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Parte quarta

 

Il Ghana.

La migrazione ghanese in Italia

 

 1 Il Ghana

Tab.1 Generalia

Nome ufficiale

Republic of Ghana

Forma istituzionale

Repubblica presidenziale

Superficie

283.538 Kmq

Moneta

Cedi (=1,32 Lit. al 12/9/95)

Lingue principali

Inglese (ufficiale), Ewe, Akan

TAB.2 Demografia.

Popolazione

16.940.000

Densità

71, 02 ab. per Kmq

Crescita annua

3,0

Capitale

Accra

Sviluppo umano

0, 382

Tasso di fecondità

5, 96

Mortalità infantile

81 per 1000

Speranza di vita

56, 0 anni

Popolazione urbana

34 %

 

Tab.3 Indicatori socio-culturali

Analfabetismo

36, 9 %

Scolarizzazione 12-17 anni

53, 0%

Scolarizzazione superiore

1, 5%

Apparecchi televisivi

15 per 1000

Libri pubblicati

350

Medici

0, 04 per 1000

Posti letto in ospedale

1 ogni 665 ab. (1979)

Accesso ai servizi sanitari

76 %

Accesso all’acqua

56 %

N. telefoni

6 per 1000

N. quotidiani

1 copia ogni 26 ab. (1984)

N. Autoveicoli

1 ogni 113 ab. (1983)

 

Tab.4 Forze Armate (in migliaia di uomini)

Esercito

5

Marina

0, 85

Aviazione

1, 0

 

Tab.5 Economia

PIL

6, 52 miliardi $

Crescita annua 1985-92

4,5

1992-93

5,0

PIL pro capite

396

Debito estero

4, 28 (1990)

Tasso d’inflazione

27 %

Spese d’istruzione

3,3 % del PIL (1990)

Spese per la difesa

0,7 % del PIL

Produzione di energia mil. t.e.c.

0,02

Consumo di energia mil. t.e.c.

1,91

 

Tab.6 Commercio. Settori di occupazione

Importazioni

1661 milioni $

Esportazioni

1020

Principali fornitori

UE 51,4 %

GB 13,2 %

PVS 25,6 %

Principali clienti

USA 40,5 %

UE 39,5 %

GB 2,3 %

Settori di occupazione

Agricoltura 59 %

Industria 11 %

Servizi 30 %

(i dati presenti nelle tabelle, ricavati dalle fonti citatein nota 1, si riferiscono agli anni 1992-1995 quando non diversamente specificato tra parentesi)

 

4.1.1 Bandiera

Tricolore verde, giallo, rosso a tre bande orizzontali, simboleggianti rispettivamente l’agricoltura, le ricchezze del sottosuolo e le lotte per l’indipendenza. Al centro sta una stella nera, simbolo della libertà dell’Africa.

Nel 1957, con la conquista dell’indipendenza, l’ex colonia Costa d’Oro adottò il nome attuale in memoria dell’antico regno del Ghana, che fiorì tra il VI e XI secolo a nord dei fiumi Senegal e Niger, fra gli attuali stati della Mauritania e del Niger.

4.1.2 Geografia. Ambiente naturale

Il Ghana è situato nell’Africa Occidentale e fa parte dell’area geo-politica chiamata Golfo di Guinea.

Confina a est con il Togo, a ovest con la Costa d’Avorio, a nord con il Burkina Faso e a sud con l’Oceano Atlantico.

La sua superficie totale è di 238.538 kmq (pari a 4/5 di quella dell’Italia) e si estende dal 5° al 10° di latitudine a nord dell’equatore.

Il territorio del Ghana è formato da estesi tavolati leggermente ondulati, coperti da una ricca vegetazione favorita dalla fitta reti di fiumi che irrigano il paese. I tavolati hanno un altitudine media di 300 m., ma si deprimono in corrispondenza del corso fluviale del Volta. Nella zona montuosa ai confini con il Togo troviamo le vette più alte (la massima elevazione del Ghana è il Djebobo, 844 m.).

La costa, che si estende per circa 500 km è poco frastagliata; la parte orientale è caratterizzata da lagune, quella occidentale ha qualche tratto roccioso.

I fiumi principali sono: il Volta, l’unico fiume navigabile, il Tano, l’Ankora e il Pra che sfociano direttamente sull’Atlantico. Con la costruzione della diga di Akosombo, inaugurata nel 1966 ad opera di imprese italiane, si è formato a cavallo del fiume Volta un vastissimo bacino idrografico chiamato Lago Volta, che occupa quasi interamente la parte occidentale del paese.

 

Flora. Si possono sostanzialmente distinguere tre tipi di vegetazione:

1. la savana costiera, caratterizzata da cespugli ed erbe basse, che si estende soprattutto intorno ad Accra, spingendosi fino alle spiagge, dove crescono le mangrovie.

2. la foresta nella zona occidentale del paese (territorio Ashanti), che occupa circa 1/3 dell’intero territorio. Oggi il manto forestale si trova sfoltito rispetto ad un tempo in seguito agli sfruttamenti commerciali per l’esportazione di legno pregiato e per l’addensarsi della popolazione attirata dalla coltivazione del cacao e dall’attività mineraria.

3. la savana settentrionale, la quale occupa circa metà del paese ed è caratterizzata dall’alternarsi di piante erboree, praterie, cespugli ed erbe basse. Mancano in questa zona le piante spinose tipiche nella savana sudanese.

Fauna. La fauna è ancora abbastanza abbondante. Nella fascia forestale si trovano lemuri, leoni, scimmie e iene. Nella savana antilopi, bufali, facoceri, nei fiumi coccodrilli ed ippopotami, mentre sulle coste non mancano i pescecani e le tartarughe marine. Sono numerosi anche i serpenti.

Allo scopo di preservare il patrimonio naturale sono state istituite due riserve statali: il Digye National Park ad occidente del lago Volta e la Mole Garne Reserve nella zona nord-occidentale del paese.

Clima. Anche dal punto di vista climatico il territorio del Ghana può essere suddiviso in tre zone caratterizzate da diversi tipi di precipitazioni piovose:

1. la zona costiera, dal clima caldo-umido e dalle temperature elevate, in cui le precipitazioni sono suddivise in due stagioni, da aprile a luglio e da settembre a dicembre: in questa fascia costiera si raggiungono 2100 mm di pioggia all’anno. Il mese più caldo dell’anno è aprile, in coincidenza dell’inizio delle grandi piogge. Le temperature medie della costa oscillano tra i 25° ed i 28°;

2. la zona delle foreste, dove si hanno precipitazioni abbondanti per lunghi periodi; il clima è caldo ma meno umido che nella zona costiera;

3. la zona settentrionale, dalle temperature elevate e dalle rare piogge, in cui la stagione umida è compresa tra i mesi di maggio e settembre. Nelle savane settentrionali si registrano le temperature più elevate, che possono arrivare ai 42° C. Sul tavolato centrale ed occidentale la quantità annua di pioggia si aggira intorno ai 1000-1500 mm.

