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           L’INTERVISTA NEI SERVIZI SOCIOSANITARI

UNO STRUMENTO CONOSCITIVO E D’INTERVENTO PER GLI OPERATORI

A cura di MAURO GONZO, ANDREA MOSCONI, MANUELA TIRELLI

RAFFAELLO CORTINA EDITORE, MILANO 1999

Il volume inaugura una nuova collana di testi indirizzata agli operatori dei servizi sociosanitari: esso propone a quanti operano nei servizi di soffermare lo sguardo sulle modalità quotidiane di intervento, analizzandole dal punto di vista dell’efficacia dal punto di vista del cambiamento.

L’intervista, essendo per eccellenza lo strumento adatto al primo contatto con l’utente, si presta ad esplorare i diversi contesti in cui si esplica l’intervento sociosanitario. Essa, nelle sue diverse forme, più o meno strutturate (intervista standardizzata, questionario, conversazione), è una modalità operativa e conoscitiva che può essere utilizzata in diversi ambiti all’interno dei servizi sanitari e sociali, al fine di rilevare dati, valutare le famiglie o gli eventuali altri sistemi coinvolti, sviluppare il colloquio e il contatto con gli utenti in modo da innescare o facilitare il cambiamento, verificare a distanza di tempo le modificazioni avvenute, raccogliere dati in forma ragionata per poterli poi utilizzare al fine di riorganizzare i servizi in funzione delle necessità dell’utenza. Il volume raccoglie interventi di un nutrito gruppo di operatori che lavorano nei servizi sociosanitari (sia pubblici che privati) riguardanti tematiche differenziate, come l’interruzione di gravidanza, il contatto con gli utenti immigrati, l’adozione, l’handicap, i problemi sessuali di coppia, la tossicodipendenza, i problemi adolescenziali, i problemi psichiatrici.

In tutte queste casistiche viene evidenziata la dimensione del contesto in cui i problemi sorgono (la famiglia, la coppia…) e in cui essi vengono affrontati dal punto di vista assistenziale o terapeutico (l’ospedale, le comunità, i servizi territoriali, i servizi specialistici).

Ciascun capitolo, infine, riporta una serie di esempi clinici che illustrano in concreto gli aspetti teorico-clinici trattati nella parte generale del capitolo, fornendo agli operatori uno stimolo narrativo che ne incentivi la partecipazione alla lettura e li ricolleghi opportunamente alla propria esperienza.

 

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IL GRUPPO. UNO STRUMENTO DI INTERVENTO NEL SOCIALE.

di Maria Teresa Zini e Stefania Miodini

Carocci Editore, Roma, 1999, pp.139, L. 31.000

 

L'assistente sociale è un operatore che affronta quotidianamente problematiche molto complesse che lo impegnano a costruire reti di collaborazione nella realtà territoriale, spesso in situazioni relazionali difficili.

La gestione delle dinamiche organizzative, istituzionali e sociali richiede flessibilità professionale e competenza tecnica rinnovata: la dimensione del gruppo nella metodologia di lavoro dà valore alla relazione plurale, risorsa necessaria nel rocesso d'aiuto. Il gruppo diventa, pertanto, uno strumento di lettura e d'intervento nel territorio finalizzato a capire i problemi emergenti, ad affrontare in modo globale il disagio, a promuovere la partecipazione e il coinvolgimento delle persone e delle istituzioni presenti nel contesto sociale, oltre che lavorare efficacemente in équipe. Questo testo intende valorizzare la dimensione plurale di lavoro nel sociale, individuarne gli elementi caratteristici ed evidenziarne il modo di utilizzo nell'operatività.

E' indirizzato in particolare agli assistenti sociali e a tutti gli operatori che intervengono sul disagio indivduale, familiare e sociale e che adottano il 'gruppo' come strumento professionale.

Maria Teresa Zini è docente di Metodi e Tecniche del Servizio Sociale all'Università "G. D'Annunzio" di Chieti. E' socia del CeSIP (Centro Studi e Interventi Psico-Sociali) di Parma, per il quale svolge attività di consulenza per operatori sociali.

