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From/Da:Vicenza   (I)

09.03.2010 — Seminario Bambini dittatori e bambini tra mondi diversi

L'a.ps. Centro Capta Onlus è lieta di invitarvi al seminario "Bambini dittatori e bambini tra mondi diversi - Le nuove sfide di insegnanti ed educatori" organizzato dal Comune di Schio per insegnanti delle scuola primarie e secondarie di 1° grado ed educatori che si terrò martedì 9 marzo dalle ore 16.00 alle ore 20.00 presso l'aula magna della scuola media Fusinato (via Vecellio 22 a Schio)

La presenza numerosa di bambini stranieri, la complessità legata a dimensioni culturali diverse e apparentemente lontane e l’atteggiamento frequente di prevaricazione e onnipotenza dei nuovi bambini, in famiglia e a scuola, sembrano essere rappresentativi di mondi sconosciuti ed impermeabili. Il seminario vuole approfondire queste problematiche particolarmente impegnative che insegnanti ed educatori devono affrontare quotidianamente nel rapporto con i bambini, i ragazzi e le loro famiglie. Ci si propone di offrire degli strumenti di comprensione ma anche di azione concreta per qualificare il rapporto educativo. Inoltre si vuole creare un’opportunità di condivisione di esperienze positive realizzate da docenti di scuola primaria e secondaria di primo grado perché lo scambio, l’interazione, il sostegno reciproco e la sussidiarietà sono funzioni indispensabili non solo del vivere sociale ma anche della capacità di attivare nuove conoscenze e nuove competenze.

Interverranno i seguenti relatori:
  • Dott.ssa Lina Cocco, Assessore alla Formazione e alla Città dei bambini del Comune di Schio
  • Proff. Fernando Cerchiaro, Coordinatore Osservatorio Regionale Permanente per la prevenzione del Disagio e per la Promozione della Cittadinanza Attiva presso l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto
  • Dott.ssa Roberta Radich, psicologa, psicoterapeuta, A.P.S. “Centro Capta Onlus”
  • Dott. Igino Bozzetto, psicologo, psicoterapeuta, Centro Milanese di Terapia della Famiglia

Clicca qui per scaricare il programma completo dell'iniziativa. 
 

From/Da: Italy
From/Da:       http://milleorienti.wordpress.com  (I)

Padania-Panjab: bhangra music made in Berghem!

 

 

Cari Padani,
benvenuti nella nuova Padania-Panjab. Da “padano doc” quale sono (padre milanese, madre bergamasca, educazione a colpi di polenta) sono lieto di annunciarvi che il nostro repertorio musicale, dopo “Oh mia bèla madunìna” e “La montanara uè” si arricchisce di un non meno interessante contributo: bhangra music made in Berghem! L’espressione può risultare oscura, perciò troverete un utile dizionarietto nelle righe sotto questo video – che forse non è un capolavoro, ma ci mostra un pezzo di nuova realtà italiana: la presentazione degli Indian Culture Club di Bergamo, ovvero Italian Bhangra Music. (E ovviamente il video è ricco di riferimenti a Bollywood…)

 

 


Berghem: nome, in bergamasco, di Bergamo, ridente cittadina padana. Un tempo sugli alpeggi dei monti bergamaschi lavoravano i bergamini, che erano mandriani transumanti. Oggi gli eredi dei bergamini, addetti alle vacche nelle aziende zootecniche – non solo nella bergamasca ma in tutta la Padania – sono extracomunitari (quale italiano vuole svegliarsi alle cinque del mattino per mungere?). Molto spesso si tratta di indiani del Panjab (Punjab secondo la traslitterazione inglese), una regione  nota come “il granaio dell’India”. Quasi sempre, questi immigrati sono di religione Sikh. I Panjabi tradizionalmente sono ottimi allevatori e agricoltori, perciò oggi decine di migliaia di loro lavorano, stimati, nelle campagne padane.

Bhangra music: uno stile di musica e danza originario del Panjab, regione settentrionale del subcontinente indiano (oggi divisa fra India e Pakistan) che fu anche la terra di origine del Sikhismo. Il bhangra era ed è suonato e ballato in Panjab in particolare in occasione di Vaisakhi, una bellissima festa che viene celebrata a metà aprile e che è legata alla storia e alla spiritualità sikh. Negli anni Novanta del secolo scorso il bhangra cominciò a diffondersi come stile musicale a Londra, mixandosi con la dance e riscuotendo grande successo fra i giovani in tutta Europa grazie ad artisti come Punjabi Mc (che si esibì anche al Festival di San Remo). Oggi il bhangra è la musica di riferimento di una generazione di immigrati indiani – non solo panjabi – in Europa, e in India è molto utilizzato nei film di Bollywood.

 

Per saperne di più: potete leggere su MilleOrienti i post della categoria “Sikh in occidente” (qui a fianco) oppure cliccare in alto sulla pagina “chi sono”, dove troverete la mia bibliografia sui Sikh. In particolare consiglio la lettura del libro di D. Denti -M. Ferrari – F. Perocco (a cura di): «I Sikh. Storia e immigrazione», edito da Franco Angeli, perché parla specificamente dell’immigrazione panjabi e sikh in Italia. E’ un libro nato dalla collaborazione fra sociologi di Cremona e di Padova – che hanno studiato le migrazioni degli indiani in Italia – e indologi (fra cui il sottoscritto) che spiegano cosa sia la cultura sikh.

Era ora che gli immigrati panjabi – sikh e non sikh – dopo anni di oscuro lavoro nelle nostre campagne cominciassero a far venire alla luce, anche in Italia, la loro cultura e la loro splendida musica! Benvenuti in Padania-Panjab…


From/Da:  Bolzano (I)

L'associazione Lila segnala il seguente corso di formazione:

 

IL COLLOQUIO IN CONTESTI NON TERAPEUTICI

Bolzano

Scuola Provinciale per le Professioni Sociali

17, 18 e 19 marzo 2010 - 14, 15 e 16 aprile 2010

con Loredana Gambuzzi

Psicologa-Psicoterapeuta, Formatrice

 docente università di Urbino

e-mail:  loredana.gambuzzi@tin.it   

 http://www.lua.it/index.php?option=com_content&task=view&id=128&Itemid=50

 

Finalità

·         Fornire metodi , strategie e tecniche di colloqui in contesti non terapeutici;

·         Utilizzare la prospettiva sistemico-relazionale che costituisce un modello adeguato a promuovere forme di intervento utilizzabili al di fuori del setting psicoterapeutico;

·         Avviare dinamiche di cambiamento, prerogativa non esclusiva della psicoterapia, nei contesti educativi, sociali, consulenziali.

Obiettivi didattici

Al termine dell’intervento i partecipanti dovranno essere in grado di:

·         Sapersi orientare nella conduzione di un colloquio individuale e/o familiare secondo la prospettiva sistemico-relazionale;

·         Comprendere la/e problematica/che presentate dal singolo e dal contesto familiare e individuare successivamente gli obiettivi nonché le tipologie d’intervento educativo da porre in essere per l’individuo e/o per il nucleo familiare in difficoltà.

Metodologia

Una metodologia interattiva in cui l’elemento predominante è l’esercitazione pratica, che a sua volta definisce nel percorso i continui aspetti teorici.

Pertanto si effettueranno:

·         Role-playing/simulate;

·         Analisi di colloqui videoregistrati;

·         Esercitazioni guidate;

·         Discussione e supervisione di situazioni portate dai corsisti.

Contenuti

1.      Introduzione teorica: il colloquio con l’individuo e i suoi sistemi. a) Aspetti epistemologici: la prospettiva sistemica b) Criteri e principi guida di conduzione del colloquio

2.      Tecniche e strategie di conduzione del colloquio in rapporto agli obiettivi

3.      Il colloquio con l’utente, la sua famiglia nella dimensione del quotidiano

4.      Il colloquio con i sottosistemi istituzionali in particolare scuola, servizi, centri esterni

5.      Analisi degli stili personali dei corsisti con gli utenti.

 

Prima parte: mercoledì 17, giovedì 18 e venerdì 19 marzo 2010

·         Presentazione docente/corsisti/corso

·         Introduzione teorica alla prospettiva sistemico-relazionale

·         Presentazione video

·         Distribuzione analisi critica della bibliografia e dei materiali formativi

·         Il ciclo vitale della famiglia

·         Gli assiomi della comunicazione

·         Discussione

·         La conduzione del colloquio. Principi guida per la formulazione delle domande

·         La costruzione di situazioni di colloquio: per quale intervento educativo?

·         Gli stili comunicativi e relazionali

·         Linee direttive di base per la ricostruzione della storia di sviluppo per un’autobiografica personale e per una biografia familiare

·         Esercitazioni

Seconda parte: mercoledì 14, giovedì 15 e venerdì 16 aprile 2010

·         Modelli di attaccamento e contesti di apprendimento generativi delle principali organizzazioni di personalità

·         Il colloquio con l’utente, la sua famiglia nel quotidiano all’interno dei servizi della rete istituzionale: disamina casistica operatori.

·         Esercitazioni

·         Supervisione situazioni portate dai corsisti.

 

A CHI È RIVOLTO:

operatori dei servizi socio assistenziali, educatori, psicologi, assistenti sociali

massimo 20 – operatori

DURATA: 48 ore, 1l corso si compone di due parti con frequenza obbligatoria

DATE E ORARI:

Prima parte: mercoledi’ 17, giovedì 18 e venerdi’ 19 marzo 2010.

Seconda parte. mercoledi’ 14, giovedi’ 15 e venerdi’ 16 aprile 2010.

Mattina dalle 9.00 alle 13.00; pomeriggio dalle 14.00 alle 18.00.

