Sistemi / Systems    


INIZIATIVE / EVENTS:         

 

 

 

Master Triennale

Il cambiamento nei contesti non clinici:

teoria e tecniche

Counselling professionale sistemico costruzionista

Sedi: Milano e Cagliari

   

Centro Panta Rei S.r.l.

Formazione e Consulenza per

                                                                                   l’Individuo e i Sistemi Umani

                                                                                                                                                                                          

Il counselling sistemico-costruzionista utilizza la teoria dei sistemi umani e della comunicazione, focalizzando l'intervento sulle connessioni

tra i diversi sistemi coinvolti facilitando la pratica anche nei contesti complessi. Esso è: un atteggiamento nella relazione, orientato a

costruire conoscenza ed empatia; una competenza sulle relazioni, per formulare ipotesi sui processi relazionali;

una strategia per il cambiamento, cioè competenza tecnica per favorire processi di trasformazione.

 

I corsi iniziano nel mese di gennaio. La richiesta corredata di curriculum vitae dettagliato dovrà pervenire ai seguenti recapiti:

Centro Panta Rei S.r.l.

Via G. Omboni 7

Milano

 

Tel/fax: 0229523799

 E-mail:

www.centropantarei.it

pantarei@centropantarei.it

 

 

 

 

 

SEZIONE COUNSELLING SISTEMICO-RELAZIONALE

 

"Sportello di Counselling"

Il Centro Padovano di Terapia della Famiglia, fondato a Padova nel 1984 dal dott. Andrea Mosconi e dal dott. Pio Peruzzi, ha, tra le proprie finalità, l’introduzione e lo sviluppo dell’ottica sistemica nei contesti sanitari e in quelli sociali.

Lo specifico interesse della teoria sistemica riguarda lo studio dell’individuo inserito nella rete delle sue relazioni più significative, familiari e sociali; per tale motivo, l’approccio sistemico si è dimostrato particolarmente adatto a guidare gli interventi nei contesti in cui sono centrali le relazioni.

Il Centro Padovano di Terapia della Famiglia, ha applicato l’ottica sistemica agli ambiti psico-sociali, attivando interventi di Counselling.

Il Counselling si propone di attivare, nei singoli e nelle organizzazioni, processi di cambiamento e ha il compito di aiutare il ‘cliente’ ad ampliare il proprio orizzonte e le proprie possibilità di scelta, mediante l’uso della comunicazione consapevole.

Il Centro Padovano di Terapia della Famiglia, all’interno della Sessione di Counselling che prevede ambiti di formazione e di intervento ed è associato alla Società Italiana di Counselling Sistemico (SICIS) e al Comitato Nazionale Counsellor Professionale (CNCP), ha attivato uno ‘sportello’ di Counselling psicologico, familiare, scolastico, psico-sociale ed interculturale.

Lo ‘sportello’, aperto nel pomeriggio di ogni venerdì, è rivolto a tutti coloro (individui, coppie, famiglie, e gruppi di operatori) che si trovano a porre una richiesta di aiuto suscitata da un disagio esistenziale e/o relazionale.

Lo Staff di Counsellors è composto dal dott. Igino Bozzetto, psicologo, psicoterapeuta, formatore SICIS, coordinatore della Sezione di Counselling del Centro Padovano di Terapia della Famiglia, dal dott. Lorenzo Gallo, psicologo, psicoterapeuta, formatore SICIS, dalla dott. Marta Michelotto, psicopedagogista, esperta interculturale.

Per accedere al Servizio, è necessario contattare la Segreteria del Centro Padovano di Terapia della Famiglia telefonando il martedì o il giovedì pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 18 al numero: 049/8763778 o mandando un’e-mail al seguente indirizzo: info@cptf.org 

 

 

Panta Rei

Scuola di Counselling

Il cambiamento nei contesti non clinici: teoria e tecniche.

Titolo:
Master in counselling professionale ad indirizzo sistemico-costruzionista.

Indirizzo:
Muovendoci in una prospettiva sistemica e socio-costruzionista, pensiamo che ogni persona dia senso alla propria esperienza e agisca nelle relazioni con gli altri a partire da un insieme di premesse e credenze personali che derivano dalla sua specifica posizione nella situazione interattiva, dalle esperienze vissute precedentemente all'interazione data o da quelle che vive nei propri rapporti con gli altri. L’appartenenza ad uno specifico sistema di relazioni si connette al sistema di significati che il soggetto usa per leggere la sua posizione nel sistema e per costruire la posizione stessa, le sue rappresentazioni vengono ad esprimere l'esperienza specifica nel sistema di relazioni. In questa prospettiva il Centro Panta Rei sviluppa da anni il proprio interesse sulla differenza tra terapia, intesa come specifico formato relazionale, e terapeuticità, intesa come possibile effetto della relazione. Differenti sono i contesti nei quali l'intervento dello specialista è comunque orientato a costruire insieme ai clienti\utenti trasformazioni e cambiamenti. Consideriamo il counselling sistemico e costruzionista uno degli strumenti per operare nella direzione della terapeuticità. Il counselling sistemico-costruzionista utilizza la teoria dei sistemi umani e gli studi sugli eventi comunicativi, focalizzando l’intervento del counsellor sulle connessioni tra i diversi sistemi (familiare, lavorativo, affettivo, istituzionale, di cura, ecc.) coinvolti nel problema che il cliente propone, facilitando la pratica anche nei contesti complessi. Esso è dunque:
·    un atteggiamento nella relazione, orientato a costruire conoscenza ed empatia
·    una competenza sulle relazioni, per formulare ipotesi sui processi relazionali
·    una strategia per il cambiamento, cioè competenza tecnica per favorire processi di trasformazione

Struttura sede di Milano:

Prima e seconda annualità (380 ore)
80 ore di unità formativa gruppo di apprendimento: teoria, tecniche, supervisione e sviluppo personale
20 ore unità formativa full immersion: sviluppo personale e tecniche
40 ore unità formativa seminari: teoria, tecniche, temi di approfondimento specialistico
50 ore tirocinio: esperienze guidate, osservazione di counselling, esercitazioni, home works, attività redazionale, affiancamento nella conduzione di colloqui di counselling
Terza annualità (70 ore)
24 ore di unità formativa gruppo di apprendimento
16 ore unità formativa seminari
30 ore tirocinio: accompagnamento alla tesi

Struttura sede di Cagliari:

Il corso è suddiviso in tre annualità di 150 ore ciascuna.
Ogni annualità si svolgerà in otto incontri a cadenza circa mensile che si terranno il venerdì dalle 15.00 alle 20.00 ed il sabato dalle 9.00 alle 19.00 per un totale di 15 ore per incontro. Le restanti 30 ore faranno parte del tirocinio organizzato ad personam


Materie:

Primo anno:
·    psicologia generale
·    epistemologia sistemica
·    aspetti generali dell’apprendimento
·    teorie e tecniche della comunicazione: dalla pragmatica al narrativismo
·    comportamento dell’individuo nei vari contesti sociali
·    teoria e tecniche del colloquio di counselling
·    psicologia dinamica
·    sistemi comunicativi umani
·    la famiglia come sistema: miti, ciclo vitale, genogramma

Secondo anno:
·    teoria e tecniche della costruzione del cambiamento
·    il colloquio di counselling: individuale, di coppia, familiare, con bambini, ecc
·    i contesti del counselling
·    comportamento all’interno di gruppi diversamente costituiti
·    iter di sviluppo personale individuale e\o di gruppo
·    altravisione
·    diritto e legislazione

Terzo anno:
·    fondamenti di etica e deontologia professionale
·    supervisione didattica e professionale
·    psicopatologia: gli indicatori di sofferenza

Programma:

Primo anno:

Accoglienza, costruzione del gruppo d’apprendimento e definizione del contratto formativo
Epistemologia sistemica
La pragmatica della comunicazione umana
Il pensiero di Bateson
La cibernetica di secondo ordine: dalla teoria dell’osservatore al costruzionismo sociale
La teoria del CMM
Ipotizzazione
Circolarità\Neutralità\Curiosità
Strategizing
I tempi del tempo
Inviante\Facilitatore dell’incontro
L’intervista per interventi: le idee di Tomm
Differenze tra counselling ed altre relazioni d’aiuto
Psicopatologia\diagnosi 1: normalità e patologia nei sistemi
Supervisione didattica

Secondo anno:

Dall’osservazione alla spiegazione secondo Keeney
L’Altravisione come postura cognitiva
Famiglie: ciclo vitale, mito, cambiamento
Differenze nella conduzione del colloquio: individuale, coppia, familiare, in presenza di bambini e adolescenti
Psicopatologia\diagnosi 2: indicatori di sofferenza dell’individuo
Il pensiero di M. White
Lavorare in gruppo: la buona équipe
Sistemi umani come sistemi linguistici
Tecniche di colloquio per il cambiamento:
·    Interventi gestaltici su spazio e posizioni
·    Presentificazione di assenti
·    Scrivere lettere
·    Hopes and dreams
·    Personaggi in cerca d'autore: storie possibili
·    Self-characterization\Family characterization
·    Uso delle fotografie
·    Altravisione\altraposizione
·    Domande riflessive
·    Domande dal punto di vista dell'osservatore
·    Esteriorizzazione del problema(M. White)
·    Descrivere il futuro auspicato
·    Uso del tempo
·    Connotazione positiva
·    Prescrizioni comportamentali
·    Metacomunicazioni sul processo
·    Far esplicitare il non detto
·    Metafora\Parole chiave
Supervisione didattica e professionale

Terzo anno

Supervisione professionale
I contesti del counselling
Codice deontologico
L’arte di comunicare: il modello della SICIS
Rollo May sul counselling: le radici del counselling

Laboratori\residenziale:

Genogramma
Autobiografia
Stili di comunicazione personale
Lutto
La cibernetica dei pregiudizi
Immaginare altre storie: la costruzione del possibile

Tirocinio:

osservazione di colloqui di counselling e di altre relazioni d’aiuto
partecipazione ai laboratori
osservazione di percorsi formativi
partecipazione a gruppi di altravisione
altre iniziative
Metodologia

Il processo formativo si avvale di diversi strumenti didattici: apprendimento in gruppo con role playing, visione di film, visione di videotape, videoregistrazione delle simulate, supervisione, seminari frontali, home works, stesura di relazioni, presentazioni di articoli, tirocinio guidato, ecc.



