| CAPITOLO 2 1. ANALISI DI UN PROBLEMA REALE1.1 ANALISI DELLA REALTA ' Ciò che si vuole automatizzare attraverso la progettazione di una base di dati è il questionario/intervista (2) che il dr. M. Gonzo del Consultorio Familiare della ULSS di Arzignano ha ideato per proporlo a tutte le donne extracomunitarie che si rivolgono al Consultorio richiedendo l'interruzione volontaria di gravidanza.Il questionario fa parte di un progetto più ampio, denominato "Progetto Benessere Donna Straniera" i cui obiettivi sono riportati da una introduzione del Dr. M. Gonzo nei punti 1.1.1 e 1.1.2. Nel punto 1.1.3 è invece illustrato il questionario vero e proprio, così come viene sottoposto ad una donna intervistata dall'operatore. Il questionario è anonimo ed è identificato solamente da un numero progressivo e dall'anno in cui esso viene svolto.
1.1.1 L'intervento di prevenzione dell'interruzione volontaria di gravidanza (i.v.g.) con le donne extracomunitarie Il progetto Benessere Donna Straniera ha come obiettivo la riduzione dell'abortività volontaria tra le donne straniere, considerata sintomo del disagio di questa fascia sociale particolarmente esposta a problemi sociosanitari. Nella nostra realtà (Arzignano), vi è una presenza cospicua di extracomunitari, in particolare provenienti dal Ghana e dalla ex-Jugoslavia. Le donne appartenenti a questi due gruppi etnici presentano in tutta la Regione una elevata incidenza di i.v.g. ed, anzi, è stato rilevato negli anni scorsi un aumento nel ricorso a questa pratica, a fronte di una diminuzione del ricorso all'aborto tra le donne italiane. Dal punto di vista psicologico e sociale, la situazione delle donne extracomunitarie che si presentano al Consultorio con la richiesta di i.v.g. è alquanto diversa da quella delle donne italiane che ricorrono ai Servizi con lo stesso problema. Il contesto comunicativo della richiesta di aiuto presenta caratteri peculiari, in quanto diversa è l'aspettativa nei confronti del Servizio da parte dell'utente e, così pure, sono diversi i presupposti cognitivi e culturali dell'operatore. Una prima azione preventiva per limitare il fenomeno è stata quella di giungere ad un accordo con i reparti Ginecologia-Ostetricia dell'Ospedale di Arzignano, affinché tutte le donne con questo problema venissero inviate al Consultorio Familiare, per poter operare con maggiore specificità un intervento a favore della maternità/paternità responsabile. Questo afflusso, così creatosi, di donne verso il Consultorio Familiare, ha fatto sì che gli operatori si trovassero ad affrontare un "salto di livello" rispetto alle loro modalità di intervento precedenti in direzione di una comunicazione interculturale.Le difficoltà di comunicazione sono non soltanto a livello linguistico, ma anche di diversi presupposti culturali, che incidono sulla possibilità di trasmettere determinati messaggi preventivi e di educazione sanitaria. Non è inoltre scontato che si debba proporre semplicemente una maggiore informazione sui rischi dell'aborto e sui metodi che favoriscono una paternità e maternità responsabile, anche perché si è visto che la variabile informazione non è di per se sufficiente a garantire un cambiamento di atteggiamento, data la complessità dei fattori in gioco. Una maggiore conoscenza della cultura degli immigrati può essere perciò utile, specialmente a livello iniziale, per facilitare la comunicazione.