Una caratteristica climatica del Ghana è rappresentata dai venti: l’hartamman, un vento secco proveniente dal Sahara, soffia in gennaio e febbraio nella zona settentrionale del paese, mentre da sud soffia il monsone, apportatore di umidità.

4.1.3 Storia

Il Ghana di oggi non ha nulla a che vedere con l’antico regno del Ghana, che fiorì tra il VI e l’XI secolo a nord dei fiumi Senegal e Niger, fra gli attuali stati della Mauritania e del Niger.

Popolazioni Ashanti, appartenenti al gruppo linguistico Akan, si insediarono probabilmente sin dall’XI secolo nella zona dell’odierno Ghana. Sottomisero le locali tribù di razza pigmoide e fondarono un vasto impero che durò fino alla fine del XIX secolo. Alla fine del 1600 il gruppo Ashanti si riunì in una confederazione sotto la guida di Osei Tutu, che regnò dal 1695 al 1731, ponendo la sua sede a Kumasi. Il suo successore Osei Kwamina nel 1800 assoggettò i Fanti e si mise in contatto con i colonizzatori europei. Nel XIV secolo alcuni commercianti dei popoli Mande alla ricerca d’oro raggiunsero i confini dell’attuale Ghana; inoltre ci sono testimonianze di insediamenti da parte degli Haussa avvenuti nel XVI.

Nel 1482 alcuni esploratori portoghesi scoprirono via mare la costa e fondarono una piccola colonia nell’attuale Elmina. I Portoghesi si resero ben presto conto di avere trovato un piccolo Eldorado Africano, tanto che chiamarono i nuovi territori con il nome di Costa d’Oro. Con la fondazione di Elmina iniziava lo sfruttamento da parte portoghese delle risorse del paese: l’oro prima, gli schiavi poi.

I cospicui giacimenti d’oro e d’avorio attirarono in seguito inglesi, olandesi, svedesi, danesi e tedeschi che fondarono sulla Costa d’oro numerosi insediamenti commerciali (con il tempo però divenne più determinante la tratta degli schiavi). In concorrenza tra loro, ma anche in comune accordo, gli europei razziarono intere popolazioni per la tratta degli schiavi; un fenomeno che, comune a molti paesi africani, assunse nella Costa d’Oro grosse proporzioni. Nella seconda metà del Seicento i soli Inglesi riuscirono a trasferire oltreoceano più di diecimila schiavi l’anno, non di rado con la collaborazione di capi locali. Così, per circa 200 anni, la tratta degli schiavi divenne il principale commercio del paese, finché nel 1807 fu dichiarata illegale.

Nel corso del XIX secolo gli Inglesi prevalsero su tutti gli altri Europei e nel 1874 proclamarono la parte meridionale dell’odierno Ghana "colonia della corona britannica". I popoli Ashanti dell’entroterra furono sottomessi e annessi alla colonia solo nel 1901, dopo dure lotte.

Quando nel 1922 al territorio si aggiunse la parte occidentale dell’ex colonia tedesca del Togo (l’assegnazione definitiva avvenne nel 1956), lo Stato conseguì i suoi attuali confini.

In questa colonia, non adatta al popolamento europeo a causa delle difficoltà ambientali, gli Inglesi adottarono la politica della "indirect rule", cioè del controllo del territorio attraverso le istituzioni politiche indigene, lasciate formalmente con tutti i loro poteri, ma sostanzialmente controllate dall’amministrazione britannica.

Una popolazione più istruita rispetto ad altre colonie e la funzionalità delle forme indigene del potere permisero alla Costa d’Oro una evoluzione rapida verso l’indipendenza. Gli inglesi concessero una prima costituzione di semi-indipendenza nel 1925 e una ancora più liberale nel 1946. Nel ‘48 i disordini scoppiati ad Accra in seguito ad una grave crisi economica vennero repressi duramente, creando i presupposti per la presa del potere, con le prime elezioni nel 1951, da parte di un giovane intellettuale socialista laureato in America, Kwame Nkrumah, fondatore di un partito che aveva come obiettivo la decolonizzazione immediata. Il sogno di Nkrumah era il "panafricanismo": l’Africa unita dal Mediterraneo al Capo di Buona Speranza, capace di superare le barriere delle frontiere coloniali e di costruirsi un nuovo futuro di speranza. Due ulteriori elezioni rafforzarono la sua posizione e così egli poté condurre il Paese verso l’indipendenza: il Ghana fu il primo stato dell’Africa nera a conseguirla (6 marzo 1957). Nkrumah avviò una serie di riforme che, se da un lato incrementarono l’orgoglio della popolazione, dall’altro ebbero effetti rovinosi sull’economia del paese. Il crollo del prezzo del cacao, principale bene di esportazione, e l’indebitamento causato dalla costruzione della diga di Akosombo finirono per portare il Ghana alla rovina.

Dal colpo di stato del 1966 che spodestò Nkrumah, il potere restò nelle mani di oligarchie militari, che comunque non risolsero i gravi problemi del Paese, quali la dipendenza dal commercio mondiale del prezzo del cacao, l’indebitamento con l’estero, la corruzione interna, il mercato nero. Un secondo colpo di stato avvenne nel 1979 sotto la guida di Jerry Rawlings, il quale due anni dopo assunse personalmente la carica presidenziale. Nel 1983 la crisi si aggravò: due milioni di lavoratori ghanesi furono espulsi dalla Nigeria e tornarono in patria. Negli anni seguenti molti di loro emigrarono in Europa, in Germania soprattutto. Solo agli inizi del 1991 Rawlings annunciò l’apertura alla democrazia; nel ‘92 vennero legalizzati i partiti politici.

4.1.4 Lingua

La lingua ufficiale è l’inglese, ma sono largamente usati vari idiomi sudanesi. Oltre 60 sono le lingue e i dialetti locali, 31 dei quali sono parlati a nord del paese. I principali sono il Twi (parlato dagli Ashanti e dai Fanti), lo Nzema , il Ga e l’Ewe. Tutti, oltre al proprio idioma africano, parlano il Pidgin English, forma grammaticalmente semplificata dell’inglese, adatta alla formazione di neologismi.