Docenti:

Antonio M. Caruso (direttore responsabile)
psicologo e psicoterapeuta, esperto in counselling psicologico, sessuologia e psicologia
della riabilitazione psichiatrica (Ordine degli PsicologiLombardo); didatta presso la Scuola di Psicoterapia del Centro Milanese di Terapia Familiare, psicologo ambulatoriale presso l’Unità di Psichiatria dell’Azienda Ospedale Civile di Vimercate-Presidio Sesto S. Giovanni, membro dell’International Family Therapy Association.

Isabella Gandini
psicologa e psicoterapeuta, coordinatrice del Centro di Counselling "Progetto Sestante" di Sesto San Giovanni, attività di Altravisione e Supervisione per: educatori, psicologi, pedagogisti, psicoterapeuti presso il centro Panta Rei e il comune di Saronno, formatrice per corsi di aggiornamento, attività di counselling.

Enrico Cazzaniga
psicologo e psicoterapeuta, attività di formazione per ABIO, VIDAS, ANLAIDS, Centro PANTA REI, consulente presso VIDAS, ANLAIDS, supervisore di gruppi di volontariato, allievo didatta del Centro Milanese di Terapia della Famiglia.

Tra i docenti impegnati in questi anni nei seminari figurano tra gli altri:

Pietro Barbetta,sociologo e psicoterapeuta, Università di Bergamo
Giorgio Bert, medico, Istituto Change-Torino
Paolo Bertrando, psichiatra-psicoterapeuta, didatta del CMTF
Luigi Boscolo, co-direttore Centro Milanese di Terapia della Famiglia (CMTF)
Gianfranco Cecchin, co-direttore Centro Milanese di Terapia della Famiglia
Laura Formenti, psicologa-psicoterapeuta, Università Statale Bicocca Milano
Barbara Frapolli, psicologa-psicoterapeuta, ambulatoriale c\o ASL Tradate, staff Centro Panta Rei
Laura Fruggeri, co-direttore Scuola di Psicoterapia Sistemica di Bologna, docente Università di Parma
Dario Gambarana, psicologo-psicoterapeuta cognitivista
Gabriela Gaspari, psicologa-psicoterapeuta, didatta del Centro Milanese di Terapia della Famiglia
Laura Gatelli, psicologa-counsellor, staff Centro Panta Rei
Giusy Parisi, responsabile Servizio Sociale, ASL Reggio Emilia
Silvana Quadrino, psicologa e psicoterapeuta, SICIS-Change Torino
Paolo Sacchetti, psicologo-psicoterapeuta, Università di Parma
Piero Sannasardo, psichiatra-psicoterapeuta, ASL Palermo, direttore Centro Siciliano di Terapia della Famiglia.




Riconoscimenti e accreditamenti:

Accreditamenti e riconoscimenti del Centro Panta Rei e della Scuola di Counselling

Centro Panta Rei riconosciuto come provider di formazione per l’Educazione Continua in Medicina dal Ministero della Salute

Centro Panta Rei abilitato dalla Regione Lombardia, Provincia di Varese, Provincia di Milano come operatore per erogare voucher specialistici di counselling orientativo per Dispositivo Multimisura per l’anno 2003

Scuola di Counselling del Centro Panta Rei accreditata come master nell’area del counselling dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia, permette agli psicologi l’iscrizione con qualifica di esperti in counselling psicologico

Scuola di Counselling del Centro Panta Rei accreditata dalla Società Italiana di Counseling

Scuola di Counselling del Centro Panta Rei accreditata dalla Società Italiana di Counselling ad Indirizzo Sistemico

Centro Panta Rei iscritto nell’Albo dei fornitori di formazione della Provincia di Milano
Centro Panta Rei già iscritto nell’Albo dei fornitori di formazione della Provincia di Varese

Requisiti d’accesso:

Sono considerati titoli preferenziali le lauree, i diplomi universitari, i titoli affini e la pratica professionale negli ambiti psicologico (50% dei posti riservati), educativo, sanitario, sociale, della comunicazione, dell’organizzazione, della formazione. Coloro che sono in fase di acquisizione di tali titoli possono iscriversi ma possono sostenere l’esame di master solo a titolo acquisito.

 

 

 

                        SEZIONE COUNSELLING SISTEMICO-RELAZIONALE

 

 

IL COUNSELLING E LA MEDIAZIONE

IN AMBITO INTERCULTURALE

16-17-23-24 APRILE 2004

dalle ore 9,30 alle ore 17,30

 

 

invito alla curiosità,

     come interesse al mondo dell’altro   

Gianfranco Cecchin

 

 

Ogni individuo costruisce la propria identità attraverso un’articolata e complessa rete d’interazioni, scambi relazionali, attribuzioni di significati, che lo fanno appartenere a quella specifica comunità.

Nell’esperienza della migrazione, frequentemente accade che l’individuo, sradicato dall’intreccio relazionale fatto di tradizioni e solidarietà e costretto ad affrontare altri tipi di contesti, corra il rischio di dover ridefinire anche la propria identità.

Da qui la necessità di riflettere sulle pratiche di chi è deputato o s’impegna  volontariamente a sostenere la condizione dei migranti.

Sono molte le discipline - psicologia, discipline antropologiche, scienze sociali - che contemplano riflessioni sul tema del ruolo costitutivo   della cultura nella “costruzione” degli esseri umani.

Partendo da presupposti teorici differenti e muovendosi su terreni non del tutto coincidenti, si rifletterà sull’incidenza delle particolarità culturali e sui processi e strumenti di mediazione nella relazione  con  individui e  famiglie investite dai processi migratori.

 

Il modulo è rivolto a tutti coloro che vogliano approfondire i concetti di interculturalità e mediazione trasponendoli nei diversi contesti sociali, scolastici e sanitari, di applicabilità del Counselling.

        PROGRAMMA:

 

venerdì 16 aprile 2004

Primo incontro: Dott. Marta Michelotto

               COUNSELLIG E INTERCULTURA:TECNICHE E STRUMENTI

 

sabato 17 aprile 2004

Secondo incontro: Dott. Anna Casella Paltrinieri

LA LENTE ANTROPOLOGICA E L’INTERCULTURALITÀ

 

venerdì 23 aprile 2004

Terzo incontro: Dott. Igino Bozzetto

LA MEDIAZIONE IN OTTICA SOCIOCOSTRUZIONISTA

 

sabato 24 aprile 2004

Quarto incontro:   Dott. Mauro Gonzo

AMBITI DI APPLICAZIONE: SERVIZI E PROGETTI

 

 

 

 

Il modulo fa parte del percorso formativo per il conseguimento dei titoli professionali di Counselling riconosciuti dalla Società Italiana di Counselling Sistemico (SICIS) e dalla Società italiana di  Counsellig (SICo).

Le 40 ore del modulo costituiscono credito formativo all’interno di tale percorso.

 

Iscrizioni: Presso la Sede del Centro Padovano di Terapia della Famiglia

Via Martiri della Libertà n.1, 35137 Padova.

tel. e fax: 049-8763778          

e-mail: info@cptf.org              

sito web: www.cptf.org

 

Costo:  €. 200,00   + Iva 20% €. 40,00 = €. 240,00 per l’intero modulo. Il costo per la partecipazione ad una singola giornata è di €. 55,00  + Iva 20% €. 11,00 = €. 66,00

            

Responsabili scientifici e della didattica del CPTF: dott. Andrea Mosconi e dott. Pio Peruzzi

Responsabile della Sezione di Counselling Sistemico: dott. Pio Peruzzi

Coordinatore della Sezione di Counselling Sistemico: dott. Igino Bozzetto

 

RELATORI:

 

Igino Bozzetto: psicologo, psicoterapeuta, didatta del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, coordinatore della Sezione di Counselling Sistemico del Centro Padovano di Terapia della Famiglia, formatore SICIS, redattore della rivista Connessioni, consulente del Centro Tutela Minori del Comune di Vicenza, dove sta conducendo la ricerca sui minori stranieri in affido familiare.

 

Mauro Gonzo: psicologo, psicoterapeuta, coordinatore dell’équipe del Consultorio Familiare di Arzignano (VI), responsabile per l’USSL 5 del Servizio di Mediazione Culturale e dei Progetti sull’Immigrazione e l’Interculturalità in ambito sanitario e scolastico.

 

Marta Michelotto: laureata in pedagogia, consulente familiare sistemico-relazionale, esperta sui temi dell’interculturalità, dal 1992 al 1999 ha promosso e coordinato  diversi progetti psico-socio-educativi in Ecuador. Si occupa di progettazione e formazione in ambito sociale ed educativo rispetto alle problematiche connesse al fenomeno dell’immigrazione e dell’interculturalità. 

 

Anna Casella Paltrinieri: ricercatrice presso L’Istituto di Etno-Antropologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Insegna Antropologia Culturale alla Facoltà di Scienze della Formazione nella sede di Brescia. Ha condotto ricerche in Italia, Africa, Oceania, America Latina e Canada, interessandosi principalmente di questione femminile, antropologia urbana, e problemi dello sviluppo.