1.1.2 Il questionario-intervista come strumento conoscitivo e preventivo Per facilitare la comunicazione fra operatori ed utenti, è stato approntato un questionario-intervista da somministrare in occasione dei colloqui per i.v.g. da parte degli operatori (che possono essere psicologi, ginecologi, infermieri, assistenti sociali, ecc.) che ha la finalità sia di raccolta dati per una maggiore conoscenza sul fenomeno rispetto alle problematiche socioeconomiche che lo determinano, sia di rilevazione dei modelli, culturali esistenti rispetto alla procreazione, alle relazioni familiari e alla condizione femminile (fattori che possono incidere sulla scelta dell'i.v.g.). Inoltre, a livello implicito ed indiretto, il questionario attraverso le domande poste, ha anche la finalità di informare sulla contraccezione e quindi una finalità preventiva nel senso di modificazione degli atteggiamenti delle donne che incorrono nell'i.v.g. Le aree che il questionario esplora sono le seguenti: - dati anagrafici, provenienza geografica e culturale - scolarità, attività lavorativa, condizioni di lavoro - progetto migratorio - situazione abitativa - composizione famiglia attuale ed eventuali figli rimasti in patria - conoscenze e pratiche contraccettive - motivi e modalità della richiesta di i.v.g. - eventuali i.v.g. precedenti - famiglia ideale, aspettative valori rispetto alla famiglia e alla relazione di coppia - difficoltà incontrate nell'intervista, parte riservata agli operatori 1.1.3 Il questionario/intervista (vedi nota 2 in fondo alla pagina)
1.2 Specifiche sulle operazioni Le operazioni che sono richieste alla base di dati sono:
- tipo di lavoro, reddito - provenienza, religione - anno di nascita - collaborazione, difficoltà nell'intervista - capacità linguistiche - situazione abitativa - situazione familiare (sposata, non sposata ecc. ; numero di figli) - numero di precedenti I.V.G. - epoca di arrivo in Italia
1.3 STIME DI CARICO APPLICATIVO
2. PROGETTAZIONE CONCETTUALE 2.1 SVILUPPO DELLO SCHEMA CONCETTUALE 2.1.1 Progettazione iniziale: un primo schema scheletro Da una prima e più generale analisi delle specifiche del problema affrontato, si possono individuare dei concetti più importanti che saranno il punto di partenza del processo di sviluppo dello schema concettuale della base di dati attraverso una strategia di tipo top-down .Queste prime entità sono:
Sono legate tra loro tramite le relazioni: < Svolta da > tra INTERVISTA ed OPERATORE < Sottoposta a > tra DONNA ed INTERVISTA Lo schema grafico che ne risulta è il seguente:
1.2 Progettazione iterativa e raffinamenti successivi Un primo raffinamento dello schema scheletro lo si ottiene considerando il fatto che l'intervista/questionario è strutturata in parti che si riferiscono ad aspetti anche molto diversi tra loro e che possono quindi essere pensati come dei questionari a sé stanti facenti però tutti parte della stessa intervista. E' utile questa suddivisione anche in previsione del fatto che spesso le caratteristiche presentate da una determinata area esplorata dall'intervista saranno discriminanti nella richiesta di visualizzazione di determinati questionari (ad es. nel caso si voglia un elenco di tutti quelli che presentano una particolare situazione abitativa). Avremo allora la seguente generalizzazione dell'entità INTERVISTA:
Tra tutte queste nuove entità, SITUAZIONE FAMILIARE può essere ulteriormente generalizzata in quanto nel questionario sono previste domande sia sulla situazione reale dell'intervistata, sia su quella che riguarda valori ed aspettative in relazione appunto alla famiglia ed alla vita di coppia.
2.1.3 Lo schema finale Lo schema finale, così come è rappresentato in fig. 10, è il risultato dei raffinamenti successivi allo schema scheletro di partenza, con l'aggiunta di cardinalità ed attributi:
2.2 Specificazione delle entità Lo schema finale della progettazione concettuale di fig.10 presenta le seguenti entità con i rispettivi attributi: Entità OPERATORE: contiene informazioni sull'operatore che ha svolto l'intervista; i suoi attributi sono:
Identificatore: Una istanza è identificata univocamente da entrambi gli attributi.
Entità DONNA: contiene informazioni di tipo anagrafico sulla donna che ha risposto al questionario; i suoi attributi sono:
Identificatore: E' composto da numero ed anno. Entità INTERVISTA: contiene dati utili per l'identificazione del singolo questionario; i suoi attributi sono:
Identificatore: entrambi gli attributi concorrono insieme a identificare un questionario.
Le rimanenti entità sono entità figlie di INTERVISTA e contengono le risposte alle relative sezioni in cui è suddiviso il questionario: Entità CAPACITA' LINGUISTICHE Attributi:
Entità PROVENIENZA/RELIGIONE Attributi:
Entità ATTIVITA' LAVORATIVA Attributi:
Entità TITOLO DI STUDIO Attributi:
Entità PROGETTO MIGRATORIO Attributi:
Entità SITUAZIONE ABITATIVA Attributi:
Entità I.V.G. Attributi:
Entità METODI CONTRACCETTIVI Attributi:
Entità SITUAZIONE FAMILIARE Non ha attributi propri ma è la entità padre delle seguenti due entità: Entità S.F. REALE Attributi:
Entità S.F. IDEALE Attributi:
2.3 Specificazione delle associazioniLe relazioni che legano tra loro le entità dello schema sono: < Svolta da > tra OPERATORE (1:1) ed INTERVISTA (1:n)
< Sottoposta > tra INTERVISTA (1:1) e DONNA (1:1)
2.4 Vincoli di integrità dei dati
2.5 Analisi della qualità
Lo schema appare quindi completo, corretto, leggibile e minimale; non sono quindi necessarie ulteriori ristrutturazioni. 3. PROGETTAZIONE LOGICA 3.1 LA PROGETTAZIONE LOGICA A PARTIRE DAL MODELLO ENTITA'-RELAZIONE
3.1.1 Analisi delle ridondanze Nello schema ottenuto dalla progettazione concettuale non sono state rilevate ridondanze
3.1.2 Traduzione delle generalizzazioni (vedi fig. 9) Le due entità figlie non hanno attributi in comune e l'entità Situazione Familiare non ha attributi propri. La generalizzazione può essere tradotta mantenendo solamente le entità SF Reale e SF Ideale come figlie di Intervista.