Stefania Miodini ha insegnato per diversi anni Metodi e Tecniche del Servizio Sociale all'Università "G. D'Annunzio" di Chieti. E' socia del CeSIP (Centro Studi e Interventi Psico-Sociali) di Parma, per il quale svolge attività di consulenza per operatori sociali.


Delle stesse autrici: IL COLLOQUIO DI AIUTO.   TEORIA E PRATICA NEL SERVIZIO SOCIALE. CAROCCI, ROMA, 1997.

 


 

L'ASCOLTO POLIFONICO - Per un'analisi critica della telefonia di aiuto         

di Giuliana Chiaretti e Pietro Barbetta

Franco Angeli, pp. 176, L. 28.000 (14,46 Euro), Cod. 1168.1.22 Collana: Le professioni nel sociale / Manuali, ISBN.

Il volume prende le mosse dall'analisi di un caso, le chiamate a "Telefono Azzurro" di madri in difficoltà con i propri figli e figlie minorenni, per poi svilupparsi in due direzioni. Una, interna al testo di ogni singola conversazione, tra - ad esempio - una madre che ha preso l'iniziativa della chiamata per chiedere aiuto e un'operatrice che, nel ruolo di esperto, all'altro capo della linea è in attesa di ricevere una telefonata. L'altra, esterna, che ricostruisce il processo di diffusione e di istituzionalizzazione della telefonia detta anche "sociale" o "d'ascolto", un servizio davvero speciale per il particolare mezzo di comunicazione che utilizza. L'ascolto polifonico intende portare sulla ribalta l'attività dell'ascoltare che il telefono esalta in modo particolare, abolendo tutti i sensi tranne l'udito, e richiamando i due interlocutori che si parlano a distanza ad un contatto ravvicinato, da bocca a orecchio; intende anche contrastare la posizione subordinata che il potere della parola assegna a chi ascolta e vincere la disattenzione mostrata nei confronti dell'ascolto da parte degli studiosi della comunicazione. Allo stesso tempo il volume rinvia a ciò che sta nel retroscena e cioè all'apparato-istituzione delle linee telefoniche d'aiuto (non solo per genitori e bambini in difficoltà, ma anche per i giovani, per le donne maltrattate, per le persone sole, per i tossicodipendenti, per i malati di Aids e per tante altre situazioni di difficoltà). Un apparato simile ad una rete sempre più capillare ed estesa sul territorio che contiene, rassicura e protegge, ma anche regolamenta, indaga, raccoglie dati ed informazioni sulla sofferenza.
I lettori - in particolare gli operatori e i familiari disponibili ad interagire con i percorsi che il volume propone loro - scopriranno così che l'ascolto presenta molteplici dimensioni: è attivo, ma può essere anche contemplativo, prepara la parola, ma a sua volta parla, si adatta in modo empatico con l'ambiente, si esercita lungo una linea di confine tra privato e pubblico, vita intima quotidiana ed istituzione di assistenza.

Gli autori. Giuliana Chiaretti, analista C.I.P.A. (Centro Italiano di Psicologia Analitica), insegna Sociologia e Sociologia della famiglia presso il Diploma Universitario in Servizio Sociale all'Università Ca' Foscari di Venezia. Pietro Barbetta, psicoterapeuta relazionale e della famiglia,  è Didatta del Centro Milanese di Terapia della Famiglia e docente di Psicologia Dinamica presso l'Università di Bergamo.

 


 

pearce.jpg (91859 byte) "COMUNICAZIONE E CONDIZIONE UMANA"

di Barnett W. Pearce

F. Angeli, 1993, Milano, traduzione italiana e introduzione di Claudio Baraldi e Pietro Barbetta

 Che significato ha la modernità? Perché oggi ci si lamenta dei suoi problemi? Quali sono le forme di comunicazione tipiche di quest’epoca che alcuni definiscono postmoderna? Perché in questi ultimi anni sono apparsi movimenti "neo-tradizionalisti", che propongono un ritorno al passato? Quale forma può avere una comunicazione mondiale alla quale partecipino culture diverse e lontane fra loro? Esistono esempi di forme di comunicazione che superino i problemi attuali indicando nuove vie percorribili per la convivenza umana?