 

 SEDE DEL CORSO

Scuola Provinciale per le Professioni Sociali

Bolzano, via Santa Geltrude, 3 

Per informazioni e iscrizioni:

segreteria Corsi Brevi  tel.  0471 /414418    fax 0471/414455

e-mail fp.sociale@scuola.alto-adige.it

sito internet//www.sociale-einaudi.fpbz.it

richiesta crediti ecm

From/Da: www.peacereporter.net
La ginecologa indiana Shashikala si occupa, gratuitamente, degli immigrati di Dubai

di Elisabetta Norzi e Christian Elia

Il sole si è da poco alzato su Dubai. In un cortile di Karama, un quartiere popolare della città abitato in maggioranza da migranti indiani, cuociono sul fuoco grandi pentole di riso, curry, spinaci e lenticchie. Comincia da qui, ogni mattina all'alba, la giornata della dottoressa Shashikala. Un sari clorato le avvolge il corpo minuto, i suoi movimenti sono veloci: riempie quattro bidoni di plastica con il cibo e ci chiede di aiutarla a caricare tutto sulla macchina. Col sorriso sulle labbra, spiega che da tre anni, tutti i giorni, questa è la sua vita: distribuisce pasti e medicine agli illegal workers, i lavoratori migranti che hanno perso il lavoro e non hanno più il permesso di soggiorno. La prima tappa è Sonapur, alle porte di Dubai. In hindi significa "città d'oro", ma a ricordare il colore dell'oro c'è solamente la sabbia, che ricopre tutto e si infila ovunque: Sonapur è un'immensa città dormitorio che per chilometri e chilometri si fa spazio nel deserto. In angusti edifici di cemento tutti uguali, vivono migliaia di lavoratori: indiani, pakistani, bengalesi, cinesi. Da dietro un cumulo di detriti, un gruppo di ragazzi va incontro a Shashikala appena la sua automobile si ferma: dormono su cartoni e materassi sotto l'ombra di un albero. Non possono pagare un posto letto, non hanno i soldi per tornare a casa e alcuni non hanno più neppure il passaporto. Shashikala distribuisce il riso e li ascolta, uno ad uno: qualcuno spiega che non si sente bene, altri chiedono come possono tornare in India, altri ancora dicono che hanno lavorato per alcune settimane, in nero, ma non sono stati pagati. La scorsa estate in due sono morti per il caldo e da pochi giorni Shashikala è stata chiamata per rimpatriare altre sei salme: uno di loro è caduto da un'impalcatura in un cantiere, gli altri sono morti di malattie per la mancanza di assistenza e di cure.


Dottoressa Shashikala, come ha cominciato ad occuparsi dei lavoratori migranti?
Sono arrivata a Dubai nel 2007 e ho aperto un centro medico, a Karama. Sia io che mio marito siamo dottori e vedendo le condizioni dei lavoratori migranti, soprattutto di chi lavora nell'edilizia, non ho potuto fare a meno di occuparmi di loro: parlano la mia stessa lingua, vengono dalla mia stessa terra. La mia attività principale, oltre a ricevere i pazienti nel centro medico, è distribuire cibo e farmaci ai lavoratori migranti rimasti senza lavoro, specialmente a chi è malato e illegale nel paese. Riusciamo a sfamare in media 100-200 persone ogni giorno, ma in alcuni periodi arriviamo anche a 800. Distribuisco il cibo a Sonapur e a Sharjah, e in quest'occasione i lavoratori mi parlano dei loro problemi, fisici e non solo. Se non stanno bene, li porto con me al centro medico per visitarli. Recentemente ho incontrato diversi di loro che volevano togliersi la vita, e in due lo hanno fatto: sono morti, si sono suicidati. Io cerco di fare il possibile, quando stanno così male mi fermo a parlare con loro per ore, ma certe volte non basta. Veniamo qui a dare il cibo, conosciamo tutti, ma capita che il giorno dopo ci chiamino per dirci che qualcuno è morto. E' terribile. Quanti di questi uomini vengono da me e cominciano a piangere perché non sanno più che cosa fare. Il loro pianto mi penetra nel cuore, io non posso fare a meno di occuparmi di loro. In questi due anni e mezzo, abbiamo sostenuto oltre 10mila persone in diversi modi: li abbiamo aiutati a tornare a casa comperando centinaia di biglietti aerei per l'India, abbiamo distribuito cibo, medicine, vestiti.


Quali sono i problemi di salute più diffusi?
Le malattie più comuni sono la tubercolosi, la bronchite, la tosse cronica, le infezioni intestinali e la disidratazione. Qualche volta anche l'Aids, ma in questi casi porto i malati immediatamente in ospedale e cerco di farli tornare a casa. Ci sono poi tutti i problemi legati agli incidenti sul lavoro: soprattutto le fratture alle gambe e alle braccia, che molto spesso richiedono operazioni. Infine ci sono le patologie psichiche: in tanti soffrono di depressione e di altri disturbi mentali legati alle condizioni di vita, di lavoro, alla lontananza da casa. Nei giorni scorsi sono stata chiamata a Sonapur per un ragazzo che stava male, aveva la febbre alta ed era magrissimo: mi ha detto che è a Dubai da 11 anni e che in tutto questo periodo è tornato in India una volta sola. Sono otto anni che non vede la sua famiglia.

Per i lavoratori illegali ci sono forme di sostegno sanitario da parte del Governo?
Nei casi di emergenza i trattamenti sono gratuiti, ma se i pazienti devono seguire qualche terapia o se hanno bisogno di essere operati devono pagare di tasca loro. La questione centrale è che non è stabilito dal Governo chi si debba occupare dei lavoratori illegali. Esiste un Dipartimento per i Diritti umani, ma hanno tutti paura a chiedere aiuto perché in genere si va incontro a problemi anziché ricevere aiuto, anche perché per accedervi bisogna passare dalla polizia. Il problema è che ci sono migliaia di persone che hanno bisogno. Anche se qualcuno viene aiutato, ce ne sono continuamente di nuovi che arrivano. Recentemente ho seguito due lavoratori che si sono rotti una gamba e hanno dovuto essere operati. A uno hanno chiesto 6600 dirham, all'altro 3500. Abbiamo pagato tutto di tasca nostra, ho dato il mio passaporto e la mia carta di lavoro come garanzia, e poi abbiamo raccolto i soldi, chiedendo aiuto a tutte le persone che conoscevamo.

E le donne migranti, cura anche loro?
Sono specializzata in ginecologia, quindi mi occupo anche delle donne. La maggior parte di loro hanno permessi di soggiorno come domestiche e sono qui sole. Le curo per tutti i problemi ginecologici, ma mi occupo soprattutto dei casi di gravidanza illecita, fuori dal matrimonio, che negli Emirati è illegale. A me però non interessa se sono illegali oppure no, come dottore ho il dovere di aiutarle tutte. Una ragazza è arrivata da me quando stava quasi per partorire, abbiamo chiamato l'ambulanza, ma non è stata portata in ospedale perché non aveva i documenti in regola. Nessuna struttura voleva farla partorire. Così ho dato i miei documenti, perché ci voleva qualcuno che garantisse per lei: abbiamo trovato uno sponsor che le desse il permesso di soggiorno e ci hanno chiesto 5mila dirham per il parto; in tre giorni siamo riusciti a raccogliere i soldi. Ora la mamma lavora e il bimbo sta bene. Se non avessimo pagato il conto delle cure mediche, mamma e figlio sarebbero stati arrestati. In genere per i casi simili c'è il carcere per 3 o 4 mesi e poi la Corte decide. Molte donne vengono da me anche perché vogliono interrompere la gravidanza. Se decidono di proseguire, mi occupo di loro, gratuitamente: le aiuto con i biglietti aerei per tornare a casa, ho un posto dove farle dormire, organizzo il parto se necessario. Ognuna di loro può scegliere se prendersi cura del bambino oppure no. Chi non riesce a farlo, per motivi finanziari o sociali, ha il nostro supporto per la cura del figlio, che torna poi con la mamma appena lei riesce ad occuparsene di nuovo. Prima del parto sono spaventate, pensano di non farcela, ma alla fine il senso di maternità prevale, e quasi tutte riescono a prendersi cura dei piccoli.

In India le persone sanno come è la situazione qui a Dubai?
Magari ne hanno sentito parlare, ma nei villaggi c'è talmente tanta povertà che i ragazzi partono lo stesso. In più a tutti viene promesso di guadagnare più di quello che poi ricevono una volta arrivati qui. Molti devono pagare anche le società di reclutamento in cambio di un lavoro, si indebitano, e poi si ritrovano in queste condizioni. Lo stipendio medio per chi lavora nell'edilizia è di circa 500-600 dirham al mese (100-120 euro), ma spesso devono pagarsi anche una stanza per dormire, il cibo e quello che rimane in tasca sono 300 dirham al massimo (60 euro). Se poi devono pagare anche le compagnie di reclutamento, per i debiti che hanno contratto, il lavoro non basta più. Così decidono di lasciare e iniziano a lavorare in nero, a giornata, per provare a guadagnare di più. Ma il risultato è ancora peggiore: si ritrovano illegali, senza permesso di soggiorno e molto spesso non vengono neppure pagati per le ore che fanno.

Che supporto hanno dalla polizia o dalle Ambasciate?

Nessuno, nemmeno il Consolato, l'Ambasciata, il Tribunale del lavoro li aiuta. Se ti rivolgi a loro dicono sempre e solo "vedremo quello che si può fare". Abbiamo provato a sollevare l'attenzione dei media, ma anche loro non hanno fatto nulla alla fine. Alcuni giornalisti sono venuti a vedere come è la situazione, ma poi non ne hanno scritto: sono entrati a Sonapur con l'autorizzazione della polizia, perché questi lavoratori sono illegali, ma poi non gli è stato dato il permesso di pubblicare. Non essendo intervenuta la polizia, avrebbe voluto dire che i poliziotti non fanno rispettare la legge che punisce chi è irregolare nel paese. I poliziotti però sono musulmani e per la loro religione bisogna avere pietà per la povera gente. Così non intervengono, non cacciano gli irregolari, ma il risultato è che dei migranti illegali non ne parla nessuno.

