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MARISTELLA BERLATO - TESI

"DONNE  GHANESI A VICENZA"           

 

 

 

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Indice

 

Introduzione  (vedi sotto, in fondo alla pagina)

 

Parte prima

Il fenomeno migratorio

1.1 Le migrazioni p.

1.1.1 Cenni storici         p.8

1.1.2 Movimenti migratori verso il continente americano p.9

1.1.3 Movimenti migratori in Europa nel secondo dopoguerra p.11

1.2 Le cause delle migrazioni p.13

1.2.1 I fattori di espulsione nei paesi di esodo p.13

1.2.2 I fattori di attrazione nei paesi di approdo p.16

1.3 Le migrazioni in Italia p.18

1.3.1 I flussi migratori in Italia dal dopoguerra p.18

1.3.2 Gli immigrati in Italia. Situazione attuale p.20

1.3.3 Gli immigrati nel Veneto p.32

1.4 Gli immigrati a Vicenza p.37

1.4.1 Caratteristiche generali della presenza straniera a Vicenza p.37

1.4.2 Le nazionalità p.40

1.4.3 L’anno di arrivo p.42

1.4.4 La presenza maschile e femminile p.44

1.4.5 La presenza straniera in base all’età p.48

1.4.6 Permessi di soggiorno p.50

1.4.7 Composizione dei nuclei familiari p.51

1.4.8 L’insediamento nella provincia p.52

1.4.9 Aggiornamento dei dati relativi alle presenze in seguito alla sanatoria (D.L.489/95) p.55

1.5 La legislazione italiana in materia

di immigrazione p.60

1.5.1 Principali contenuti della L.943/1986 p.61

1.5.2 L.39/1990 p.63

1.5.3 Il D. L. 489/1995 p.66

1.5.4 Il D.L. 477/96 p.69

1.5.5 L.R. 9/1990 p.69

 

Parte seconda

I servizi per gli immigrati a Vicenza

2.1 Introduzione. Considerazioni p.72

2.2 Associazione L’Isola che non c’è p.73

2.2.1 Ufficio Accoglienza Immigrati p.73

2.2.2 Ufficio Segretariato Sociale p.74

2.2.3 Villaggio Isola che non c’è p.75

2.2.4 L’osservatorio invisibile p.75

2.2.5 Iniziative culturali p.76

2.3 Associazione Luna e l’altra p.77

2.3.1 Aisha Spazio Donna p.79

2.3.2 Casa Motton S.Lorenzo p.81

2.4 Caritas diocesana p.84

2.4.1 Casa di via Monteverdi p.85

2.5 Il Mezzanino p.87

2.6 L’Arca p.89

2.7 Ambulatorio della CRI p.91

2.8 Progetto Benessere Donna Straniera p.92

 

Parte terza

Aspetti antropologici

3.1 L’antropologia come scienza dell’altro p.96

3.2 La cultura p.98

3.2.1 Concetto antropologico p.98

3.2.2 Le dinamiche della cultura p.99

3.2.3 L’introduzione di un nuovo elemento culturale p.101

3.3 L’identità p.104

3.3.1 Il costruirsi dell’identità p.104

3.3.2 L’identità culturale dei migranti p.107

3.4 L’etnocentrismo p.109

3.5 Il pregiudizio p.116

3.5.1 Le funzioni del pregiudizio p.118

3.5.2 L’acquisizione del pregiudizio p.121

3.5.3 Quando si sviluppa il pregiudizio p.122

3.6 Il razzismo p.123

3.6.1 Il perché del razzismo p.128

3.6.2 L’antirazzismo è una conquista p.128

 

Parte quarta

Il Ghana. La migrazione ghanese in Italia

4.1 Il Ghana p.133

4.1.1 Bandiera p.136

4.1.2 Geografia. Ambiente naturale p.137

4.1.3 Storia p.139

4.1.4 Lingua p.142

4.1.5 Cultura e istruzione p.142

4.1.6 La popolazione. Le città p.145

4.1.7 Religione p.147

4.1.8 Credenze e tradizioni popolari.

Costumi familiari p.149

4.1.9 Proverbi e simboli. Mitologia p.150

4.1.10 Cucina p.153

4.1.11 Economia e attività produttive. La moneta p.154

4.1.12 Situazione politico-economica.  Relazioni internazionali p.156

4.2 I ghanesi in Italia p.158

4.3 I ghanesi nel Vicentino p.161

4.3.1 L’arrivo in Italia e nel Vicentino p.161

4.3.2 Tipologia delle presenze p.162

4.3.3 Stato di nascita e cittadinanza p.165

4.3.4 Tipologia del permesso di soggiorno p.165

4.3.5 Composizone dei nuclei familiari p.166

4.3.6 Presenza ghanese nei comuni della provincia p.166

4.3.7 Aggiornamento dei dati relativi alle presenze

in seguito alla sanatoria (D.L.489/95) p.172

 

