Culture / cultures
Articoli / Papers
sistemi e culture M.Gonzo, M.Tirelli (1994) "Contesti dell’aborto: fattori culturali e sociali del ricorso all’IVG nella popolazione extracomunitaria", "Consultorio Familiare", Anno VIII, n.2, pp.31-42 M.Gonzo, M.Tirelli (1995) "Pianificazione familiare e comunicazione trans-culturale", "La rivista di servizio sociale- Studi di scienze sociali applicate e di pianificazione sociale", Anno XXXV, n.2, giugno, pp.33-41 M.Gonzo (1995)"Mito e significato nella comunicazione e nella terapia", "Connessioni", n.10, settembre, pp.46-54 M.Gonzo (1995)"Affido di bambini extracomunitari a famiglie italiane", "Prospettive Sociali e Sanitarie", n.18, pp.16-20 M.Gonzo (1996) "Progetto benessere donna straniera nell’Ulss 5 Ovest Vicentino, parte IIa: L’intervento di prevenzione dell’IVG con le donne extracomunitarie", " Centro di educazione alla salute - Servizio Regionale di Documentazione - Notizie", n.4, dicembre, pp 6 -7 M.Gonzo, V. Ambrosini (1997) "Il progetto benessere donna straniera nell’Ulss n.5 Ovest Vicentino", "La rivista di servizio sociale - Studi di scienze sociali applicate e di pianificazione sociale", Anno XXXVII, n.1, marzo, pp.51-58 V.Ambrosini, M.Gonzo (1998) "Il progetto benessere donna straniera nell’Ulss n.5 Ovest Vicentino. Valutazione di un’esperienza di intervento in un contesto sociosanitario allargato" in: R.Malatesta, I. Lante, a cura di (1998) "Aspetti sanitari dell’immigrazione. Atti del III° Convegno, Treviso, 12 febbraio 1998, Ospedale Regionale Cà Foncello", pp.145-161 M.Gonzo (1998)"Miti e rituali nella terapia sistemica: un caso clinico", "Terapia familiare", n.56, pp.25-38 M.Gonzo (1998) "Il consultorio familiare in un territorio multietnico" in: G. Tibaldi, a cura di "I significati soggettivi della salute e del ben-essere", Unipress, Padova, pp. 123-133. A.Mosconi, M. Gonzo (1998) "Myths and rituals in the family and in the therapy: culture and ritualised prescriptions", "Human Systems", Vol. No. 9, issue 3-4, pp. 193-201 M.Gonzo, M.Tirelli, V.Visotti (1999)"Il colloquio per interruzione volontaria della gravidanza con le donne immigrate", in: M.Gonzo, et.al. "L'intervista nei servizi sociosanitari. Uno strumento conoscitivo e d'intervento per gli operatori"Raffaello Cortina, Milano, pp.83-105 B.Testolin, M. Gonzo, R. Zordan (1999) "Bambini immigrati a scuola. Una ricerca in alcuni Comuni dell'Ovest Vicentino", "Rivista di Servizio Sociale", n.3. M. Gonzo, A. Benincà (2000) "Il sé nella comunicazione interculturale". "Terapia Familiare", n.62, pp. 27-41 M.Gonzo, B.Testolin, R.Zordan, G.Caron (2000) "Comunicazione interculturale e intervento socioeducativo: il progetto 'Il bambino e la famiglia nella società multietnica" . "Rivista di Servizio Sociale", n.1, pp. 43-58. M. Gonzo, F. Silvestri (2001) "Prevenzione dell'aborto nelle donne immigrate: risultati di un questionario-intervista rivolto a 80 donne". "Rivista di Servizio Sociale", n.1, pp. 63-75. M.Gonzo, G.Caron, F. Silvestri, B.Testolin, R.Zordan (2001) "Ottica sistemica e intervento di comunità: un progetto per l'inserimento scolastico e sociale dei minori stranieri". "Terapia Familiare", n.65. B. Testolin (2002)"The Child and the Family in the Multiethnic Society" in: A. L. Comunian, U. P. Gielen (Eds.) It’s All About Relationships Pabst Publisher, Lengerich, Germany. M. Gonzo (2002) "The Project 'The Child and the Family in the Multiethnic Society': Creating Better Relations between Italian and Foreign School Children" in: A. L. Comunian, U. P. Gielen (Eds.) It’s All About Relationships Pabst Publisher, Lengerich, Germany. M.Gonzo (2004) "Immigrant Women, Abortion and Preventive Intervention" in: Claire Rabin (Eds) Understanding Gender and Culture in the Helping Process - Practitioners' Narratives in Global Perspectives, 1st Edition - Tel Aviv University, Thomson Wadsworth. M. Gonzo, F. Silvestri (2006) "Intercultura: come misurare le qualità comunicative", Quaderni di mediazione, Punto di Fuga Editore M.Gonzo (2006) "Affido
di bambini stranieri a famiglie italiane", Affido familiare news,
Speciale 11 febbraio, Comune di Genova. M. Gonzo (2006)
"Gruppo di lavoro 'affido di bambini stranieri a famiglie italiane',
Affido familiare news, Speciale 11 febbraio, Comune di Genova.