Questi e altri temi fondamentali per l’analisi della realtà contemporanea vengono affrontati qui in modo brillante e insieme scientificamente rigoroso, nell’ambito di quegli studi sulla comunicazione che non hanno ancora avuto un grande sviluppo in Italia, mentre costituiscono uno dei più importanti filoni delle scienze umane negli Stati Uniti.

Il volume analizza le diverse forme di comunicazione rilevanti nella società, ricostruendone la storia e indicandone le prospettive per il futuro, e la loro conseguente influenza sul modo di ‘essere umani’ delle persone che le adottano o vi partecipano. Pearce fornisce così un quadro affascinante e approfondito della complessità della società attuale e delle competenze che le persone debbono crearsi per potervi far fronte.

Ne risulta uno strumento di conoscenza e di lavoro prezioso e stimolante per psicologi, sociologi, terapisti familiari, e per tutti coloro che si interessano di problemi della comunicazione.

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Barnett W. Pearce è direttore del Dipartimento di Comunicazione della Loyola University di Chicago. Negli ultimi 15 anni, quando ancora insegnava presso il dipartimento di Comunicazione dell’Università del Massachusetts (del quale è stato per molti anni direttore) , ha elaborato insieme a un gruppo di colleghi ed allievi una nuova teoria della comunicazione che ha avuto un’ampia risonanza negli Stati Uniti, della quale questo libro costituisce un approdo fondamentale. Ha scritto numerosi saggi, tra cui "Communication, Action and Meaning" (New York 1980, con R. Cronen) e "Reagan and Puublic Discourse in America" (Tuscaloosa, 1992, curato con M. Weiler).

 

 


 

sclavi image.jpg (117886 byte) "Arte di ascoltare e mondi possibili

Come si esce dalle cornici di cui siamo parte"

di Marianella Sclavi

Le sette regole dell'arte dí ascoltare

1 .Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

 2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.

 3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.

 4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali, se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

 5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.

 6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi dei pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l'umorismo viene da sé.

Tutti noi, nella misura in cui la nostra vita non è completamente manicomiale, mettiamo in pratica esperienze di osservazione guidata dall'ascolto attivo. Lo scopo di questo libro è di rendervi consapevoli di cosa fate quando ci riuscite, in modo da permettervi di riflettere su queste dinamiche e darvi la possibilità di metterle in atto sistematicamente e volontariamente ogniqualvolta lo riteniate necessario.


Marianella Pirzio Biroli Sciavi insegna Arte di ascoltare e gestione creativa dei conflitti al Politecnico di Milano. Tra i suoi libri, A una spanna da terra (Feltrinelli 1989, 19941), confronto etnografico fra una giornata di scuola in una High School statunitense e un buon Liceo italiano; Ridere dentro (Anabasí 1993), sulla vita quotidiana in carcere letta attraverso gli scherzi che la punteggiano; La Signora va nel Bronx (Anabasi 1994, Le Vespe on demand marzo 2000), sui nuovi pionieri urbani nel sud Bronx.

 


 

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"SISTEMICA, voci e percorsi nella complessità"

a cura di Umberta Telfener e Luca Casadio,

Manuali di Psicologia Psichiatria Psicoterapia, Bollati Boringhieri, Torino, 45 euro