 

 

 

 

1°annuncio

2° Convegno Europeo Di Psicoterapia Breve Strategica e Sistemica

I Modelli Europei Della Terapia Breve

 “La migliore formazione per la migliore pratica della psicoterapia”

 

9 - 10 -11 -12 -13  Novembre 2005    

Arezzo, Italy

 


Cari colleghi e amici,

 

è con grande piacere che Vi invitiamo a partecipare al 2° Convegno Europeo - I modelli europei della terapia breve strategica e sistemica - “La migliore formazione per la migliore pratica della psicoterapia”.

Il successo del 1° Convegno Europeo “Guardare al passato per vedere il futuro”, svoltosi nel Novembre 2003, ha visto giungere ad Arezzo colleghi provenienti non solo dall’Europa, ma da tutto il mondo.

La sua organizzazione era basata sul modello di presentazioni “spot”, al fine di prospettare un’immagine più vasta e variegata possibile della pratica della psicoterapia breve strategica e sistemica.

 Il 2° appuntamento vuole essere un momento di dettagliato approfondimento delle più evolute tecniche terapeutiche. Pertanto, il congresso sarà suddiviso in simposi e workshop, che vedranno la presentazione approfondita di quei metodi di intervento risultati essere più efficaci ed efficienti da parte dei loro massimi esperti o creatori.

 

Ogni giornata avrà una macro tematica:

 

9 Novembre 2005 - 1° giorno: la tecnica

 

10 Novembre 2005 - 2° giorno: il linguaggio

 

11 Novembre 2005 - 3° giorno: la relazione

 

All’interno di queste macro tematiche, verranno presentate specifiche modalità di intervento per le differenti forme di patologia e per le diverse tipologie di paziente. Così come saranno esposti i criteri per valutare quando, ai fini terapeutici, è più importante enfatizzare l’uno o l’altro delle tre componenti nell’interazione tra terapeuta e paziente.

 

12 Novembre 2005 - 4° giorno sarà dedicato alle comunicazioni;

si invitano i colleghi che volessero presentare il loro lavoro ad inviare abstract predisposti come indicato nell’allegato di riferimento, per la selezione del comitato scientifico.

 

13 Novembre 2005 -  il 5° giorno sarà organizzato a workshop paralleli;

i colleghi interessati a proporre un workshop sono invitati a mandare un dettagliato programma ed un abstract di almeno 5 pagine.

 

 

Dott. Alexandre Rojas de Lima

Secretary of the Conference
"European Ways of Brief Strategic and Systemic Therapy"
Centro di Terapia Strategica
Arezzo Italia

tel. +39 0575 354853 - 350240
fax +39 0575 350277

email: ewbsst.conference@centroditerapiastrategica.org
www.centroditerapiastrategica.org 

 

 

 

 

 

 

Invito a Presentare Proposte

 

Il Comitato Scientifico apprezza l’invio di proposte (nel formato abstract) per tutte le seguenti categorie:

* 12 Novembre :  Comunicazioni (C)
* 13 Novembre :  Workshop (W)

 

Linee Guida per le Proposte

Il Comitato Scientifico accetterà solo gli abstract presentati sia tramite e-mail che per posta ordinaria (solo in floppy disk o CD Rom). Nessuna proposta sarà accettata se spedita via fax o comunque se non in accordo con le linee guida esposte in questa sezione.

 

Gli abstract dovranno essere spediti con la scheda d’iscrizione e il relativo modulo (vedi sotto). 

 

Vi ricordiamo inoltre che l’approvazione dei lavori è sottoposta ad una tassa d’iscrizione, che dovrà essere spedita insieme all’abstract, alla scheda d’iscrizione e all’apposito modulo per l’abstract.

 

Se voleste iscrivervi esclusivamente per partecipare alla conferenza, basterà compilare la scheda d’iscrizione (e non il modulo per l’abstract).

Per facilitare le operazioni di pubblicazione, si consiglia l’Autore di seguire le seguenti indicazioni:

 

* Il testo non deve superare una pagina in formato A4 (non più di 2000 battute)
* Formato di Scrittura: MS Word 2000 o versioni precedenti; salvando in formato rtf.
* Lasciare un margine di pagina di 2,5 cm. (alto, basso, sinistra, destra)
* Formato: Verdana, 11 pt., interlinea singola
* Allineamento testo: giustificato
* Usare il tasto “Enter” solo per cambiare paragrafo
* Non usare nessun particolare effetto di testo  (es. scintillio)
* Posizionare al centro solo il titolo del lavoro (in maiuscolo)
* Lasciare uno spazio tra il titolo e il nome
* Nome e Cognome scritti per intero, in grassetto, nel lato sinistro e sotto il titolo
* Aggiungere il Nome dell’Ente/Società di apparteneza in corsivo e senza l’indirizzo
* Lasciare due spazi tra il nome dell’Ente/Società e l’inizio del testo
* Seguire le norme APA per lo stile della bibliografia

* Si prega di Non inserire grafici o immagini

 

 

 

 

 


Il Comitato Scientifico si riserva il diritto di passare in rassegna l’argomento o la categoria specificata dall’autore, onde ritenuto necessario.      

 


Scheda d’Iscrizione
(Per i partecipanti alla Conferenza)

Cognome:_________________________________________

Nome:____________________________________________

Indirizzo e-mail :_____________________________________

Indirizzo Completo:__________________________________
_________________________________________________
_________________________________________________

Ente/Società di appartenenza:_________________________________________

Tel. n°:___________________________________________

 



Formato Abstract
(Per i partecipanti alla Conferenza che hanno spedito un abstract)

 

Titolo della proposta:______________________________________

Autore(i):________________________________________

Categoria di Presentazione**: C W

Area Tematica***: 1 2 3  

Categoria di pagamento e importo:____________________________

Data della domanda_________________

 


Il Termine ultimo per le proposte è: 10 ottobre 2005.

Nel caso si preferisca usare la posta ordinaria, le proposte devono essere spedite al seguente indirizzo: 

Centro Terapia Strategica
Piazza S. Agostino, 11
52100 Arezzo (Italy)

Tel.  +39 0575 350240 - 354853
Fax +39 0575 350277

Nel caso si preferisca invece usare l’e-mail le proposte devono essere spedite all’indirizzo ufficiale:

ewbsst.conference@centroditerapiastrategica.org

 

Il Comitato Scientifico valuterà gli abstract selezionando i migliori, per poterli poi pubblicare nella Rivista del Network tradotta nelle lingue più importanti.

 

 

 

Il Comitato Scientifico è composto da:

Paul Watzlawick, Mony Elkaim, Teresa Garcia, Stefan Geyerhofer, Camillo Loriedo, Enrico Molinari, Giorgio Nardone, Pio E. Ricci Bitti, Alessandro Salvini, Gunther Schmidt, Saulo Sirigatti, Ray Wendel, Jean J. Wittezaele.

___________________________________________________

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                             

 

 

GOBIERNO DE LA CIUDAD DE BUENOS AIRES
HOSPITAL BRAULIO A. MOYANO

CeTEF - CENTRO de TERAPIAS con ENFOQUE FAMILIAR

TERAPIA FAMILIAR

Curso de Actualización 2004.                      No arancelado.


Docentes:  Lic Irene Loyácono y Equipo
Lic María Alemán, Lic Ma Elcira Mallea, Lic Graciela Rozas


Martes de 12.30 a 13.40 hs   13, 20 y 27 de Abril y  4 de Mayo

en Aula de Consultorios Externos - Hosp Moyano


Para Profesionales.   Se otorgan certificados oficiales.



TEMAS

1. DISTRATO EN LA PAREJA, formas invisibilizadas de violencia

2. FAMILIAS ADOPTIVAS, fantasías, mitos y temores.

3. DESARROLLO TEMPRANO, nuevos hallazgos.

4. CUESTIONES DE ÉTICA, en el vínculo terapéutico hoy.

 

Fundamentación:  En estos tiempos turbulentos, el oficio de psicoterapeuta requiere una permanente revisión y puesta al día de las teorías y las técnicas empleadas.  El Curso articula marcos teóricos múltiples para la lectura de problemáticas y para la intervención terapéutica (Psicoanálisis, Teoría Sistémica, Cognitivismo, Construccionismo, Perspectiva de Género).


Informes e Inscripción:

moyano@comnet.com.ar      o       cetef@bpg.com.ar

Hosp Moyano:  Brandsen 2570  Bs As      

Docencia e Investigación  lu a vie de 9 a 13,30 hs  

Tel: 4301-3655/59 Int 251  

www.moyano.org.ar

 

 

"Trabajar de abuela" a tiempo completo, o aún parcial­mente, resulta una actividad peligrosa para la salud, pro­duce estrés y puede aumentar 55 por ciento el riesgo de infarto, afirma una investigación de la Universidad de Harvard. Cable de ANSA 26/12/03 

 

Ser abuela hoy.  ¿Saludable o insalubre?

Lic. Irene Loyácono *  para La Nación

Lo primero que habría que señalar es que "abuela" no es el nombre de un único tipo de persona. 

Las diferencias se multiplican si consideramos las diferentes clases sociales pero mirando sólo las clases medias urbanas encontraremos abuelas jóvenes y abuelas ancianas, abuelas amorosas y antipáticas, sanas y achacosas, activas y retiradas, empleadas y ociosas, abuelas encantadas de serlo y abuelas que lo detestan.

Lo que encuentro en común a todas estas abuelas es su pertenencia al género femenino, la posición en una serie generacional y un rol esperado de colaboración en la crianza de sus nietos suplementando a los padres  –cuando “la chica” faltó o la madre tiene un compromiso de trabajo fuera de hora o se casa una amiga el sábado a la noche, son situaciones excepcionales… y la abuela es primera candidata para acudir en auxilio.  

