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COMUNE DI SCHIO (VICENZA)
3° Corso di Formazione per Mediatori e Facilitatori Interculturali Calendario del percorso formativo
Sede: Palazzo Toaldi-Capra Via Pasubio - SCHIO Premessa Riprendendo le modalità realizzative adottate nella passata edizione, questi laboratori vorrebbero fornire delle opportunità di approfondimento e di confronto sulla tematica dellinterculturalità. Il laboratorio, come metodologia di lavoro, ben si presta a questo approfondimento e a questo confronto, in quanto "luogo" in cui produzione e trasmissione del sapere si intrecciano in modi forse difficilmente standardizzabili ma certamente ricchi di spunti creativi e di implicazioni operative. Importanti e particolarmente apprezzate sono state, lo scorso anno, le occasioni di dialogo e di costruzione di significati condivisi. Unopera che non fa rumore, che si sviluppa lentamente e che non è mai acquisita una volta per sempre. Ma che genera comunque cambiamenti, fuori e dentro di chi la compie, nella pratica professionale e nellesperienza di vita. Questi laboratori vorrebbero rispondere al desiderio di riallacciare queste relazioni formative, di portare avanti discorsi inconclusi. Con la consapevolezza che in questo ambito non sono possibili "repliche", ma il desiderio di continuità deve necessariamente tradursi nellanelito a spingersi più avanti. Si intende, perciò, riprendere ed espandere alcune tematiche affrontate lo scorso anno:
Oltre a queste proposte, per non chiudere il cerchio, si vuole avviare un confronto con altre esperienze di mediazione interculturale sviluppate in diverse città italiane e in differenti ambiti dintervento. Non si tratta, neanche in questo caso, di unassoluta "novità", dato che recupera in qualche misura i contenuti del primo corso effettuato nel 2000. Sarà forse loccasione per porsi di fronte ad uno specchio che ci ritorna quanto questo percorso formativo può averci dato. Laboratorio "A": Ö La gestione dei conflitti nei contesti interculturali Il laboratorio si propone come occasione di apprendimento rispetto alle competenze relative allosservazione, analisi e gestione dei conflitti allinterno di contesti interculturali, con particolare riferimento alle situazioni educative e alle relazioni daiuto. Lipotesi di partenza è che, anche allinterno di rapporti significativi e a volte profondi, lincontro tra due identità culturalmente differenti è spesso faticoso e disturbato dalla presenza e dallazione di paradigmi e codici culturali di cui gli attori sono portatori, ma che risultano spesso sconosciuti e difficilmente accessibili. Possedere un quadro di riferimento metodologico e strumenti operativi di analisi e gestione per le situazioni di conflitto in contesti interculturali costituisce una competenza necessaria in particolare per chi si trova a lavorare in realtà educative e socio-assistenziali dove è sempre più frequente la presenza di soggetti portatori di culture differenti. Obiettivi: - Problematizzare il tema partendo dallesperienza dei partecipanti e definire un modello di approccio;
Contenuti: - Fenomenologia del conflitto interculturale;
Tempi: Il laboratorio si articola in 2 giornate piene (sabato) per un impegno complessivo di 14 ore; Metodologia: Si farà ricorso ad un approccio basato sul coinvolgimento diretto dei partecipanti, attraverso lutilizzo di diverse situazioni formative (attività di simulazione, esercitazioni, sotto-gruppi di problematizzazione e ricerca, interventi di approfondimento, discussioni guidate, studio di casi, ecc.). Formatori: dr. Francesco Ragusa - Centro Ped. per la Pace (Piacenza) dr. Fabrizio Lertora - Centro Ped. per la Pace (Piacenza) Destinatari: un massimo 40 partecipanti, fra mediatori e facilitatori inteculturali, suddivisi in 2 gruppi che viaggeranno in parallelo. Laboratorio "B": Ö Esperienze di mediazione a confronto. Il primo corso di formazione condotto dal Comune di Schio nel 2000 ha "diplomato" 20 mediatori interculturali che, nel corso del primo anno della loro attività, hanno già accumulato qualche esperienza di intervento e di progettualità. E molto forte, in questa fase, il bisogno di verificare quanto fatto attraverso il confronto con altre realtà. Il laboratorio propone, in tal senso, lopportunità di venire a contatto con esperienze di mediazione interculturale condotte in diversi ambiti territoriali e in differenti aree dazione (da quella scolastica a quella sanitaria). Obiettivi: - verificare le proprie competenze professionali attraverso il confronto con altre esperienze di mediazione interculturale;
Contenuti: - metodologia del lavoro mediazione interculturale nei vari ambiti di intervento;