Molteplici sono i pregi di questo manuale appena pubblicato, che propone la compresenza di autori di provenienze diverse ma tutti parte di una comunità coerente che considera il paradigma sistemico come la cornice di riferimento per decodificare il processo di acquisizione della conoscenza. Il libro inizia con un excursus sull’evoluzione delle idee del XX secolo, sulle "mutazioni del sapere" che hanno dato origine a idee e metafore nuove che a loro volta hanno cambiato il tipo di domande che la scienza si pone. Si affrontano in questo iniziale saggio la storia della cibernetica, la teoria generale dei sistemi, il paradigma della complessità, i percorsi dell’evoluzione, il costruttivismo e il costruzionismo, l’ermeneutica, l’embricazione con le scienze cognitive. L’intento è quello di riproporre al lettore la "trama" del dibattito scientifico, filosofico e culturale della seconda parte del Novecento allo scopo di evidenziare i contributi, le interconnessioni e i possibili sviluppi del "pensiero sistemico". Il pensiero sistemico viene così riproposto nelle sue applicazioni in ambiti diversi: clinici, medici, manageriali, economici, antropologici, formativi…. Questo excursus permette di proporre un ipertesto multidisciplinare intorno alle moderne teorie della mente, dell’uomo, delle interazioni, della conoscenza e delle organizzazioni; permette di speculare sui cambiamenti avvenuti in molti ambiti professionali a seguito della assunzione dell’ottica sistemica come atteggiamento conoscitivo e pratico di fronte alla realtà.

Si dispiega poi un vero e proprio dizionario, composto di circa 150 voci, selezionate dai curatori tra quelle significative nell’ambito della moderna epistemologia: descrizioni complesse di alcune "parole chiave" compilate dai massimi esperiti italiani del pensiero sistemico. Si tratta di un percorso dialettico, costruito come un ipertesto con rimandi da una voce all’altra, organizzato con una bibliografia aggiornata di approfondimento per ciascuna voce. Adattamento, Ambiante, Cervello, Cibernetica, Contesto, Conversazione, Creatività, Dialogo, Doppio legame, Ecologia, Educazione, Etica, Famiglia, Gioco, Identità, Linguaggio, Mente, Narrazione, Ordine/disordine, Organizzazione, Responsabilità, Scopo, Storia, sono solo alcune delle voci proposte dai maggiori rappresentanti italiani della complessità. Lo scopo non è quello di offrire spiegazioni ultime, di ridurre il mondo all’immagine che questo lessico offre quanto di proporre percorsi possibili, in forma non definitoria (per questo ogni voce è declinata da più autori anche discordanti tra loro). Lo scopo è quello di stimolare la curiosità, invitare al dialogo e alla ricerca, quindi all’azione.

Il libro include una bibliografia approfondita, divisa per sezioni, che ripropongono i temi principali trattati dal volume: A) i classici dell’epistemologia moderna, B) epistemologie, C) filosofia, ermeneutica e filosofia della scienza, D) biologia e approcci evolutivi, E) neuroscienze, cognitivismo e modelli della mente, F) clinica e approcci operativi, G) organizzazioni, economia, antropologia.

Il libro propone anche un’intervista a Heinz von Foerster, una delle ultime che il famoso epistemologo viennese ha rilasciato, e una originale interpretazione del termine "Sistemica" che descrive un nuovo possibile approccio basato sul confronto e sul dialogo tra le diverse teorie (scientifiche, filosofiche, modellistiche), e i diversi punti di vista sulla conoscenza e sull’uomo, un campo capace di ospitare una dialettica costruttiva tra conoscenze locali e consolidate tradizioni di ricerca.

Il testo si presta agli usi più svariati e personali: è una lettura avvincente, un’occasione di riflessione, uno strumento di consultazione e di ricerca.

Gli autori che hanno contribuito sono: Alfredo Ancora, Claudio Angelo, Paolo Bertrando, Marco Bianciardi, Lucio Biggiero, Gianluca Bocchi, Raimondo Boggia, Fulvio Carmagnola, Luca Casadio, Marco Casonato, Marco Castiglioni, Mauro Ceruti, Sergio Cingolani, Marcello Cini, Rosalba Conserva, Ludowica Dal Lago, Alessandro de Lachenal, Gaetano De Leo, Giorgio De Michelis, Roberto Di Pasquale, Pino Donghi, Donata Fabbri, Heinz von Foerster, Laura Formenti, Giordano Fossi, Laura Fruggeri, Aldo Giorgio Gargani, Marco Ingrosso, Domenico Laise, Giuseppe Longo, Giovanni Madonna, Marisa Malagoli Togliatti, Sergio Manghi, Patrizia Martello, Ugo Morelli, Alberto Munari, Diego Napolitani, Vincenzo Padiglione, Paolo Perticari, Eliano Pessa, Telmo Pievani, Enzo Scandurra, Umberta Telfener, Valeria Ugazio, Luca Valtorta, Giuseppe Varchetta, Maurizio Viaro, Carla Weber