Parte quinta

Strategie migratorie femminili in Italia

5.1 L’emigrazione al femminile in Italia p.174

5.1.1 Cenni storici p.174

5.1.2 Situazione attuale p.175

5.2 Le nazionalità p.177

5.3 I motivi della partenza p.179

5.4 I diversi percorsi

dell’immigrazione femminile p.181

5.4.1 Il percorso di tipo tradizionale p.181

5.4.2 Le donne che partono da sole p.182

5.4.3 L’arrivo subito dopo il matrimonio p.182

5.4.4 L’arrivo simultaneo p.183

5.4.5 Le donne straniere nelle coppie miste p.183

5.4.6 Le immigrate visibili. La prostituzione p.184

5.5 L’inserimento nel paese d’approdo p.187

5.6 Lavoro e ruolo economico p.189

5.7 Altre specificità dell’emigrazione femminile p.191

5.8 La donna migrante e il contesto familiare p.192

5.9 La donna mediatrice tra culture p.194

 

Parte sesta

Donne ghanesi a Vicenza

6.1 Le interviste p.198

6.1.1 Introduzione p.198

6.1.2 Metodologia usata p.199

6.1.3 Modalità degli incontri. I contenuti p.200

6.1.4 Presentazione delle interviste p.204

6.2 Rielaborazione delle interviste. I temi trattati p.213

6.2.1 Motivazioni dell’emigrare p.213

6.2.2 Progetti iniziali e futuri p.217

6.2.3 Cosa sapevano dell’Italia p.220

6.2.4 L’arrivo p.221

6.2.5 Il sud d’Italia p.222

6.2.6 Il trasferimento al nord p.223

6.2.7 Situazione alloggiativa p.225

6.2.8 Condizione lavorativa p.230

6.2.9 Corsi di formazione p.236

6.2.10 La lingua italiana p.238

6.2.11 L’uso dei servizi p.244

6.2.12 La concezione del tempo p.248

6.2.13 Il tempo libero p.249

6.2.14 Cucina p.253

6.2.15 Feste e cerimonialità p.255

6.2.16 Religiosità p.256

6.2.17 La nascita p.259

6.2.18 Figli p.261

6.2.19 La salute / Benessere fisico e psicologico p.267

6.2.20 Legami familiari p.272

6.2.21 Relazioni fra donne p.276

6.2.22 Relazione marito / moglie p.277

6.2.23 Relazioni con gli italiani p.277

6.2.24 Relazioni tra italiani e stranieri.

Suggerimenti per l’incontro p.283

 

Parte settima

L’educatore

7.1 La pedagogia interculturale p.286

7.2 Educare: un viaggio all’interno di sè p.292

7.3 L’educatore come mediatore.

L’orientamento ai servizi p.296

7.3.1 Gli ambiti di lavoro p.301

7.4 Esperienze p.303

7.4.1 Casa accoglienza della Caritas p.303

7.4.2 Associazione Luna e l’altra p.308

7.4.3 La messa pentecostale p.310

7.4.4 In fila in questura p.316

7.5 Imparare ad apprendere insieme.

Un progetto per donne immigrate p.318

7.5.1 Le donne al centro dell’incontro interculturale p.318

7.5.2 Il progetto. Linee guida p.320

7.5.3 Obiettivi p.320

 

Appendice

Indirizzario dei servizi per gli immigrati

a Vicenza p.324

 

Conclusione p.329

Bibliografia p.331

 


Introduzione

Quando avevo undici anni volevo portare solo jeans a tubo e facevo stringere a mia madre i pantaloni che io e le mie amiche pensavamo fossero fuori moda. In quell’anno mi ero recata a Parigi per assistere al matrimonio di uno zio e ricordo che era bello vedere persone di vari paesi vivere insieme. Mi colpivano particolarmente le diversità nel vestire: c’era chi indossava abiti tradizionali africani, chi il chador, chi il sahari indiano. Ognuno si vestiva come gli andava. Per quanto riguarda i pantaloni poi, molti li portavano ancora a zampa di elefante. Al ritorno da quel viaggio, pensavo che non fosse più importante come prima portare i jeans stretti.

Ricordandomi questa esperienza, ho sempre avuto l’impressione che vedere altri modi di vivere mi abbia in un certo senso aiutata ad essere più me stessa.

Negli anni seguenti ho avuto modo di soggiornare ripetutamente a Parigi e ancor più a Londra anche per periodi abbastanza lunghi. Queste esperienze per alcuni aspetti mi hanno avvicinato al mondo della migrazione, in quanto ho avuto modo di sperimentare la nostalgia per la mia famiglia, il fatto di dovere adattarmi a lavori umili e a vivere, come ragazza alla pari, nella casa dove si lavora.

Tornando ad oggi, durante il mio percorso formativo del corso per educatori, mi era particolarmente piaciuto il corso di antropologia culturale ed in particolare mi aveva colpito il fatto che in Italia le donne rappresentassero circa la metà degli immigrati. Mi chiedevo dove fossero e come vivessero queste donne delle quali non mi ero accorta. Man mano che mi informavo, cresceva per loro la mia stima: in particolare ne apprezzavo il coraggio.

La scelta dell’argomento è partita innanzitutto da un lavoro di ricerca e di raccolta di informazioni presso gli operatori ed i responsabili di strutture che in città si occupano di immigrazione: era mia intenzione che questo lavoro potesse avere anche un’utilità pratica e contribuire alla conoscenza di alcuni aspetti dell’immigrazione femminile a Vicenza.