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Reviews / Riviste
| "Human Systems", Vol. No. 9, issue 3-4 1998 | SPECIAL ISSUE: |
"CULTURE IN SYSTEMIC PRACTICE" |
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Articoli di / Papers by: Peter Stratton; Matthew R. Mock; Barnett Pearce & Kimberly Pearce; Renee Singh; Andrea Mosconi & Mauro Gonzo; Cinzia Raffin & Giuliana Prata; Dora Fried Schnitman;
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Nicky Hayes; Hyonsook Chong; Pietro Barbetta, Cecilia Edelstein & Gabriela Gaspari; Michael Shamai; Maxwell Magondo Mudarikiri; Juliana Gontijo Aun Info and order to: |
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Neuerscheinung / Nouvelle publication / New publication: Psychosocial Notebook Vol. 1 nov. 2000 __________________________ Psychosocial and Trauma Response in War -Torn Societies The case of Kosovo
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| A new journal: Critical Discourse
Studies: An interdisciplinary journal for the social sciences A Routledge Journal -- New for
2004 http://www.tandf.co.uk/journals/titles/17405904.asp Editors: Norman Fairclough, Phil Graham, Jay Lemke, Ruth Wodak, Authors
are invited to submit papers for publication in Critical discourse Critical Discourse Studies
is an interdisciplinary journal for the social The journal has been established in response to the
proliferation of Relevant areas and disciplines include, but are not limited
to: anthropology communication cultural studies education ethnic studies gender studies
geography history legal studies linguistics literary studies management studies media
studies migration studies philosophy political economy political science psychology
sociology technology studies urban studies The editors also welcome papers which connect critical academic
research The scope of critical discourse studies is not limited to linguistic Recognising the diversity, depth, and history of scholarship in the
growth Critical Discourse Studies encourages contributions from both new and Critical Discourse Studies aims to be accessible. It aims for papers
that For further
information, or to submit manuscripts, email
Further information, including notes for authors, is available at the |
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DeriveApprodi
n.23
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Quaderni di Mediazione Teorie, tecniche e pratiche operative di gestione positiva dei conflitti e mediazione qdm@puntodifugaeditore.com www.puntodifugaeditore.com/qm/ PRESENTAZIONE Siamo lieti di presentare il periodico trimestrale “Quaderni di Mediazione. Teorie, tecniche e pratiche operative di gestione positiva dei conflitti e mediazione”, in uscita il prossimo mese di maggio. La Rivista nasce per dare circolarità e diffusione all’ampio e appassionante dibattito teorico, nelle sue differenti scuole di pensiero, all’evoluzione delle tecniche e alla pratica operativa in materia di gestione positiva dei conflitti e mediazione, proponendosi sia quale strumento di ricerca, di analisi, di studio e di confronto per tutti coloro che, a vario titolo e nei differenti indirizzi professionali e accademici, si occupano di mediazione, sia quale strumento operativo, di orientamento e di approfondimento, utile non solo agli “addetti ai lavori”, ma anche a chi delle pratiche di mediazione ne è diretto fruitore (si pensi, ad esempio, alla scuola, alle aziende e alle associazioni datoriali e dei lavoratori, alla pubblica amministrazione, ecc.). La Rivista, nata grazie alla collaborazione di quanti ne hanno sposato fin da subito la filosofia editoriale, potrà certamente migliorare e perfezionarsi nel tempo grazie a coloro che ne vorranno condividere gli intenti e al contributo che le associazioni, le organizzazioni, i centri, i professionisti e gli operatori vorranno offrire attraverso articoli, segnalazioni, comunicati e resoconti su iniziative e progetti inerenti la gestione positiva dei conflitti e la mediazione, nei diversi ambiti di applicazione. Nell’auspicio che anche voi vogliate condividerne e sostenerne il progetto editoriale, vi invitiamo fin d’ora a volere considerare la Redazione della Rivista aperta ai contributi che ci vorrete proporre. |
Libri / Books
| New publication /Nuova
pubblicazione: Pietro Basso, Fabio Perocco (a cura di) IMMIGRAZIONE E TRASFORMAZIONE DELLA SOCIETÀ - FrancoAngeli Questo volume analizza criticamente le cause, le forme, gli effetti dei movimenti migratori che sono in atto verso l’Italia e l’Europa nel quadro del processo di mondializzazione, e discute le domande e le istanze che l’immigrazione pone alle scienze sociali e ai servizi sociali, in quanto dinamico fattore di trasformazione della società.È un lavoro a più voci, tra loro dialettiche, che suona, o almeno cerca di farlo, una musica un po’ diversa da quella corrente.Il presupposto da cui muove è che le lavoratrici e i lavoratori immigrati non sono né bestie da soma, né sotto-uomini, né tanto meno gli untori del duemila, e neppure ninnoli folklorici, ma esseri umani portatori di bisogni umani emancipativi. Da integrare pienamente, su di un piano di parità, nella vita sociale e politica, e con cui integrarci in un autentico scambio solidale di esperienze e di culture proiettato al di là delle obsolete barriere nazionali. Questo testo esprime perciò una posizione di vivo contrasto nei confronti dell’etnocentrismo e del razzismo anti-immigrati di cui è malata una società che, ad onta del suo look scintillante di denaro e dei peana alla new economy, manifesta nella paura e nel rifiuto delle popolazioni immigrate (che supersfrutta) la paura per il proprio stesso futuro. Esso si rivolge non solo agli operatori dell’immigrazione, ma a tutti coloro che sono interessati a questa tematica, mettendo a loro disposizione degli utili strumenti di approfondimento e di lavoro. Pietro Basso insegna Metodologia delle scienze sociali e Sociologia della devianza all’Università di Venezia e coordina il Comitato scientifico del Master sull’immigrazione istituito presso la medesima Università. Con la FrancoAngeli ha già pubblicato Disoccupati e stato (1981) e Tempi moderni, orari antichi. L’orario di lavoro a fine secolo (1998). Fabio Perocco insegna Sociologia delle migrazioni all’Università di
Venezia e coordina l’attività didattica del Master sull’immigrazione istituito
presso la medesima Università. Ha pubblicato numerosi saggi sui fenomeni migratori ed è
co-autore di L’Islam in Italia. Una presenza plurale, a cura di C. Saint-Blancat
(1999). |
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Donne globali -Tate, colf e badanti Barbara Ehrenreich e Arlie Russell Hochschild Pagine: 312
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| Neuerscheinung / Nouvelle publication / New
publication: "Les migrations
créatrices - étude de l'entreprenariat des étrangers en Suisse". La création d'entreprise par les étrangers est un aspect peu connu de l'immigration en Suisse. Dans l'ouvrage qu'il vient de publier, Etienne Piguet – Economiste et vice-directeur du Forum suisse pour l'étude des migrations -étudie l'évolution de ce phénomène au cours des dernières décennies et met en évidence les raisons qui poussent certains migrants à "se mettre à leur compte". Unternehmensgründungen von Ausländern gehören zu den wenig beachteten Facetten der Einwanderung. In seinem kürzlich erschienen Buch geht Etienne Piguet - Ökonom und Vize-Direktor des SFM - der Entwicklung dieses Phänomens während der vergangenen Jahrzehnte nach und zeigt die Gründe auf, die Migranten veranlassen, sich beruflich selbständig zu machen. Bestellung / Commande / Order Pour les autres pays: |
Social Inequalities in Health |
New publication /Nuova pubblicazione: KUBANDWA: LA POSSESSIONE SPIRITICA NELL'AFRICA DEI GRANDI LAGHI Cecilia Pennacini Il segnalibro, Torino 1998, pp. 309, Lit 38000 L’autrice, antropologa che ha operato per anni sul campo, è una collaboratrice della SICIS e ha contribuito alla riuscita di un seminario sulla possessione e la follia proprio riferendo delle ricerche narrate in questo libro. La prima impressione, è ovvio, è di spaesamento: sembra tutto così esotico… Poi, riflettendoci, scopriamo che le “altre” culture non sono poi così “altre”, e lo sono più negli aspetti formali che in quelli sostanziali. E scopriamo anche che la loro disponibilità ad accogliere ciò che è diverso può essere maggiore della nostra: siamo così sicuri delle nostre conoscenze! Togliersi di dosso l’abito colonialista non sembra facile...