Pero últimamente en nuestro país aquejado de “crisis económica crónica”, ocurre con frecuencia creciente que la joven pareja sufra estrecheces económicas por dificultades de empleo  –también cuando se produce una separación conyugal.  El auxilio más a mano es otra vez la abuela, encarnando la solidaridad familiar muchas veces en contra de sus más íntimos deseos[1].   Otras veces, el diseño de familia de los jóvenes padres necesita a la abuela como protagonista central de la historia haciéndose cargo casi en exclusiva del cuidado de los niños.  Aquí tras los motivos económicos generalmente pueden detectarse también algunos motivos psicológicos y es probable que en estos arreglos sí se desarrollen los aspectos más insalubres del “trabajo de abuela”.  

En general hoy las abuelas de clases medias urbanas tienden a no ser lo que eran antes (por suerte para ellas).  La “liberación  femenina” y los avances de la medicina produjeron mujeres activas, con mucha vida propia todavía por vivir a la edad de ser abuelas.

Muchas de estas mujeres consideran cumplido su compromiso con la transmisión de la vida y no están disponibles para criar a sus nietos.  Algunas porque siguen ocupadas en sus trabajos, otras porque desean embarcarse en algún emprendimiento lucrativo y otras simplemente porque desean gozar de la mayor libertad que acompaña la partida de los hijos (la parte positiva del nido vacío). 

A las mujeres de este tipo, la propuesta de cuidar a sus nietos las pone en una situación muy incómoda:  no está bien visto (aún!) que una mujer no se entusiasme con la crianza, se sienten egoístas si retacean sus servicios pero también se sienten explotadas si acceden sin más a la demanda. 

Cuando la abuela comparte la vida de sus nietos un par de ratos por semana, la experiencia suele ser muy enriquecedora para ambos.  Los niños estimulan, renuevan, se despliegan ante nuestros ojos en un proceso que puede ser fascinante  –si no es abrumador.  A su vez, para los niños, el intercambio con otros adultos confiables, afectuosos y portadores de tradiciones e historias familiares es un nutriente muy interesante.

Es otra la cuestión, en cambio, cuando una gran parte de la tarea de crianza recae sobre la abuela.  Está absolutamente establecido, aunque no siempre reconocido, que criar niños es un trabajo pesado.  Cuando son pequeños, al requerir un constante estado de alerta en la cuidadora, su atención produce gran fatiga física y anímica.  Cuando son mayorcitos la fatiga proviene de los esfuerzos para sostener un control adulto responsable sobre prácticas de vida que se despliegan muchas veces en los márgenes del mundo conocido por la abuela.  Reemplazar a los padres durante largas jornadas no constituye por lo general una experiencia gratificante para las abuelas.

Es todo un tema en las terapias de este grupo de mujeres esclarecer lo que una abuela puede hacer en relación a la intensidad de su involucramiento en la crianza de sus nietos.  Se trata, otra vez, de encontrar alguna solución de compromiso entre sus derechos personales y las obligaciones/deseos de solidaridad con sus hijos/as.  En general no les es fácil.  A las mujeres les demanda mucho trabajo psíquico salir de la situación de entrampamiento en la mística femenina para construir una elección de acuerdo a sus valores, intereses, necesidades y deseos.  Pero aunque arduo, es un trabajo posible y vale la pena encararlo. 

Desde otra perspectiva, me interesa rescatar el hecho de que la ayuda de las abuelas siempre existió en las clases bajas y medias bajas.  Generalmente con rol de género en la tradición patriarcal, estas mujeres  –cuyo sentido de la vida se encontraba en el cuidado abnegado de otros–  estaban  ansiosas de recibir nietos que retrasaran el retiro forzoso a que las exponía el crecimiento de sus propios hijos. 

Más aún, en muchas zonas rurales de nuestras provincias, aún hoy el primer hijo es entregado a la madre como "ofrenda" que habilita a la hija para partir a hacer su vida de adulta. 

En las clases medias urbanas, con abuelas en rol de género tradicional, a veces es posible encontrar esta práctica estilizada y encubierta tras motivaciones económicas.  Son casos en que la joven madre estuvo intensamente apegada a su madre y el vínculo con su esposo no ha logrado sacarla lo suficiente de esa órbita como para terminar de constituir un nuevo núcleo familiar.  En estas constelaciones, la abuela suele seguir ostentando los emblemas del rol y la sabiduría maternales, permaneciendo la joven madre en rol de hija inmadura.  El aporte de la abuela resulta así imprescindible, rechazándose recursos de crianza alternativos que implicaren una mayor autonomía de la nueva familia.   No siempre estos arreglos resultan favorables para los niños involucrados debido a la confusión de roles (los abuelos vuelven a ser padres, los padres vuelven a ser hijos) que deja a los niños pendulando entre figuras adultas no pocas veces en pugna.  En general, la funcionalidad de esta dinámica depende del monto y calidad de los componentes narcisistas en juego.  

Por el lado de las jóvenes madres también hay algunos ingredientes a tener en cuenta que parecen estar más relacionados con una característica social de época que afecta su propia dinámica narcisista.  

Me refiero a lo que veo como las consecuencias del modelo de crianza predominante en las clases medias urbanas acomodadas durante las últimas décadas.  Estas clases produjeron  –o padecieron–  un modelo familiar que hipertrofió[2]  la satisfacción y el privilegio de los hijos, favoreciendo la aparición de lo que he llamado en otro lugar los ”niños tiranos”[3].  Estos hijos fueron llevados a creer que sus deseos podían ser órdenes legítimas y encuentran hoy muchas dificultades en crecer y asumir responsabilidades renunciando a sus privilegios infantiles. 

Es así que, con cierta frecuencia, encuentro madres jóvenes que intentan hacer su proyecto de familia contando con su madre como un apéndice propio, lo que desemboca muchas veces en pedidos y/o expectativas sobre la abuela que resultan abusivos.  Y la abuela post-tradicional necesitará todo su arte para neutralizar esta fantasía y reconducir la situación a sus dimensiones lógicas.

Parecería que algunas jóvenes madres reclaman para sí un rol de género actualizado pero son renuentes a conceder a sus madres el mismo derecho:  les cuesta aceptar que el tiempo  – la vida –  de su madre no les pertenece, se molestan si ésta les pone condiciones o les niega algún extra.  Y será necesario que la abuela argumente sólidamente sus razones si no desea quedar ubicada por la joven como una abuela egoísta, desamorada… y caprichosa, aunque no siempre lo logra.  

Otro tipo de constelación se organiza cuando las abuelas tienen un rol de género más actual y las madres jóvenes asumen más comprometidamente su rol adulto.  Es estos casos hay una mayor discriminación entre las personas de la abuela y de la madre, y las relaciones entre ellas son menos ambivalentes..  La joven madre se ocupa activamente de organizar dispositivos autónomos, pide sin imponer y agradece la colaboración que recibe.  En general, en este grupo las dos abuelas se turnan, buscando dar una mano sin quedar atrapadas a tiempo completo.  Las mujeres mayores valoran el libre uso de su tiempo no comprometido y son bastante estrictas en sus horarios: si la madre dice que pasará a buscar al nieto a las 19.30 hs la abuela espera que sea puntual y habrá reclamos si se retrasa sin motivo muy fundado  –aunque no siempre lo manifieste para no resultar excesivamente antipática.    

Como sucede en tantos ámbitos de la vida actual, hoy abuela se escribe en plural.  Y las mujeres pueden buscar entre diferentes modelos para construir su propio estilo de abuelidad, articulando el cuidado de sí y el de los nietos, en algún mix que le resulte conveniente.

 



Notas

[1]  Estas situaciones vuelven a poner sobre el tapete la vieja cuestión acerca de si la reproducción de sujetos sociales es una cuestión privada.  Aunque hay intervención estatal en muchos aspectos de la vida familiar, el tema del cuidado cotidiano de los niños sigue siendo un asunto privado, los arreglos necesarios corren por cuenta de cada uno… y terminan recargando la mochila de las mujeres (que son las que se ocupan desde antiguo de niños, enfermos y ancianos). 

Si bien resultaría lógico que la comunidad, la sociedad en su conjunto, asistiera al proceso de crianza de niños con subsidios, salario familiar lógico, guarderías gratuitas, etc. , en el mundo  –y en la Argentina del default con más énfasis–   el Estado de Bienestar a quien podíamos pedir estas funciones está en retirada, y va retaceando apoyos existentes más que incorporando nuevos.  Por ahora, y probablemente cada vez más, todo indica que los padres tendrán que arreglarse como puedan.

 

[2] A grandes rasgos, a esta hipertrofia contribuyeron por un lado la confusión generada por la pérdida del mundo ordenado de la modernidad, el hedonismo farandulero del menemismo y el endiosamiento de lo joven como ideal humano, y por otro una “Psicología Pop” que deformó frívolamente nociones y principios sacados de contexto.

 

[3]  “El consumo vuelve tiranos a los niños”.   La Nación 15/8/01.


CETEF   cetef@bpg.com.ar

Centro de Terapias con Enfoque Familiar 

 

 

   

 

  TERAPIA FAMILIAR SISTÉMICA

Curso Intensivo de

Dos Semanas en Castellano

26 de Julio al 6 de Agosto 2004

en el campus de la Universidad de Massachusetts,

Amherst, USA

CECCHIN - GENIJOVICH - HOFFMAN - PAKMAN - SLUZKI

  Oportunidad única para estudiar las bases conceptuales y las prácticas clínicas de la terapia familiar sistémica con un equipo docente del más alto nivel internacional, en un campus universitario excepcional, y en una región renombrada por su belleza natural.