4.1.5 Cultura e istruzione

Letteratura. Tutte le principali lingue del Ghana hanno da tempo un uso scritto e ciascuna di esse ha una sua letteratura più o meno consistente. Il genere letterario più diffuso è certamente quello della novella e del racconto breve in cui è più facile ritrovare lo spirito del popolo africano.

La lingua che maggiormente ha contribuito alla formazione di una coscienza letteraria nazionale è la Twi: l’autore più importante che si è espresso in questa lingua è il poeta e drammaturgo Joseph H.K. Nketia. Esistono altri scrittori validi che si sono espressi in varie lingue locali, anche se il limite regionale segnato dal tipo di lingua adottato rende difficile la divulgazione delle loro opere. E’ per questo motivo che molti autori hanno scelto di esprimersi in lingua inglese.

A livello internazionale sono conosciuti il poeta Koofi Awoonor (nato nel ‘36), il romanziere Ayi Kwei Armah (nato nel ‘39) e la scrittrice Ama Ata Aidoo (nata nel ‘42).

Musica. La musica popolare segue regole tradizionali. Esistono ad esempio determinati canti per gli uomini e altri per le donne e certe canzoni si cantano solo in determinate cerimonie. Lo strumento più diffuso è il tamburo nelle sue molteplici varianti, che vanno dai tamburi a membrana alti quanto l’uomo a quelli piccoli e leggeri che il musicista tiene sotto il braccio. Sono suonati anche altri strumenti: quelli a fiato, i gong e gli xilofoni.

Arte. Il Ghana deve la sua notorietà artistica agli Ashanti i quali, grazie alle risorse minerarie del loro territorio e alla ricchezza derivata dal commercio degli schiavi, conobbero una fioritura artistica dal XVI secolo. Gli studiosi distinguono nell’arte Ashanti un’arte di corte e un’arte popolare. Ogni capo locale aveva i propri artisti di corte che contribuivano al suo prestigio con le loro opere, costituite in gran parte da monili d’oro. Molto meno importanti sono gli intagli in legno; risultano comunque particolarmente interessanti alcuni esemplari di una bambola detta "Bamboletta della fecondità" (Akua ‘ba’), una statuina rappresentante una figura femminile estremamente stilizzata. Queste figurine venivano portate dalle donne incinte sotto il perizoma e dovevano contribuire, secondo tradizione, a dare al nascituro forza e bellezza, anche se non si deve attribuire un senso esclusivo a questa interpretazione magico-religiosa del fatto artistico, il quale obbediva spesso a semplici criteri estetici. Infatti è proprio presso gli Ashanti che non si può parlare di un’arte religiosa.

La migliore e più nota produzione artistica Ashanti è quella in metallo: numerosi vasi d’ottone, tazze, lampade e scatolette originariamente usate a scopi rituali e successivamente per contenere la polvere d’oro. Assai ammirate poi le figurine fuse in ottone rappresentanti vari tipi umani nelle più svariate attività, che quindi costituiscono una preziosa testimonianza della vita sociale di quel popolo. I loro lavori di oreficeria, soprattutto gli innumerevoli pesi d’oro, sculture in miniatura che servivano a pesare la polvere d’oro, sono famosissimi.

Dalla perdita dell’indipendenza (1901) si assiste alla morte completa di ogni forma artistica originale. Attualmente l’artigianato si rivolge sempre più verso i motivi tradizionali, mentre l’arte vera e propria è rivolta verso le correnti internazionali, pur senza risultati notevoli.

La tessitura artigianale è praticata nel Ghana da secoli. Caratteristica è la tessitura del kente una specie di toga fatta di fili di seta e cotone a strisce dai colori sgargianti.

Istruzione. L’istruzione ha avuto un rapido impulso nel paese dopo la seconda guerra mondiale, quando la scuola primaria divenne gratuita e fu creato il ministero della pubblica istruzione. Con l’indipendenza si stabilì l’obbligatorietà scolastica fino ai 12 anni. Una totale riorganizzazione del sistema scolastico sul modello inglese avvenne nel 1974: ad una fase iniziale obbligatoria e gratuita della durata di 6 anni per la scuola primaria e quattro anni per la scuola media, fa seguito una seconda fase di scuola secondaria della durata di tre anni in cui prevale l’insegnamento generale o quello tecnico.

Ci sono tre sedi universitarie: l’Università del Ghana ad Accra, quella tecnica di Kumasi e quella di Cape Cost.

Nonostante l’obbligo scolastico sia fino ai 16 anni, il tasso di analfabetismo ammonta al 40% della popolazione.

Le scuole primarie sono sia pubbliche che private. In esse due ore settimanali sono dedicate all’insegnamento della lingua e delle tradizioni locali. Nonostante le scuole pubbliche siano gratuite, non tutti riescono ad accedervi, dato il costo delle tasse scolastiche, della divisa che è obbligatoria e dei libri di testo.

4.1.6 La popolazione. Le città

Secondo recenti stime il Ghana ha una popolazione di circa 17 milioni di abitanti, con una densità di circa 71 ab. per kmq. Metà della popolazione ha meno di 14 anni.

Il processo di inurbamento avvenuto negli ultimi anni ha portato a concentrare più del 70% della popolazione nell’area meridionale del paese, dove maggiori sono i centri urbani e le attività commerciali.

Dal punto di vista etnico occorre innanzitutto distinguere la popolazione indigena dagli immigrati dei paesi vicini che sono numerosi. Infatti per alcune tribù del Burkina Faso, del Niger, del Togo e in generale dei paesi Saheliani, il Ghana è sempre stato un luogo di attrazione.

In Ghana sono presenti più di 70 etnie: la più numerosa è quella del gruppo Akan (circa il 53% della popolazione totale) che comprende gli Ashanti, i Mola Dagbani (16%), gli Ewe (13%) che popolano anche il vicino Togo, più altri gruppi minori.

Le città. Dal punto di vista amministrativo il Ghana è diviso in nove regioni, ognuna delle quali ha un proprio governatore.

La capitale del paese è Accra che secondo recenti stime ospita circa 3 milioni di abitanti. La città è sorta nel XVII secolo attorno ad un nucleo danese; ha cominciato a svilupparsi all’inizio del secolo per la presenza degli inglesi e oggi è una vasta area urbana in cui vivono molti gruppi etnici, divisi in vari quartieri.

Kumasi, con più di 900.000 abitanti, è la capitale del territorio Ashanti. L’antica città venne quasi completamente distrutta alla fine del secolo scorso dagli inglesi e ora è diventata una vivace città situata nel cuore di una delle zone più ricche del paese.