In questi anni c'è stata qualche forma di protesta, di sciopero?
Qui non è possibile scioperare, non è permesso, è illegale. E poi questi ragazzi non hanno nessun argomento legale, sono irregolari, contro chi protestano? Dal 2007 la legge prevede l'espulsione immediata per chi non ha un lavoro e uno sponsor che garantisca per loro. E' difficile anche che si auto organizzino, perché sono molto poveri, non hanno nulla. Ed è altrettanto difficile che qualcuno li aiuti: nessuno vuole prendersi il rischio di avere a che fare con chi è illegale nel paese. Io riesco a farlo, però: sono più al sicuro perché sono un medico e sono donna. La polizia sa quello che faccio e anche se qualche volta mi ferma e mi controlla, mi lascia continuare a lavorare.

 

From/Da: www.carta.org
I medici non devono denunciare i «clandestini». Vittoria antirazzista

I medici non devono denunciare migranti non regolari che si recano nelle strutture del servizio sanitario nazionale. Lo dice una circolare diffusa dal prefetto Mario Morcone

I medici in servizio presso strutture sanitarie pubbliche non devono denunciare migranti non regolari che si recano nelle strutture del servizio sanitario nazionale. Nei giorni scorsi è stata diramata una circolare datata 27 novembre 2009 nella quale il prefetto Mario Morcone risponde in quel modo alle richieste di chiarimento avanzate dalla Società italiana di medicina delle migrazioni [Simm] insieme a Medici senza frontiere, Oisg e Asgi nell’incontro del 15 ottobre presso il ministero dell’Interno. Il pacchetto sicurezza, come noto, ha introdotto del reato di ingresso e soggiorno irregolare ma ha mantenuto in vigore il dispositivo previsto dall’articolo 35 del Testo unico nel quale si vieta espressamente la segnalazione dei cosiddetti irregolari. «Questa circolare mette fine a quei dubbi interpretativi che avevano già spinto quattoridici Regioni ed una Provincia Autonoma a emanare note di chiarimento sul tema», commenta la Simm sul proprio sito, nel quale è possibile scaricare la circolare completa [www.simmweb.it].
Nell’ordine di pubblicazione Toscana, Piemonte, Puglia, Lazio, Umbria, Marche, Liguria, Campania, Valle d’Aosta, Veneto, Calabria, Emilia Romagna, Provincia autonoma di Bolzano, Molise, Sicilia, hanno sostanzialmente indicato, in vari modi e forme, che il personale [medico, paramedico, professionale, amministrativo, tecnico, operatori sociali, mediatori culturali, nonchè personale di polizia presente presso la struttura sanitaria che non può procedere a controlli o all’acquisizione di informazioni sui pazienti stranieri relative alla regolarità del loro soggiorno in Italia] che opera nelle strutture sanitarie, pur rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, è sottoposto all’obbligo del rispetto del divieto di segnalazione come previsto dall’articolo 35 del decreto legilslativo 286/98. In ottobre una delegazione di Simm, Oisg, Msf e Asgi era riuscita a ottenere un incontro con il sottosegretario Fazio e con il prefetto Morcone che avevano espresso parere favorevole per emanare una specifica circolare.
«Una vittoria del diritto alla salute per tutti e della deontologia professionale del medico pubblico», dice il segretario nazionale della Funziona pubblica Cgil medici, Massimo Cozza. "E’ curioso – sottolinea Cozza in una nota – come dopo tanto clamore mediatico il ministero dell’Interno, quasi di nascosto, abbia preso atto del pasticcio normativo suscitato dal ‘pacchetto sicurezza’ che rischiava di trasformare i medici in spie. La nostra battaglia a livello nazionale e nelle Regioni aveva già impedito nei fatti le denunce. Adesso – conclude Cozza – con questa circolare il ministero dell’Interno ‘chiarisce’ che il vecchio divieto di segnalazione non e’ stato abrogato e che non sussiste neanche l’obbligo di chiedere i documenti».
Del resto, come avevano denunciato numerose organizzazioni antirazziste e di medici quella norma del Pacchetto sicurezza era odiosa e illeggitima, perché cercava di costringere i medici e tutti gli operatori della salute a denunciare i migranti che si rivolgessero alle strutture sanitarie in quanto colpevoli di essere clandestini, violando di fatto il Nuovo Codice Deontologico dei Medici approvato nel 2008 [che obbliga tutti Medici italiani a garantire le cure a chiunque senza limitazioni di alcuna natura, comprese – nello specifico – quelle derivanti dalla cittadinanza o dalla condizione giuridica dello straniero] e privando di fatto dell’assistenza sanitaria essenziale migliaia di bambini divenuti per decreto invisibili e senza diritti, in totale contrasto anche con la Convezione delle Nazioni unite sui diritti del fanciullo.
Per questo era nata la campagna «Rifiutiamo di obbedire», promossa dalla rete Clan Destino Doc [www.clandestinodoc.org ], l’associazione Liblab [www.liblab.it ], alla quale avevano aderito anche Medicina democratica e Medici per l’Ambiente.

From/Da: www.asianews.it
INDIA

Prestito della Banca Mondiale per risanare il Gange
Il fiume sacro è uno dei più inquinati al mondo. Il problema riguarda anche gli affluenti. Circa 400 milioni di persone vivono sulle sponde del fiume. Altri programmi di risanamento sono finiti nel nulla. L’inquinamento produce tumori nella popolazione.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) - La Banca Mondiale garantirà all’India un prestito di 1 miliardo di dollari per un progetto di risanamento del Gange. Il fiume, sacro per la popolazione indiana di religione indù, è infatti uno dei più inquinati al mondo, e scorre per circa 2500 chilometri raccogliendo prodotti di industrie chimiche, pesticidi agricoli e acque di scarico.

Intervenendo a New Delhi, il direttore della Banca Mondiale Robert Zoellick, ha spiegato che il progetto di pulizia e risanamento è inserito nella più ampia iniziativa “Mission Clean Ganga” lanciata dall’Autorità nazionale per il bacino del Gange (Ngrba). Entro il 2020 essa pensa di porre fine allo scarico dei rifiuti non trattati nel Gange. Il progetto dovrebbe riguardare tutta la rete di affluenti del fiume: per questo il piano comprenderà la costruzione di impianti di trattamento delle acque di scarico, la ristrutturazione di canali di scolo e altre misure per migliorare la qualità dell’acqua.

Gli ambientalisti sono in allarme, perché, sostengono, “il non abbattimento dell’inquinamento ormai senza controllo potrebbe provocare la fine delle comunità che vivono sulle rive del fiume”. Si tratta di circa 400 milioni di persone, che già in passato hanno visto finire nel nulla altri progetti, compreso quello che prevedeva la potabilità dell’acqua entro il 1989.

L’inquinamento delle acque in India è un problema molto vasto e riguarda tutti i fiumi del bacino del Gange. Esso ha diretta incidenza sulla salute, essendo una delle principali cause di tumori nell’area. La International Hepato-Pancreato-Biliary Association (Ihpba) stima che nell’India del Nord vi siano almeno dieci vittime di tumore su 100mila.

Di tutto ciò si discuterà senz’altro anche al vertice sui cambiamenti climatici in programma a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre. L’India ha già dichiarato il proprio disappunto sulla bozza danese di riduzione dei gas serra entro il 2020, sostenendo che i Paesi ricchi inquinano molto di più e ha annunciato una proposta alternativa, concertata con la Cina, sulla riduzione dell’intensità energetica delle produzioni industriali.
From/Da: www.cisu.biz

GALLONI F.

Giovani indiani a Cremona

 Edizioni CISU, Roma, 2009

La monografia si occupa dei percorsi scolastici ed extrascolastici dei giovani immigrati indiani, la cui presenza, già rilevante, è in costante aumento in alcune province italiane (come quella di Cremona). L’interesse della ricerca verso tale popolazione, tuttavia, non è motivato solo dalla loro numerosità, ma anche da caratteristiche specifiche di tale migrazione, quali l’elevata concentrazione residenziale in alcune zone e una sostanziale buona accettazione da parte degli autoctoni.

Il contributo di Francesca Galloni permette di analizzare le strategie che gli immigrati indiani mettono in atto in ambiti educativi scolastici ed extrascolastici e offre loro la possibilità di dare voce e senso ai propri modelli di comportamento. In questo modo, triangolando quanto emerso da osservazioni partecipanti e interviste a italiani ed immigrati, si scorgono da una parte risorse e capacità degli adolescenti indiani, dall’altra fraintendimenti diffusi nella società rispetto a tale popolazione. Proprio per il fatto che la situazione è spesso più complessa di quanto appare, lo studio etnografico aiuta a vedere oltre le dimensioni culturali o i tratti comuni dell’immigrato, facendo emergere condizioni di vita, strategie, sogni e competenze di questi protagonisti.

Quindi, questa etnografia offre la possibilità di entrare dentro l’immagine precostituita di giovani indiani e notare che il loro successo personale e sociale è influenzato, più che da aspetti culturali, dalle risorse del contesto e dalla volontà politico-educativa di mettere in campo strategie d’inclusione. Galloni, inoltre, indicando alcune necessità, come quella di perseguire giustizia sociale, sollecita domande che vanno oltre l’analisi della collettività indiana. Questo studio, infatti, permette di riflettere ad ampio raggio sulla formazione interculturale e sulle scelte educative volte ad ottenere integrazione e coesione sociale.

http://www.cisu.biz

From/Da:  www.informaworld.com
Cultural Studies:  Volume 23 Issue 5 & 6 (http://www.informaworld.com/openurl?genre=issue&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email) is now available online at informaworld (http://www.informaworld.com).