    Durante la última década, las practicas sistémicas, sin haber abandonado sus raíces conceptuales, se han enriquecido sustancialmente con nuevos aportes, que incorporaron cuestiones de género, variables transculturales, equipos interdisciplinarios, aplicación a las prácticas de mediación e integración con la atención primaria de salud, tanto al ámbito público como al privado. Este curso intensivo incorpora todos esos cambios, haciendo una revisión panorámica de las corrientes centrales en terapia sistémica y profundizando en las prácticas constructivas y narrativas más recientes.

    El curso intensivo cubre una revisión de los fundamentos epistemológicos de las terapias sistémicas, la exploración de sus modelos y variables centrales, el análisis de las técnicas que caracterizan a la práctica de la terapia familiar, la terapia de red, las terapias breves y la consultoría e intervención en sistemas más amplios, así como el trabajo en equipos reflexivos.

    El programa incluye seminarios teóricos, grupos de discusión, práctica con entrevistas clínicas, discusión del estilo terapéutico y de proyectos de investigación de los participantes, micro-análisis de videos de terapia familiar, supervisión de casos clínicos, y conferencias de profesores invitados.

    El curso, dictado en castellano en el campus de la Universidad de Massachusetts, se desarrolla en dos semanas, del 26 de Julio al 6 de Agosto, 2004, con un programa diario que totaliza un mínimo de 70 horas de actividad docente.

EQUIPO DOCENTE

Dr. Gianfranco Cecchin, Director, Centro Milanés de Terapia de la Familia. Fundador de una de las escuelas centrales y autor de artículos seminales del pensamiento sistémico; miembro del Comité Editor de numerosas publicaciones en el campo de la terapia familiar. Conferencista y profesor invitado a múltiples programas, universidades y centros de atención en Europa, Norte y Sud América.

Lic. Ema Genijovich, Directora Docente, fundadora y miembro de la Comisión Directiva del Centro Minuchin para la Familia; docente afiliada del Centro de Familia del Centro Médico de la Universidad de New York; consultora para el desarrollo de programas y docencia del sistema escolar de New York; autora del manual de capacitación para la Corte Criminal de Justicia y de videos didácticos de Terapia Familiar. Docente invitada en Centros de Terapia Familiar y Universidades de Norte y Sud América y Europa.

Lic. Lynn Hoffman, Profesora Adjunta del Programa de Terapia Familiar y de Pareja, St. Joseph College, Connecticut. Fue docente del Instituto Ackerman de New York y profesora de la Escuela de Trabajo Social del Smith College, Massachusetts. Autora de Fundamentos dela Terapia Familiar, 1981 y de Terapia Familiar: Una Historia Íntima, 2002. Frecuente docente invitada a múltiples universidades y centros de terapia familar de Norte y Sud América y Europa

Dr. Marcelo Pakman, Director de los Servicios Psiquiátricos de Behavioral Health Network; Profesor de Medicina Familiar y Salud Comunitaria, Escuela de Medicina, Universidad de Massachusetts; Consultor de la Escuela de Trabajo Social del Instituto Politécnico de Hong-Kong. Miembro del Comité Editor de múltiples revistas en Norte y Sud América y Europa. Fue Vice-Presidente de la American Society for Cybernetics y de la American Family Therapy Academy (Coordinador del curso).

Dr. Carlos Sluzki, Decano para Ciencias de la Salud en el College of Nursing and Health Science y Research Professor en el Institute for Conflict Analysis and Resolution, ambos en George Mason University; Profesor Clínico de Psiquiatría, Escuela de Medicina, George Washington University; Editor del American Journal of Orthopsychiatry; consultor de la Organización Mundial de la Salud y de la Corte Criminal Internacional de La Haya. Fue Editor de la revista Family Process y DIrector del Menatal Research Institute (Fundador del curso)

INSCRIPCIÓN

Los aranceles del curso son de U$ 990 para las inscripciones recibidas antes del 15 de Junio, y de U$1290 para inscripciones recibidas después de esa fecha.

El costo del alojamiento en los dormitorios estudiantiles de la Universidad de Massachusetts, incluyendo comidas por 13 días es de U$ 875, ya sea en habitaciones compartidas o individuales, con baño compartido.

Los asistentes que deseen buscar alojamiento y comidas por su cuenta deben pagar un arancel de asistencia al campus de U$150, que esta ya incluido para los que se alojan en el campus.

Para asegurar su inscripción y reservar su alojamiento, envíe su nombre, dirección postal, teléfono, fax y/o e-mail, profesión, una descripción mínima acerca de su práctica profesional, y un cheque (contra un banco de los EE.UU) o giro postal por U$ 250 a nombre de Marcelo Pakman/ Curso de Terapia Familiar.

Envíe su pago inicial asi como toda otra correspondencia, incluyendo instrucciones para enviar transferencias bancarias a:

Marcelo Pakman/ Curso de Terapia Familiar

77 Amity Place

Amherst, MA 01002 - USA

Fax: 1-413-731-8651

E-mail: mpakman@comcast.net

Al recibo de su reserva, le enviaremos información adicional acerca del curso. La suma de la reserva es reembolsable a pedido solo hasta el 15 de Junio.

El pago total se puede hacer por adelantado (cheque, giro postal o transferencia bancaria) o a su llegada al campus de la Universidad de Massachusetts.

Sitio en Internet: http://home.comcast.net/~mpakman/index.html

AMHERST, MASSACHUSETTS

El campus de la Universidad de Massachusetts está en la región del Valle de los Pioneros, en la cuenca del río Connecticut, el corazón de la Nueva Inglaterra. Ubicado en una de las regiones más privilegiadas de los Estados Unidos por su belleza natural, Amherst, a dos horas al oeste de Boston y a tres horas al norte de New York, es un centro turístico e intelectual en un área de múltiples atractivos, incluyendo espectáculos artísticos y una variedad de paseos regionales.

Informacion sobre el campus en: http://www.umass.edu/cvtour/

Como llegar y enlaces para informacion sobre la region en: http://www.cs.umass.edu/csinfo/map.html

LE ROGAMOS QUE

COMPARTA ESTA INFORMACION CON COLEGAS Y QUE, DE SER POSIBLE,

COLOQUE COPIA DE LA MISMA EN LA

CARTELERA DE SU

INSTITUCIÓN

Se recomienda una inscripción temprana, ya que el cupo de participantes es limitado, así como realizar con tiempo los trámites necesarios para obtencion de su visado de viaje en el consulado de EEUU de su país

 

 

 

PERSPECTIVAS SISTEMICAS
LA NUEVA COMUNICACION


Agenda Profesional

PERDÓN Y RECONCILIACIÓN TALLER TEÓRICO VIVENCIAL: RAYMOND
ROY
· El perdón como: decisión; proceso; conversión interior
y forma de
vida.

· El perdón a los padres.

· La reconciliación con el propio cuerpo.

· El perdón a sí mismo.

· Vivencia de un proceso de perdón interior.

Dias y horarios:
JUEVES 30 Y VIERNES 31 DE OCTUBRE DE 15 A 18 HS.(DOS ENCUENTROS DE 3
HS.)
Costo: $20 c/u

Quien es Raymond Roy?

Sacerdote del clero secular, nacido en Ottawa, Canadá,
especialista en Pareja, Familia y Comunicación.

Durante más de 20 años vivió en Paraguay donde estuvo al
frente de la Pastoral Familiar llegando a ser Vicario de Asunción.

Posee un Master en Animación de Comunidades y Familias y en
Terapia de Pareja y Familia de la Universidad de Saint Paul (Ottawa,
Canadá).

Es autor de varios talleres entre los que se destacan: "Los Espacios
y la Comunicación Interpersonal I y II", Autoestima, Perdón y
Reconciliación;Administración de mi Tiempo, Reconciliación
con la propia Sombra; El Nido Vacío; Necesidades y Conflictos en la
Pareja.

Como Animador ha conducido y llevado estos talleres, desde 1990, a
Chile, Bolivia, Brasil, Colombia, Estados Unidos, México,
Paraguay, Perú, Uruguay y formó el equipo que actualmente se encarga de
darlos en la Argentina.

Actualmente reside en Puebla (México) donde ha sido convocado por
el Arzobispo para la formación humana de los sacerdotes y está
trabajando con el Gobierno del Estado en un programa de
rehabilitación para presos.

Todos los años el P. Roy visita la Argentina dictando conferencias
y talleres en distintos colegios e instituciones.

Instituto HOLOS CAPITAL
Av. Córdoba 4448 1º piso
(1414) Capital Federal
Tel.4775-3622/3638 Fax. 4774-6877

E-mail donde consultar:
holos@h...
Ingresen a http://www.redsistemica.com.ar

 

 

 

¿Viejas a los 35? 

 

por Irene Loyácono para Clarín.    Sept /2003

La pregunta me hizo acordar de un paciente de 17 años que estaba muy angustiado porque "a los 18 se acaba la vida".  Afortunadamente su vida siguió y hoy, 12 años después, es un feliz profesional próximo a casarse. 

La crisis precoz tiene que ver, me parece, con el sentido de la vida. 

Por un lado, la promesa  del "mañana mejor" de la Modernidad no se cumplió.  Más bien al contrario, se ha incrementado la inequidad y el sufrimiento en el mundo.  La gente vive mal, la calidad de vida empeoró sostenidamente en las grandes ciudades.