Nella parte più settentrionale sono diffusi i villaggi di capanne cilindriche di fango con il tetto conico di paglia. L’insediamento in villaggi va modificandosi, sia per l’esodo sempre più massiccio dalla campagna e il conseguente inurbamento della popolazione, sia per il miglioramento delle condizioni di vita dovute alla nascita delle cooperative agricole.

Rete di comunicazioni. Benché sia una delle migliori dell’Africa occidentale, la rete delle comunicazioni ghanese è inadeguata alle esigenze dello sviluppo. La rete ferroviaria, di 953 Km. totali al 1982, forma un triangolo che collega centri costieri ad Accra e Kumasi, estendendosi quindi quasi esclusivamente nel sud del paese.

La rete stradale penetra più all’interno e raccorda il nord ed il sud del paese sopportando un intenso traffico. Il sistema portuale ha due scali importanti collegati con ferrovia a Kumasi; la compagnia aerea è la Ghana Airways, con base all’aeroporto di Kotoka (Accra).

Villaggi. Come in tutta l’Africa nera, anche in Ghana il villaggio è alla base dell’insediamento umano e, nella sua struttura, rivela ancora oggi la sua originaria natura: l’unione cioè di più famiglie, ciascuna con le sue capanne e il suo spazio vitale, mentre al centro si trova la grande capanna comune delle riunioni. Questa forma tradizionale di villaggio va tuttavia scomparendo e resiste soltanto presso i gruppi umani più isolati o all’interno della foresta. Altrove, nelle piantagioni o nelle aree di bonifica del bacino Voltaico, prevale un tipo di villaggio nuovo in cui, se le piccole abitazioni ricordano a volte nella forma l’antica capanna, il centro è costituito dalla missione, dal posto di polizia, ecc.

 

4.1.7 Religione

In Ghana non c’è una religione ufficiale. Il 43% della popolazione professa la religione cristiana: si tratta soprattutto di cattolici, presbiteriani e metodisti; seguono gli animisti col 38% ed i musulmani che rappresentano il 12% della popolazione e sono particolarmente numerosi nella zona settentrionale del paese. Il Cristianesimo è andato sempre più diffondendosi specialmente tra i giovani, grazie anche all’estendersi delle scuole missionarie, specie nel sud del paese. Tra le varie congregazioni cristiane quelle cattoliche sono le più diffuse, probabilmente perché il cattolicesimo locale si dimostra più tollerante rispetto alle abitudini locali, come ad esempio la pratica diffusa in Ghana di versare libagioni alla divinità e agli antenati. In tali situazioni di sincretismo religioso, come dice Fernandez, "il senso della tradizione e dell’autonomia culturale agisce sull’uomo africano reinterpretando, sincretizzando, creando: anche quando egli sembra più acquiescente ai valori apportatigli dalla cultura europea". Interessante è il rapporto tra l’azione politica irredentista e insurrezionale e la componente messianico-religiosa: vale a dire l’attesa del ritorno o venuta di un leader liberatore religioso o politico, che viene dunque messianizzato. Tra politica e religione vi è dunque sovente integrazione; tuttavia, da una prima fase insurrezionale, il movimento religioso si istituzionalizza, mentre il processo politico di decolonizzazione avanza, prendendo una via autonoma.

In Ghana si sono sviluppate numerose chiese indipendenti, il cui numero è difficile da definire. Sono situate prevalentemente nelle grandi città, nate su iniziativa di una personalità carismatica a cui viene dato il nome di ‘profeta’. Il fenomeno delle chiese sincretiste, sorto da principio nell’età coloniale, va attualmente messo in relazione alla difficile situazione sociale e politica in cui si trova il paese. "Attraverso originali sincretismi, tali chiese hanno sviluppato un discorso religioso che va incontro alle esigenze di riaggregazione culturale e di orientamento cognitivo delle popolazioni africane".

 

4.1.8 Credenze e tradizioni popolari. Costumi familiari

La struttura sociale tradizionale dei villaggi prevede che essi siano retti da una comunità di anziani e da un capo da loro eletto, dal nome Odikro. Questa figura ha un ruolo ancora importante, visto che le amministrazioni locali ascoltano il suo parere prima di prendere una decisione. Uno dei compiti del capo tribù è quello di assegnare le terre alle famiglie, che rimangono però di proprietà del villaggio; egli inoltre è il custode delle "sedie degli antenati" (che si ricollegano al mito del seggio d’oro), attraverso le quali possono essere richiamati gli spiriti degli antenati.

Per il popolo Akan l’unità sociale di base è il clan (abusa). Il clan è composto da tutti coloro che sono discendenti in linea femminile da un’antenata comune, reale o mitica; esso comprende sia i morti che i vivi.

I fondamentali rapporti di parentela sono di tipo matrilineare; questi determinano anche vincoli sia sociali che politici, i quali possono essere sciolti solo con l’espulsione dallo stesso clan.

Gli Ashanti sono diventati famosi in antropologia per la soluzione detta "del marito visitante": secondo la tradizione il padre abita con la madre, la sorella e i familiari, mentre i figli fanno la spola tra le case dei due genitori: ciò è possibile per il fatto che gli Ashanti vivono in grossi agglomerati in cui le abitazioni sono tra loro vicine.

Tuttavia non è escluso che il marito Ashanti possa convivere assieme alla moglie: si verifica così una maggiore "intrusione" del marito nel mondo della donna rispetto ad altri popoli africani a discendenza matrilineare. In questo caso però la convivenza fa sorgere delle difficoltà riguardo i figli, che appartengono al lignaggio della donna: verrà per loro il momento in cui dovranno ritornare nella casa dove vivono i parenti della madre. Anche la moglie tornerà alla casa materna: questo rende la famiglia Ashanti poco solida e di corta durata.

Il matrimonio. Il rituale tradizionale del matrimonio è molto complesso e oneroso poiché lo sposo deve portare alla futura suocera una somma di denaro (aseda o denaro del ringraziamento), quale risarcimento del bene sottratto (la futura sposa). La convivenza (chiamata unione d’amore) ha sostituito la tradizionale forma di matrimonio evitando così il pagamento dell’aseda ed è accompagnata da abbondanti bevute: sistema utilizzato dagli Ashanti per ingraziarsi gli antenati.