 

Due parole sui curatori: Umberta Telfener si occupa da anni degli aspetti epistemologici collegati alla prassi clinica, è professore a contratto alla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute, Università di Roma "La Sapienza", didatta del Centro Milanese di Terapia della Famiglia; ha scritto tra l’altro Ammalarsi di psicoterapia (1998), Dall’individuo al sistema, manuale di psicopatologia relazionale (1991). Luca Casadio psicologo, psicoterapeuta, è specialista in Psicologia Clinica all’Università di Roma "La Sapienza". Presidente di Gaia, si occupa di epistemologia e lavora anche nel campo della formazione; attualmente è Psicologo dirigente per l’azienda USL di Modena.

 


 

matricibarbetta.jpg (8563 byte) "LE RADICI CULTURALI DELLA DIAGNOSI"

a cura di Pietro Barbetta

Meltemi editore 2003

Questo libro costituisce il primo approccio italiano alla costruzione di un discorso culturale sulla diagnosi e intende offrire un significativo contributo alla riapertura di un dibattito avviato da Michel Foucault e da Gregory Bateson e precocemente abbandonato: quello sull’importanza della storia sociale, dell’antropologia culturale e degli studi sulla comunicazione in relazione all’insorgenza, alla definizione e alla cura della psiche. In un certo senso, il volume riprende alcuni aspetti della ricerca di Ernesto de Martino. Allo stesso tempo, si aggancia agli studi di autori dell’area anglosassone (Dwight Fee, Arthur Kleinman, Marcelo Pakman) e nordafricana (Mohammed Boughali, di Ghita El Khayat o di Néjia Zemni). Nella prima parte del volume vengono indagati e decostruiti, rispettivamente da Pietro Barbetta e Michele Capararo, i fondamenti filosofici e medici della diagnosi, mentre nella seconda Gabriela Gaspari Boi e Teresa Arcelloni sondano la singolare “evanescenza” culturale di alcune categorie diagnostiche “femminili” – come l’isteria e le possessioni – ed Elisabetta Manini riflette sulle due figure dell’anoressica e della lesbica, che contestano radicalmente l’idea della femminilità costruita dal discorso maschile.

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Pietro Barbetta insegna Psicologia clinica all’Università di Bergamo ed è didatta presso il Centro milanese di terapia della famiglia. Membro del Comitato scientifico del Master sull’Immigrazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, coordina, presso l’Università di Bergamo, il Forum di ricerca sulle matrici della diagnosi

 


 

Gianfranco Cecchin, Tiziano Apolloni

Idee perfette

Hybris delle prigioni della mente

Franco Angeli, Milano, 2003 

Questo libro nasce dalle conversazioni di due psicoterapeuti. Il suo contenuto, che lambisce discipline differenti ma confinanti come la filosofia ,la biologia e la psicologia, rappresenta un viaggio guidato dalla curiosità alla ricerca di strumenti operativi per la psicoterapia. 

Assunto fondamentale del dialogo fra i due autori è al convinzione che , in una concezione della psicopatologia come parte viva ed integrante della vita dell'uomo e connessa con la storia del suo pensiero, la storia del pensiero umano ed in particolare la storia del pensiero occidentale non possono che rappresentare una fonte ricca per l'operatività clinica.

Per questo le esperienze e le conoscenze della psicologia vengono affinacate a 'incursioni', finalizzzate ad un uso pragmatico dei concetti esaminati in campi come quello della biologia e della filosofia.

Ne risulta una sorta di 'collezione': una raccolta di idee utili alla psicoterapia che si sono rivelate molto più utili di tante altre acquisizioni della psicologia stessa.

Questa raccolta trova la sua unità nell'idea di 'idea perfetta', luogo che l'uomo abita e da cui è abitato quando gli accade di naufragare nel mare senza tempo della malattia mentale.

