e definire un modello di approccio;

  • Favorire il rafforzamento delle capacità di riconoscimento e identificazione della presenza e dell’azione di paradigmi e codici culturali;
  • Offrire metodologie e strumenti per l’analisi e la gestione costruttiva dei conflitti in contesti interculturali.

Contenuti: - Fenomenologia del conflitto interculturale;

  • L’osservazione e analisi di situazioni di conflitto;
  • La negoziazione interculturale in situazioni di conflitto.

 

Tempi: Il laboratorio si articola in 2 giornate piene (sabato) per un impegno complessivo di 14 ore;

Metodologia: Si farà ricorso ad un approccio basato sul coinvolgimento diretto dei partecipanti, attraverso l’utilizzo di diverse situazioni formative (attività di simulazione, esercitazioni, sotto-gruppi di problematizzazione e ricerca, interventi di approfondimento, discussioni guidate, studio di casi, ecc.).

Formatori: dr. Francesco Ragusa - Centro Ped. per la Pace (Piacenza)

dr. Fabrizio Lertora - Centro Ped. per la Pace (Piacenza)

Destinatari: un massimo 40 partecipanti, fra mediatori e facilitatori inteculturali, suddivisi in 2 gruppi che viaggeranno in parallelo.

 

 

Laboratorio "B": Ö Esperienze di mediazione a confronto.

Il primo corso di formazione condotto dal Comune di Schio nel 2000 ha "diplomato" 20 mediatori interculturali che, nel corso del primo anno della loro attività, hanno già accumulato qualche esperienza di intervento e di progettualità. E’ molto forte, in questa fase, il bisogno di verificare quanto fatto attraverso il confronto con altre realtà. Il laboratorio propone, in tal senso, l’opportunità di venire a contatto con esperienze di mediazione interculturale condotte in diversi ambiti territoriali e in differenti aree d’azione (da quella scolastica a quella sanitaria).

Obiettivi: - verificare le proprie competenze professionali attraverso il confronto con altre esperienze di mediazione interculturale;

  • acquisire e/o perfezionare strumenti metodologici d’intervento;
  • intessere rapporti di collaborazione con altre realtà territoriali.

Contenuti: - metodologia del lavoro mediazione interculturale nei vari ambiti di intervento;

  • progetti e "buone pratiche" nell’ambito dell’interculturalità.

Tempi: Il laboratorio si articola in 4 incontri a cadenza settimanale con orario 18.30 – 21.00 per un impegno complessivo di 10 ore;

Metodologia: Nella realizzazione del laboratorio si alterneranno relazioni frontali a dibattiti e discussioni di gruppo.

Formatori: mediatori interculturali con esperienza condotta in diverse città italiane (Treviso, Cesena, Brescia, Torino) e in differenti ambiti d’intervento (scolastica, sanitaria, ecc.).

Destinatari: un massimo 30 partecipanti, dando priorità ai mediatori iscritti all’Albo e a quegli operatori dei servizi che hanno maggiore contatto con il lavoro di mediazione.

 

Laboratorio "C": Ö La normativa sull’immigrazione. Aspetti applicativi.

Il laboratorio intende affrontare gli aspetti che più direttamente hanno a che fare con l’integrazione, nel quotidiano, dei cittadini stranieri, soffermandosi in particolare sugli aspetti amministrativi legati all’ingresso, soggiorno ed uscita degli immigrati.

Particolare rilievo verrà dato alle novità introdotte dal disegno di legge che, nel momento in cui scriviamo, è allo studio del Governo e che verrà licenziato entro la primavera. Dalle anticipazioni giornalistiche, infatti, si possono intendere non pochi aspetti di rilievo.

Obiettivi: - Fornire strumenti di conoscenza sui diritti e doveri connessi all’immigrazione;

  • Far acquisire competenze per il supporto ai cittadini immigrati nell’espletamento dei più comuni adempimenti amministrativi.

 

Contenuti: - quadro storico della normativa italiana in materia di immigrazione;

  • elementi di diritto amministrativo e conoscenze procedurali relative ai più comuni adempimenti amministrativi (richieste di ingresso, rinnovo del permesso di soggiorno, domande di ricongiungimento familiare, ottenimento di carta di soggiorno, ecc.)

Tempi: Il laboratorio si articola in 3 incontri a cadenza settimanale con orario 19.00 – 21.30 per un impegno complessivo di 7,5 ore;

Metodologia: Alla trasmissione frontale verranno alternate metodologie formative interattive (attività di simulazione, esercitazioni, sotto-gruppi di problematizzazione e ricerca, interventi di approfondimento, discussioni guidate, studio di casi, ecc.).