Il funerale. Secondo gli Ashanti i morti continuano a fare parte dell’Abusa e vengono definiti "coloro che sono andati altrove". E’ diffusa la credenza che siano intermediari tra il mondo degli spiriti e quello dei viventi: i defunti, dal regno delle ombre, regnano sui parenti, aiutandoli o punendoli, a seconda che il loro comportamento rispetti o meno le leggi e le tradizioni del gruppo.

In occasione della cerimonia funebre, i parenti, vestiti di rosso, si dipingono o ornano braccia e fronte con strisce di stoffa di colore bianco e rosso.

 

4.1.9 Proverbi e simboli. Mitologia

La carità comincia a casa

La mano che dà sta più in alto di quella che riceve

Anche se un legno cade in acqua non diventerà mai un coccodrillo

Non guadagni niente se per la fame ti mangi la lingua

(disegni)

Questi due simboli vengono spesso riprodotti su gioielli e decorazioni tradizionali.

Il doppio coccodrillo con un solo stomaco, ma con due teste e due code, simboleggia l’unione familiare: "Ogni cosa che ciascuno guadagna e ottiene contribuisce al bene della famiglia".

L’uccello con la testa girata all’indietro significa che si deve imparare anche dal passato e dalla tradizione.

In Ghana il ragno è un animale venerato per la sua abilità nel tessere ragnatele, è ritenuto saggio e viene rispettato, perché secondo la leggenda la sua attività ha ispirato quella umana della tessitura di stoffe. Il ragno possiede anche un nome, Kwame Ananse ed è il protagonista di innumerevoli storie.

Mitologia. Secondo la mitologia Ashanti, ogni persona quando nasce riceve un sunsum (o ntoro), termini che significano "spirito familiare" e indicano le origini antichissime da cui ognuno discende e a cui è legato da norme e prescrizioni. Tradizionalmente esistono dodici ntoro: il duro, il brillante, l’eccentrico, l’audace, il puro, il fanatico, il truculento, il virtuoso, il pignolo, il generoso e il cavalleresco. Tra gli Ashanti, nonostante la natura matrilineare del loro sistema di parentela, esiste la credenza che ntoro venga trasmesso nella linea paterna, per cui si crea un gruppo di discendenza patrilineare che partecipa di uno stesso spirito.

Ogni persona riceve un inoltre un Kra, ossia una particella di divinità creatrice che esiste in ogni essere umano.

La divinità suprema è Nyame, "risplendente" (possiede numerosi altri nomi che tradotti significano "colui che vede tutto", "donatore del necessario", "consolatore"...); il merito di questa divinità è quello di dare la gioia di vivere alle sue creature poiché "desta nell’uomo la voglia di vivere e rende la vita degna di essere vissuta".

Collegati con Nyame vi sono molti Obosom o spiriti minori che derivano il loro potere dall’essere supremo. Gli obosom sono divinità naturali che hanno la loro sede nell’acqua e nelle piante. Sono associati a località o a villaggi di cui sono i protettori.

Alcune credenze testimoniano l’incrociarsi di varie civiltà; molte popolazioni dell’Africa occidentale hanno infatti mantenuto le loro credenze magico-religiose accanto alla nuova religione: tra queste la divinazione con la sabbia e la distribuzione di amuleti contenenti generalmente brani del corano.

 

4.1.10 Cucina

La cucina ghanese si richiama molto a quella araba: diffuso è il consumo di carne di pecora ma non mancano i piatti caratteristici come la zuppa di serpente e l’insalata di granchi.

L’alimento principale è rappresentato dalle zuppe che vengono accompagnate da diversi contorni: il fufu, banana da legume schiacciata con manioca (un tubero simile alla patata), il kokonte (una crema di manioca), il banku (un pane di grano fermentato).

Molto diffuso è anche il consumo di cerali; viene molto utilizzato anche l’olio di palma.

La palma viene utilizzata in tutte le sue parti; dall’incisione del suo tronco fuoriesce un succo che viene chiamato "vino di palma". Con il suo frutto si produce il cosiddetto ‘sapone’ di noce di palma e l’olio che si ricava dalla noce è usato oltre che per scopi alimentari anche come curativo della vista.

La banana da legume chiamata plantaine viene cucinata e mangiata principalmente in due modi: quella verde si usa come pane da intingere in un sugo composto da carne e spinaci; quella gialla si taglia, si frigge e si mangia con il riso.

La nkatekwan e la abenzwan sono due tra le zuppe più gustose: la prima è a base di burro e di arachidi, mentre la seconda è basata sul frutto di palma schiacciato. Molto rinomato è anche lo shito, una zuppa di pesce.

Una delle bevande più diffuse è il pito, ricavata dal miglio fermentato.

 

4.1.11 Economia e attività produttive. La moneta

Nonostante il Ghana sia dotato di notevoli risorse naturali, la sua situazione economica è precaria.

Il suo prodotto interno lordo, uno dei più bassi del mondo, così come il reddito procapite annuo, pari a meno di 400 dollari, situano il Ghana al 147 posto nella graduatoria mondiale formata da 173 paesi, rendendolo così una delle nazioni più povere del mondo.

Agricoltura e allevamento. L’agricoltura rimane alla base dell’economia del paese, interessando più della metà della popolazione attiva; i prodotti agricoli rappresentano la principale voce di esportazione. La meccanizzazione è ancora limitata e sono scarsamente diffuse le tecniche culturali moderne, mentre sono insufficienti la lotta contro i parassiti e le malattie delle piante. Pertanto la produzione di derrate alimentari non riesce a coprire il fabbisogno interno, rendendo necessario il ricorso alle importazioni, specialmente durante le annate più sfavorevoli. I cereali poveri (miglio e sorgo) sono coltivati nelle zone settentrionali più aride; il mais nel sud, il riso nella fascia costiera. Le piante di fecola (manioca, igname e taro) sono diffuse un po' ovunque e stanno alla base dell’alimentazione degli abitanti del villaggio. Maggiore importanza hanno le colture di piantagione, e tra queste il cacao, di cui il Ghana è il terzo produttore al mondo. Il cacao fornisce il 40% del valore delle esportazioni; purtroppo il suo prezzo è soggetto alle fluttuazioni del mercato internazionale e per di più le piantagioni sono vecchie, con una produttività che cala di anno in anno.

L’allevamento e la pastorizia hanno un’importanza modesta anche a causa delle malattie tropicali; più rilievo ha la pesca sia nelle acque interne che lungo le coste. Il pesce costituisce una fonte alimentare integrativa importante nella dieta della popolazione.

L’attività forestale è sempre più difficile a causa del depauperamento delle aree boschive.