Dialogo tra due persone, i pregi e i difetti, lo scintillio e l'opacità, le intuizioni e le ovvietà del testo riflettono le caratteristiche del loro rapporto e della loro singolarità.

Gianfranco Cecchin è psichiatra e psicoterapeuta, vive e lavora a Milano

Tiziano Apolloni è psicologo e psicoterapeuta, vive e lavora a Vicenza.

 


 

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Understanding Gender and Culture in the Helping Process - Practitioners' Narratives in Global Perspectives, 1st Edition

Claire Rabin - Tel Aviv University


ISBN: 0534513891
400 pages Paper Bound 7 3/8 x 9 1/4
©2005 Available in July of 2004

Featuring edited chapters contributed by practitioners and experts working within global cultures, Rabin's text offers a practical and integrated way of considering gender, ethnicity and culture through narrative in the helping process. By reading the book's numerous global case examples, students and practitioners can move beyond their expectations of finding universal answers and better listen to their clients' unique personal stories within their social context.

Table of Contents:
Introduction: A narrative about this book.
Part I: CONCEPTUAL BASIS.
1. Gender and Culture in the Helping Process: An Professional Journey.
2. Exporting High Cultural Artifacts: The Selling of the Therapy Industry as a Form of Neo-Colonialism.
3. Gender and Culture in the Narrative Approach to Helping.
Part II: GENDER, CULTURE AND STRESS: MULTILEVEL HELPING PROCESSES.
A. INDIVIDUAL AND FAMILY LEVEL HELPING.
4. Mental Health Practice for Muslim Arab Population in Israel.
5. Gender and Culture Issues in Helping Survivors of Child Sexual Abuse and Violence.
6. Social and Cultural Issues in Sex Problems: Fear Shame and Guilt in Male Irish Sexuality.
7. Pride and Prejudice with Gay and Lesbian Individuals- Combining Narrative and Expressive Methods.
8. Helping Women Immigrants from the Former Soviet Union.
9. Post Traumatic Experiences of Refugee Women.
10. Converging Forces: Mexican Culture and Contextual Factors Influencing Mexican and Mexican American Women Living in the United States.
11. Emotional Problems Among African American Men: Reasons for Concern.
B. GROUP LEVEL HELPING.
12. Restructuring Social Identity through Self-Categorizing Groups: The Interface of Group Dynamics, Gender and Culture.
13. Facilitating The Telling of Stories Through Psychodynamic Groups: Traumatized Women in the Former Yugoslavia.
C. SERVICE AND COMMUNITY LEVEL HELPING.
14. Immigrant Women, Abortion and Preventive Intervention.
15. Violence against Women in the Family: Immigrant women and the US Health Care System.
16. The Therapeutic Value of Activism: Albanian women in Post-War Kosovo.
17. The Road to Multicultural Sensitive Student Supervision: Ethiopian Social Work Students in Israel.

Authors of the chapters:  Claire Rabin (Israel) Elaine Leeder ( USA) Jill Freeman,Gene Combs (USA) Alean Al-Krenawi, PhD, John R., Graham (Israel and Canada)Sherry Oz (Israel) Yvonne Jacobson (Ireland) Eleanor Pardess (Israel) Roni Berger (USA) Hurriyet Babacan, Narayan Gopalkrishnan (Australia) Jeanne Hinkelman (USA) Deryl F. Bailey ,James Moore III (USA) Tamah Nakamura , Cathy Collins (Japan & USA) Doris Gödl (Austria) Mauro Gonzo (Italy) Susan Ivey,Elizabeth Kramer,Marianne Yoshioka (USA) Melissa Stone, Vjossa Dobruna (Kosova)  Nava Arkin (Israel) Victoria C. Dickerson (USA) Toni Schindler Zimmerman , Shelley A. Haddock (USA).
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Claire Rabin is a teacher of social work and family therapy working in the multicultural setting of Israel. Due to her extensive travels in other countries and the workshops she has provided to helpers in countries such as Ireland, Germany and Mexico, she became aware of how questions related to cultural relativity, context and meaning of ethnic group identity are common concerns to professionals around the world. Now living in Tel Aviv, she has authored a number of books on family therapy and many scholarly articles.