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MANUALE
LESSICO PER IL MEDIATORE INTERCULTURALE
a cura dell'Associazione culturale multietnica HARAMBE progetto Jean Marie Tshotsha Finanziamento : Provincia di Torino Assessorato alla Solidarietà Sociale, Politiche Giovanile, Sanità e Pari Opportunità Servizio Programmazione Solidarietà Sociale Molti degli Istituti e servizi italiani in materia di lavoro, servizi sociali, giustizia, non hanno equivalenti (o addirittura non esistono) in alcuni dei paesi di provenienza degli immigrati, ne discende una difficoltà comunicativa, nonchè di comprensione tra l'utente e l'operatore; a tal fine si è pensato di elaborare il presente manuale, che intende essere uno strumento di facile consultazione, rivolto ai mediatori interculturali, cittadini stranieri che non solo utilizzano una lingua straniera (l'italiano) per il loro lavoro ma anche una terminologia tecnica spesso non familiare anche agli operatori autoctoni. Pertanto, tenendo conto della potenziale equivocità della comunicazione verbale in contesto multiculturale e plurilinguistico, l'intento è di far sì che, per ogni termine, il significato e il valore di esso siano standard per tutti, l'operatore e l'utente dei servizi (*). Inoltre il presente manuale è uno strumento a servizio degli operatori sociali italiani dei servizi pubblici e privati, (educatori, animatori, ecc,) adibiti all'inserimento sociale, culturale, e lavorativo dei cittadini stranieri immigrati in Italia. Si parte dal presupposto che l'operatore sociale, italiano o straniero, abbia prima di tutto una buona padronanza della lingua italiana, quale strumento indispensabile per il suo lavoro, e pertanto la traduzione in lingue (1. albanese, 2. arabo, 3. cinese, 4. francese, 5. inglese, 6. rumeno, 7. russo, 8. serbo croato, 9. spagnolo) riguarderà solo i termini e non il loro significato. Data la vastità degli argomenti trattati, sono stati necessari i contributi di vari e molteplici professionisti o specialisti delle singole materie; ciò spiega la non uniformità dello stile con cui sono trattate le singole voci. Nel presente testo è possibile trovare la terminologia più ricorrente nei vari settori di intervento del mediatore interculturale:
I mediatori interculturali assumono oggi ruoli differenti che vanno dalla semplice traduzione e dalle forme diverse di interpretariato, a quelle di `discussant' o di `advocacy' (difesa dei diritti dell'utente) sino ad arrivare, in Torino e provincia, a funzioni via via più specifiche in contesti quali:
In questi ultimi il bisogno di attività di mediazione interculturale è molto sentito, e lo scarso accesso di immigrati a tali servizi documenta i limiti di modelli di presa in carico che non siano appropriati sotto il profilo culturale (si vedano le voci etnopsicoterapia, etnopsicologia, etnopsichiatria). Alcuni Centri specialistici sono sorti in Italia e in Europa per produrre modelli specifici di psicoterapia, centrati sul dispositivo della mediazione interculturale e rivolti a cittadini stranieri (Associazione Frantz Fanon a Torino, Centro Devereux a Bologna, ecc.). Il manuale è diviso in 5 parti:
TRADUTTORI:
Roberto Beneduce, Monica Brignone, Silvio Canapé, Maurizio Cossa, Giovanni D’Elia, Piergiorgio Maggiorotti, Daniela Molinero, Laura Mussano, Mariella Peirone, Leonor Ronda, Chiaffredo Rosso, Riccardo Rosso, Aurelia Tassinari Si ringraziano inoltre tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione di questo primo manuale.L’elaborazione di questo manuale inizia fine 2001. Tenendo conto dei cambiamenti e della riorganizzazione di alcuni servizi nel tempo, delle periodiche modifiche sulla normativa in materia di ingresso e di soggiorno degli immigrati non UE, potrebbero verificarsi inesattezze in alcune definizioni e ce ne scusiamo; questo prodotto sarà pertanto soggetto ad un aggiornamento continuo. Torino, 30 aprile 2003 |
| Cari Amici, visitate le nostre pagine web: http://www.edizioni-achab.it/ è uscito il nuovo libro Joséito Fernández e la sua Guajira Guantanamera Paolo Rossignoli - Editore EDIZIONI ACHAB - VIA CAROTO, 2/A - 37121 VERONA TEL. +39 045 8489196 - FAX +39 045 8403149 - www.edizioni-achab.it
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Pubblicazione a cura del Quartiere Navile nell’ambito di Bologna 2000 ( curatrici: Roberta Gavazzi, M.Luisa Polmoni, Paola Santoro, con interventi di C. Koch e U.Telfener ) ll volume "Essere zingara, essere donna: possibilità di percorsi comuni" propone una serie di storie di vita delle donne sinte del campo sosta di via Erbosa (Quartiere Navile); esso è nato dalla volontà di interazione e dal desiderio di confronto che, queste stesse donne, hanno da sempre dimostrato nei confronti dell’esterno. Le storie narrate, attraverso lo strumento dell’intervista, hanno come tema dominante la condizione femminile e il filo che unisce e separa le donne zingare attraverso le generazioni. Le intervistate hanno liberamente scelto i temi che preferivano affrontare toccando argomenti come la famiglia, la nostalgia del passato, il rapporto con i non zingari e le aspettative per il futuro. Alcune ragazzine hanno infine contribuito alla pubblicazione realizzando disegni. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di favorire lo scambio di esperienze fra donne zingare e non perché siano valorizzate sia le differenze che le somiglianze esistenti fra chi proviene da storie e da culture diverse. L’idea di dare spazio alle donne è nata dalla consapevolezza dei cambiamenti in atto nella comunità zingara, in particolare nelle relazioni in seno alla famiglia, tra uomo e donna e tra i genitori e i figli. Se da una parte alle donne è affidato il compito di garanti delle tradizioni attraverso l’educazione dei figli e la cura della famiglia nucleare ed allargata, dall’altra, sono le donne stesse che attraverso i contatti con le Istituzioni e i Servizi, proprio in relazione all’educazione e all’accudimento dei figli, si fanno maggiormente portavoce del cambiamento. Il Quartiere Navile, nel promuovere questa iniziativa, si è basato inoltre sulla constatazione che, malgrado da vari decenni Bologna sia luogo di permanenza di persone zingare, il rapporto tra comunità maggioritaria e comunità zingare è ancora caratterizzato da pregiudizi e disinformazione. [ Per informazioni paola.santoro@libero.it ] |