Special Issue:Transnationalism and Cultural Studies

This new issue contains the following articles:

Original Articles

INTRODUCTION, Pages 689 - 693
Authors: Meaghan Morris; Handel K. Wright
DOI: 10.1080/09502380903132439
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=689&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Articles

POST-COLONIAL REFLECTIONS ON THE 'INTERNATIONALIZATION' OF CULTURAL STUDIES, Pages 694 - 719
Author: Raka Shome
DOI: 10.1080/09502380903132322
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=694&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

HIGHER EDUCATION 'REFORM', HEGEMONY, AND NEO-COLD WAR IDEOLOGY, Pages 720 - 735
Author: Allaine Cerwonka
DOI: 10.1080/09502380903132330
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=720&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

INTERPRETING TRANSNATIONAL CULTURAL PRACTICES, Pages 736 - 755
Author: Sujeong Kim
DOI: 10.1080/09502380903132348
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=736&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

NEGOTIATING A COMMON TRANSNATIONAL SPACE, Pages 756 - 774
Author: Sonjah Stanley-Niaah
DOI: 10.1080/09502380903132355
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=756&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

BEYOND ETHNICITY, INTO EQUALITY, Pages 775 - 794
Author: Ming-Bao Yue
DOI: 10.1080/09502380903132363
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=775&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

TRANSLATING THE TRANSNATIONAL, Pages 795 - 809
Author: Shouleh Vatanabadi
DOI: 10.1080/09502380903132371
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=795&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

TRANSGEOGRAPHICAL PRACTICES OF MARRONAGE IN SOME AFRICAN FILMS, Pages 810 - 830
Author: Boulou Ebanda de B'béri
DOI: 10.1080/09502380903132389
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=810&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Additional Articles

FROM CULTURAL STUDIES TO ÉTUDES CULTURELLES, ÉTUDES DE LA CULTURE , AND SCIENCES DE LA CULTURE  IN FRANCE, Pages 831 - 854
Author: Anne Chalard-Fillaudeau
DOI: 10.1080/09502380903208007
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=831&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

'A ROOM OF ONE'S OWN'?, Pages 855 - 872
Author: Chantal Cornut-Gentille D'arcy
DOI: 10.1080/09502380903208015
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=855&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

POLITICAL ONTOLOGY, Pages 873 - 896
Author: Mario Blaser
DOI: 10.1080/09502380903208023
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=873&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Book Reviews

MANAGING MODERNIZATION, Pages 897 - 899
Author: Sarah Zurhellen
DOI: 10.1080/09502380903207645
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=897&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

OBJECTS AND OUR EVERYDAY LIVES, Pages 899 - 901
Author: Michael Lahey
DOI: 10.1080/09502380903223360
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=899&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

RACE, GENDER, AND THE GRAMMAR OF LIBERALISM, Pages 901 - 903
Author: Julie Wilson
DOI: 10.1080/09502380903244671
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=901&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

EMBODIED POLITICS, Pages 903 - 905
Author: Gwendolyn Blue
DOI: 10.1080/09502380903220929
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=0950-2386&volume=23&issue=5&spage=903&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

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Visual Culture in Britain - New to Routledge in 2009
Visit the website to find out more: www.tandf.co.uk/journals/rvcb
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From/Da: Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” Onlus (I)

XXXII CONVEGNO INTERNAZIONALE DI AMERICANISTICA


Perugia (Italia), 4-10 maggio 2010


organizzato dal

Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” Onlus

 

XXXII CONGRESO INTERNACIONAL DE AMERICANÍSTICA

organizado por el Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” Onlus, que tendrá lugar en Perugia (Italia) del 4 al 10 de mayo de 2010 .

El Congreso está organizado como habitualmente en diferentes sesiones con temas específicos y una sesión no temática. Además de los temas propuestos en las pasadas ediciones, será posible proponer hasta el 31 de octubre de 2009 nuevas sesiones , cuya aceptación estará subordinada a la aprobación del Comité Científico del Congreso y a la efectiva disponibilidad de espacio.

Para presentar una propuesta de sesión es necesario enviar a la dirección info@amerindiano.org :
- un abstract del tema de la sesión (entre 800 y 1200 caracteres);
- un curriculum detallado del coordinador o de los coordinadores;
- dos cartas de presentación del coordinador (de los coordinadores) por parte de americanistas reconocidos a nivel internacional, de los cuales por lo menos uno miembro del Comité Científico del Congreso.

El plazo para la inscripción como ponente es el 15 de enero de 2010 .
En el sitio web www.amerindiano.org están a su disposición todas las normas de inscripción y cualquier otra información sobre el Congreso.

PRESIDENZA

Romolo Santoni romololmeca@hotmail.com

COMITATO SCIENTIFICO
Tullio Seppilli (Presidente)
Maria de Lourdes Beldi de Alcântara
Giulia Bogliolo Bruna
Claudio Cavatrunci
Antonino Colajanni
Luciano Giannelli
Piero Gorza
Rosa Maria Grillo
Alfredo López Austin
Giuseppe Orefici
Mario Humberto Ruz Sosa
Romolo Santoni

COORDINAMENTO DELLA SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Manuela Pellegrini
manu.pellegrini@gmail.com
UFFICIO STAMPA
Claudia Avitabile cavitabile@hotmail.com, Andrea Niccolini
nickteckila@libero.it

Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” Onlus
Via Guardabassi n. 10 - C.P. 249
06123 Perugia, Italia
Tel./fax (+ 39) 075 5720716
http://www.amerindiano.org
e-mail: info@amerindiano.org

Se sei interessato a partecipare al Convegno ti invitiamo a consultare le
norme di partecipazione

La lista definitiva delle sessioni proposte per il XXXII Convegno sarà disponibile dal 15 dicembre 2009

 

From/Da: Riflessioni Sistemiche

Associazione Italiana di Epistemologia e Metodologia Sistemiche

Si segnala la nascita della rivista semestrale a consultazione gratuita on-line Riflessioni Sistemiche ( www.aiems.eu ), la quale ha un'impostazione di tipo monografico ed interdisciplinare. Il primo numero è stato pubblicato il 15 agosto 2009, ed è dedicato al tema dell'incertezza nel pensiero sistemico. Vede la partecipazione di un folto gruppo di studiosi d'eccellenza, provenienti da diversi campi disciplinari, ma tutti afferenti ad un'epistemologia di stampo sistemico.

Riflessioni Sistemiche è una rivista registrata al Tribunale di Roma con autorizzazione N°194/2009 del 26 maggio 2009.
From/Da: Montecchio M. (VI) (I)
E'  uscita la rivista mensile Shako dell'Associazione Culturale e Sociale del Bangladesh di Montecchio Maggiore (VI)

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From/Da: System Dynamics Society
 

CALL FOR PAPERS, PRESENTATIONS, WORKSHOPS AND SESSIONS

2010 International Conference of the System Dynamics Society
Seoul, Korea   July 25 - 29, 2010

CONFERENCE HOST: Korean System Dynamics Society
SUPPORTED BY: Korean Tourism Organization and Seoul Convention Bureau

KEY DATES: Papers, workshops and session proposals may be submitted from January 2, 2010 to March 22, 2010

PROGRAM: The main theme will be “Beyond the Crisis: Greening Economy, Society and Future,” reflecting global concerns about the environment and economic problems. The program will consist of invited and contributed sessions and workshops demonstrating the state of the art in the theory and application of system dynamics.

Submissions are encouraged on all topics. We anticipate strong interest in the conference main theme and on the topics of climate change and energy transition. A special new subject will be “Eastern philosophy and systems thinking.”

A sampling of conference topics to be addressed can be found on the conference website. The program schedule will also include exhibits, modeling assistance workshops, panel discussions, special sessions, a student colloquium and Society meetings.

BONUS DAY: July 30, 2010. The extra day will be useful for groups that wish to organize informally. Chapters and interest groups will have an opportunity to share information in much greater depth. Proposals are due November 15, 2009; send to programchair@systemdynamics.org.

VENUE: The Seoul Olympic Parktel has perfect features for international gatherings and is a landmark in the heart of Seoul’s sports district; the Parktel vividly reflects the proud history of Seoul hosting the 1988 Olympic and Paralympic Games. Visit: http://www.parktel.co.kr

For more conference information and submission guideline please visit:
http://www.systemdynamics.org/conferences/current/index.htm

CONFERENCE CHAIR: Man-Hyung Lee, Chungbuk National University

PROGRAM COMMITTEE: Tae-Hoon Moon, Chair, Chung Ang University
Co-Chairs: Nam-Sung Ahn, Solbridge International School of Business - Zhiguang Cao, Shanghai University of Finance and Economics - Tim Haslett, Monash University - Xu Honggang, Zhongshan University - Tsuey-Ping Lee, National Chung-Cheng University - Kaoru Yamaguchi, Doshisha University
Assistant: Young-Kyo Hong, Sookmyung Women’s University
Coordinator: Khalid Saeed, Worcester Polytechnic Institute
    E-mail: programchair@systemdynamics.org

ORGANIZING COMMITTEE: Dong-Hwan Kim, Chair, Chung Ang University
Co-Chairs: Won-Gyu Ha, Electronics and Telecom Research Institute - Young-Min Oh, Seoul National University - Daniel Thiel, University of Paris - Mi-Sook Yi, Korea Research Institute for Human Settlements

WORKSHOP CO-CHAIRS: Nam-Hee Choi, Chungju National University and Sang-Hyun Park, National Information Society Agency

CONFERENCE MANAGER: Roberta L. Spencer, System Dynamics Society

E-mail: conference@systemdynamics.org

SYSTEM DYNAMICS SOCIETY
Milne 300, Rockefeller College, 135 Western Avenue
University at Albany, State University of New York Albany, NY, 12222
E-mail: office@systemdynamics.org
Phone: (518) 442-3865   Fax: (518) 442-3398
http://www.systemdynamics.org/

From/Da: www.informaworld.com
Inter-Asia Cultural Studies:  Volume 10 Issue 4 (http://www.informaworld.com/openurl?genre=issue&issn=1464-9373&volume=10&issue=4&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email) is now available online at informaworld (http://www.informaworld.com).