ORDER : http://www.wadsworth.com/cgi-wadsworth/course_products_wp.pl?fid=M2b&discipline_number=7&product_isbn_issn=0534513891

 

 


 

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Pietro Barbetta, Michele Capararo, Telmo Pievani
"Sotto il velo della normalità. Per una teoria alternativa dei sistemi di cura della mente"
Meltemi Editore, 2004

Questo volume analizza dal punto di vista teorico e clinico le connessioni tra le teorie biologiche antiriduzioniste, alcune delle più significative teorie antropologiche sulle relazioni mente/cervello e i sistemi terapeutici. Rappresenta dunque un tentativo di confronto tra le scienze evolutive a orientamento costruttivista e le pratiche cliniche sistemiche e costruzioniste. Il saggio di Telmo Pievani illustra, a partire da Darwin e fino ai più recenti sviluppi teorico-concettuali, la storia del movimento scientifico che ha portato all’ipotesi dell’exaptation e ci mostra quante possibilità di pensare all’evoluzione siano state aperte da questi studi. Pietro Barbetta ripercorre alcuni snodi del pensiero di Bateson allo stesso scopo: cercare quanto è stato trascurato ovvero le ragioni antropologiche di una concezione della psicoterapia che la trasformi in un insieme di giochi narrativi imprevedibili. E osserva, in un secondo saggio, l’ingenuità epistemologica e la ristrettezza metodologica di molti studi sui disturbi della personalità. Infine, il saggio di Michele Capararo ci mostra come l’uomo indaghi le strutture e i processi neuronali attraverso linguaggi metaforici coerenti con i diversi paradigmi dominanti in un determinato periodo storico.

 

Pietro Barbetta insegna Psicologia clinica all’Università di Bergamo ed è didatta presso il Centro milanese di terapia della famiglia. Membro del Comitato scientifico del Master sull’Immigrazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, coordina, presso l’Università di Bergamo, il Forum di ricerca sulle matrici della diagnosi

 


 

 

Counselling Sistemico - Ascoltare Domandare Coevolvere

Sabrina Piroli

Nella società occidentale industrializzata, le transizioni evolutive divengono sempre più complesse e difficili, senza tuttavia comportare necessariamente un disturbo psicopatologico, al quale rispondere con un intervento clinico o psicoterapeutico. Tali difficoltà assumono piuttosto la forma di un disagio legato ai cambiamenti dell'esistenza quotidiana in contesti socio-relazionali complessi. La proposta qui formulata è che il counselling sistemico rappresenti in questi casi una risposta adeguata, configurandosi come intervento di sviluppo, mirato all'evoluzione sia verso una maggiore autoconsapevolezza e autodeterminazione, che verso una migliorata capacità di selezionare ed attivare le risorse personali e relazionali.
Il testo è rivolto a counsellor in formazione o in servizio, ad operatori interessati ad attuare interventi di sviluppo negli ambiti sociosanitari, educativo-formativi e psicosociali, a psicologi e psicoterapeuti che, operando in contesti misti ricevono domande di aiuto non cliniche e non terapeutiche. Esso inoltre intende fornire ai laureandi in psicologia elementi utili per la comprensione della relazione di aiuto in ambito sistemico.

 
Pagine: 210

edizione: 2006
Rilegatura: Brossura
Casa Editrice: Uni.nova http://www.uninova.it/

 


 

Uomini e donne oltre lo specchio. Differenza di genere e terapia della famiglia

 

Autore: Massimo Giuliani, Adriana Valle

 2007, Collana: Strumenti, pagine: 220
Prezzo: € 14.50

Questo volume racconta la terapia della famiglia vista da una prospettiva particolare: quella della differenza di genere.
La terapia sistemica, quella riconosciuta nel mondo come Milan Approach (perché a Milano l’opera di Luigi Boscolo e Gianfranco Cecchin ebbe la sua culla e da Milano ha conquistato i terapeuti di tutto il mondo), è un’arte di lenti. È l’arte, per così dire, di guardare alla realtà e alle relazioni attraverso lenti ogni volta differenti, per darne descrizioni sempre nuove e polifoniche.