| Neuerscheinung
/ Nouvelle publication / New publication: Letizia Bindi - Barbara Faedda, Luoghi di frontiera. Antropologia delle mediazioni, Punto di Fuga Editore, Cagliari, 2001. E' uscito il volume Luoghi di frontiera, antropologia delle mediazioni, scritto da due antropologhe e dedicato alla mediazione culturale e alla prevenzione e riduzione dei conflitti interculturali nei diversi contesti locali. Le autrici da tempo lavorano sull'apporto delle discipline antropologiche alle questioni della mediazione e sono al momento impegnate - in stretta collaborazione con operatori e ricercatori statunitensi e canadesi in materia - in una ricerca comparativa sulle diverse forme di applicazione delle pratiche di mediazione nei diversi contesti sculturali nazionali e internazionali. |
Clifford Geertz
Antropologia e filosofia Il Mulino 2001
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NDJOCK NGANA NHINDO NERO, poesie in lingua basaa e italiana. Anterem,
Roma, 1999. Ogni parola (lingua) in una certa misura, è lo specchio nel quale si vede il viso di un popolo; ma anche se fa parte di un linguaggio che ha acquistato un grande potere di espressione dell'universale, di ciò che è comune a tutti gli uomini, ci sono cose che non potrà mai dire e che appartengono ad altri uomini... (R. Colin) Ndjok Ngana (Teodoro) cittadino camerunense, incomincia a scrivere poesie di impegno sociale quando si iscrive all'Università di Yaoundé, nell'anno 1972-72, perché figlio di una famiglia contadina della etnia Bassa, ben nota per l'impegno politico nella lotta per l'indipendenza del Camerun. La sua poesia è come quella della maggior parte degli africani: impegnata. Un impegno politico, sociale e culturale per la conservazione dei valori fondamentali delle culture africane e la loro apertura nello sviluppo del pensiero umano. Associazione Kel'LAM - Onlus Via Alceste Trionfi, 24 00172 Roma. Tel. 062411334 Kellam@libero.it |
__________________________________________________________________ ethnica N°3, settembre 2002 Imbarazzismi - Quotidiani imbarazzi in bianco e nero- " Cominciamo anche in Italia-succede da tempo, in altri Paesi di più lunga esperienza di migrazioni- a leggere scritti che ci rimandano l'immagine di "noi" che hanno "gli altri" e che descrivono, da punti di vista che appunto non sono i "nostri", situazioni del vivere quotidiano: spesso situazioni di imbarazzo" Laura Balbo (dall'introduzione) È un libretto che si legge in
una ventina di minuti...poi meditarci sopra. |
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| Diritto di fuga Migrazioni, cittadinanza, globalizzazione di Sandro Mezzadra - Ombre corte, Verona, 2002 Quando si parla di migrazioni, si pensa generalmente che all'origine del fenomeno siano esclusivamente eventi macroscopici di portata internazionale e fattori oggettivi che prescindono dalle volontà individuali. I migranti, secondo questa concezione, appartengono ad una massa informe ed indistinta, priva di connotazioni personali. Ma è proprio l'indeterminatezza della figura del migrante ad alimentare la paura dell'ignoto ed il senso infondato del pericolo. Muovendo dalle osservazioni di Weber sulle migrazioni dei contadini tedeschi del XIX secolo, l'autore invece reintroduce la soggettività del migrante nell'analisi dei processi migratori, esaminandola attraverso la categoria del "diritto di fuga": fuga come anelito di libertà individuale, riscatto dalle costrizioni sociali, liberazione dal giogo dispotico di gerarchie familiari o di regimi politici autoritari. Attraverso gli studi recenti sul governo della libertà del lavoro nell'era capitalistica, il libro intreccia poi il tema della specificità del migrante con la situazione contemporanea, caratterizzata dal processo di globalizzazione e dalla rielaborazione del concetto di cittadinanza negli stati occidentali, fino ad individuare numerosi punti di contatto fra le aspirazioni personali dei migranti e quelle dei movimenti anticoloniali degli anni '60-'70. |
MEDIARE E PREVENIRE NELLA SCUOLA Savina Pinna, Margherita Spissu, Giovanni Spissu. Punto di Fuga
Editore. Alcuni sintomi del disagio giovanile sono individuati nelle forme di violenza, che assume fin dai primi anni della vita scolastica, e all'interno della scuola, delle classi, forme di limitazione nello sviluppo della propria personalità.Da un esame sommario delle situazioni esistenti nel mondo, in Europa, nei nostri centri e in ogni singola scuola, appare necessario, oggi più che mai, gettare le basi di un modello educativo che consideri prioritario l'orientamento verso una "gestione positiva dei conflitti".Il volume, sintesi del progetto europeo "Gesposit", coordinato dall'Universidade Aberta di Lisbona, si propone di fungere da supporto alla comunità scolastica per sviluppare un modello di intervento fondato sui processi di mediazione che consenta alle famiglie, al personale docente e non docente, agli alunni, di prendere coscienza dei forti conflitti esistenti nell'individuo e nelle istituzioni in questo particolare momento storico, nonchè di tentare di agevolare, attraverso la prevenzione, i processi di sviluppo della personalità umana evitando disagi, disorientamenti, disgregazione, manifestazioni di violenza. |