Ho scelto le donne del Ghana perché questa comunità, pur al terzo posto come numero di presenze, dopo le statunitensi e le ex jugoslave, è tra le meno conosciute nel territorio, avendo particolari difficoltà di inserimento nel nostro tessuto sociale.

 

Come accennato sopra, gran parte del mio lavoro è il risultato della rielaborazione di ricerche personali: i colloqui con responsabili e operatori delle strutture, delle associazioni e delle istituzioni che operano a Vicenza nel campo dell’immigrazione, la partecipazione a convegni ed incontri, le interviste svolte a quindici donne ghanesi abitanti in provincia e infine la mia esperienza diretta, maturata frequentando la casa di accoglienza della Caritas e l’associazione Luna e l’altra.

Questo lavoro è stato lungo e complesso. In Italia gli studi sull’immigrazione femminile sono pochissimi e questa sembra essere la prima ricerca specifica su immigrate ghanesi in Italia.

 

Il lavoro si articola nelle seguenti parti:

 

La prima parte analizza in generale i processi migratori. Dopo una introduzione storica, vengono affrontate le cause delle migrazioni e i flussi migratori in Italia e nel Veneto; in modo più approfondito viene analizzata la presenza dei cittadini stranieri in provincia di Vicenza. La prima parte si conclude con una panoramica sulla normativa in materia di immigrazione, fino ai più recenti provvedimenti legislativi.

Nella seconda parte vengono descritte le strutture e le iniziative rivolte agli immigrati nella città di Vicenza, con una particolare attenzione ai servizi che si occupano delle donne. In alcuni casi la carenza di dati ha fatto sì che io stessa abbia contribuito all’elaborazione del numero delle presenze degli utenti nelle varie strutture.

La terza parte della tesi è dedicata all’approfondimento teorico di alcuni concetti antropologici. E’ importante che l’educatore abbia la consapevolezza di essere lui stesso portatore di una cultura nel momento in cui si relaziona con una persona proveniente da un altro paese. Man mano poi che precedevo con la ricerca ho sentito la necessità di approfondire atteggiamenti come il pregiudizio o il razzismo.

Nella quarta parte della tesi si entra in modo più specifico nell’oggetto del mio studio. In un primo capitolo parlo del Ghana: al riguardo le principali fonti sono stati gli immigrati stessi e la consultazione di enciclopedie e annuari. Parlo quindi degli immigrati ghanesi in Italia e in modo più approfondito degli immigrati ghanesi in provincia di Vicenza.

La quinta parte della tesi è dedicata all’analisi delle strategie migratorie al femminile. Spesso infatti si attribuiscono alle donne le stesse motivazioni e gli stessi percorsi migratori degli uomini: in realtà le donne migranti presentano alcune specificità che le rendono i soggetti ideali nella mediazione tra la cultura del paese di origine e quella del paese di approdo.

La sesta parte è il nocciolo della tesi, quella che mi ha impegnato maggiormente. Riguarda l’elaborazione dei temi trattati in quindici interviste in profondità a donne ghanesi abitanti in provincia di Vicenza, nonché la descrizione della metodologia usata. I temi trattati cercano di fare emergere i bisogni relazionali, istituzionali ed educativi.

L’ultima parte della tesi è dedicata alla figura dell’educatore. Dopo aver delineato i principi della pedagogia interculturale, propongo un possibile ruolo dell’educatore nell’orientamento ai servizi, fino ad ipotizzare possibili ambiti di lavoro. La tesi termina con una parte progettuale per favorire l’incontro tra donne ghanesi e italiane, dove l’educatore gioca un ruolo di "mediatore" tra culture: una figura ancora inedita, ma ricca di potenzialità. Questo lavoro inoltre testimonia l’importante contributo che l’educatore può dare nella conoscenza dei fenomeni sociali attraverso una funzione di ricerca, studio, documentazione e diffusione dei risultati ottenuti.

In appendice vi è infine un indirizzario dei servizi a favore degli immigrati a Vicenza.

Le parole che compaiono nel titolo del mio lavoro significano ‘Piacere di conoscerti’ nella lingua twi, la più parlata dagli immigrati ghanesi che vivono a Vicenza. Queste parole mi sembrano sintetizzare nel modo migliore l’atteggiamento di accoglienza dell’educatore nel momento in cui si trova a relazionarsi con persone portatrici di una cultura diversa.

Compito dell’educatore dovrebbe essere quello di promuovere l’incontro con le nuove differenze su un piano di parità, reciprocità e volontà di conoscersi. Solo nel rispetto della diversità ogni persona può entrare in un altro mondo senza dovere perdere ciò che gli appartiene.

 

Certi vedono le cose

così come sono

e chiedono perchè ?

Io ho sognato le cose

che non erano mai state fatte

e mi sono chiesto

perchè no ?

 

(Danilo Dolci)

 

Maristella Berlato -  VICENZA- per contatti scrivere a "Sistemi e culture/Systems and cultures": maugnz@tin.it

 

 


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