También la crisis tiene que ver, como se ha señalado tantas veces, con el estilo de la vida actual: vertiginosa (quiere decir que es bien visto y buscado estar "a mil", con muchas ocupaciones, corriendo de aquí para allá, "conectada" siempre con algo).  Esta posición ante la vida impide conectarse con uno mismo.  Una  misma (también uno mismo, a los varones también le pasa) resulta ser alguien desconocida, con quien no se tiene familiaridad.  Cuando cesa la actividad la gente joven tiende a "aburrirse".  Esto es: a sentir un vacío, una nada, un sin sentido.  Se ha perdido la capacidad del "estar tranquila", simplemente viviendo.  Un modo de estar que, si bien más atenuado que en Oriente, solíamos tambien practicar en occidente hasta hace unos años.

Creo que también influye el corto placismo en que se desarrolla la vida en la Argentina.  El horizonte a sólo 2 m, el no saber qué pasará dentro de una semana, produce un estado crónico de alerta, un distress, que aleja de las experiencias trascendentes, que son las que dan sentido a la vida.

Además la humanidad esta transcurriendo por un cambio de paradigmas en todos los niveles.  En estos procesos, se produce mucha incertidumbre e inseguridad.  El máximo productor de modelos es en este momento la TV, cuyo principio orientador es únicamente comercial.  Por lo que la población está como siguiendo a un guía loco, cambiante, caprichosos y abusivo.  Nadie ahora sabe con claridad (ni los expertos!!) cómo es vivir saludablemente.  Las pautas siguen espasmodicamente el ritmo de las modas y el marketing.

Creo que se ha olvidado el cultivo de algo así como el "espesor" de las personas, que sería bueno recuperar.  Es lo que permite apoyarse en una misma, disponer de un espejo interior de guía, mantener un "centro de gravedad" personal suficientemente bajo como para mantener el equilibrio mientras circulamos por el terreno accidentado de la vida actual.  Y desarrollar cierto sentido común, cierta sabiduría derivada de la experiencia de vivir la propia vida. 

Para construir este armazón interno, me parece, es necesario parar periodicamente, y buscar en las tradiciones o en la filosofía o en las religiones o en la reflexión o en la poesía, elementos con los que ir construyendo sentido para la propia vida...  (Sí, da un poco de vergüenza ¿no?  Puede hacerse esta búsqueda reservadamente, aunque si se menciona el tema entre las relaciones, se verá que a muchos/as les pasa lo mismo).

Los humanos solemos añorar lo no elegido.  Es una cuestión existencial: antes de la elección tenemos todos los caminos... en potencia.  Luego de la elección tenemos las realidades y experiencias de uno de los caminos...  pero hemos renunciado a los otros.

Ayuda el aceptar que todo en la vida tiene un costo y una puede elige cuál de los costos pagar: tengo una carrera brillante sin familia o tengo una familia brillante sin carrera o tengo un poco y un poco sin mucho brillo... 

Hoy en las mujeres se dan todos los modelos:  las hay que no desean ser madres, y las hay que se desesperan cuando los 30 las pescan sin un hijo.  Como vemos cuando miramos tanto en la historia de la humanidad como a nuestro alrededor, tener un hijo no es garantía de felicidad.  Por otro lado traer un hijo al mundo no debería ser sólo cuestión del derecho del adulto, también habría que pensar en el derecho del futuro niño/a a tener un nido continente.

Mujeres de carrera, sin hijos: 

Es objetivamente cierto que el tema del hijo es más serio para las mujeres que para los hombres. 

La maternidad es una aspiración de muchas mujeres, no de todas.  

No olvidemos que el mundo del trabajo remunerado fue, y sigue estando, diseñado para hombres que tienen una esposa en la retaguardia.  Aunque habitualmente, la mujer que trabaja implementa el equivalente de una esposa tradicional (la empleada doméstica) cuando una mujer decide tener un hijo necesariamente su carrera sufre cierta postergación.  Aunque siga en el mercado, su dedicación no será la misma.  A no ser que elija ser el equivalente de "un padre ausente" (que también es posible encontrar estos casos) cosa que se da de patadas con su vocación maternal. 

El imperativo "serás madre o no serás nada" aunque algo desgastado sigue vigente, y legitimar la renuncia voluntaria a la maternidad, cuando no se la desea, requiere para muchas mujeres un intenso trabajo.  Pero vale la pena hacerlo si es el caso.

Mujeres con hijos sin carrera. 

Sigue siendo cierto que el bienestar familiar se logra a costa del bienestar de las mujeres.  Este grupo de mujeres son las que has postergado inquietudes y/o ambiciones propias por la flia.  Si bien la crianza produce satisfacciones, no son intercambiables con las satisfacciones vocacionales o laborales y siempre queda la frustración. 

Es muy dificil objetivamente reinsertarse en un empleo a los 35 años porque se han perdido habilidades y/o ha perdido vigencia la capacitación y/o el mercado pide gente de "25 años con experiencia". 

Es muy descorazonador sentirse "inservible" para el mercado laboral.  Pero... ¿es tan así?  No será un poco como en Un Mundo Feliz de Huxley, donde la amenaza de exclusión suena terrible, hasta que el lector descubre que en la isla de los excluidos se lleva una vida que puede ser mucho más interesante que la de los incluídos?  ¿Cuánto de oropel hay en el brilloso mundo de las corporaciones?

Si el empleo formal es dificil de encontrar  a esta edad, en cambio sigue abierta la posibilidad de una amplia gama de emprendimientos independientes.  Convengamos que no todas las personas tienen vocación y/o capacidad para ello pero siendo lo que hay,  habria que ver la forma de aprovecharlo.  En Buenos Aires y en otras ciudades importantes de nuestro país hay cursos y ayuda profesional a quién recurrir.

Lic. Irene Loyácono
iloyacono@bpg.com.ar
Buenos Aires Argentina

 

 

 

 

 

 

 

CORSO DI COUNSELLING SISTEMICO-RELAZIONALE

RICONOSCIUTO DALLA SICIS

 

PREMESSA

Il counselling ha il compito di aiutare il cliente ad ampliare il proprio orizzonte e le proprie possibilità di scelta, mediante l’uso della comunicazione consapevole

Il counsellor e’ la persona che, con le proprie competenze, favorisce la soluzione di una richiesta di aiuto per un disagio esistenziale e/o relazionale, attraverso interventi di ascolto, di facilitazione, di aiuto nella ricerca di soluzioni.

 

DESTINATARI

La formazione e’ rivolta a coloro che esercitano, o si preparano ad esercitare, la professione in contesti di aiuto psico-sociale (psicologi, assistenti sociali, pedagogisti, educatori, laureati in scienze dell’educazione, animatori, operatori di comunita’, insegnanti, volontari), ovvero in contesti in cui sono richieste competenze comunicative e relazionali.

 

OBIETTIVI

Il corso è finalizzato alla formazione di Counsellor Professionale secondo l’ottica sistemica e consente l’acquisizione degli strumenti teorici e l’utilizzo delle tecniche operative del modello sistemico-costruzionista. In tal modo, il Counsellor impara a considerare la persona che chiede l’aiuto inserita nel suo contesto di riferimento e ad allargare il proprio campo di osservazione.

L’intero percorso formativo prevede di fornire:

  • le basi per costruire la propria conoscenza secondo la teoria sistemico-costruzionista del Milan Approach;
  • le abilita’ per analizzare il problema e individuare il sistema significativo d’intervento;
  • le competenze tecniche per sviluppare gli interventi per il cambiamento;
  • la competenza tecnica per fare counselling in coerenza con le differenze presentate dai diversi setting operativi;
  • un’adeguata consapevolezza degli elementi personali che interagiscono con il lavoro;
  • elementi di deontologia professionale e normativa istituzionale;
  • un lavoro di sviluppo personale che prevede un approfondimento della biografia come cura di se’ e strumento di intervento e dell’utilizzo dei propri pregiudizi.

 

METODOLOGIA

Il corso è accreditato dalla Società Italiana di Counselling Sistemico (SICIS) e segue i criteri proposti dalla European Association of Counselling (E.A.C.)

E’della durata di tre anni (480 ore) e prevede 160 ore annue di formazione suddivise in quattro unità:

  1. corso base (80 ore , 10 incontri a cadenza mensile, dalle 10.30 alle 17.30): teorie e tecniche del counselling sistemico;
  2. modulo tematico (40 ore): tema di approfondimento specifico;
  3. seminario residenziale (20 ore)
  4. tirocinio (20 ore).

Al termine del triennio è previsto un colloquio finale di valutazione con una commissione composta da docenti del corso e da Formatori SICIS.

A completamento del percorso formativo, verrà rilasciato il diploma di Counsellor Professionale, che permette l’iscrizione all’Albo dei Counsellor Professionali della SICIS.

 

DOCENTI

Le unità didattiche saranno condotte da docenti del Centro Padovano di Terapia della Famiglia, del Centro Milanese di Terapia della Famiglia e da formatori della Società Italiana di Counselling Sistemico (SICIS).

 

CO-RESPONSABILI SCIENTIFICI DELLA DIDATTICA

Dott. Andrea Mosconi e dott. Pio Peruzzi, psichiatri, psicoterapeuti, didatti del Centro Milanese di terapia della Famiglia e responsabili delle attività didattiche del Centro Padovano di Terapia della Famiglia.

 

RESPONSABILE DELLA SEZIONE COUNSELLING SISTEMICO-RELAZIONALE

Dott. Pio Peruzzi

 

COORDINATORE DEL CORSO

Dott. Igino Bozzetto: psicologo psicoterapeuta, , Didatta del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, formatore SICIS , Coordinatore della Sezione di Counselling Sistemico del Centro Padovano di terapia della Famiglia.