| Gina Ross
- Beyond the trauma
vortex. The
media's role in healing fear, terror and violence - North Atlantic Books - Berkley, California, USA The impact of trauma on individuals and societies is profound and its
economical cost staggering as it affects the mental, physical, spiritual and behavioral
functioning of its victims. Furthermore, we are now starting to grasp trauma's influence
on conflicts between groups and nations, influencing world politics. Looking
at the world through the lenses of understanding and individual and collective traumas can
help diminish violence and greatly aid in bringing harmony to the world. A
trauma-sensitive media can help accomplish this ambitious task. |
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Incontro di
sguardi. Saperi e pratiche dell'intercultura A cura di Anke F.M. Miltenburg Unipress 2002 In questo volume vengono raccolti numerosi saggi il cui obiettivo comune è quello di proporre una riflessione approfondita e aperta sull'intercultura. Venti autori, nella maggioranza attivi collaboratori del Master in Studi Interculturali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Padova, offrono al lettore un'analisi pluridisciplinare sulle tematiche interculturali. Una prima parte teorica, prevalentemente filosofica, viene completata da decina di saggi nati da esperienze di ricerca che presentano percorsi applicativi da prospettive antropologiche, storico-culturali e linguistiche. Particolare attenzione rivestono gli argomenti legati all'immigrazione quale realtà sempre più presente nella quotidianità della società italiana e come privilegiato orizzonte dell'incontro tra culture. Incontro e avvicinamento che esige speciale attenzione sui processi messi in atto, i problemi sorti e le nuove dinamiche da attuare.
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Pabst Science Publisher Lengerich (D) 2002,
468 pages, This text provides a comprehensive examination of relationships from a sociocultural and multiethnic standpoint. Edited by two internationally renown psychologists, it contains the contribution of 75 researchers and theorists from 15 countries. Many papers and topics of this volume span the gap between basic theory and practical applications, with a special focus on the resolution of difficult human problems in the unique contexts of their occurrence. The papers begin by reviewing the basic foundation of the development of relationships, and then consider how we as individuals begin to relate to others and the effects of such processes on self-development. Parent-child dynamics, couple relationships, adolescent development in cross-cultural perspective, the interactions between students and school, family and work relationships, and therapeutic and healing encounters are also examined. The book integrates perspectives from developmental, clinical, cross-cultural, organizational, school, and transpersonal psychology in a rich variety of contexts. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Anna Laura Comunian and Uwe P. Gielen (Eds.) |
![]() Brunetto Salvarani
Vocabolario minimo del dialogo
interreligioso Per un’educazione
all’incontro tra le fedi Edizioni Dehoniane
Bologna 2003; Pagine 120 ISBN 88-10-14010-9
È sotto gli occhi di tutti come la diversità religiosa sia entrata di prepotenza sulla ribalta mediatica. L’obiettivo umile del volume è contribuire a tracciare le basi e i presupposti di un incontro serio fra donne e uomini di fede cristiana con donne e uomini di fede “altra”, sulla linea di filoni ben presenti nella rivelazione biblica, nella storia delle Chiese cristiane e nei documenti del magistero. Il testo cercherà di stilare un primo “alfabeto del dialogo” per l’oggi, in funzione di un’auspicabile pedagogia del dialogo. Brunetto Salvarani da tempo si occupa di dialogo
ecumenico e interreligioso, avendo fondato nel 1985 la rivista di studi ebraico-cristiani QOL; ha diretto dal 1987 al 1995 il Centro Studi
Religiosi della Fondazione San Carlo di Modena. Saggista, scrittore e giornalista
pubblicista, collabora con parecchie testate e fa parte del Comitato “Bibbia Cultura
Scuola”, che si propone di favorire la presenza del testo sacro alla tradizione
ebraico-cristiana nel curriculum delle nostre istituzioni scolastiche. È direttore della
“Fondazione ex campo Fossoli”, vicepresidente dell’Associazione italiana
degli “Amici di Nevè Shalom-Waahat as-Salaam”, il “Villaggio della
pace” fondato in Israele da padre Bruno Hussar. Ha pubblicato presso gli editori
Morcelliana, EMI, Tempi di Fraternità, Marietti, Paoline. |
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Carlo Batà L’Africa di Thomas Sankara Le idee non si possono uccidere 4 agosto 1983: in uno dei paesi più poveri dell'Africa incomincia l'esperienza rivoluzionaria di Thomas Sankara. Il Burkina Faso tenta una via autonoma di sviluppo e incontra la resistenza di Banca Mondiale e Fondo Monetario. Sono costruite scuole per i bambini, centri di pronto soccorso per gli ammalati, dighe per consentire ai contadini di irrigare i campi. Dopo soli quattro anni Sankara viene ucciso e il paese ripiomba nella miseria: bambini falcidiati da fame e malattie curabili, il debito estero sempre più assillante, il saccheggio delle risorse naturali da parte delle multinazionali. Sankara aveva invocato il disarmo per costruire “un mondo più giusto e senza guerre”, anziché governato dalla forza delle armi e sbilanciato tra nord ricco e sud povero. Pochi giorni prima della morte aveva affermato: “Abbiamo provato che è possibile eliminare lo sfruttamento, uscire dalla miseria e costruire la felicità per tutti. Quelli che vivono nel lusso sfruttando gli altri ci hanno combattuto e continueranno a farlo. Voi avete di che nutrirvi, ma se la popolazione è nella miseria e continua a restarci, un giorno vi impedirà di mangiare tranquillamente…” Dalla prefazione di Padre Alex Zanotelli: Sankara parla della sofferenza della sua gente e di quella di oltre un miliardo di esseri umani, comprendendo che il mondo è diviso, come dice lui, tra “sfruttati e sfruttatori”. |