Special Issue:Popular Music

This new issue contains the following articles:

Editorial introduction

Inter-Asia popular music studies: cultural studies of popular music in Asia, Pages 471 - 473
Author: Hyunjoon Shin
DOI: 10.1080/14649370903166077
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1464-9373&volume=10&issue=4&spage=471&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Essays

J-pop: from the ideology of creativity to DiY music culture, Pages 474 - 488
Author: Yoshitaka Mori
DOI: 10.1080/14649370903166093
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1464-9373&volume=10&issue=4&spage=474&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Contesting the digital economy and culture: digital technologies and the transformation of popular music in Korea, Pages 489 - 506
Author: Jung-yup Lee
DOI: 10.1080/14649370903166143
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1464-9373&volume=10&issue=4&spage=489&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Have you ever seen the Rain ? And who'll stop the Rain ?: the globalizing project of Korean pop (K-pop), Pages 507 - 523
Author: Hyunjoon Shin
DOI: 10.1080/14649370903166150
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1464-9373&volume=10&issue=4&spage=507&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

'Democratic entertainment' commodity and unpaid labor of reality TV: a preliminary analysis of China's Supergirl, Pages 524 - 543
Authors: Miaoju Jian; Chang-de Liu
DOI: 10.1080/14649370903166382
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1464-9373&volume=10&issue=4&spage=524&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Me and the dragon: a lyrical engagement with the politics of Chineseness, Pages 544 - 564
Author: Yiu Fai Chow
DOI: 10.1080/14649370903166390
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1464-9373&volume=10&issue=4&spage=544&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Taike rock  and its discontent, Pages 565 - 584
Author: Tung-hung Ho
DOI: 10.1080/14649370903166408
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1464-9373&volume=10&issue=4&spage=565&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Vedic metal and the South Indian community in Singapore: problems and prospects of identity, Pages 585 - 608
Author: Eugene I. Dairianathan
DOI: 10.1080/14649370903166424
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1464-9373&volume=10&issue=4&spage=585&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Visual Essay

Bidesia in Bombay, Pages 609 - 619
Author: Surabhi Sharma
DOI: 10.1080/14649370903166440
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1464-9373&volume=10&issue=4&spage=609&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

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Australian Cultural History - New to Routledge for 2009
For further information please visit: www.tandf.co.uk/journals/rahi
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Journal of Australian Studies - Free Articles!
For further information please visit: www.tandf.co.uk/journals/rjau
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From/Da: Roma Virtual Network (romale@zahav.net.il )

Massive Exodus Of Street Children Into Western Europe

25/09/2009 - Key non-governmental groups and officials have urged the European Union to urgently tackle the "growing problem" of street children moving from Eastern to Western Europe, by improving cross-border cooperation and child protection.

They made the appeal at the 'European Forum On Street Children 2009' in Budapest, amid concerns that the EU's open borders mean that "unaccompanied" minors from poorer member states are increasingly roaming the streets of richer Western European cities. There are believed to be a quarter of a million street children in Europe, although officials cautioned that figure may be higher because as many as 1.5 million young gypsies, also known as Roma, are "unregistered".

Read more on http://www.bosnewslife.com/9161-massive-exodus-of-street-children-into-western-europe-news-watch

 

From/Da: romale@zahav.net.il

One year on, what has changed?

ROMA OPINION

In September 2008, the EU devoted a summit to Roma issues, part of a broader European effort to make 2005-15 a ‘decade of Roma inclusion’. Valeriu Nicolae and Bernard Rorke, from Open Society Institute’s Roma Initiatives, review progress over the year

 

The rhetoric may have improved, but violence is on the rise

The attendees at the first-ever EU Roma Summit were powerful: five European commissioners, representatives from member states and officials from the Council of Europe, the Organisation for Security and Cooperation in Europe, the World Bank and the United Nations all took part.

The turnout indicated fresh political will within and outside the EU to develop coherent, unified and effective policies to promote Roma inclusion. The rhetoric was also suitably strong. Vladimír Špidla spoke out powerfully against the persecution of the Roma, and his fellow commissioner Jacques Barrot re-affirmed the Commission’s commitment to ensuring respect for fundamental rights. The Commission has sustained this rhetoric over the past year, putting it at the forefront of positive Roma initiatives in Europe. This improvement is important. Language matters. It also demonstrates publicly a deeper change: in recent years, the Commission has moved from passive somnolence to active engagement.

Rhetoric has its limits, though. At times, those clamouring for ‘Europe’ to do something seem oblivious to the limits of the institutions’ competence. It also feeds a wider misconception that the EU can provide a panacea for ailments that are altogether more intimate – the primary responsibility to protect the rights, security and safety of citizens and to combat racism remains emphatically ‘at home’, with national governments.

And, at that domestic level, the past year has been disturbing. A recent report by the Roma Education Fund, for example, shows that systemic over-representation of Roma in special education stubbornly persists in countries such as Slovakia; increasing money for the fund is a first step in closing the education gap between Roma and non-Roma.

In addition, just last month, Italy’s Council of State approved the fingerprint of all Roma, as well as obliging Roma to wear special badges when leaving their camps, a disturbing repeat of fascist practices from the last century. Racially motivated violence has increased, with murders in Hungary, violence in Romania and a mob in Northern Ireland that forced Roma to seek sanctuary. Elsewhere, Roma houses have been set on fire, vandalized and demolished. Hate speech too has flourished – sometimes through the mouths of local and national leaders.

In short, a year after the summit, officials’ rhetoric has improved, but there has been a steep rise in popular prejudice, violence and intimidation against Roma. While the cures primarily lie at the national level, the EU has a very important role to play. After the summit the Commission made an unprecedented effort to grapple with Roma issues: it created the EU Roma Platform, to bring EU institutions and civil society together to formulate a joined-up Roma policy, setting out a long-term strategy with effective, consistent and concrete action.

The platform could also be a focal point for changes within the Commission. Those, experts have suggested, should include the creation of a unit focused on Roma inclusion and a task force on anti-Gypsyism.

That has not happened. Nor does the Commission seem clear about how the platform should function, something reflected in the lack of specificity in the agenda for the platform’s 28 September meeting. The platform needs to establish co-ordination mechanisms and facilitate implementation and monitoring. Right now, nearly five years into the decade of Roma inclusion, EU institutions – as well as European governments – are still falling short.


From/Da: www.informaworld.com
Intercultural Education:  Volume 20 Issue 2 (http://www.informaworld.com/openurl?genre=issue&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email) is now available online at informaworld (http://www.informaworld.com).

Special Issue:Intercultural Education as Social Justice

This new issue contains the following articles:

Editorial

Intercultural education as social justice, Pages 87 - 90
Author: Paul C. Gorski
DOI: 10.1080/14675980902922135
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&spage=87&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Articles

Computers, the media and multicultural education: seeking engagement and political literacy, Pages 91 - 107
Authors: Paul R. Carr; Brad J. Porfilio
DOI: 10.1080/14675980902922200
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&spage=91&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Growing social justice educators: a pedagogical framework for Social Justice Education, Pages 109 - 125
Author: Jane Quin
DOI: 10.1080/14675980902922192
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&spage=109&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

'Of, by, and for are not merely prepositions': teaching and learning Conflict Resolution for a democratic, global citizenry, Pages 127 - 133
Author: Andria K. Wisler
DOI: 10.1080/14675980902922143
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&spage=127&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Critical reasoning for social justice: moral encounters with the paradoxes of intercultural education, Pages 135 - 149
Authors: François V. Tochon; A. Cendel Karaman
DOI: 10.1080/14675980902922168
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&spage=135&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Civic responsibility and human rights education: a pan-educational alliance for social justice, Pages 151 - 159
Author: Azadeh F. Osanloo
DOI: 10.1080/14675980902922176
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&spage=151&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

The role of education in teaching norms and values to adult newcomers: an analysis of integration policy in the Netherlands, with emphasis on the city of Rotterdam, Pages 161 - 172
Author: Maryan Koehler
DOI: 10.1080/14675980902922150
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&spage=161&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Multicultural education and social justice actions, Pages 173 - 186
Author: Chavella T. Pittman
DOI: 10.1080/14675980902975349
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&spage=173&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

Examples of best practice

Action learning through Indigenous literature, Pages 187 - 197
Authors: Lorraine Beveridge; Julie Hinde McLeod
DOI: 10.1080/14675980902922218
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&spage=187&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

IAIE news

IAIE news, Pages 199 - 200
DOI: 10.1080/14675980903093985
Link: http://www.informaworld.com/openurl?genre=article&issn=1467-5986&volume=20&issue=2&spage=199&uno_jumptype=alert&uno_alerttype=new_issue_alert,email

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Education Arena
www.educationarena.com

From/Da: UNI VR (I)

Master in "Comunicazione e mediazione interculturale - gestione dei conflitti in ambito aziendale, educativo, sanitario, sociale e dei mass media"

- con formazione a distanza (e-learning) - Terza edizione 2009-2010

 Saper comunicare con persone di differente cultura, saper mediare e gestire conflitti attraverso le più aggiornate tecniche di comunicazione e di negoziazione: sono queste le competenze sempre più richieste da imprese, organizzazioni e istituzioni che hanno relazioni internazionali, che si misurano con la globalizzazione economica e culturale, o che si relazione con persone di origine straniera. 

Dall’esigenza di formare professionisti della comunicazione e della mediazione in un mondo complesso e multiculturale prende avvio la terza edizione del  Master di primo livello, con formazione a distanza (e-learning), in "Comunicazione e mediazione interculturale - gestione dei conflitti in ambito aziendale, educativo, sanitario, sociale e dei mass media". Il Master, diretto dal professor Agostino Portera, docente di Pedagogia Interculturale, è organizzato dal Centro Studi Interculturali dell'Università degli studi di Verona per l'anno accademico 2009-2010.

 

Il Master è strutturato in 280 ore di lezioni con formazione a distanza, 120 ore di didattica in presenza articolate in quattro seminari da tenersi nel corso dell’anno, 100 ore di stage e una parte di studio individuale su lezioni in digitale, dispense e testi. Il Master si articola in cinque moduli comuni e un modulo specialistico a scelta dello studente.

I cinque moduli comuni sono: Globalizzazione e società complessa, rischi e opportunità; Storia e politiche delle migrazioni; Pedagogia interculturale; Comunicazione interculturale; Mediazione e gestione dei conflitti.