 

ISCRIZIONI

Il corso avra’ inizio nel mese di febbraio. La domanda di iscrizione, corredata da un sintetico curriculum di studi, fotocopia del titolo di studio e fotografia formato tessera, dovrà pervenire il 15 gennaio del 2003 presso la segreteria del Centro Padovano di Terapia della Famiglia, Galleria Europa , 3 - 35137 Padova. Tel. e fax 049 8763778, e.mail CPTF@katamail.it

 

COSTI

Il costo annuo del corso e’ di Euro1760,00 piu’ IVA .( Il costo comprende l’iscrizione alla SICIS.)

 

SEDE DEL CORSO

Sede legale: Via Negrelli 13 35141 Padova

Sede operativa: Galleria Europa, 3 35137 Padova

Tel e fax: 049 8763778

www.cptf.org

 


e.mail: info@cptf.org

PRIMO ANNO

 

 

CORSO BASE (80 ore)

10 incontri , dalle ore 10.30 alle ore 17.30

A. Teoria generale dei sistemi e della comunicazione (40 ore)

  • Concetti base dell’approccio sistemico-relazionale
  • teoria generale dei sistemi e sua applicazione all’analisi dei fenomeni sociali (famiglia, società, servizi)
  • Proprietà dei sistemi comunicativi umani

 

B. Teoria e tecnica del counselling sistemico 1 (40 ore) :

  • dalla comunicazione spontanea alla comunicazione professionale;
  • il counsellor, il cliente e il suo problema;
  • ipotizzazione;
  • circolarità;
  • neutralità;
  • la posizione di "curiosità" del counsellor

 

 

SEMINARIO RESIDENZIALE (20 ore)

Due giornate di lavoro sull'osservatore e le lenti con cui osserva:

  • le emozioni e la consapevolezza emozionale,
  • la pre-comprensione e i pregiudizi,
  • le relazioni e il gruppo.

 

 

TIROCINIO

20 ore complessive

Oltre a seguire progetti individuali, il tutor potrà facilitare l'analisi di casi utilizzando la risorsa "gruppo".

 

 

MODULI TEMATICI

Ogni modulo è di 4 incontri ( dalle ore 9.30 alle 17.30) e viene considerato un credito formativo di 40 ore.

 

  1. IL COUNSELLING SISTEMICO IN AMBITO INTERCULTURALE (40 ORE):
  2. IL COUNSELLING SISTEMICO IN AMBITO SCOLASTICO (40 ORE)
  3. IL COUNSELLING SISTEMICO E IL CICLO DI VITA FAMILIARE: GENITORI E FIGLI (40 ORE)
  4. IL COUNSELLING E I SISTEMI COMPLESSI: IL COUNSELLOR NELLO SVILUPPO ORGANIZZATIVO (40 ore)
  5. IL COUNSELLING SISTEMICO IN AMBITO PSICO-SOCIALE (40 ore)

 

 

SECONDO ANNO

Prevede la partecipazione al seminario residenziale, la continuazione del tirocinio, la frequenza di un modulo tematico scelto tra quelli sopra descritti , il

 

CORSO BASE 2

10 incontri (dalle ore 10.30 alle ore 17.30) per un totale di 80 ore.

Teoria e tecnica del counselling sistemico 2:

  • La conduzione del colloquio: i primi minuti, il contesto, l'accoglienza, le prime parole, le prime "impressioni", immagini a confronto;
  • Le domande: scelta e utilizzo, analisi delle risposte, pregiudizi, storie predeterminate.
  • Le emozioni del cliente e del counsellor
  • La definizione degli obiettivi e il contratto
  • Il cambiamento
  • La costruzione della propria consulenza (la struttura della conversazione)
  • Individuo, famiglia e gruppo: idee e tecniche.

 

TERZO ANNO

 

a. SUPERVISIONE (60 ORE)

Dopo aver acquisito gli strumenti teorici e pratici del counselling sistemico gli allievi saranno supervisionati nella loro pratica professionale attraverso due modalità:

  • In sede analizzando casi e/o situazioni in carico raccontati o videoregistrati;
  • Presso la sede di lavoro degli allievi per analizzare casi, prassi e metodi di lavoro in contesti diversi

b. PARTECIPAZIONE A DUE MODULI TEMATICI (80 ORE)

c. PARTECIPAZIONE AL SEMINARIO RESIDENZIALE (20 ORE)

 

 SEZIONE COUNSELLING SISTEMICO

ARTICOLAZIONE DELLE ATTIVITA' DIDATTICHE DEL CORSO DI COUNSELLING SISTEMICO

Primo anno

  • Corso base 1 (80 ore; 10 incontri dalle ore 10.30 alle ore 17.30)
  • Seminario residenziale (20 ore)
  • Tirocinio (20 ore)
  • Modulo tematico (uno a scelta per complessive 40 ore)
 

Diploma di abilità di counselling

I° livello

Secondo anno

 

 

Diploma di abilità di counselling II° livello

  • Corso base 2 (80 ore, 10 incontri dalle 10.30 alle 17.30)
  • Seminario residenziale (20 ore)
  • Tirocinio (20 ore)
  • Modulo tematico (uno a scelta per complessive 40 ore)

 Terzo anno

Diploma di counsellor

professionale

  • Supervisione (60 ore)
  • Moduli tematici (80 ore; due a scelta)
  • Seminario residenziale (20 ore)

 

MODULI TEMATICI

Ogni modulo è formato da 4 incontri ( dalle ore 9.30 alle ore 17.30) ed è un credito formativo di 40 ore. E' rivolto sia agli allievi della scuola che alle persone interessate all'argomento specifico.

IL COUNSELLING SISTEMICO IN AMBITO INTERCULTURALE (40 ORE):
  • La comunicazione interculturale;
  • Dal contatto con l'utente ai progetti integrati di comunità. Integrazione ed evoluzione della famiglia immigrata. I problemi: la coppia, le coppie miste, la separazione e la tutela dei minori.
  • La consulenza e l'accoglienza con gli stranieri: dal colloquio al lavoro di rete.
  • Teoria e tecnica del counselling in ambito interculturale.
  • Le culture.

IL COUNSELLING SISTEMICO IN AMBITO SCOLASTICO (40 ORE)

  • Obiettivi : riflettere sui significati del counselling in ambito scolastico; analizzare le domande maggiormente ricorrenti da parte dei vari soggetti; differenziare le situazioni per le quali è idoneo lo strumento del counselling dalle situazioni che richiedono interventi terapeutici; individuare situazioni in cui è opportuno estendere la consulenza ad altri sistemi.
  • Contenuti: obiettivi del counselling sistemico, strutturazione dello spazio d'ascolto nell'istituzione scolastica, la gestione del counselling a scuola (specificità, strumenti di professionalità, chiarezza di confini), consulenza al singolo e/o ad altri sottosistemi, lo spazio di consulenza come luogo di connessione tra sistemi, l'importanza di operare con le reti di servizio e con le reti sociali.

IL COUNSELLING SISTEMICO E IL CICLO DI VITA FAMILIARE: GENITORI E FIGLI (40 ORE)

  • La consulenza alla famiglia con bambini: il punto di vista dei genitori, il punto di vista del bambino, il punto di vista della famiglia. Parlare con i genitori, parlare con il bambino e parlare tutti insieme.
  • Famiglia e handicap: handicap come perturbazione del sistema familiare, il ciclo vitale della famiglia, strategie di gestione dei problemi riguardanti la relazione con il disabile, analisi delle dinamiche dei gruppi di lavoro e delle relazioni con le famiglie.

IL COUNSELLING E I SISTEMI COMPLESSI: IL COUNSELLOR NELLO SVILUPPO ORGANIZZATIVO (40 ore):

  • Le caratteristiche della consulenza per le organizzazioni
  • Le strategie di riflessione per individuare i soggetti coinvolti in un percorso di consulenza
  • Consapevolezza sul proprio ruolo in un processo di sviluppo organizzativo
  • Conoscenza degli strumenti per l'analisi dell'organizzazione
  • Sperimentazione di alcuni tipi di intervento sistemico

IL COUNSELLING SISTEMICO IN AMBITO PSICO-SOCIALE (40 ore)

  • L'utente e il suo contesto di riferimento, allargamento del campo di osservazione, attenzione al coordinamento strategico degli interventi di comunità o di rete.
  • Utilizzo dell'approccio sistemico per strutturare interventi di prevenzione primaria e secondaria resi possibili dalla legislazione italiana;
  • Legge 285/97: disposizione per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza,
  • Legge 184/83: disposizione in merito all'affido familiare;
  • Leggi 41/97, 40/98, 269/98: disposizioni per la prevenzione, il controllo e l'aiuto al cambiamento nel campo della prostituzione e dello sfruttamento familiare.
 

 

ISDEBA - Instituto Sistémico de Buenos Aires


GENOGRAMA DEL TERAPEUTA
Trabajo grupal sobre la familia de origen del terapeuta


"Los terapeutas sistémicos trabajamos permanentemente con las personas y sus contextos relacionales actuales e históricos, y con los significados que ellos generan. Dentro de estos contextos es el familiar el que, habitualmente, cobra mayor relevancia en la construcción de dichos significados. Por lo tanto, nuestra tarea suele ser la de construir nuevas significaciones, nuevos relatos de sí y de los otros que promuevan mayor bienestar y/o menor sufrimiento. Sabemos que en estos procesos estamos inmersos como personas con nuestras propias construcciones relacionales familiares; por lo tanto, una revisión de las mismas y una gama mayor de comprensiones, nos permite acceder con más recursos y alternativas al mundo de los demás. A esto apunta este taller."

Coordinadores: Lic. Alicia Salituri y Dr. Omar Biscotti

Miércoles 16 de mayo de 17 a 21 hs. y Sábado 19 de mayo a partir de las 10 hs.

Arancel: $ 100.