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SGUARDI DI MAMME- Modalità di crescita dell'infanzia straniera Lia Chinosi I bambini stranieri, le modalità di crescita e il
rapporto con le loro mamme immigrate sono al centro della presente ricerca. Di fronte a
una realtà multiculturale sempre più notevole con l'accrescersi dell'immigrazione in
Veneto, la presenza dei bambini immigrati solleva uno degli aspetti più importanti da
affrontare. Il presente volume è il risultato di una ricerca promossa dalla Regione
Veneto sugli stili e modalità di cure della prima infanzia straniera all'interno del
"Progetto iniziative sanitarie in materia d'immigrazione". Il presente saggio di
Lia Chinosi riporta la sua esperienza con le mamme appartenenti alla cultura cinese,
albanese, tunisina, senegalese e rom/sinti. Psicologhe e mediatrici culturali operanti nei
diversi gruppi d'incontro si sono avvicinate a queste donne allo scopo di conoscere e
valorizzare i modi in cui mettono al mondo e crescono i loro bambini. Le loro storie
racchiudono le difficoltà nel rifarsi una vita in Italia, paese dove sono approdate e che
le divide dalle conoscenze e pratiche delle proprie culture confrontante con nuovi
stimoli, codici e pensieri. Con un approccio alla stessa volta teorico e testimoniale,
vengono presentate le caratteristiche di ogni gruppo etnico di mamme, le condizioni
storiche della crescita nel paese d'origine, le fasi della gravidanza, la nascita, il
puerperio fino alle diverse cure dei bambini. Allattamento, abbraccio, manipolazione e
parola si amalgamano in un'unica forma di comunicazione. È così che il presente saggio
permette di confrontare le stesse esperienze vissute in modi diversi e mette in
discussione quello che si è sempre ritenuto immodificabile sui metodi di allevamento ed
educazione dei bambini. Esperienze diverse dalle quali sicuramente imparare a conoscere le
persone con le quali condividiamo il quotidiano fatto di differenze. Esperienze che ci
aiutano a conoscere noi stessi. |
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Kossi Komla-Ebri ALL`INCROCIO
DEI SENTIERI C'è chi la chiama “letteratura della migrazione”, ma
suona come una produzione letteraria di serie B. In realtà, gli
scrittori migranti sono donne e uomini dalle identità trasverse,
che vivono all’interno di sé più culture contemporaneamente, sfuggendo a qualsiasi
classificazione riduttiva. Portatori di identità
multiple e di valori universali, utilizzano la scrittura come spazio virtuale
d’incontro. |
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LA COMUNICAZIONE
COME ANTIDOTO AI CONFLITTI |
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Ashwin Desai Noi siamo i poveri La nuova apartheid e i suoi protagonisti Prefazione di Naomi Klein Noi siamo i poveri ci trasporta nei sobborghi delle megalopoli del Sudafrica. Nella situazione politica ed economica del dopo apartheid, descrive l’inedita formazione di una comunità di lotta che ha saputo opporsi, con nuovi linguaggi e nuove forme di resistenza, alle misure di impoverimento imposte dalle multinazionali. Noi siamo i poveri è il commovente ritratto di un’altra Africa. Lontano dall’immagine consolidata di un continente oppresso da miseria e povertà, questo libro descrive le inimmaginabili capacità di resistenza delle comunità più marginali. Ci racconta la storia di come disperazione e indigenza si sono rivoltate in un’opposizione organizzata e imprevista. Ripercorre le tappe di formazione di un movimento che ha saputo dare un comune terreno alle minoranze più variegate. Ben lungi dal rappresentare un fenomeno locale, l’esempio delle lotte nel Sudafrica post-apartheid costituisce un modello senza precedenti per le lotte contro le politiche della globalizzazione su scala mondiale. Noi siamo i poveri è contemporaneamente una delle riflessioni più lucide del pensiero post-coloniale e una delle più belle descrizioni del Sudafrica contemporaneo. Ashwin Desai è uno dei più noti attivisti sudafricani. È docente universitario a Durban. |
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"Diagnosi della diagnosi" a cura di Pietro Barbetta, Paolo Benini, Roberta Naclerio Ed. Guerini, 2003
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La città e le ombre. Crimini, criminali,
cittadini Alessandro Dal Lago, Emilio Qadrelli - Feltrinelli - Milano Frutto
di una ricerca durata diversi anni, questo libro descrive, grazie a tecniche etnografiche,
i mondi criminali di una città dell’Italia del Nord. Vecchi contrabbandieri, uomini
d’onore e camorristi, rapinatori, organizzatori del gioco d’azzardo, ma anche
prostitute, italiane e straniere, spacciatori, ladruncoli e bidonisti (le diverse ombre
cui allude il titolo) raccontano le loro attività passate e presenti, oltre che i
rapporti con clienti, vittime e complici. I mondi criminali, illustrati dalla viva voce
dei protagonisti, risultano così inestricabilmente connessi alla vita quotidiana della
città, anche se perlopiù invisibili. |
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“Emigrar: en busca de un espacio de