La lente che gli Autori hanno scelto per entrare nel mondo delle coppie e delle famiglie di cui si sono occupati durante la stesura di questo libro è stata quella dell’identità di genere e delle idee che le persone nutrono su cosa voglia dire essere donne o essere uomini.
Hanno tentato in tal modo un’operazione che è abituale nei paesi anglosassoni ma ben poco praticata da noi: quella, cioè, di includere nel campo di osservazione le premesse (dei clienti, ma anche dei terapeuti stessi) sul gender.

Questo libro nasce dunque dall’esperienza di un team bi-gender e dalla scoperta delle risorse che esso ha portato alla relazione terapeutica: nella stanza di terapia coppie di genitori e di coniugi in difficoltà possono confrontarsi con una coppia di terapeuti, a loro volta uomo e donna, in un incontro che può contribuire a sciogliere la rigidità di premesse di genere che talvolta possono far soffrire.

Nel volume si narra di alcuni di questi incontri, dei successi terapeutici e degli incerti del mestiere, della sorpresa e del mistero che si cela in quelle storie, del tentativo di comprenderne il senso senza mai sostituirsi ai protagonisti.

Disturbi alimentari, conflitti di coppia, dipendenze e amori feriti popolano il palcoscenico della terapia: storie che sorprenderanno e commuoveranno il lettore così come continuano a essere fonte di ispirazione per i due clinici che le raccontano.

 


Manuale di psicoterapia sistemica di gruppo

 

Autori: Tirelli Manuela, Mosconi Andrea, Gonzo Mauro

EDITORE: Franco Angeli, Milano, 2016

 Collana:  Pratica clinica , NR. 29

PAG. 192

Euro 24,50

 

Tra le applicazioni della teoria sistemica alla psicoterapia la terapia di gruppo è l'ultimo interessante sviluppo. Essa si pone come punto di congiunzione tra la più classica terapia familiare e la terapia Individuale sistemica. Del lavoro a sistema congiunto, tipico della terapia familiare, condivide l'energia di cambiamento che deriva dalle relazioni e dalle dinamiche che da esse di sprigionano: l'apprendimento per analogia e per identificazione, l'attivazione della mente sistemica per le differenze che nel gruppo si generano e le dinamiche relazionali che si generano nell'hic et nunc. Esse, infatti, sono ad un tempo attivanti e metafora delle relazioni sistemiche di ognuno dei partecipanti. Della terapia individuale condivide il lavoro sulle narrazioni e sulle storie trigenerazionali. Il gruppo così sospeso tra passato (le narrazioni), presente (le relazioni hic et nunc) e futuro (le domande Ipotizzanti ed il confronto sulle ipotesi) vive una propria storia sintesi delle storie individuali e laboratorio di nuove soluzioni. Per questo la terapia sistemica di gruppo trova applicazione nei più diversi contesti: dai servizi psichiatrici di diagnosi e cura alle comunità terapeutiche, i reparti di medicina, gli ambulatori pubblici e privati.

In questo manuale gli autori ripercorrendo la costruzione di un intero processo di cambiamento in un gruppo terapeutico e di un gruppo di psicoeducazione  sistemica illustrano in modo chiaro e pratico tutte le azioni e le procedure necessarie alla costruzione di un gruppo terapeutico.

Il Manuale di psicoterapia sistemica di gruppo è adatto a tutti gli operatori delle relazioni sociali (Assistenti Sociali, Educatori, Infermieri, ecc…) e Terapeuti Sistemici che vogliano avviare un gruppo terapeutico. È utile anche come manuale di studio per gli studenti delle Scuole di psicoterapia ad indirizzo sistemico. Inoltre può risultare interessante per Terapeuti di altro Indirizzo per conoscere l'approccio sistemico a tale forma di Terapia.


 



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