Il sesto modulo specialistico è a scelta fra i seguenti ambiti: l'area delle imprese e delle organizzazioni che operano in campo internazionale; l'area delle istituzioni scolastiche ed educative; l'area del mondo sociale e sanitario; l'area delle comunicazioni di massa e delle relazioni con i media. Accanto a una formazione di base su temi economici, giuridici, storici e sociologici, il Master fornisce gli strumenti pedagogici e comunicativi per relazioni interculturali efficaci.  

 

Il costo dell'iscrizione al Master è di 2.500 euro. Le iscrizioni si chiudono il 23 gennaio 2010 e le lezioni online cominciano a marzo 2010 per concludersi con la tesi entro febbraio 2011. Al corso sono ammessi laureati dei corsi triennali, specialistici o del vecchio ordinamento.

E' possibile iscriversi anche a un solo modulo, con un costo ridotto, con attestazione finale dello studio fatto. Il Master, nel suo complesso, assegna 60 crediti universitari e si conclude con una tesi di Master e il diploma.

 

Per informazioni dettagliate sul corso e sull'iscrizione: http://fermi.univr.it/csint oppure Centro Studi Interculturali - Università di Verona, telefono 045.8028147 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15).

 

Università degli Studi di Verona
Ufficio Stampa
Telefono: 045.8028164

Email: ufficio.stampa@ateneo.univr.it

Web: Sala Stampa

Responsabile coordinamento comunicazione: Maria Fiorenza Coppari

Capoufficio stampa: Sandro Benedetti

Addetta stampa: Sara Mauroner


From/Da: www.globalprojct.info
Razzismo e politica in Australia

di Piergiorgio Moro13 / 7 / 2009
Quest'autunno il tema del razzismo e’ ritornato nuovamente al centro della politica australiana scuotendo la tranquillità degli ultimi tempi.
Negli ultimi due anni, specialmente nella citta’ meridionale di Melbourne, sono stati registrati numerosi casi di aggressione contro studenti indiani. Avendo constatato che la polizia non era molto interessata ad investigare questi crimini, le organizzazioni studentesche indiane hanno dato vita ad una serie di azioni che hanno portato il problema in prima pagina.
In risposta, innumerevoli ‘esperti’ si sono fatti vivi nello spiegare che questi incidenti erano solo casi sfortunati di vita metropolitana, e gli studenti Indiani erano stati attaccati non per ragioni di razzismo ma perche’ visti come vittime facili. Per i politici era essenziale minimizzare la possibilita’ che il razzismo fosse visto come una delle ragioni di questi attacchi.
L’importanza di questo dibattito non era solo di come venisse vista l’Australia all’estero, ma di fare in modo che queste aggressioni non diventassero un problema anche economico . La verità è che gli studenti Indiani che studiano nelle Universita’ Australiane sono oramai diventati una fonte enorme di reddito per l’economia Australiana, dato che pagano migliaia di dollari per corso per studiare alle varie universita’.
Non sorprende che numerose delegazioni di politici e imprenditori sono partiti per l’India per rassicurare le famiglie Indiane che l’Australia e’ un paese sicuro, non razzista, e possono continuare a mandare i loro figli a studiare tranquillamente. Al momento essendo aumentata la consapevolezza ma anche l'auto-organizzazione degli studenti stessi, le aggressioni contro gli indiani sono diminuite.
La questione pero’, non e’ risolta, come si e’ visto la domenica 12 di luglio a Melbourne, dove il governo statale aveva sponsorizzato una ‘camminata’ per promovuore la tolleranza e per far vedere quanto era serio nel combattere ogni forma di razzismo. Qualche migliaio di persone hanno partecipato a questo evento, incluso tante comunita’ estere che hanno dato colore con la loro musica e costumi tradizionali.
Assenti pero’ erano tutte le organizzazioni studentesche indiane. Il loro boicottaggio era dovuto al fatto che il governo non gli aveva concesso il diritto di parlare dal palco e a concederli la possibilita’ di esporre la loro situazione. Il governo era cosi spaventato dalla possibilita’ di policitizzare  la situazione che sul palco c’erano solamente musicisti e nessun discorso....
Un recente aumento nel numero di imbarcazioni contenenti persone in cerca di asilo politico nelle acque australiane, ha riacceso il dibattito su come accogliere queste persone. Questo tema era stato usato, ed abusato, dal governo precedente per trasformare l’Australia in uno dei paesi del mondo con leggi tra le piu’ severe nel confronto dei rifugiati che tentavano di approdare via mare.
Il nuovo governo laborista ha rilassato parzialmente queste leggi e migliorato alcuni dei diritti per queste persone. I cambiamenti includono l’abolizione del debito che i rifugiati dovevano pagare per il loro periodo di incarcerazione, piu’ diritti nel ricevere assistenza sociale, piu’ opportunita’ di lavorare legalmente, e agevolazione nelle pratiche per richiedere asilo politico.
Allo stesso tempo pero’, hanno continuato a giocare la carta della xenofobia continuando a demonizzare i rifugiati, rassicurando la popolazione australiana che con i laboristi le frontiere sono più sicure. Cosi, i laboristi hanno ampliato il centro di detenzione sull’isola di Christmas (nel mezzo dell’oceano Indiano), hanno aumentato il budget per la marina militare per pattugliare il mare al nord dell’Australia, ed intensificato gli accordi con i governi Indonesiani e Malesi per far in modo che blocchino i rifugiati in quei paesi.
Nonostante questi avvenimenti, un tema costante della situazione sociale australiana e’ la situazione disastrosa in cui si ritrovano gli Aborigeni. Le statistiche sono molto chiare. Gli Aborigeni soffrono di malattie da Terzo Mondo, hanno un tasso di poverta’ molto piu’ elevato di qualsiasi altro gruppo, e hanno un’aspettativa media di vita molto al di sotto del resto degli Australiani.
Sia il governo laborista che l’opposizione liberale si pronunciano continuamente scandalizzati da questa situazione e regolarmente annunciano nuove iniziative. Attualmente, da due anni, le comunita’ Aborigene nello stato del Northern Australia sono sotto controllo di leggi d’emergenza dove il governo federale ha preso il controllo dei loro affari politici, sociali ed economici, mentre la polizia e i militari hanno mano libera per ‘proteggere’ le comunita’.
Si parla molto di questa iniziativa, o ‘intervention’ in Inglese, ma le voci delle numerose comunita’ che sono opposte a questa ‘intervention’ stentano di farsi sentire al di sopra delle proclamazioni dei politici di aver finalmente intrapreso la strada giusta per risolvere il ‘problema’ Aborigeno.
La verita’ e’ che le soluzioni ci sarebbero. Tante commissioni d’inquiesta nel passato hanno gia’ espresso l’opinione che il primo passo per migliorare le condizioni di vita degli Aborigeni e’ di dare piu’ controllo alle stesse comunita’/organizzazioni Aborigine. Questo gli darebbe la possibilita’ di decidere se stessi su come organizzarsi e risolvere questi problemi.
Ma questo significherebbe dare piu’ potere agli Aborigeni - e questo e’ tabu’ per le classi politiche Australiane. Lo era 200 anni fa’, e lo e’ ancora.....
Le comunita’ Aborigine pero’ non hanno rinunciato alla loro cultura, alla loro terra, ai loro diritti, e la lotta continua.
Piergiorgio Moro
Melbourne
Luglio 2009
From/Da:  IFTA

 

XVIII World IFTA Congress

Join us in Panamericano Hotel in Buenos Aires, Argentina
from March 17-20, 2010 for the 18th World Family Therapy Congress

Deadline for submission of abstracts: September 15!

Last opportunity to submit your abstract HERE


Come join us at the congress that brings together preeminent thinkers and scholars in the
field of family therapy and deals with issues regarding the crucial role that family therapy plays
in process of coexistence, healing, and reconciliation as it relates to trauma, violence, abuse,
and suffering throughout the world 

Best Abstract Award Registration Beautiful
Buenos Aires


For further information visit us at:
www.paragon-conventions.com/ifta2010

 

Paragon Conventions
18, Avenue Louis-Casai, 5th Floor, 1209 Geneva, Switzerland
Tel:  +41 (0)22 533 0948, Fax: +41 (0)22 580 2953
Email: ifta2010@paragon-conventions.com

From/Da:  European Roma and Travellers Forum

Evropako Forumo e Romengo thaj e Phirutnengo

Forum européen des Roms et des Gens du voyage

European Roma and Travellers Forum


C a l l    f o r    P a p e r s

Security Situation of the Roma in Europe

Economic Migration vs. Forced Migration

High Level Conference on the Security Situation of Roma in Europe

Bucharest, 12-13 October 2009

The European Roma and Travellers Forum, in partnership with the Committee for Human Rights, Cults and National Minorities Issues of the Romanian Parliament and Partida Romilor Pro Europa (Roma Party for Europe), is organizing a High Level Conference on the Security Situation of Roma in Europe.

The two-day conference will bring together the main stakeholders, high level representatives and decision-makers of European and inter-governmental human rights institutions, as well as non-governmental and civil society organizations from Council of Europe Member States. The aim of the conference is to discuss the hostilities against Roma and the rising Anti-Tziganism within Europe.

Background information to the conference

The rising hostilities against Roma, racist attacks and a series of murders, have forced Roma to migrate from Central, Eastern and South Eastern Europe toward the more wealthy countries of the European Union. Moreover, relations between Roma communities and the government are increasingly strained, and there is an alarming number of reliable reports suggesting that the police and the para-military groups use disproportionate force and resort to violence that could be qualified as degrading treatment.

Sixty years ago the Council of Europe was set up to rebuild Europe on the basis of the respect of human rights and the dignity of the individual. As the European Union progressed towards European reunification, it was hoped to do away with what characterised the history of this continent for centuries, including racial hatred, pogroms, and the burning down of settlements. 

That hope must not be shattered. We must stop the rabid political minorities of today from becoming the governments of tomorrow. States have a responsibility to guarantee human rights protection for everyone. The failure of several governments to guarantee human rights protection for Roma has led to insecurity among Roma within European Union countries. As a result, Roma people, citizens of the European Union, are seeking asylum outside of their country.