Formatori: Gabriele Brunetti - Pres. Ass. "L’isola che non c’è" (Vicenza)

Destinatari: un massimo 25 partecipanti, fra mediatori e facilitatori inteculturali.

 

 

Laboratorio "D": Ö La nostra tradizione: la mia e la tua a confronto.

Dopo la positiva esperienza che ci ha visto confrontarci sul ciclo della vita umana, la proposta di quest’anno sarà su: miti, leggende, fiabe, filastrocche, ecc. Poiché la massima espressione di ogni popolo antico e moderno sta proprio nella sua cultura orale, che si sta perdendo soprattutto nei paesi industrializzati per il successivo e continuo abbandono di una società prevalentemente agricola, siamo certi che proprio dal confronto con culture di altri Paesi ritroveremo le nostre radici.

Il laboratorio continua pertanto la sua sfida amichevole iniziale: trasformare l’incontro con altre culture in un occesione di incontro, riscoperta, rilancio.

Ricercando e ricordando insieme, riporteremo alla luce ciò di cui siamo troppo spesso inconsapevoli portatori.

 

Obiettivi: - Recuperare la propria tradizione popolare attrverso il conflitto con altre culture;

  • Rintracciare nelle differenze e peculiarità elementi comuni ai popoli.

 

Contenuti: - Verrà proposta la valorizzazione culturale dei miti, leggende, fiabe, filastrocche;

  • Si partirà dalla conoscenza nostra delle strutture, dei significati, delle scuole, ecc. di produzione orale popolare;
  • Si traccerà una conoscenza europea e non solo europea della storia del racconto popolare.

 

Tempi: Il laboratorio in cinque incontri a cadenza settimanale con orario dalle 18.00 alle 21.00 per un complessivo di 12.5 ore.

Metodologia: Rimane la caratteristica di una tavola rotonda in cui TUTTI sono protagonisti, propositori e stimolatori di spunti argomenti e conoscenze con il sostegno e la guida del docente che partendo dalla tradizione italiana offre continue riflessioni di tutte le tradizioni presenti al laboratorio. Le fasi previste sono:

  • Docenza frontale;
  • Racconto orale circolare;
  • Registrazione;
  • Gioco de la "bottega della fantasia";
  • Creazione a gruppi;
  • Elaborazione corporea ed orale.

 

Formatori: - Prof.ssa Lina Cocco (tutte le lezioni), raccoglitrice e studiosa di tradizioni popolari;

Prof. ssa Colzona Margherita (1 incontro), insegnante e docente di teatro e danza.

Destinatari: un massimo 25 partecipanti, fra mediatori e facilitatori inteculturali.

 

Modalità organizzative

I laboratori avranno sede presso Palazzo Toaldi-Capra. La scelta degli orari (tardo pomeriggio e giornata di sabato) è stata fatta per consentire ai corsisti di conciliare la frequenza con i propri impegni lavorativi.

Anche per questa edizione, è importante limitare il numero dei partecipanti al fine di realizzare una concreta esperienza formativa di gruppo.

Considerato il legame di continuità con la passata edizione, verrà garantita priorità nell’iscrizione a corsisti dello scorso anno. Per quanto riguarda il laboratorio "B", la precedenza è nei riguardi nei mediatori interculturali e a quegli operatori dei servizi che hanno maggiore contatto con il lavoro di mediazione.

I posti che residuano verranno ripartiti dalla segreteria organizzativa del corso fra i vari servizi ed associazioni scledensi che operano nel campo dell’immigrazione. Tra i gruppi stranieri presenti a Schio si cercherà di coinvolgere le etnie che sinora non hanno preso parte al progetto.

Nella composizione dei gruppi si cercherà di equilibrare la presenza di italiani e stranieri.

La partecipazione al corso è gratuita. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di frequenza con indicazione del numero di ore d’aula e dell’eventuale attività di esercitazione svolta.

Con provvedimento dirigenziale verranno individuati il responsabile del corso e i tutor di ciascun laboratorio. Oltre alle funzioni organizzative e di supervisione già espletate nella passata edizione.

Modifiche al programma del corso potranno essere apportate in itinere per necessità organizzative o per eventuali specifiche esigenze prospettate dai corsisti.

 

Strumenti di verifica

La documentazione raccolta durante il corso formativo sarà conservata agli atti e consultabile presso il Servizio Sociale, così come il materiale bibliografico e gli elaborati dei corsisti.

L’andamento del corso e l’indice di presenza saranno costantemente monitorati dal responsabile del corso che redigerà una relazione finale sulla base anche dei giudizi e delle osservazioni espressi al termine dai partecipanti attraverso un questionario di valutazione.

 


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