Tempi: Il laboratorio si articola in 4 incontri a cadenza settimanale con orario 18.30 21.00 per un impegno complessivo di 10 ore; Metodologia: Nella realizzazione del laboratorio si alterneranno relazioni frontali a dibattiti e discussioni di gruppo. Formatori: mediatori interculturali con esperienza condotta in diverse città italiane (Treviso, Cesena, Brescia, Torino) e in differenti ambiti dintervento (scolastica, sanitaria, ecc.). Destinatari: un massimo 30 partecipanti, dando priorità ai mediatori iscritti allAlbo e a quegli operatori dei servizi che hanno maggiore contatto con il lavoro di mediazione. Laboratorio "C": Ö La normativa sullimmigrazione. Aspetti applicativi. Il laboratorio intende affrontare gli aspetti che più direttamente hanno a che fare con lintegrazione, nel quotidiano, dei cittadini stranieri, soffermandosi in particolare sugli aspetti amministrativi legati allingresso, soggiorno ed uscita degli immigrati. Particolare rilievo verrà dato alle novità introdotte dal disegno di legge che, nel momento in cui scriviamo, è allo studio del Governo e che verrà licenziato entro la primavera. Dalle anticipazioni giornalistiche, infatti, si possono intendere non pochi aspetti di rilievo. Obiettivi: - Fornire strumenti di conoscenza sui diritti e doveri connessi allimmigrazione;
Contenuti: - quadro storico della normativa italiana in materia di immigrazione;
Tempi: Il laboratorio si articola in 3 incontri a cadenza settimanale con orario 19.00 21.30 per un impegno complessivo di 7,5 ore; Metodologia: Alla trasmissione frontale verranno alternate metodologie formative interattive (attività di simulazione, esercitazioni, sotto-gruppi di problematizzazione e ricerca, interventi di approfondimento, discussioni guidate, studio di casi, ecc.). Formatori: Gabriele Brunetti - Pres. Ass. "Lisola che non cè" (Vicenza) Destinatari: un massimo 25 partecipanti, fra mediatori e facilitatori inteculturali. Laboratorio "D": Ö La nostra tradizione: la mia e la tua a confronto. Dopo la positiva esperienza che ci ha visto confrontarci sul ciclo della vita umana, la proposta di questanno sarà su: miti, leggende, fiabe, filastrocche, ecc. Poiché la massima espressione di ogni popolo antico e moderno sta proprio nella sua cultura orale, che si sta perdendo soprattutto nei paesi industrializzati per il successivo e continuo abbandono di una società prevalentemente agricola, siamo certi che proprio dal confronto con culture di altri Paesi ritroveremo le nostre radici. Il laboratorio continua pertanto la sua sfida amichevole iniziale: trasformare lincontro con altre culture in un occesione di incontro, riscoperta, rilancio. Ricercando e ricordando insieme, riporteremo alla luce ciò di cui siamo troppo spesso inconsapevoli portatori. Obiettivi: - Recuperare la propria tradizione popolare attrverso il conflitto con altre culture;
Contenuti: - Verrà proposta la valorizzazione culturale dei miti, leggende, fiabe, filastrocche;
T empi: Il laboratorio in cinque incontri a cadenza settimanale con orario dalle 18.00 alle 21.00 per un complessivo di 12.5 ore.Metodologia: Rimane la caratteristica di una tavola rotonda in cui TUTTI sono protagonisti, propositori e stimolatori di spunti argomenti e conoscenze con il sostegno e la guida del docente che partendo dalla tradizione italiana offre continue riflessioni di tutte le tradizioni presenti al laboratorio. Le fasi previste sono: Formatori: - Prof.ssa Lina Cocco (tutte le lezioni), raccoglitrice e studiosa di tradizioni popolari; Prof. ssa Colzona Margherita (1 incontro), insegnante e docente di teatro e danza. Destinatari: un massimo 25 partecipanti, fra mediatori e facilitatori inteculturali. Modalità organizzative I laboratori avranno sede presso Palazzo Toaldi-Capra. La scelta degli orari (tardo pomeriggio e giornata di sabato) è stata fatta per consentire ai corsisti di conciliare la frequenza con i propri impegni lavorativi. Anche per questa edizione, è importante limitare il numero dei partecipanti al fine di realizzare una concreta esperienza formativa di gruppo. Considerato il legame di continuità con la passata edizione, verrà garantita priorità nelliscrizione a corsisti dello scorso anno. Per quanto riguarda il laboratorio "B", la precedenza è nei riguardi nei mediatori interculturali e a quegli operatori dei servizi che hanno maggiore contatto con il lavoro di mediazione. I posti che residuano verranno ripartiti dalla segreteria organizzativa del corso fra i vari servizi ed associazioni scledensi che operano nel campo dellimmigrazione. Tra i gruppi stranieri presenti a Schio si cercherà di coinvolgere le etnie che sinora non hanno preso parte al progetto. Nella composizione dei gruppi si cercherà di equilibrare la presenza di italiani e stranieri. La partecipazione al corso è gratuita. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di frequenza con indicazione del numero di ore daula e delleventuale attività di esercitazione svolta. Con provvedimento dirigenziale verranno individuati il responsabile del corso e i tutor di ciascun laboratorio. Oltre alle funzioni organizzative e di supervisione già espletate nella passata edizione. Modifiche al programma del corso potranno essere apportate in itinere per necessità organizzative o per eventuali specifiche esigenze prospettate dai corsisti.
Strumenti di verifica La documentazione raccolta durante il corso formativo sarà conservata agli atti e consultabile presso il Servizio Sociale, così come il materiale bibliografico e gli elaborati dei corsisti. Landamento del corso e lindice di presenza saranno costantemente monitorati dal responsabile del corso che redigerà una relazione finale sulla base anche dei giudizi e delle osservazioni espressi al termine dai partecipanti attraverso un questionario di valutazione.
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