The European Roma and Travellers Forum has decided to hold a high-level event on the security issue of the Roma in order to have an in-depth analysis and discussion on this crucial topic. This time, we intend to break away from the well-known, good old thematic areas and try to get to the core of rising anti-Tziganism, the fear-motivated migration, which is a real challenge for Europe. The open labour market of the Western countries was intended to be the solution to overcome poverty for people from the Eastern countries. It was not expected that excluded, marginalized people would seek shelter and safety from persecution in Western countries.

Thematic areas to be discussed

Having regard to the above, the European Roma and Travellers Forum invites proposals for papers which analyze the aspects related to this complex issue, focusing on one or more of the areas listed below:

  • Historical context: Jewish persecution, racism in South Africa and in the United States of America; Historical parallels with the situation of Roma, identification of possible advocacy tools or mechanisms for the Roma movement to fight anti-Tziganism;

  • Methodology for identifying economic migration and forced migration, possible legislative and non-legislative responses and the recently applicable standards;

  • Possible need for establishing minimum standards for the integration of migrants and for ensuring their access to citizenship and equality;

  • De facto and de iure statelessness of Roma;

  • Implementation deficits of the Free Movement Directive (2004/38/EC) and how the limitations imposed by member states have affected the Roma;

  • Mechanisms introduced to fight against xenophobic and racially motivated crimes committed against Roma in Europe;

  • European Initiatives, National Roma Integration Policies - possible exchange of best practices in Hungary, Czech Republic, Slovakia, Italy, Romania, UK;

Applicants wishing to present their papers are invited to submit their abstract (150 words ) and CV in English to the Secretariat of the European Roma and Travellers Forum by 28 September 2009, at ertf@coe.int.

The Secretariat will inform applicants of the decision by 30 September 2009.

Final version of papers will then be submitted by 7 October 2009. The selected paper will be included in the first panel on 12 October 2009 after the keynote speeches.

The author of the selected paper will be invited to the conference and his/her costs will be covered by the organisers.


The Secretariat

Evropako Forumo e Romengo thaj e Phirutnengo (EFRP)
Forum européen des Roms et des Gens du voyage (FERV)
European Roma and Travellers Forum (ERTF)

 
DG III - Cohésion Sociale / Social Cohesion
Conseil de l'Europe / Council of Europe
AGORA Bâtiment - 1 quai Jacoutot
F - 67075 Strasbourg

 
Tel.: + 33 (0)3 90 21 43 31
Fax: + 33 (0)3 90 21 56 58
E-mail: robert.rustem@coe.int
http://ertf.org

 

From/Da: Etnografia Newsletter (I)

CALL FOR PAPERS

Middle East Journal of Culture and Communication
Call For Papers

Intellectuals, 'Islam' and Modernity

All too often, studying 'Islam' and 'Muslims' resembles stamp collecting, carrying the danger of putting together pieces of information without considering the broader context.  Associated with this perceived and constructed  'singular community' is the idea that Muslims form a cultural unity, based upon a common cultural core that only the Orientalist is equipped to decipher. Furthermore, the 'debate' about 'Islam' and 'Muslims' is overshadowed by false binaries and a very narrow optic of 'modernization' dichotomies: modernity v tradition, Islam v West and secularism v religious fundamentalism. Such binaries suppress the diversity of histories, cultures, struggles and aspirations, and conceal real 'divides'.

This forthcoming issue of MEJCC welcomes contributions which trouble the provincialism of perceived 'universal' theory of culture and identity, drawing attention to the multivalent and multi-local characteristics of culture whilst highlighting the necessity, once again, of the need and the possibilities of going beyond the false binaries, of speaking with a 'third voice' and of recognizing the polyphonic and diverse character of the 'Muslim Other'. A major concern of this issue is to document and critically analyze contemporary intellectual discourse emerging about 'Islam' and 'Muslims' through an exploration of the relationship between intellectual history, political philosophy and social theory. We intend to publish a number of essays on this topic and suggest various themes, amongst others, which might be considered:

1-      Contemporary intellectual discourse in the Muslim World: Responses to modernity
2-      Contemporary thought in the Muslim World and the question of historicity
3-      New articulations of 'culture' and 'identity' in Middle Eastern thought
4-      Positioning Islam and Muslims in contemporary Western intellectual/literary/media discourse
5-      Re-thinking the impact of imperialism and capitalism on cultures in the Muslim World
6-      Islamic cultures and the question of modernity
7-      Muslim diaspora in the West and the politics of identity
8-      Rehearsing alternatives to Western-centric articulations of the 'modern'
9-      Resistance, subcultures and new forms of artistic expression in the Muslim World
10-    Intellectuals, communication, and culture in the Muslim World
11-    Religious intellectuals, state intellectuals and political philosophy in the Muslim World
12-    The impact of cultural salafism on intellectual discourse in the Muslim World
13-    Intellectuals and the internet in the Muslim World

Abstracts should be no more than 300 words long.  They should be submitted to both Gholam Khiabany (g.khiabany@londonmet.ac.uk) and Tarik Sabry (sabryt@wmin.ac.uk) by the 22nd of September 2009. The deadline for completed papers is the 25th of March 2010.

Articles should be 6000-7000 words long and include an abstract of not more than 150 words that clearly defines the nature of the article. Up to five keywords should be included to identify the article.
Please note that all articles will be subject to our peer review process and that the Editors retain the discretion at all stages of the publication process to accept or reject an article.
MEJCC is published by Brill. The first issue of the Journal can be accessed free at www.brill.nl/mjcc.


Dr. Tarik Sabry
Senior Lecturer in Media and Communication Theory
Co-Editor Middle East Journal of Culture and Communication
Arab Media Centre, CAMRI
University of Westminster
Watford Road, Harrow HA1 3 TP, UK
Tel: +44-(0)20-7911 5000, ext. 4287(office)
Email: sabryt@wmin.ac.uk

From/Da: Etnografia Newsletter (I)  

Ragazzi, Rossella Walking on Uneven Paths
The Transcultural Experience of Children entering Europe in the Years 2000
Bern, Berlin, Bruxelles, Frankfurt am Main, New York, Oxford, Wien, 2009. XVIII, 222 pp., ISBN 978-3-0343-0042-1
Order online: www.peterlang.com

What can we learn from children traversing the liminal and transient time-space of migration? How do migrant children and their caretakers navigate
educational systems in Europe today? How is it to be captive in an inner city classroom? How do children's body language and verbal dominant languages
interface? How does a child become mediator between their family and the educational institutions? This anthropologically grounded study, integrated by
ethnographic film excerpts and based on a culturally-reflexive approach to the use of media in the research practices, explores the transcultural
experience of migrant children between 6 and 13 years, by closely analysing the particular codes, rhythms and practices of educational systems in Ireland
and France. The children's experiences are represented in both the film sequences and the written text, in the form of their personal, shared viewpoints
about cultural diversity, biographical accounts and social practices in the family and at school. These are experiences which they have worked through,
from a time preceding migration and to the present. The film captures the sensibilities of migrant children and invites the reader/viewer to embark on these
somewhat uneven paths.

Contents: Framing Migration and Childhood: An Anthropological Film Approach - The Intercultural Classroom in Paris - In the Migrant Family Home: The
Intergenerational Performance of Cultural Identity - The Agency of Migrant Children: Five Narratives.

The Author: Rossella Ragazzi (1965) is currently Research Fellow in Visual Culture Studies and Media applied to Anthropology at the University Museum
of Tromsø University, Norway. She is also a filmmaker and worked in Italy, France, Cameroon, Bolivia, Norway and Ireland.

From/Da: Etnografia Newsletter (I)

ANTHROPOLOGISTS ASSOCIATION

Portale dell'Associazione Nazionale Universitaria degli Antropologi Culturali

http://www.anuac.it 

Suddiviso in diverse sezioni, comprende Call for papers, Ricerche, Links, Eventi e Novita' editoriali costantemente aggiornati.

C'e' una nuova rubrica dedicata ALLA GENTE D'ABRUZZO, con notizie, link e numeri utili per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto.

From/Da: Dr. Sabrina Brancato (D)

È appena uscito in libreria il volumetto Ancor ci si imbaRAZZA: Storie di ordinaria xenofollia (Besa Editrice, 2008). Brevi racconti agili e vivaci per riflettere sul tema dell’interculturalità con un pizzico d’ironia.

 
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Dr. Sabrina Brancato
Goethe Universität – Frankfurt
 
http://www.uni-frankfurt.de/fb/fb10/ieas/abteilungen/anglistik/lehrende/brancato/index.html
 
From/Da: http://dweb.repubblica.it/

SOCIETA'

Il sesso spiegato alle indiane

di Monica Capuani
Dalla fine degli anni Ottanta ad oggi, il manuale di educazione sessuale 'Conosci il tuo corpo' ha superato settanta milioni di copie. Dove? Nei piccoli villaggi dell'India
Nel 1987, in arrivo da vari villaggi del Rajasthan, Nord dell’India, 75 donne a Delhi bussarono alla porta della casa editrice Kali for Women. Grazie al Women Development Program del governo, avevano frequentato workshop sulla salute e sul corpo delle donne dall’infanzia alla vecchiaia. Di lì, il loro entusiasmo aveva dato vita a un libro illustrato, intitolato Conosci il tuo corpo. Un excursus sulla vita delle donne attraverso le tappe più significative della vita biologica: la scoperta dei propri genitali, la comparsa delle prime mestruazioni, l’adolescenza e l’insorgere del desiderio, il matrimonio e la scoperta della sessualità, la gravidanza, il parto, la menopausa. Scrissero tutto il libro a mano, disegnando tutti i cambiamenti sul corpo nudo di una donna e di un uomo a fumetti. Distribuirono il libro nei villaggi per “testarlo”. La reazione fu durissima: fu giudicato spazzatura, perché non era accettabile vedere la nudità. Il gruppetto discusse a lungo su come ovviare a questa resistenza culturale, e trovò una splendida soluzione: la donna fu disegnata completamente vestita, con la gonna lunga tradizionale, la casacca, la testa coperta. Ma aprendo piccole finestrelle di carta, si vedeva la vagina, l’apparato riproduttore, il seno. Stessa cosa per l’uomo: una finestrella nel dothi, i pantaloni lenti che usava Gandhi, e si vedeva il pene e la costituzione degli organi genitali maschili.