amparo”, Ed. Granica - Ensayo. Claudia Yelin “Emigrar: en busca de un espacio de amparo” es un libro de la psicóloga argentina Claudia Yelin donde reflexiona sobre los miedos, las añoranzas, los logros y los desencuentros de su nueva vida, en los Estados Unidos. En el libro de Claudia Yelin, encontramos lo personal de la experiencia y su mistura con el trabajo como terapeuta. Eso da elementos para diversas "migraciones", que a veces no necesitan tanta geografia por medio, alcanza con las diferencias culturales de pasar de un luego a otro.... |
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Global Muslim Le radici occidentali nel nuovo Islam di Olivier Roy Agli occhi occidentali, l’Islam sembrerebbe rimandare un’immagine di solidità, identità e dinamismo, spesso condivisa dagli stessi islamici, quando si felicitano per la reislamizzazione avvenuta delle società musulmane. È questa la tesi che Roy mette radicalmente in discussione. Che si tratti di forme violente o moderate di reislamizzazione, è sempre l’Occidente, con i fenomeni di globalizzazione e di individualismo, a essere al cuore del processo. La propaganda su Internet, così come l’azione politica e terrorista, condividono dei modelli d’azione e di militanza tipicamente occidentali. Ma anche gli ingredienti delle nuove forme di religiosità occidentali sono onnipresenti, probabilmente all’insaputa degli stessi militanti islamici: fioritura individuale, bricolage di dottrine e di comportamenti su una base di incultura e attitudini settarie. Non si tratta quindi di scontro di civiltà: le tensioni legate oggigiorno all’Islam sono il segnale di un’occidentalizzazione mal vissuta e delle crisi che a cascata essa provoca. |
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GENEALOGIA DELLA
RIVOLTA. ARGENTINA. LA SOCIETÀ IN MOVIMENTO Raùl Zibechi - Luca
Rossella Editore.
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Metix - Cinema globale e cultura visuale Anna Camaiti Hostert*, Meltemi, 2004 Cosa lega Chinatown e Apocalypse Now, la sottile linea rossa e A.I., Mississippi Masala e Minority Report? È il ruolo schiacciante dei conflitti: tra uomo e natura, tra uomo e macchina, tra “pazzia” e “normalità”, tra culture, etnie, religioni. Anna Camaiti Hostert ha scelto di indagare questa costante dai luoghi diasporici dei visual studies, avvalendosi degli strumenti della fiction, e in particolare del cinema, che meglio rappresenta identità in progress in quanto combina strettamente elementi tecnologici e processi culturali. Il rapporto sempre più stretto e inquietante dell’individuo con la tecnologia da un lato, e le contaminazioni tra Occidente e mondo postcoloniale dall’altro impongono alla cultura visuale globalizzata di ricodificare la nostra esistenza. Elemento imprescindibile di questo nodo teorico è per l’autrice la forza dirompente della differenza sessuale. A partire dall’11 settembre, fino alla guerra in Iraq, attraverso l’uso “contaminato” e intervisuale dei media, il libro ricostruisce i tortuosi percorsi lungo i quali si collocano eventi che hanno irrimediabilmente segnato le nostre vite, e sottolinea la fondamentale importanza che i processi transculturali stanno già esercitando nella società contemporanea. *Anna Camaiti Hostert si occupa di filosofia, teoria delle identità e visual studies con particolare riferimento al cinema. Ha insegnato nelle università di Roma, Chicago, Los Angeles, New York. Tra le sue pubblicazioni: Passing. Dissolvere le identità, superare le differenze (1996); Screening Ethnicity. Cinematographic Representations of Italian Americans in the United States (2002, uscito nello stesso anno in versione italiana) e Sentire il cinema (2002). |
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Baro romano drom. La lunga strada dei rom, sinti, kale, manouches e romanichals.di Alexian Santino Spinelli (Meltemi, 2003, 17,00 euro)E'
un libro che conviene cominciare... dalla fine, onde percorrere «la lunga strada dei rom,
sinti, kale, manouches e romanichals» con lo spirito giusto. L'autore - musicista, poeta
e docente di lingua e cultura romaní - raccomanda infatti di tenersi lontani dagli
stereotipi, anche dai più romantici, che mitizzano lo zingaro «libero» come se fosse
«un reperto archeologico fisso e immutabile». Difficile stabilire l'origine delle
innumerevoli migrazioni di questo popolo antichissimo di origine indoariana che non ha mai
potuto scrivere la propria storia: l'uso scritto della lingua romaní, tramandato
oralmente per dieci secoli, nonostante il succedersi delle politiche di annientamento, ha
prodotto infatti una propria letteratura soprattutto nella seconda metà del Novecento, e
particolarmente negli ultimi trent'anni. Ma le tracce che i rom hanno seminato nel corso
dei secoli, incrociandosi ad altre culture, resistono al tempo. Tracce di futuro, dice con
passione Spinelli, che confida soprattutto nelle donne, sempre più attive e coscienti
nella difesa dei propri diritti. Ai gitani dell'Andalusia meridionale, che si definiscono
flamencos, è invece dedicata una ricerca dell'antropologa Caterina Pasqualino. |
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Einaudi, 1997 "Se i miei genitori fossero neri...". In duecento temi dalle scuole di tutta Italia il razzismo così come lo vedono e lo sentono i bambini. Da una imponente massa documentaria la Tabet ha scelto i duecento temi più significativi, pubblicandoli integralmente. Ne esce un quadro drammatico, fatto prevalentemente di rifiuto radicale, ma anche di pietà e di compassione, che arrivano a una sorta di consapevolezza della drammaticità del problema. |
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Orientalismo di
Edward Said - Feltrinelli