Risorse minerarie. Il Ghana ha notevoli risorse minerarie: in ordine di importanza produce oro, manganese, diamanti, bauxite, e gas naturali. L’oro e la bauxite si trovano soprattutto nella zona sud-occidentale del paese mentre i diamanti si trovano in vaste zone anche al nord. I minerali sono tra le più importanti voci di esportazione. Negli anni Settanta è iniziata l’estrazione di petrolio dal mare, che comunque non garantisce un sufficiente fabbisogno.

Industria. L’industria, che non ha mai avuto grandi dimensioni, usufruisce di impianti che si sono logorati rapidamente per la mancanza di mezzi di ricambio. Negli ultimi anni, accanto ai più importanti insediamenti industriali (una raffineria, due cementifici, due stabilimenti siderurgici), sono sorti in particolare al sud del paese numerose aziende di piccole dimensioni rivolte alla trasformazione dei prodotti alimentari (birra e bevande, zuccherifici). Anche l’industria tessile ha avuto un sensibile sviluppo negli ultimi anni. Particolarmente importante è la produzione di energia elettrica grazie allo sfruttamento delle sue grandi risorse idriche: il colossale impianto di Akosombo produce annualmente 4981 milioni di kWh.

Moneta. L’unità monetaria è il Nuovo Cedi diviso in 100 pesawas: è stato introdotto nel 1967 al posto del Cedis che a sua volta aveva sostituito la sterlina del Ghana. Con la nuova moneta fu adottato il sistema metrico decimale.

 

4.1.12 Situazione politico-economica. Relazioni internazionali

Al potere dal 1981, il capo di stato Jerry Rawlings ha determinato nel gennaio 1993 la costituzione della Quarta Repubblica, ma non ha rinunciato ai metodi duri che avevano segnato in precedenza gli oltre dieci anni del regime d’emergenza che egli aveva presieduto da militare. Il suo partito (National Democratic Congress) ha una posizione egemonica in parlamento, le opposizioni sono deboli e divise tra loro. Dopo aver accettato nel 1985 le condizioni imposte dal Fondo Monetario Internazionale, Rawlings ha indirizzato il Ghana verso il liberismo economico, i cui elementi positivi (attivo di bilancio, ripresa degli investimenti e della crescita economica) non sono riusciti a far dimenticare i risvolti negativi, come i forti tagli all’occupazione dovuti alle privatizzazioni, che negli ultimi anni hanno accresciuto la parte del settore privato in mani estere.

Alla già pesante inflazione (34% nel ‘94) si è aggiunta un imposta sul valore aggiunto del 17% che ha provocato nella primavera del 1995 manifestazioni di dipendenti statali che chiedevano aumenti di stipendio del 70%. Tali manifestazioni culminavano in scontri con i sostenitori del regime, provocando 5 morti e 50 feriti. Lo stato d’emergenza è stato comunque annullato dall’agosto 1994, da quando cioè scontri tra namumba e konkoma (due gruppi etnici) causarono più di un migliaio di morti nel febbraio ‘94 nel nord est del paese, causando l’esodo di 150.000 persone, principalmente verso il Togo.

Sul piano economico, l’espansione dell’Ashanti Goldfields Company, privatizzata nel 1994, ha confermato la preminenza delle esportazioni dell’oro rispetto al cacao, di cui il Ghana resta comunque il terzo produttore mondiale.

Relazioni internazionali. Jerry Rawlings dal ‘94 è alla testa della CEDEAO (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale) e ha avviato tentativi per risolvere la crisi liberiana, argomento trattato dal presidente Bill Clinton nel corso della prima visita ufficiale di Rawlings a Washington (8-9 maggio 1995). Nella regione, le relazioni con il Burkina Faso si sono normalizzate nel 1994. Una certa diffidenza persiste invece ancora con il Togo, malgrado la recente riapertura delle frontiere: il Togo accusa il Ghana dell’ospitalità concessa a esuli oppositori del regime togolese.  

 4.2 I ghanesi in Italia

 In un primo momento la moderna migrazione ghanese si dirigeva prevalentemente verso i paesi limitrofi, in particolare verso la Nigeria, che fino a una decina di anni fa era grande produttrice di petrolio. La crisi petrolifera del 1983 ha quasi definitivamente chiuso questa possibilità, costringendo circa due milioni di ghanesi a ritornare nella loro patria.

In Italia i flussi migratori provenienti dal Ghana cominciarono verso la metà degli anni Ottanta, quando oltre agli studenti arrivarono persone spinte da motivazioni economiche.

Al 31 dicembre 1993 i ghanesi presenti in Italia dotati del permesso di soggiorno, secondo fonti ufficiali, erano 14.021. Si stima che il numero nel 1995 fosse di 20.000 unità. Tuttavia, secondo altri dati forniti dall’ISMU, la presenza ghanese alla fine del 1995 si aggirerebbe intorno alle 12.550 unità.

A grandi linee si potrebbe affermare che la comunità ghanese sia presente in Italia in tre aree distinte: nelle regioni meridionali (Campania e Sicilia), dedita principalmente ai lavori agricoli di bracciantato specialmente stagionali e a lavori edili e terziari; in Emilia Romagna (nelle province di Modena e Reggio Emilia), occupata in lavori industriali di tipo manuale e dequalificati; infine nelle province di Brescia, Verona e Vicenza, zone di intensa industrializzazione. Proprio in quest’ultima area abita la comunità ghanese più numerosa, arrivata a partire dagli anni successivi alla sanatoria del ‘90, che richiedeva la certificazione di un lavoro per ottenere il permesso di soggiorno.

La grande concentrazione dei ghanesi nel Veneto segnala una delle caratteristiche più importanti assunte da questa comunità: la propensione alla stabilità territoriale. La loro concentrazione nelle aree di ubicazione della media e piccola industria è legata alla loro disponibilità al lavoro nel settore industriale e alla loro scarsa propensione alle attività commerciali.

Una caratteristica dei ghanesi, specie di quelli che risiedono al nord, è la preferenza di città minori e della provincia rispetto alle grandi città. Si nota poi una forte mobilità Sud-Nord e una tendenza alla stabilizzazione da parte di coloro che sono occupati in maniera più regolare.

Altra importante caratteristica è l’elevata presenza femminile. A differenza di altre comunità africane, la presenza delle ghanesi arriva al 34% del totale. Il loro numero non è costituito solo da ghanesi coniugate giunte in Italia per ricongiungimento familiare, ma anche da donne non coniugate o giunte in Italia con percorsi migratori diversi da quelli maschili. Nelle regioni meridionali le ghanesi, oltre che nei lavori stagionali, sono impiegate nel lavoro domestico, mentre nel settentrione svolgono le stesse attività degli uomini e poche sono le donne impiegate come colf.