Informes e inscripción: Av. Córdoba 4618 2º "B"
Tel/fax: 4773-1861

E-mail: isdeba@infovia.com.ar

 

 

 

In onore e in memoria di Paul Watzlawick

(Villach, Austria, 25 luglio 1921 - Palo Alto, Stati Uniti, 31 marzo 2007)

Paul Watzlawick ha attraversato come una stella cometa la seconda metà del secolo scorso, illuminando con le sue idee, il suo lavoro e i suoi scritti intere generazioni di studiosi e professionisti, non solo nelle aree della psicologia, della psichiatria e della sociologia ma anche in campi lontani dalle scienze umane

come l’economia e l’ingegneria o nelle scienze «pure» come la fisica e la biologia. I suoi studi sulla comunicazione e sul cambiamento travalicano, infatti, le barriere disciplinari e trovano applicazione in qualunque contesto ove siano coinvolte le relazioni dell’individuo con se stesso, con gli altri e con il mondo. La sua opera, come quella dei grandi filosofi, non si lascia limitare né dalle ideologie, né dai confini delle singole prospettive scientifiche: essa va oltre, sino alla radice del «come» l’essere umano costruisce, anzi, per dirla con le sue parole, inventa la sua realtà.

Sulla scia della sua luminosa stella, numerosi sono i pensatori e i professionisti che hanno avuto la possibilità di costruire il loro successo e la loro fama. Basti pensare che Watzlawick è l’unico autore tradotto in ottanta lingue differenti. La cosiddetta scuola di Palo Alto non sarebbe esistita senza la sua imponente figura e la sua capacità di sintetizzare il lavoro di eminenti studiosi, come Gregory Bateson o Don D. Jackson e Milton Erickson, in un unico e rigoroso modello teorico e applicativo.

D’altronde, per fare solo qualche esempio, il padre del costruttivismo Hein Von Foerster, amava dichiarare di essere una invenzione di Paul Watzlawick, nel senso che egli, senza il suo aiuto, non sarebbe diventato così noto e i suoi lavori non sarebbero stati così conosciuti. Lo stesso vale per Mara, Selvini, Palazzoli e la scuola di Milano di terapia sistemica, che devono a lui non solo l’ispirazione tecnica ma anche la diffusione nel mondo del loro lavoro. Nella stessa maniera per tutti coloro che si sono inseriti nella scia della cometa Watzlawick hanno potuto riflettere grazie alla sua luce e, spesso, senza nessun contatto diretto con lui. Era infatti sufficiente dichiarare di riferirsi alla scuola di Palo Alto per acquisire status di rispettabilità scientifica e professionale. Tutto ciò vale anche per me poiché senza di lui probabilmente pochi avrebbero conosciuto il mio lavoro. Invece, grazie al libro L’arte del cambiamento scritto a quattro mani, mi sono ritrovato immediatamente sulla ribalta internazionale. Il nostro Centro di Terapia Strategica di Arezzo se non fosse stato fondato con la sua attiva presenza non sarebbe mai divenuto il punto di riferimento per l’evoluzione della terapia breve e il problem solving strategico. Ad ulteriore prova della grandezza della sua opera si pensi che Paul Watzlawick rappresenta anche uno degli autori più copiati: c’è stato anche chi, dopo averne copiato intere pagine per un suo articolo, senza ovviamente citare la fonte, è in seguito divenuto uno dei suoi più acerrimi detrattori. Paul, essendo una persona tollerante e sempre capace di evitare conflitti – anche quando potevano apparire legittimi - in questo caso e in altri, invece di denunciare e svergognare pubblicamente il collega scorretto, semplicemente ha fatto notare direttamente e con stile la mala azione al colpevole, senza andare oltre. Il lettore può ben capire come voler sottolineare la rilevanza del contributo di quest’autore e pensatore richiederebbe un intero volume, inoltre i suo testi parlano del suo lavoro meglio di come potrebbe fare chiunque altro. Per questo ho deciso di concludere questo commento finale ai suoi scritti selezionati in maniera non accademica ma personale. Ritengo che, avendo avuto l’onore e il piacere di condividere con Paul oltre quindici anni di collaborazione professionale e anche di relazione personale (insieme abbiamo tenuto oltre cinquanta workshop e conferenze in giro per il mondo, abbiamo scritto tre libri e contribuito ad altri due insieme agli amici Jeffrey Zeig e Camillo Loriedo) sia bello offrire al lettore, oltre alla sua opera, qualche aneddoto che pennelli la sua persona. Egli, infatti, è stato non solo un Maestro di scienza e professione bensì anche un modello di stile e filosofia di vita. Paul era un uomo di bella presenza, sobriamente elegante e capace

di una sottile ironia, tanto irresistibilmente simpatico agli uomini quanto affascinante per le donne. Mai esibiva la sua condizione disponendosi umilmente con chiunque, con l’atteggiamento di chi è sempre pronto ad imparare qualcosa in più. Capace nelle relazioni interpersonali del gelo più rabbrividente così come del calore più confortante, ma sempre con stile impareggiabile. Una volta, alla Sorbona di Parigi, durante una conferenza, un partecipante lo interruppe aggredendolo verbalmente perché le sue teorie andavano contro i fondamenti della psichiatria e della psicoanalisi. Egli, con estrema pacatezza gli rispose: « lei ha perfettamente ragione... dal suo punto di vista... »-, poi continuò a parlare tra gli applausi e il sorriso del pubblico. In un’altra occasione lo osservai dare del cibo «rubato in hotel» ai gatti randagi di una calle veneziana, lasciava che si avvicinassero come se fossero amici di un’altra vita. Giunti a Bologna da Roma a bordo della mia auto, Paul commentò la mia guida ironicamente, dichiarando che l’Italia doveva essersi accorciata. Giunti all’hotel che si chiamava «I tre vecchi » mi chiese dove fossero gli altri due. La sua ironia fu forse ancor più proverbiale: eravamo in attesa delle valigie all’aeroporto di Siviglia, la sua arrivò per prima e, ovviamente, la mia per ultima. Durante la tediosa attesa, sul nastro passò una valigia gigantesca ed egli commentò «è decisamente molto comoda perché se non trovi una camera in albergo puoi dormirci dentro». Le sue attenzioni nei confronti delle persone a lui care non erano mai ostentate ma così delicate e puntuali da stupire ogni volta. Pronto a cogliere la bellezza in ogni sua forma, dai colori delle colline toscane in primavera al fascino tremendo dei grattacieli sulla baia di Hong Kong al tramonto; dal rumore ancestrale delle onde del pacifico di Carmel alla musica sublime di Rachmaninov. Infine, uno degli episodi che può descrivere al meglio la sua personalità e il suo stile è rappresentato da un sottile quanto potente insegnamento impartitomi molti anni fa durante un importante convegno. In questa occasione, per la prima volta dovevo presentare il metodo di terapia breve, messo a punto sotto la sua supervisione, per il trattamento dei disturbi fobico- ossessivi; per di più dovevo farlo di fronte a un’assise composta dai più importanti studiosi e specialisti del settore. Ossessivamente avevo preparato la mia esposizione, riservando lo spazio alla dissertazione teorica, alla presentazione dei dati empirici e alla pratica clinica mediante delle videoregistrazioni che dimostrassero la reale efficacia della terapia anche a un pubblico di scettici ricercatori e colleghi. Sfortunatamente il tecnico video e audio della sala, nel provare il mio video, per errore ne aveva cancellato il contenuto. Mi accorsi di tutto ciò poco prima di cominciare la mia relazione. Come il lettore può ben capire non ero solo seccato e allibito per l’accaduto ma anche frustrato e piuttosto depresso prevedendo il sicuro insuccesso. Procedetti nella mia presentazione in maniera decisamente meno assertiva del solito e quando giunsi alla parte dimostrativa della tecnica, mi scusai con l’uditorio per il problema sopraggiunto: recitai, invece che mostrare il video, le trascrizioni, dichiarando i loro effetti. In maniera totalmente contraria alle mie previsioni il pubblico fu entusiasta e molte furono le dichiarazioni di apprezzamento per il lavoro presentato. Paul, che tutto aveva osservato dal fondo della grande sala, si avvicinò a me e battendomi un mano sulla spalla disse: «finalmente oltre che bravo sei apparso umile e simpatico...» Oggi tutti hanno apprezzato la tua «debolezza» ed il tuo «errore»... Mai ho dimenticato questa sua lezione. Oggi, a pochi giorni dalla sua morte, scrivendo queste righe sento ancor più la sua mancanza. Tuttavia sono contento perché, oltre a una vita intensa e piena di bellezza, egli ha avuto una morte felice accanto alla sua amata Vera. Ritengo che in questo caso valga davvero la seguente citazione: «quando perdi una persona davvero importante, piuttosto che pensare alla sfortuna di averla perduta pensa alla fortuna di averla avuta ». 

Arezzo, aprile 2007,

Giorgio Nardone.

   postfazione al libro "GUARDARE DENTRO RENDE CIECHI" e altri saggi, a cura di Wendel Ray e         Giorgio Nardone, giugno 2007, Ponte alle Grazie, Milano.  

 

 

 

                                                      

                                                                     GENOGRAMMA

En esta página web podreis descargar gratis un programa para hacer los genogramas en el ordenador:

In questa pagina web potrete scaricare gratis un programma per gestire i genogrammi col pc:

http://www.genopro.qc.ca/acceuil.htm ( francais)

Para aquellos que prefieran el inglés, os paso la página web de la versión inglesa del programa para hacer los genogramas por ordenador

Per coloro che preferiscono l'iinglese, questa è la pagina web della versione inglese del programma

 http://download.cnet.com/downloads/0-10049-108-37629.html?bt.dmorin..cat27.g37629 ( English )



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