Le 75 signore avevano sentito dire che esisteva una casa editrice femminista dal nome evocativo di Kali for Women, e che Urvashi Butalia ne era stata la fondatrice tre anni prima, con l’aiuto dell’amica Ritu Menon. Kali nel pantheon indiano è una divinità potente, vincente, che distrugge l’ignoranza, ma anche terrificante, vendicativa se serve. Quelle donne avevano un bisogno, da affermare con urgenza: dare alle loro figlie (e certo anche ai figli, ma in seconda battuta) un vademecum che le informasse sull’universo tabù della sessualità, velato da una cortina di ferro di pregiudizi tradizionali, ignoranza atavica, maschilismo radicato. Un vero e proprio manuale di educazione sessuale. Illustrato a mano, perché non vi fosse alcun fraintendimento. E in hindi, ovviamente, perché nessuna di loro parlava l’inglese, né tanto meno era a conoscenza della Bibbia americana degli anni Settanta, Our Body, Ourselves.

Il garage della dea hindu
Urvashi Butalia aveva concepito l’idea di una casa editrice femminista indiana a Delhi, ma a Londra aveva vinto una borsa di studio per sviluppare il progetto. «Non parlavo d’altro, i miei colleghi non ne potevano più di ascoltarmi. Una sera, davanti a una birra, mi chiesero se almeno avessi in mente un nome.
From/Da:  http://italia.attac.org/spip/

La walmartizzazione dell’agricoltura indiana

di Vandana Shiva

Pubblicato domenica 3 Agosto 2008

La walmartizzazione dell’ agricoltura indiana

Wal Mart è in attesa di assumere il controllo dell’intero comparto della vendita al dettaglio in India, che offre impiego al più alto numero di persone dopo il settore agricolo. Infatti, nel contesto della crisi agraria causata dalla liberalizzazione del commercio determinata dal WTO, la vendita al dettaglio rappresenta per l’occupazione l’ ultima risorsa. Wal Mart è il leader mondiale nel mercato della vendita al dettaglio. Nel rapporto intitolato "Oligopoly Inc." del 2005" , redatto da ETC Group viene indicato come la sua posizione di mercato consolidata, la sua strategia basata su di una concorrenza molto aggressiva e l’espansione globale massiccia rappresentano le forze motrici nel settore alimentare della vendita al dettaglio. Nel 2004, le prime dieci catene mondiali di rivenditori nel settore alimentare hanno fatto registrare complessivamente un volume di vendite di 840 miliardi di USD, pari al 24% del mercato globale valutato 3.5 i trilioni di USD. Esso ammontava 513.7 miliardi di USD nel 2001. Se Wal-Mart ed altre catene di rivenditori globali riusciranno a entrare nel mercato indiano, significherà il fallimento per tutti i piccoli rivenditori e coltivatori del Paese. La tabella nella parte inferiore fornisce il fatturato del comparto della rivendita al dettaglio nel settore alimentare al livello mondiale. Questi rivenditori stanno cambiando i supermercati in " hypermarkets". La crescita esplosiva di questi giganti del commercio dei generi alimentari è prevista in Asia e in America Latina. Le previsioni affermano che l’Asia rappresenterà nel 2020 una quota pari al 41% del mercato globale della rivendita al dettaglio. Secondo IGD, una società di ricerche di mercato con sede in Gran-Bretagna, l’India diventerà il quarto leader mondiale nel mercato della rivendita delle spezie entro 2020. Wal Mart ha già annunciato che sta cercando di entrare rapidamente in India. Le multinazionali della rivendita di alimenti come Wal Mart dispongono di un potere economico e commerciale straordinario. Secondo la ETC " questi grandi gruppi decidono da dove e da chi debba essere prodotta trasformata e consegnata una parte consistente del mercato alimentare mondiale. Così Wal Mart riceve gran parte dei suoi prodotti da fabbriche situate in Cina, paese in cui sono localizzate l’80% delle 6000 fabbriche che la riforniscono. L’organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura ha messo in guardia sul fatto che il potere dei supermercati globali ha prodotto delle catene di rifornimento consolidate in cui i compratori a causa di un piccolo numero di grandi imprese di trasformazione degli alimenti e in conseguenza dell’aumento del potere di un ristretto numero di rivenditori sono costretti ad accettare determinati prezzi e prefissati programmi di consegna. Gli ipermercati annullano la diversità, la qualità ed il gusto dei cibi e le sostituiscono con l’uniformità, la quantità e l’aspetto esteriore. Come racconta Tobias Reichart : " per garantire una consegna puntuale a numerosi centri di rivendita, i grandi gruppi come Wal Mart preferiscono comprare elevati volumi di prodotti tutti dotati di caratteristiche uniformi da un numero limitato di fornitori. I contratti sono spesso redatti in modo da consentire ai rivenditori di riassortire in breve tempo le dotazioni di merce, di rifiutare quei prodotti che non corrispondono alle caratteristiche prefissate, di pagare la merce diversi mesi dopo la loro consegna, in definitiva trasformare in profitto il trasferimento del rischio di impresa a carico dei fornitori e dei coltivatori. In Kenia da quando le catene di rivenditori hanno cominciato ad influenzare sia i produttori che i distributori del comparto alimentare, la percentuale dei piccoli contadini impegnati nell’export di prodotti ortofrutticoli sono diminuiti dal 70% al 18% nel 1990, mentre le grandi aziende agricole e le imprese di export rappresentano con la loro propria produzione più dell’ 80% del mercato. Il profilo del comparto indiano della vendita al dettaglio con la sua caratteristica della presenza preponderante dei piccoli lavoratori-imprenditori è una conseguenza diretta della nostra incapacità di fornire una attività remunerata a quei milioni di lavoratori che si uniscono ogni anno alla massa della forza lavoro. In base agli ultimi calcoli questi ammontano ad oltre 45 milioni. Questi non sono solo " mamma e papà" , come i vicini del negozio di Kirana. Per ciascuno di loro, ci sono dozzine di facchini e di venditori ambulanti con poco più di un mucchio di verdure o di frutta come investimento per la loro sopravvivenza. (Guruswamy, 2006) Il comparto alimentare rappresenta oltre il 14 per cento di tutto il commercio al dettaglio e la maggior parte dei nostri piccoli rivenditori sono impiegati in questo sotto segmento. E’ importante ricordarsi che la maggior parte di loro sono in questo commercio per necessità e non per scelta. Un’inchiesta condotta dalla commissione per la concorrenza del governo britannico ha identificato 27 pratiche adottate dai supermercati e contrarie all’interesse pubblico. La Commissione ha inoltre scoperto un genere di vendita adottata normalmente da tutti i principali rivenditori che consiste nel praticare un prezzo al di sotto del costo del prodotto, una pratica seguita dai rivenditori chiamata vendita a prezzo flessibile . Essa ha prodotto dei margini negativi per i fornitori. I margini operativi medi erano dell’ordine del 2-4%. Con l’espansione globale, la posizione dell’ India’ all’interno del WTO favorevole alle liberalizzazioni dei servizi ha consentito di fare osservare bene la walmartizzazione dell’agricoltura. La conseguenza sarà l’espulsione di numerosi coltivatori dalla terra, o il loro indebitamento e quindi il loro suicidio. L’ Iniziativa "USA-India sulla conoscenza nel settore agricolo" è stata organizzata da Monsanto e da Wal Mart. Si tratta della molto dibattuta Seconda Rivoluzione Verde destinata ad insidiare le esistenze dei nostri contadini e la nostra sovranità alimentare. E produrrà il fallimento di milioni di individui le cui esistenze dipendono dalla piccola vendita al dettaglio. Il controllo completo del settore alimentare e di quello agricolo da parte delle multinazionali, a partire dal seme per arrivare alla vendita al dettaglio, è una ricetta che condurrà al disastro un contesto come il nostro caratterizzato da più di 650 milioni di coltivatori e di altri milioni di indiani impegnati nella vendita al dettaglio ad una scala molto piccola, dal " theli wala" che ci porta le verdure fino alla nostra porta di casa, alle donne che trasportano i cestini dei loro prodotti per venderli direttamente ai consumatori. La walmartizzazione dell’agricoltura Indiana genererà una maggiore povertà per la nostra gente. Inoltre lascerà l’India più povera dal punto di vista culturale e del livello di civiltà, dove sulle nostre strade il libero scambio prenderà il posto della vendita diretta e dei nostri haats e bazar. I negozi a scatola e gli ipermercati priveranno l’India delle sue diversità e decentralizzeranno l’economia, che rappresenta la fonte della nostra resilienza e della ricchezza reale della gente. (Shiva, 2006) Anche prima della firma sull’accordo di cooperazione tecnica, i rapporti sui bisogni, hanno messo in luce come due delle principali multinazionali americane, Monsanto e Wal Mart hanno affermato di non essere interessate alla ricerca e allo sviluppo in India bensì all’incremento delle opportunità di commercio che l’India offre.

Le 10 principali multinazionali della vendita al dettaglio

Società/ Fatturato 2004/ Quota di mercato

1) Wal Mart (US) $ 287,989 8% 2) Carrefour (F) 99,119 3% 3) Metro AG (D) 76,942 2% 4) Ahold (NL) 70,439 2% 5) Tesco (UK) 65,175 2% 6) Kroger (US) 56,434 2% 7) Costco (US) 52,935 2% 8) ITM enterprise (F) 51,800 1% 9) Albertson’s (US) 39,897 1% 10) Edeka Zentrale (D) 39,100 1%

(Shiva 2006)

traduzione di claudio meloni www.claudiomeloni.splinder.com


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Segnalato da Aristotele

 

Punto Informatico, l'evoluzione della rete

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