Secondo Graziella Favaro, il percorso migratorio dei ghanesi è in qualche modo "anomalo", se paragonato con la modalità di arrivo di altri gruppi di immigrati. Mentre, nella maggior parte dei casi, all’arrivo iniziale dei singoli lavoratori seguono solo successivamente i coniugi per ricongiungimento familiare, i ghanesi tendono a emigrare da subito in coppia e a volte anche con i figli. La presenza dei bambini comporta però maggiori costi e minori possibilità di risparmio, così può avvenire che per far fronte alle difficoltà economiche la famiglia si spezzi nel paese di immigrazione. Marito e moglie trovano lavoro in località diverse e i bambini nati qui e a volte già inseriti all’asilo nido vengono riportati in patria e affidati alle cure dei nonni.

  

4.3 I ghanesi nel Vicentino

 

Nel territorio della provincia di Vicenza vivono 1.956 cittadini Ghanesi (dato aggiornato al 1/1/96). Come abbiamo già rilevato, questa significativa presenza di ghanesi è una peculiarità della nostra provincia. Infatti in Italia la comunità ghanese in termini di presenze si trova solo al ventiduesimo posto, mentre nel vicentino risulta essere la quarta comunità, dopo gli immigrati dagli Stati Uniti, dalla ex Jugoslavia e dal Marocco.

 

4.3.1 L’arrivo in Italia e nel Vicentino

Anno di arrivo Numero delle presenze

 

1987

2

1988

73

1989

336

1990

481

1991

196

1992

278

1993

88

1994

94

 

Tab.7 Numero delle presenze per anno di arrivo.

Fonte: Associazione Isola che non c’è. Rapporto 1995

In base all’anno di arrivo è interessante notare come i ghanesi abbiano iniziato ad arrivare a Vicenza a partire dal 1988, aumentando in seguito dopo la sanatoria del 1990. La maggior parte di loro si è trasferita dalle regioni del sud, in particolare dalla Campania e dalla Sicilia, allo scopo di trovare un lavoro in regola. Questo massiccio trasferimento di ghanesi nella nostra provincia è, secondo un analisi dell’Ufficio Accoglienza Immigrati, la dimostrazione di come gli spostamenti degli immigrati, sia nel paese di origine che nel territorio italiano, siano legati a reti amicali o a particolari condizioni che per quanto riguarda il Ghana sarebbero riconducibili alla massiccia presenza in Ghana di missioni cattoliche.

4.3.2 Tipologia delle presenze

Tab.8 Suddivisione tra maschi e femmine. Fonte: Isola che non c’è. Rapporto 1995.

 

Maschi

Femmine

984

571

63,3

36,7

 

 

Fig. 2 Grafico esplicativo della Tab.8

Nonostante la migrazione ghanese sia prevalentemente maschile, è alto anche il numero delle donne che con 571 presenze si trova al terzo posto a livello provinciale come presenze straniere femminili dopo le statunitensi e le donne provenienti dalla ex Jugoslavia.

 

Tab.9 Suddivisione per età. Fonte: Isola che non c’è. Rapporto 1995

 

0-13

14-17

18-29

30-39

oltre

359

12

423

163

2

I dati di questa tabella confermano quanto già rilevato per quanto riguarda gli immigrati in generale, ossia la loro giovane età: colpisce anche l’alto numero di bambini in età inferiore ai tredici anni. Oltre il 70% dei ghanesi ha un età compresa tra i 18 e i 59 anni, si trova cioè in età lavorativa; tra loro comunque solo l’11% supera i 39 anni. Nessun cittadino ghanese supera i 60 anni: questo si spiega in relazione al loro progetto migratorio legato alla possibilità di lavorare. La scarsa presenza di adolescenti è spiegabile dalla generale giovane età degli immigrati e dalla scarsa propensione da parte dei genitori a portare durante la migrazione i figli nati in Ghana, così come dalla difficoltà nel ricongiungersi alla prole una volta stabilitisi in Italia.

 

Tab. 9 Numero dei cittadini ghanesi suddivisi per sesso e per fasce d’età.

Fonte: Prefettura di Vicenza

 

0-2

3-5

6-10

11-14

15-17

18-29

30-39

40-59

oltre 60

104

47

26

4

3

264

737

145

2

85

52

35

8

6

268

310

32

0

  

 

Fonte: Prefettura

Da un ulteriore esame delle età suddivise per sesso si nota che tra i giovani maschi e femmine le età si eguagliano, mentre sopra i trent’anni risultano più i maschi rispetto alle femmine

 

4.3.3 Stato di nascita e cittadinanza

 

 

Luogo di nascita

numero

percentuale

Ghana

1526%

80.57%

All’estero

113%

5.57%

In Italia

255%

13.46%

 

Tab.10 Luogo di nascita dei cittadini ghanesi residenti in provincia. Fonte: Isola che non c’è. Rapporto 1995

Dalla tabella si rileva che la maggior parte dei cittadini ghanesi è nata in Ghana; quasi il 6% risulta nato all’estero. Interessante è il dato relativo ai ghanesi nati in Italia che con una percentuale del 13 % sono gli immigrati che hanno la percentuale più alta di figli nati nel nostro paese.

 

4.3.4 Tipologia del permesso di soggiorno

Tab.11 Tipologia del permesso di soggiorno

 

TIPOLOGIA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

N.

ADOZIONE

0

AFFARI

1

ATTESA AFFIDO

0

RICHIESTA ASILO POLITICO

0

ASILO POLITICO

0

FAMIGLIA

113

MOTIVI DI GIUSTIZIA

26

ISCRIZIONE ALLE LISTE DI COLLOCAMENTO

169

LAVORO SUBORDINATO

1228

Fonte: Isola che non c’è. Rapporto 1995

Dai dati riportati nella tabella è evidente che la maggior parte dei ghanesi è in Italia per motivi di lavoro, al secondo posto troviamo i ricongiungimenti familiari. Questi dati indicano che anche tante donne sono in possesso di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato. Ben il 72,2% dei ghanesi ha un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, dopo solo i senegalesi che arrivano al 90,4 %.