Le entità figlie non hanno attributi in comune oltre a quelli dell'entità padre; l'entità Intervista è legata al resto dello schema da due relazioni.Si può tradurre la generalizzazione collegando l'entità padre a ciascuna delle entità figlie tramite una relazione di tipo (1:1) nominata < parte di intervista >, rispettando comunque la proprietà per cui tutti gli attributi (in questo caso Numero e Anno) dell'entità padre sono ereditate dalle entità figlie. 3.1.3 Aggregazione di entità e relazioni
Operatore ha solamente due attributi ed è legata all'entità Intervista tramite una relazione priva di attributi: è possibile accorpare entità e relazione in una unica entità (in questo caso sarà Intervista) alla quale saranno aggiunti gli attributi dell'altra entità coinvolta nella relazione (tipo operatore e reparto).
La relazione < sottoposta a > ha 4 attributi propri: verrà tradotta in una R-relazione come le due entità. Le er-relazioni < parte di > tra Intervista e le altre entità non danno luogo a delle nuove R-relazioni.
3.1.4 Scelta degli identificatori Ogni entità è identificata dalla chiave composta dagli attributi Numero ed Anno.
3.2 LO SCHEMA LOGICO Le R-relazioni ottenute sono: DONNA (numero, anno, anno nascita, città residenza) INTERVISTA (numero, anno, tipo operatore, reparto) SOTTOPOSTA (numero, anno, atteggiamento, dom.difficili, diff.lingua, partner) CAPACITA' LINGUISTICHE (numero, anno, domande 13/14/15) PROVENIENZA/RELIGIONE (numero, anno, domande da 9 a 12) ATTIVITA' LAVORATIVA (numero, anno, domande da 18 a 23) TITOLO DI STUDIO (numero, anno, domande 16/17) PROGETTO MIGRATORIO (numero, anno, domande 24/25) SITUAZIONE ABITATIVA (numero, anno, domande da 26 a 29) IVG (numero, anno, domande da 46 a 50) METODI CONTRACCETTIVI (numero, anno, domande da 37 a 45) SIT.FAMILIARE REALE (numero, anno, domande da 30 a 36) SIT.FAMILIARE IDEALE (numero, anno, domande da 51 a 70)
3.3 ANALISI DELLA FORMA NORMALE DONNA : è in 4^ forma normale INTERVISTA : è in 4^ forma normale SOTTOPOSTA : è in 4^ forma normale CAPACITA' LINGUISTICA : è in 4^ forma normale PROVENIENZA/RELIGIONE : è in 4^ forma normale ATTIVITA' LAVORATIVA : è in 4^ forma normale TITOLO DI STUDIO : è in 4^ forma normale PROGETTO MIGRATORIO : è in 4^ forma normale SITUAZIONE ABITATIVA : è in 4^ forma normale IVG : è in 4^ forma normale METODI CONTRACCETIVI : è in 4^ forma normale SIT.FAMILIARE REALE : è in 4^ forma normale SIT.FAMILIARE IDEALE : è in 4^ forma normale
4. PROGETTAZIONE FISICA
Tra i sistemi di gestione di basi di dati a disposizione è stato scelto Access '97 della Microsoft, uno dei più potenti e flessibili programmi DBMS presenti sul mercato. Access '97 funziona in ambiente Windows ed ha quindi il vantaggio di poter gestire i comandi di un programma con l'impiego di icone, l'utilizzo del mouse e consente all'utente finale del database una agevole gestione degli archivi.
A livello hardware:
A livello software:
Tabella DONNA
Tabella ATTIVITA' LAVORATIVA
(2) Il questionario può essere consultato nel volume Gonzo, M., Mosconi, A., Tirelli, M. , a cura di, 'L'intervista nei servizi sociosanitari', Raffaello Cortina Editore, Milano, 1999 |