Muovendo dall’accezione più ampia del termine – orientalismo come
insieme delle discipline accademiche che studiano usi, costumi, letteratura e storia dei
popoli orientali – Said affronta l’idea della diversità ontologica tra Oriente
e Occidente ispiratrice di tante pagine di autori diversi e lontani, da Eschilo a Victor
Hugo, da Dante a Marx, chiudendo l’indagine sul complesso di istituzioni create
dall’Occidente per esercitare il proprio dominio sul mondo orientale. |
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Paul
Gilroy The Black Atlantic L'identità nera fra modernità e doppia coscienza The Black Atlantic è un’articolata e complessa riflessione sul dibattuto tema dell’identità nera. Il suo obiettivo principale è quello di delineare i contorni storici di una cultura nera transatlantica e delocalizzata prodotta e riprodotta dalla circolazione intercontinentale di migranti, merci, idee, immagini e oggetti artistici iniziata con la schiavitù. Una (contro)cultura diasporica intesa come forma transnazionale di creatività e quindi irriducibile alle singole fonti – Africa, Americhe, Caraibi, Europa – da cui trae origine. Capire la cultura black non significa dunque andare alla ricerca di una qualche supposta essenzialità etnica, ma rintracciare i diversi percorsi di questa grande diaspora che rappresenta una sfida a riconsiderare i problemi della nazionalità, dell’appartenenza, dell’identità e della memoria. Tuttavia, il progetto di Paul Gilroy non va nella direzione di quell’anti-essenzialismo sempre più di moda in discipline come l’antropologia o i cultural studies e si pone in aperta polemica tanto con i proclami del decostruzionismo postmoderno più semplicistico, quanto con il nazionalismo più intransigente. Attraverso un accurato studio della musica, della letteratura e della produzione di alcuni dei più importanti intellettuali neri, Gilroy concentra l’attenzione su ciò che “permane” nella cultura e nell’esperienza dei neri nonostante gli effetti disgreganti della storia, cercando di offrire strumenti e concetti più raffinati ed efficaci di quelli tradizionali sia alla pratica politica anti-razzista che alla teoria sociale contemporanee. Paul Gilroy, sociologo e studioso afro-britannico, insegna Sociologia e Studi afro-americani alla Yale University. Già professore di Sociologia al Goldsmith’s College dell’Università di Londra, ha scritto, tra l’altro, There Ain’t No Black In The Union Jack (1987), Small Acts: Thoughts On The Politics of Black Cultures (1993). |
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Chitra
Banerjee Divakaruni Matrimonio combinato EINAUDI
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SERBI CROATI SLOVENI Pirjevec
Joze - 2002 - Il Mulino |
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Robert J. C. Young Introduzione al postcolonialismo
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Miguel Mellino La critica postcoloniale Decolonizzazione, capitalismo e cosmopolitismo nei postcolonial studies
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Augusto Illuminati Manifesto Libri - 1996 pp. - 224 9,30 €
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Terre di esodi e di approdi
Emigrazione ieri e oggi A cura di Pasquale Guaragnella e Franca Pinto Minerva Collana: Quaderni Irre Puglia Il volume analizza le problematiche dell’emigrazione attraverso molteplici angolazioni: economica, demografica, storica, letteraria, antropologica, fotografica, cinematografica. Leggere la realtà delle migrazioni mediante l’apporto di più discipline permette di attraversare i sofferti eventi delle partenze e degli arrivi alla ricerca di nuove prospettive di lettura e interpretazione. Fughe, transiti, permanenze hanno prodotto una abbondanza di tracce storiche, letterarie, politiche, antropologiche, artistiche. In particolare in Italia, l’esperienza dell’emigrazione e quella più recente dell’immigrazione hanno comportato le mutazioni dei paradigmi identitari dei viaggiatori – sradicati dal contesto d’origine e immersi in drammatiche esperienze di precarietà e disorientamento – ma anche la sperimentazione della pluralità dell’appartenenza caratterizzata dalla varietà dei costumi, delle tradizioni, degli stili di vita, dei modi di pensare, delle pratiche religiose. |
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Benvenuto in classe!
Percorsi di letto-scrittura e di apprendimento intensivo della L2 per bambini stranieri Annamaria Gatti Molti degli alunni stranieri che cominciano a frequentare la scuola nel
nostro Paese non possiedono ancora un’adeguata conoscenza della lingua
italiana e per questo non riescono a comunicare con gli insegnanti e con
gli altri bambini, rischiando di restare esclusi dalla normale vita
scolastica. Per facilitare la loro integrazione anche in classi successive
alla prima della scuola primaria, questo volume propone un corso di
italiano come L2 che li accompagnerà nei momenti iniziali
dell’apprendimento della lingua funzionale e del processo di
letto-scrittura, secondo una metodologia che favorisce l’accostamento
del livello grafemico a quello fonemico. |
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Nuovi cittadini in Europa, Nuovi diritti nelle città Immigrazione, partecipazione politica e diritto al voto- Edizioni Melting Pot EuropaA cura della Cooperativa Caracol - Alberto De Nicola, Paolo Do, Serena Fredda, Serena Orazi, Francesco Raparelli, Davide Sacco. Il volume contiene la
ricerca svolta dalla
Cooperativa Caracol all’interno del progetto 'Verso il municipio dei
nuovi cittadini', promosso dal Comune di Venezia per lo sviluppo della
cittadinanza piena per i migranti residenti. |
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