 

4.3.5 Composizone dei nuclei familiari

In relazione alla composizione del nucleo familiare, i ghanesi, tra gli immigrati che risiedono nella provincia di Vicenza, sono quelli con la percentuale più alta di famiglie ‘standard’ (coniugi più figli). Questo può essere spiegato dalla tendenza da parte dei ghanesi ad emigrare in coppia o a riformare la famiglia una volta giunti nel paese di destinazione. Per quanto riguarda le altre forme di convivenza, 276 cittadini ghanesi vivono soli, 37 vivono con parenti, 37 con italiani e ben 227 persone vivono con altre persone senza alcun vincolo di parentela. Questa cifra è probabilmente spiegabile anche dalla difficoltà da parte degli immigrati di reperire un alloggio e dal conseguente numero di ghanesi che vivono in centri di accoglienza.

 

4.3.6 La presenza ghanese nei comuni della provincia

 

Tab.12 Numero di ghanesi domiciliati in ciascun comune vicentino

 

Comuni

N°Ghanesi

AGUGLIARO

3

ALBETTONE

12

ALONTE

0

ALTAVILLA V.

10

ALTISSIMO

62

ARCUGNANO

1

ARSIERO

2

ARZIGNANO

229

ASIAGO

0

ASIGLIANO

0

BARBARANO

0

BASSANO

71

BOLZANO

5

BREGANZE

10

BRENDOLA

26

BRESSANVIDO

0

BROGLIANO

10

CALDOGNO

4

CALTRANO

0

CALVENE

1

CAMISANO

3

CAMPIGLIA

0

CAMPOLONGO

4

CARRE’

0

CARTIGLIANO

6

CASSOLA

0

CASTEGNERO

5

CASTELGOMBERTO

11

CHIAMPO

110

CHIUPPANO

6

CISMON

1

COGOLLO

0

CONCO

5

CORNEDO

11

COSTABISSARA

3

CREAZZO

1

CRESPADORO

9

DUEVILLE

9

ENEGO

0

FARA V.

5

GALLIO

0

GAMBELLARA

11

GAMBUGLIANO

0

GRANCONA

6

GRISIGNANO

20

GRUMOLO

7

ISOLA V.

0

LASTEBASSE

0

LONGARE

2

LONIGO

64

LUGO

9

LUSIANA

0

MALO

48

MARANO

33

MAROSTICA

7

MASON

0

MOLVENA

0

MONTECCHIO MAGGIORE

122

MONTECCHIO PRECALCINO

2

MONTICELLO C/ OTTO

22

MONTE DI MALO

0

MONTEBELLO

55

MONTEGALDA

5

MONTEGALDELLA

0

MONTEVIALE

0

MONTORSO

9

MOSSANO

0

MUSSOLENTE

13

NANTO

6

NOGAROLE

5

NOVE

2

NOVENTA

6

ORGIANO

2

PEDEMONTE

0

PIANEZZE

0

PIOVENE ROCCHETTE

0

POIANA MAGGIORE

0

POSINA

0

POVE DEL GRAPPA

0

POZZOLEONE

0

QUINTO VICENTINO

1

RECOARO TERME

34

ROANA

2

ROMANO D’EZZELINO

11

ROSA’

12

ROSSANO V.

18

ROTZO

0

S.GERMANO

0

S.NAZARIO

34

S.P.MUSSOLINO

6

S.VITO DI LUGUZZANO

0

SALCEDO

0

SANDRIGO

7

SANTORSO

6

SARCEDO

4

SAREGO

33

SCHIAVON

0

SCHIO

85

SOLAGNA

0

SOSSANO

0

SOVIZZO

11

TEZZA SUL BRENTA

25

THIENE

66

TONEZZA

0

TORREBELVICINO

29

TORRI DI QUARTESOLO

20

TRISSINO

33

VADAGNO

151

VALDASTICO

0

VALLI DEL PASUBIO

4

VALSTAGNA

4

VELO D’ASTICO

1

VICENZA

163

VILLAGA

0

VILLAVERLA

8

ZANE’

7

ZORMENGHEDO

7

ZOVENCEDO

5

ZUGLIANO

21

Fonte: Isola che non c’è. Rapporto 1995

Pur essendo dislocati un po’ in tutto il territorio della provincia, i ghanesi tendono a privilegiare la vallata del Chiampo, che con i paesi di Arzignano, Chiampo, Montebello, ospita circa il 20% dei ghanesi presenti in provincia, attirati dalla concentrazione di fabbriche presenti nel suo territorio; in particolare in queste zone è diffusa la lavorazione delle pelle, per cui molti di loro lavorano nelle concerie.

Il secondo polo di insediamento è la limitrofa Valle dell’Agno che con i centri di Valdagno e Recoaro arriva a circa il 14% di presenza ghanese nel territorio.

Oltre il 10 % dei ghanesi vive nell’area dell’alto vicentino, tra i comuni di Schio, Thiene e Santorso.

Nel Bassanese abbiamo una percentuale dell’8,4 %; famoso è il caso del piccolo comune di S. Nazario in Valsugana per la sorprendente concentrazione di ghanesi e più in generale di stranieri, i quali arrivano a superare la popolazione locale, occupando in molti casi le abitazioni lasciate anni orsono dai nostri connazionali emigrati.

L’8,6% vive a Vicenza città, seguito dall’8,4% di Montecchio Maggiore, grosso paese ad alta concentrazione industriale situato tra Vicenza e Valdagno.

Ricordo infine che ben l’83% dei Ghanesi presenti nel nostro territorio ha acquisito la residenza.

 

4.3.7 Aggiornamento dei dati relativi alle presenze in seguito alla sanatoria (D.L. 489/95)

Un totale di 612 cittadini Ghanesi ha chiesto la regolarizzazione.

Visto d’ingresso. I cittadini provenienti dal Ghana necessitano di un visto rilasciato dalle propria ambasciata per potere entrare in Italia.

Tra tutti i cittadini che hanno fatto domanda di regolarizzazione ai sensi del D.L., i l 42% dei ghanesi risulta essere entrato in Italia senza il visto d’ingresso.

Frontiere d’ingresso. Il 69% è arrivato nel Lazio, precisamente con un volo intercontinentale all’aeroporto di Roma; i restanti 10% e 4% in Sicilia e in Campania.

Permessi di soggiorno falsi. Su 387 cittadini stranieri che hanno usato la regolarizzazione autodenunciando il possesso di in permesso di soggiorno falso 307 sono ghanesi, pari all’81% sul totale.

Le modalità di falsificazione più usate sono state le seguenti:

  • l’acquisto di un passaporto e di un permesso di soggiorno somalo per motivi umanitari;
  • l’acquisto di un permesso di soggiorno intestato ad un altra persona, veniva poi sostituita la fotografia;
  • l’affitto di un permesso di soggiorno, che veniva restituito al proprietario al momento del rinnovo.

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